I diamanti della Torah II: Una mezuzà per una casa 100% kosher

Dopo il successo della prima edizione, torna on line la web series I Diamanti della Torah. Nella seconda stagione il Rabbino Shalom Hazan con Fabio Perugia scaverà nell’anima dei precetti ebraici. Puntata dedicata al precetto della mezuzà. Cos’è di preciso la mezuzà? Per approfondire ulteriormente clicca: http://chabadroma.org/3235928

da Chabadroma.org, il sito dei centri romani del movimento ebraico Chabad-Lubavitch.

Significato

«E li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte» (Deut. 6: 9; Il : 20).

Così l’ingiunzione biblica riporta il comandamento della Mezuzà – una piccola pergamena, scritto a mano in modo prescritto, ed affissa allo stipite destro della porta di ogni stanza nella casa ebraica.

Come le altre mizvòt, la Mezuzà è una cosa reale, non mero simbolismo. La Mezuzà insegna che non solo la sinagoga ma anche la propria casa può e dovrebbe essere un santuario sacro. Ricorda ad entrambi, abitanti ed ospiti, proprio all’ingresso, che questa casa «è un santuario per l’Onnipotente».

La Mezuzà contiene due passaggi biblici: «Shema» e «Vehaya» (Deut. 6: 4-9; 11 : 13-21).

«Shemà» dichiara l’unità di D-o, ed il nostro sacro, eterno dovere di servire Lui, e solo Lui.

«Vehaya» esprime certezza della ricompensa di D-o che segue l’osservanza dei precetti della Torà, ed ammonisce le retribuzioni per la disobbedienza.

Così, la Mezuzà nel vano delle porte dove si entra e si esce ricorda all’ebreo il suo credo in D-o, e l’osservanza dei comandamenti, sia dentro casa che fuori.

La Mezuzà testimonia anche l’occhio vigilante e la sorveglianza di D-o sulla casa e tutto ciò che contiene.

Sul lato opposto della pergamena appare il Nome Divino, Sha-dai. Questo è anche un acrostico per le parole ebraiche Shomer Daltot Israel – «Guardiano delle porte d’Israele».

Come dice il Re Davide nei Salmi « D-o ti proteggerà quando entri e quando esci ora e sempre ». Non solo mentre uno è a casa, ma anche quando è fuori, D-o lo sorveglia per merito della Mezuzà sullo stipite della sua porta.

Procedura per affiggere la Mezuzà.

Prima di affiggere la Mezuzà allo stipite della porta, deve essere recitata la seguente benedizione:

Baruch Ata Ado-nai Eloh-enu Melech Haolam asher ideshanu bemitzvotav vetzivanu likboa mezuzà.

Benedetto sii Tu, Signore nostro D-o, Re dell’Universo, che ci Ha santificato con i Suoi precetti, e ci Ha comandato di affiggere la Mezuzà.

Se viene affissa più di una Mezuzà allo stesso tempo, è sufficiente una benedizione.

La Mezuzà è affissa:

A) in una posizione inclinata, con la parte superiore puntata verso l’interno della stanza;

B) sullo stipite destro della porta entrando;

C) ad almeno due terzi dell’altezza dello stipite (quando le porte sono molto alte, al livello della spalla di un uomo);

D) sul primo tefach (circa 01 cm.) dall’esterno della larghezza dello stipite.

Due Guardie

Il Talmud racconta di Onkelos, figlio di Kalonymos, una distinta personalità dell’antico Impero romano, che divenendo un proselite, provocò la rabbia del Cesare. Inviò un gruppo di soldati per influenzarlo a cambiare idea. Onkelos, a sua volta, ebbe successo nel persuadere i soldati a divenire proseliti, come lui. Il Cesare poi inviò un’altra milizia, raccomandando di non conversare con lui. Lo catturarono e stavano per portarlo dal Cesare quando, partendo da casa, egli mise la mano stilla Mezuzà e sorrise. Quando gli chiesero una spiegazione Onkelos rispose: «È usanza che un re mortale, che si trova nel suo palazzo venga sorvegliato dalle sue guardie dall’esterno. Il nostro Re, il Re dell’universo, lascia i Suoi servi dentro, mentre Egli li protegge». Anch’essi divennero proseliti.

Il Talmud racconta la storia di un grande luminare, Rabbi Yehudah HaNassì (Il Principe), al quale, il Re Arteban, inviò un dono, una splendida perla. Rabbi Yehudah corrispose con un suo dono particolare – una Mezuzà. Oltraggiato da tale beffa apparente, il re riprese Rabbi Yehuda arrabbiandosi: «Mi hai insultato! Ti ho inviato un dono inestimabile, e tu mi ricambi con una inezia senza valore!» Rabbi Yehudah si affrettò a spiegare: «Il dono che tu mi hai inviato è talmente prezioso che dovrà essere sorvegliato, mentre il regalo che io ti ho dato, sorveglierà te, anche quando dormi».

C’è una Mezuzà autentica sulla vostra porta?

Una Mezuzà deve essere scritta a mano su una pergamena speciale, da una scriba qualificato. È deplorevole che molte Mezuzòt scritte ed addirittura stampate (!) erroneamente, abbiano invaso il mercato in molti paesi e nella Terra Santa. Queste Mezuzòt sono difettose e non possono essere usate. Pur essendo meno costose delle Mezuzòt casherot è superfluo dire che una Mezuzà non valida è assolutamente inutile e non è un affare ad alcun prezzo.

È in buona forma?

Una Mezuzà può scolorire col tempo o alterarsi con la pittura o le condizioni ambientali, e deve essere controllata due volte in sette anni. Se siete incerti se le vostre Mezuzòt sono autentiche o in buone condizioni dovreste controllarle immediatamente.

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