Due ebrei tre opinioni: le correnti ebraiche al di là delle apparenze

da Joimag.it, il sito dell’associazione JOI, Jewish Open Inclusive.

L’ebraismo ha sempre conosciuto un elevato grado di pluralismo. Questo elemento è stato però vissuto in modi diversi. La popolare festa di Channukka per esempio, non è solo riferita alla guerra di un gruppo di ebrei contro il potere ellenistico, ma anche contro gli ebrei ellenizzanti, che perseguivano una politica di assimilazione culturale. Da sempre, infatti, uno dei principali problemi dell’ebraismo è stato quello di mediare fra la necessità di conservazione e stabilità, tipica di ogni cultura religiosa, e il bisogno di un rinnovamento che permettesse alla cultura stessa di non diventare obsoleta a causa delle mutazioni sociali e storiche.

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La storia e l’evoluzione dell’Ortodossia occidentale. Intervista di Tudor Petcu a l’arciprete ortodosso Jean-François Var

Jean-François Var è arciprete della Chiesa ortodossa d’Europa, una chiesa che mantiene l’ortodossia di rito occidentale.

Innanzitutto, apprezzerei molto se Lei potesse spiegarmi qual è il significato dell’ortodossia nei suoi occhi. Crede che l’essenza dell’ortodossia sia la passione per la saggezza o, in altre parole, l’amore per la saggezza?

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Strade di fanatismo

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

“(…) L’ebraismo, il cristianesimo e l’islam hanno tutti acquisito potere politico in una forma o nell’altra. In epoca biblica, Israele divenne un regno, che si divise presto in due. Il cristianesimo e l’islam divennero entrambi potenze imperiali. Alla fine, tuttavia, arriva un punto di crisi quando la religione affronta un enorme cambiamento, e all’interno della fede stessa si sviluppa un dibattito.

Reagiamo al cambiamento con il cambiamento? Manteniamo le istituzioni come esse sono? Torniamo al messaggio iniziale della fede?

Il dibattito in sé non è il problema; ma lo è la sua risoluzione. Continua a leggere

Il magistero dell’Amazzonia può vincere lo scettiscismo

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Si è aperto in questi giorni, in Vaticano, l’importante Sinodo dei Vescovi sull’Amazzonia. Un Sinodo, per alcuni versi, dall’intreccio “esplosivo”. Un Sinodo strategico per il Pontificato di Papa Francesco. Ne parliamo con il teologo Andrea Grillo. Grillo è docente ordinario di Teologia al Pontificio Ateneo “Sant’Anselmo” di Roma.

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Discorso di un Vescovo nel Concilio ecumenico Vaticano I (Strossmayer)

Il Concilio Vaticano I (dicembre 1869 – luglio 1870), si tenne nella basilica di S. Pietro a Roma. Nel corso dei lavori si sancì il dogma dell’infallibilità del pontefice in materia di fede e di costume. Indetto con la lettera apostolica Aeterni Patris ed aperto solennemente in Roma nel dicembre 1869, si chiuse nel luglio dell’anno successivo, due mesi prima della breccia di porta Pia; l’aula conciliare, nella basilica di San Pietro, fu la navata destra della croce; assistettero circa settecento padri, segretario e coordinatore fu l’insigne canonista tedesco monsignor Fessler. Il dogma non passò senza contrasti. Il seguente discorso venne pronunciato nel 1870 durante il Concilio Vaticano I dal vescovo croato Josip Juraj Strossmayer, in opposizione all’investitura di Pietro da parte di Cristo e della conseguente infallibilità delle decisioni papali.

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La Chiesa ortodossa russa rompe le relazioni con Costantinopoli

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

La risposta della Chiesa ortodossa russa alla decisione presa dal sinodo del Patriarcato di Costantinopoli di concedere l’autocefalia (autonomia) alla Chiesa ortodossa ucraina non si è fatta attendere.

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Questione ucraina, il mondo ortodosso in fibrillazione

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Alto è il rischio di uno scisma intra-ortodosso, con conseguenze pesanti per l’intera Ekumene.

Infatti, in un “vertice” tenutosi ad Istanbul il patriarca di Costantinopoli e quello di Mosca non hanno trovato una soluzione condivisa al problema della strutturazione canonica della Chiesa ortodossa ucraina, cioè sulla concessione o meno, ad essa, della “autocefalia” (indipendenza ecclesiale). Dopo un crescendo di polemiche attizzate dall’una o dall’altra parte, il russo Kirill ha compiuto un passo inedito: accompagnato dal metropolita Hilarion di Volokolamsk, “ministro degli esteri” della Chiesa russa, il 31 agosto è volato ad Istanbul dove, al Fanar (residenza da secoli del patriarcato di Costantinopoli), ha incontrato il suo omologo, Bartolomeo I, “per discutere di problemi ecclesiali di comune interesse”. La parola “Ucraina” non viene mai citata, pur condensando, essa, il pomo della discordia. A rendere “impossibile” un accordo è stato il fatto che sulla storia di un millennio, e sulla cronaca degli ultimissimi anni, segnata anche da rivalità politiche, Mosca, Kiev e Costantinopoli hanno una narrazione contrastante.

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La riscoperta della storia del catarismo. Intervista di Tudor Petcu a Éric Delmas, Presidente dell’Associazione “Cultura e Studi Catari”

Pubblichiamo l’intervista a cura del dott. Tudor Petcu a Éric Delmas, presidente dell’Associazione “Cultura e Studi Catari”. Le risposte di Delmas sono particolarmente interessanti in quanto rappresentano un punto di vista interno al movimento che, ripartendo dalla propria tragica storia di persecuzione nel medioevo oggi sta rinascendo in diverse forme. Qualche informazione sul percorso di Éric DelmasTrasferitosi a Carcassonne per terminare la sua carriera, Delmas ha scoperto la storia della crociata contro gli Albigesi. Il suo incontro con il catarismo fu una rivelazione e lo spinse a studiarlo seriamente andando oltre la rigida struttura medievale. Fu in grado di ricostruire i fondamenti catari, sia dal punto di vista storico che dottrinale, e fece la pratica della vita dei catari buoni cristiani. Considerando che questo è ancora rilevante, ha realizzato un sito web (catharisme.eu) e un libro dal titolo Catharisme d’aujourd’hui (“Catarismo oggi”).
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Sui cattolici romani e sul cattolicesimo romano. Lo schietto punto di vista del sacerdote ortodosso padre Andrew Phillips

Pubblichiamo su La Bottega di Nazareth un intervento dell’arciprete Andrew Phillips (n. 1956), un sacerdote inglese della Chiesa Ortodossa Russa al di fuori della Russia (ROCOR), rettore della chiesa di san Giovanni di Shanghai nella sua città natale di Colchester, Essex, nel Regno Unito. L’articolo (originariamente pubblicato sul blog del sito Orthodox England e poi tradotto in italiano su Ortodossiatorino.net) scritto come risposta ad una domanda fatta a padre Phillips è un’opinione schietta e diversa da quelle che normalmente siamo abituati a leggere in Italia sul cristianesimo e le sue divisioni. Si può non essere d’accordo, ma ascoltare un punto di vista alternativo e vedersi attraverso gli occhi di un altro diverso da te è sempre un’esperienza intellettualmente salutare.

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Padre Andrew Phillips risponde a una domanda che dovrebbe interessare a ogni ortodosso che vive in Italia, e che prima o poi deve saper dare un giudizio storico e teologico sul cattolicesimo romano, facendo attenzione a non trattare nello stesso modo le idee e i fedeli che credono sinceramente in tali idee.

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Perché gli ortodossi si fanno il segno della croce “al contrario”?

da Aleteia.org, Rete Globale Cattolica.

Il segno della croce è il gesto col quale i cristiani significano la benedizione della propria persona nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Pratiche analoghe sono note in altre religioni, e del resto è difficile non vedere in alcune tradizioni giudaiche la prefigurazione di questo tanto particolare simbolo cristiano, manifestazione fisica e visibile di un cammino spirituale e personale. Tale pratica apparve verosimilmente molto presto nella storia del cristianesimo, e colpisce constatare come la sua evoluzione abbia seguito quella della Chiesa, in particolare lo scisma tra Oriente e Occidente, poiché due maniere di segnarsi distinguono ormai i cristiani cattolici e quelli ortodossi. Continua a leggere