Hanukkah

da Sguardoasion.com, spazio virtuale dedicato alla riflessione libera sui temi legati alla Bibbia ebraica (Tanakh) e all’Ebraismo in generale.

La festa di Hanukkah (o Chanukkah) commemora la riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme dopo la vittoria dei Maccabei sui dominatori greco-siriani comandati da Antioco Epifane. Nel II secolo a.e.v., i greco-siriani cercarono di sradicare da Israele l’osservanza della Torah e l’identità ebraica per imporre la cultura ellenistica. Dopo una rivolta guidata dalla famiglia sacerdotale dei Maccabei, il potente esercito di Antioco fu sconfitto e il Santuario fu purificato.

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Proveremo ad entrare nel mistero di Cristo. Omelia di p. Georgy Kochetkov

Omelia di p. Georgy Kochetkov alla festa dell’Assunzione, 29 agosto 2019.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo!

Fratelli e sorelle cristiane!

Alla festa dell’Assunzione è consueto leggere un brano della lettera ai Filippesi. Come avete sentito qui sono scritte cose importantissime però non sulla Vergine (magari in modo indiretto), ma piuttosto su Cristo – è un testo puramente cristologico.

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Logica talmudica

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Il Talmud (in ebraico: תַּלְמוּד?, talmūd, che significa insegnamento, studio, discussione dalla radice ebraica ל-מ-ד) è uno dei testi sacri dell’ebraismo assieme ad altri testi rabbinici o mistici del Canone ebraico, ed è considerato come trasmissione e discussione orale della Torah. La Torah orale fu rivelata sul monte Sinai a Mosè e trasmessa a voce, di generazione in generazione, fino alla conquista romana. Il Talmud fu fissato per iscritto quando, con la distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme gli Ebrei temettero che le loro basi religiose potessero sparire.

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Rosh haShanà. Al richiamo dello Shofar aprirai la tua mano a tuo fratello…

da Mosaico-cem.it, sito ufficiale della comunità ebraica di Milano.

Rosh haShanà 5780

Lo Shofar è simbolo di generosità, un invito a rompere la soffocante prigione dell’Io e a guardare davvero l’Altro. Ascoltarne il suono a Rosh haShanà non è solo una Mitzvà: è un messaggio di speranza, di pazienza, di ottimismo. Un appello a guardare il mondo intorno a noi in costante crescita, in un movimento che va dalla “strettezza alla larghezza”.

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Sukkot e il significato del salice

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Lulav (ebraico לולב), nella tradizione ebraica è un ramo verde di palma (il ramo che cresce al suo centro) utilizzato durante la festa di Sukkot. Fa parte di quattro specie (Arbaat Haminim) da tenere in mano durante la preghiera. Le altre tre specie sono i tre rami di hadas (הדס, mirto), i due rami di aravot (ערבה, salice), tenuti insieme alla palma da legamenti vegetali, e l’etrog (אֶתְרוֹג, un frutto di citrus medica, privo di difetti).

Prenderete per voi nel primo giorno un frutto di bell’aspetto, un ramo di palma, rami dell’albero della mortella e rami di salice, e vi rallegrerete davanti al Signore vostro Dio per sette giorni …

Levitico 23,40

A Sukkot, gli ebrei impugnano il Lulav per ripetere il rito prescritto già nella Torà da Mosé. Da allora Profeti e Maestri si sono sbizzarriti a trovare significati reconditi in questo rito e nelle singole componenti del Lulav.

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La via da percorrere

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

In questo periodo dell’anno rinnoviamo il triste ricordo della distruzione del Santuario. Uno dei significati sempre attuali, legato a tale evento, ci viene proposto da un episodio di quei giorni narrato nel Talmud (Talmud B. Ghittin 56).

Si racconta che, nell’infuriare dell’assedio posto dai romani a Yerushalaim, uno dei grandi Maestri, Rabbi Yochannan ben Zakkay, già allievo di Hillel, era ben consapevole dell’imminente disfatta, sia per la preponderante forza nemica, sia per le gravi responsabilità della leadership ebraica, che rappresentava fazioni accecate dall’odio reciproco, preoccupate più di rivaleggiare fra di loro che di difendersi dai romani e incapaci di sostenere un progetto che non fosse il rifiuto categorico di qualsiasi trattativa col nemico. In tale frangente, Rabbi Yochannan ben Zakkay progettò e mise in atto un’ardita operazione, attraverso la quale intese porre le basi per il futuro del popolo ebraico dopo la distruzione, ormai inevitabile, del Santuario.

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Perché studiare il Talmud?

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Cosa ne sappiamo davvero dei grandi dibattiti (milkhemot Torah) che attraversano il mondo ebraico che, per convenzione moderna, chiamiamo ortodosso, soprattutto in Israele e negli Stati Uniti? Spesso quel che arriva a noi sono questioni minori, come la kashrut del carciofo fritto, mentre ignoriamo le machloqot sulle metodologie di studio del Talmud o sui curricula pedagogicamente più efficaci nel trasmettere l’amore alla stessa Torà. Non si tratta solo di sapere cosa distingue l’approccio allo studio del Brisker Rebbe da altri approcci o di scoprire che anche tra i mitnaghdim di origine lituana c’è una destra e una sinistra, ossia chi è più aperto al metodo filologico-comparativo e chi ancora lo sospetta di eresia. Per entrare nella ricchezza e nella bellezza del pensiero ebraico occorre saper apprezzare il mondo dell’halakhà, capire quanto vivaci e profonde siano le discussioni che animano coloro che al Talmud, al grande codice della cultura ebraica tradizionale, dedicano l’intera vita.

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“Fatti piccolo e il mondo migliorerà”. Intervista a Haim Baharier

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Avevo incontrato Haim Baharier qualche anno fa durante un confronto con il teologo Piero Coda. Mi sembrò, cosa rara, che si potesse dialogare di religione con sapienza, garbo, acutezza. Scoprii in Haim Baharier il grande biblista. Seppi in seguito che era anche un matematico e uno psicoanalista. L’ho rivisto e riascoltato qualche mese fa, nel Duomo di Amelia, mentre discorreva con Erri De Luca. E ancora volta – davanti a un affollatissimo pubblico – ho avvertito il fascino e il pathos che certe figure ci trasmettono. Quel senso di gratitudine che nasce quando diciamo tra noi: questo avrei potuto pensarlo io. Ma lui ha saputo dirlo meglio.

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I diamanti della Torah II: Il Mikvè. La Spa della nostra anima

Dopo il successo della prima edizione, torna on line la web series I Diamanti della Torah. Nella seconda stagione il Rabbino Shalom Hazan con Fabio Perugia scaverà nell’anima dei precetti ebraici. Qual è il significato del bagno rituale nel contesto della vita di coppia? Clicca http://chabadroma.org/3381576 per ulteriori informazioni sul Mikvè.

 

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I diamanti della Torah II: Netilàt Yadàim. Pulizia delle mani e pulizia dell’anima

Dopo il successo della prima edizione, torna on line la web series I Diamanti della Torah. Nella seconda stagione il Rabbino Shalom Hazan con Fabio Perugia scaverà nell’anima dei precetti ebraici. Come si lavano le mani? Istruzioni per l’uso nella netilàt yadàim. Puntata dedicata al lavaggio rituale delle mani. Clicca http://it.chabad.org/3381378 per ulteriori informazioni sulla Netilàt Yadàim.

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I diamanti della Torah II: La luce delle donne illumina lo Shabbat

Dopo il successo della prima edizione, torna on line la web series I Diamanti della Torah. Nella seconda stagione il Rabbino Shalom Hazan con Fabio Perugia scaverà nell’anima dei precetti ebraici. Puntata dedicata al precetto dell’accensione delle candele in onore dello Shabbàt. Clicca chabadroma.org/2282363 per ulteriori informazioni sullo Shabbàt e le candele.

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I diamanti della Torah II: il Talled, tutti i precetti ebraici dentro un solo vestito

Dopo il successo della prima edizione, torna on line la web series I Diamanti della Torah. Nella seconda stagione il Rabbino Shalom Hazan con Fabio Perugia scaverà nell’anima dei precetti ebraici. Puntata dedicata al precetto del tallìt detto anche tallèd. Perché e come lo si indossa? Per approfondire ulteriormente clicca: http://chabadroma.org//3381428

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Sogni d’oro

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Mi guardo intorno imbarazzato: possibile che si sia innamorata di me questa intelligente e bella studentessa damascena, sempre impeccabile nel suo lungo soprabito e nel velo sobrio lindo stiratissimo? Impossibile ovviamente, tuttavia le tre parolette che mi rivolge sorridendo, in attesa che entri il prof. di poesia preislamica, sembrano proprio una dichiarazione d’amore: “Dakhalta fi manami” in italiano fa “Sei entrato nei miei sogni”.

Nessun brivido. Molto semplicemente le è accaduto di avermi visto transitare tra le visioni dell’ultima “piccola morte” e questo, nel suo codice religioso e culturale non è privo di significato. L’islam infatti distingue tra una “grande morte”, quella che noi chiamiamo propriamente morte, e una “piccola morte”, che si produce ogni notte, nel momento in cui ci si addormenta.
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I diamanti della Torah II: Una mezuzà per una casa 100% kosher

Dopo il successo della prima edizione, torna on line la web series I Diamanti della Torah. Nella seconda stagione il Rabbino Shalom Hazan con Fabio Perugia scaverà nell’anima dei precetti ebraici. Puntata dedicata al precetto della mezuzà. Cos’è di preciso la mezuzà? Per approfondire ulteriormente clicca: http://chabadroma.org/3235928

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I diamanti della Torah II: Ecco la challà, il pane sabbatico che non mangeremo mai

Dopo il successo della prima edizione, torna on line la web series I Diamanti della Torah. Nella seconda stagione il Rabbino Shalom Hazan con Fabio Perugia scaverà nell’anima dei precetti ebraici. La puntata è dedicata al precetto della Challà. Cos’è, in fondo, la challà?

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…certezze

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

C’è una parte degli italiani che non ama e non conosce la storia da cui proviene. Passano indifferenti accanto ai monumenti e non si curano se qualcuno li imbratta o li maltratta, non sembrano voler veramente conoscere ed apprezzare i tesori del passato, affreschi, quadri, architetture e letterature, preferendo dedicarsi invece con accesi proclami politici alla “gloria” di una nazione sognata come pura proiezione astorica di un passato idilliaco. Un’Italia bianca e cristiana, pensata come futuro rassicurante. Un fortino di superiorità che basta a se stessa.

C’è un’altra Italia che conosce e riconosce la sua storia ed è curiosa di scoprirla e condividerla. Si prende cura dei monumenti e pensa, programma e realizza musei nei quali fondare le radici storiche e culturali di un presente plurale. L’Italia crocevia di culture differenti, costruita dall’incontro e a volte dal contrasto di esperienze culturali, linguistiche e religiose differenti. Una multiforme presenza che ci ha condotti ad essere quel che siamo, un gran miscuglio di mille umanità diverse. Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah è uno dei frutti di questo lavoro. Continua a leggere

Cambiamenti climatici, responsabilità umana: quali risposte nella prospettiva ebraica

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

I cambiamenti climatici, le loro cause ed effetti, la questione della responsabilità dell’uomo per quello che è accaduto e per quello che accadrà. Negli ultimi anni queste tematiche sono state al centro del dibattito della comunità scientifica e poi sociale e politica, fino ad arrivare agli accordi di Parigi nel 2015, con cui 195 paesi incluse le maggiori potenze mondiali si sono impegnate a ridurre le emissioni di anidride carbonica, e infine alla recente decisione dell’amministrazione Trump di ritirarsi. A offrire un’analisi della situazione nella prospettiva del pensiero ebraico è stato negli scorsi giorni David Kraemer, professore di Talmud al Jewish Theological Seminary di New York, in un articolo pubblicato dalla Jewish Telegraphic Agency. Continua a leggere