Quanti cristiani ortodossi vanno regolarmente in chiesa in Russia, e perché? Intervista di Jurij Pushchaev all’arciprete Nikolaj Emel’janov

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Vi presentiamo il testo russo e italiano dell’intervista all’arciprete Nikolaj Emel’janov (nella foto), capo ricercatore tra i sociologi della religione che si sono applicati a capire il problema della relazione tra appartenenza e partecipazione alla Chiesa ortodossa nella Russia post-sovietica. A nostro parere, i dati offerti da padre Nikolaj sono una lettura essenziale per chiunque voglia capire la Chiesa ortodossa russa di oggi.

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La spirale

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Abbiamo già avuto modo di denunciare la terribile spirale antisemita che va sempre più avviluppando, giorno dopo giorno, due tra i maggiori Paesi europei, la Polonia e l’Ungheria. Due nazioni di grandissima civiltà, ricche di storia, cultura, arte, che hanno entrambe assai sofferto per la feroce invasione nazista, e che dei giorni bui paiono invece provare evidentemente nostalgia, magari proprio col pretesto di urlare al mondo che loro, polacchi e ungheresi, sono sempre stati antinazisti, e che chi lo nega diventa automaticamente antipolacco o antiungherese.

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La Rosa Bianca: il secondo volantino

da Rosabianca.org, Rosa Bianca Associazione per l’educazione alla politica e alla democrazia.

La Rosa Bianca (in lingua tedesca: Weiße Rose) è stato un gruppo di studenti cristiani che si oppose in modo non violento al regime della Germania nazista. Il movimento fu attivo dal giugno 1942 al febbraio 1943, quando i principali componenti del gruppo vennero arrestati, processati e condannati a morte mediante decapitazione.

Come disse poi Theodor Heuss “contrapponevano la purezza degli intenti e il coraggio della verità, alle frasi vuote e alla menzogna”.

Proponiamo uno alla volta i sei volantini che furono distribuiti dai componenti della Rosa Bianca a Monaco di Baviera.

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I No-Vax continuano nella intollerabile manipolazione e sfruttamento della Shoah

da Mosaico-cem.it, sito ufficiale della comunità ebraica di Milano.

È una bambina polacca di 14 anni, si chiamava Czeslawa Kwoka. Ad Auschwitz i nazisti le tatuarono il numero 26947 sul braccio, strappandole il suo nome e la sua identità. Oggi i no vax si appropriano indebitamente della sua immagine per farne la inconsapevole testimonial di una campagna che vorrebbe equiparare i bambini ebrei, cacciati dalle scuole del Regno d’Italia con le Leggi razziali del 1938, ai bambini non vaccinati che la Legge Lorenzin vuole tutelare, insieme ai loro compagni. Duplice manipolazione, falso spudorato. Peraltro la bambina sfruttata dagli antivaccinisti non è neppure ebrea: era polacca e cattolica.

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“Fatti piccolo e il mondo migliorerà”. Intervista a Haim Baharier

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Avevo incontrato Haim Baharier qualche anno fa durante un confronto con il teologo Piero Coda. Mi sembrò, cosa rara, che si potesse dialogare di religione con sapienza, garbo, acutezza. Scoprii in Haim Baharier il grande biblista. Seppi in seguito che era anche un matematico e uno psicoanalista. L’ho rivisto e riascoltato qualche mese fa, nel Duomo di Amelia, mentre discorreva con Erri De Luca. E ancora volta – davanti a un affollatissimo pubblico – ho avvertito il fascino e il pathos che certe figure ci trasmettono. Quel senso di gratitudine che nasce quando diciamo tra noi: questo avrei potuto pensarlo io. Ma lui ha saputo dirlo meglio.

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Croci vicine terre lontane. Una ricerca di Giorgio Cavalleri

da Nodolibrieditore.it, il sito di NodoLibri il marchio editoriale di arte e storia locale comasca.

In occasione del 4 novembre 2014 e del centenario del primo conflitto mondiale, l’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” ha pubblicato, in collaborazione con le Acli di Como, la ricerca di Giorgio Cavalleri dedicata all’Ossario del Cimitero di Camerlata, dove sono tumulati i resti mortali di tutte le persone morte negli ospedali militari di Como durante la guerra, compresi – caso piuttosto raro – anche i soldati “nemici”, cioè i prigionieri dell’esercito austro ungarico. La ricerca ricostruisce questa interessante vicenda mettendo l’accento soprattutto sulle tracce delle storie personali di questi soldati provenienti dalle più diverse regioni dell’impero asburgico.

Come attestano le scritte poste sopra le due porte d’accesso: «I resti mortali dei militari deceduti per cause di guerra negli ospedali di Como e appartenenti agli eserciti che si avversarono nella prima guerra mondiale riposano, accomunati dopo le esumazioni, nella pace di questa cripta».

L’opuscolo di Giorgio Cavalleri è disponibile gratuitamente sul sito Internet NodoLibri:

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Giorgio Cavalleri, Croci vicine terre lontane, Como, 2014, NodoLibri

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Liliana Segre. Il monito di Auschwitz, la passione per la vita

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

La basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo gremita come mai si era vista prima di allora. Ogni angolo invaso di persone e tra queste centinaia di ragazzi che hanno ascoltato in un profondissimo silenzio il racconto di Liliana Segre, una delle ultime persone sopravvissute ad Auschwitz ancora in vita. Una serata memorabile che i presenti ricorderanno a lungo. «A parlarvi stasera prima ancora che l’ex deportata di Auschwitz, la Senatrice a Vita, la cittadina onoraria della vostra città, è la nonna. La nonna che sono, la nonna “viziatrice”».

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