La “Chiesa Cristiana Vetero Cattolica” in Italia: un pò di cronaca recente

Pubblichiamo l’articolo che ci hanno mandato gli amici della Chiesa Cristiana Vetero Cattolica, con un pò di cronaca recente a proposito della loro presenza in Italia, utile a non confonderli con altre denominazioni simili.

In Italia, fino al 2011, esisteva la Chiesa Vetero-Cattolica dell’Unione di Utrecht. Tale realtà ha contato circa cento fedeli – 54 membri giuridicamente iscritti, fra i quali 4 presbiteri –, erano presenti originariamente due comunità principali – a Bolzano e Milano – ed erano stati attivati rapporti con referenti in altre città e regioni, i quali vedevano comunque un riferimento imprescindibile nella realtà milanese.

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La Diocesi rinnova l’accoglienza: il documento del Consiglio Caritas

da Caritas.diocesidicomo.it, il sito della Caritas diocesana di Como.

Nelle ultime settimane il Vescovo Oscar con Caritas e Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio onlus si sono confrontati sul tema dei flussi migratori e dell’accoglienza, raccogliendo anche le osservazioni delle cooperative e degli enti a più stretta collaborazione. Le cause di questi flussi sono molteplici e complesse, e richiedono ancora, da parte di tutti, lo sforzo di una conoscenza dei fatti più approfondita e consapevole.

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Le quattro generazioni della ROCOR

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Mentre si avvicina il centenario della storia della Chiesa ortodossa russa fuori dalla Russia (ROCOR), padre Andrew Phillips ci offre un suo breve quadro storico.

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Il lavoro in oratorio come esperienza educativa. L’esperienza di Work in progress

da ReteSicomoro.it, conoscere per crescere.

Il tipo di accoglienza oggi riservata ai giovani, negli oratori, è per lo più legata ad attività ludico-sportive (il classico “campetto del prete”) oppure ad attività che potremmo definire “intellettuali/riflessive” (i gruppi parrocchiali).

Negli anni, le parrocchie hanno fatto scelte precise in questo senso, sia dal punto di vista edilizio (le strutture realizzate, i metri quadrati dedicati allo sport, al gioco, le aule dedicate agli incontri), sia sotto l’aspetto pastorale (le società sportive costituite, i professionisti al lavoro, i volontari coinvolti).

Queste attività, naturalmente, non costituiscono qualcosa di sbagliato o di negativo in sé, e tuttavia la loro crescita sproporzionata ha finito per soffocare altre proposte educative non meno utili o significative per il vissuto dei giovani, che risultano ormai praticamente assenti all’interno delle parrocchie.

Il lavoro, ad esempio, inteso appunto come esperienza educativa, da tempo non appartiene più al mondo degli oratori, né – più in generale – alla nostra società. Così, se è per tutti normale immaginare un campetto da calcio vicino alla chiesa, non lo è affatto immaginarvi un’officina o una bottega artigiana (sebbene Gesù fosse un falegname, non certo un calciatore!).

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Achille Grandi, un uomo di fede. 1883-1901 Infanzia e formazione a Como

Il lettore che voglia cogliere l’autentica grandezza di Achille Grandi non la troverà che parzialmente nelle opere e nelle iniziative – sia pure così nobili, ardite e spesso lungimiranti – ma, più compiutamente, nella profondità e nella nobiltà della sua vita spirituale. Per inquadrare nella luce esatta ogni momento della sua esistenza – dai primi anni delle iniziali lotte sindacali nella nativa Como, agli ultimi, in cui assurse a importanza e notorietà nazionale – bisogna appunto risalire alla intensità della sua fede. È più facile, allora, scoprire la fiamma segreta che ne ha alimentato lo zelo e sostenuta la volontà in momenti ardui e difficili. Ogni atto, ogni azione, ogni gesto di questo uomo sono stati sempre ispirati da un vero, autentico cristianesimo.

Giorgio Cavalleri, Parliamo di Achille Grandi

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La neve cade dal cielo, il futuro no

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Non sono certo la persona più adatta a scrivere sulle baby gang napoletane purtroppo tema di drammatica attualità. Semplicemente perché non riesco a comprendere quella diffusa illegalità di cui si parla da anni, senza che mai venga superata (ragazzi che sfrecciano senza casco sotto gli occhi della polizia urbana? Abitanti di un quartiere che ostacolano il lavoro delle forze dell’ordine? Sui nostri quotidiani locali oggi la notizia di un concittadino che, colto sul fatto un ladro nel garage condominiale, ha scattato una foto e chiamato i carabinieri: ladro identificato e arrestato, fatto di ordinaria amministrazione).

Tuttavia, proprio in questi giorni, la cronaca ci mostra come il problema dei ragazzi non sia affatto limitato al Sud, visti i gravissimi episodi verificatisi a Zevio (VR) o a Torino, che significa Nord, eccome Nord. Questo vuol dire che il problema è italiano, globale. Quindi nostro, di tutti e tutti dobbiamo farcene carico, come diceva don Milani. Continua a leggere

Don Lorenzo Milani: metodi pastorali. Il pastore e la comunità

Così don Milani amava. Amava anche te. Ma ti amava come Cristo ama il ricco Epulone. Con l’amore che non scherza. E’ proprio dell’amore non fare un fascio di ogni erba. L’amore distingue, sceglie, divide, denuda: appunto, ti accusa, ti inchioda alla tua croce, perché ti vuole salvo a tutti i costi. L’amore è per la pace, ma non è imbelle. Tanto meno è neutrale. L’amore è lotta fino alla morte. Esigente ed implacabile. Che dà la vita per la verità. E la verità è l’uomo. Così è l’amore.

p. David Maria Turoldo

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