I prossimi trent’anni…o giù di lì

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Chi pensasse che l’Italia e l’Europa abbiano diversi problemi cui applicarsi avrebbe certo buone e note ragioni da far valere.

Il progetto europeo è in una fase di stallo politico e istituzionale ormai conclamato, per ragioni antiche e per cause recenti.

Quelle antiche afferiscono alla incompiutezza di un consolidamento istituzionale necessario ma sempre rinviato: l’incapacità – per essere stringati – di dotarsi di un modello di governance compatibile con l’ambizione di una moneta unica.

Le cause recenti sono invece l’insorgenza di pulsioni identitarie e sovraniste in diversi Paesi, compresa la solida Germania, che utilizzano come innesco polemico il fenomeno immigratorio e danno la stura a istanze rivendicazioniste di ogni sorta.

Tra le ragioni antiche e le cause recenti vi è indubbiamente un nesso. Brexit ne è stata a suo modo una eloquente esemplificazione.

Venendo al nostro Paese il discorso è diverso, ma non troppo.

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La nuova politica urlata. E noi credenti dove eravamo?

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

In tanti mi chiedono cosa penso dell’attuale situazione politica del nostro Paese. Ogni volta rispondo che ciò che è avvenuto alle scorse elezioni è il risultato di uno sconquasso antropologico, uno strappo radicale in atto nelle nostre comunità da molto tempo. Bisognava essere, più o meno consapevolmente, miopi per fingere di non vederlo. Nella dialettica politica, si potrà, prima o dopo, arginare o ribaltare, a seconda dei punti di vista, il risultato elettorale. Ciò che è in gioco però è qualcosa di molto più profondo e sbaglia chi pensa che possa essere cambiato a breve. La barbarie delle parole, gli slogans urlati, le prese di posizione disumane esibite e sdoganate in cosi breve tempo, il consenso largo – anche di tanti che frequentano le eucarestie domenicali – attorno a tutto questo, stanno a dire di una ricucitura di un senso condiviso e una ricostruzione dell’umano che avranno bisogno di tempi molto lunghi.

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La devozione mariana nella storia della Chiesa. Una conferenza e un articolo di don Saverio Xeres

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

La devozione mariana non è soltanto un elemento costante della vita della Chiesa nei suoi duemila anni di storia; essa può essere a buon diritto considerata come un punto di osservazione profondo, interiore, dello spirito ecclesiale, dei suoi sviluppi e delle sue involuzioni. Maria, infatti, è l’immagine e il modello della Chiesa.

Più precisamente, modello della “forma” primitiva della Chiesa, quella delle origini: di qui l’intensificarsi del richiamo a Maria durante le fasi di maggiore tensione riformatrice della vicenda ecclesiale.

Conferenza di mons. Saverio Xeres tenuta alle Religiose della diocesi di Como il 25 aprile 2018 presso la casa dei Padri Missionari Saveriani a Tavernerio (Como)

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