Rispondere al futuro da cristiani

da Azionecattolicamilano.it, il sito dell’AC ambrosiana.

E’ iniziato il 2018 e scrutando l’orizzonte percepiamo che il futuro è un immenso punto di domanda.

Capiamo che non sarà facile perché dovremo tracciare nuove strade. Immaginare nuovi percorsi crea certo ansietà. Dopo un periodo di espansioni prolungate, di acquisizioni di grandi poteri conoscitivi e di ricchezza ci ritroviamo a cercare di decifrare i segni dei tempi. Nuove questioni locali e internazionali rimettono in discussione gli ordini acquisiti.

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Cristianesimo e Nuova Destra in Europa

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Il supplemento del Quaderno n. 204 di Cristianisme i Justicia (giugno 2017), del noto Centro dei gesuiti di Barcellona, dove è assai attivo il teologo José Ignacio Gonzalez Faus, riporta un articolo di Hans Schelkshorn, presidente dell’Istituto di filosofia cristiana della Facoltà cattolica dell’Università di Vienna.

Difesa dell’Occidente cristiano? L’ideologia della nuova destra in Europa

In numerosi stati i partiti della nuova destra (ND) determinano in maniera crescente l’avvenire politico. I movimenti di Le Pen, il blocco fiammingo, il FPO austriaco e, più recentemente, la AFD tedesca mettono in discussione la democrazia liberale e il progetto di pace dell’Unione Europea.

Questi partiti non sono sorti dal nulla, ma dal vuoto morale che l’ideologia neoliberale ha lasciato dietro di sé negli ultimi trent’anni. In questo periodo si è svuotata la sostanza morale tanto della socialdemocrazia come dei partiti della democrazia cristiana. In sintesi: come il fascismo fu una reazione al liberalismo sfrenato, così la ND è una risposta al neoliberalismo.

A questo si è aggiunto il massiccio arrivo di rifugiati, che fuggono dalla caduta del Vicino e Medio Oriente e dall’instabilità di numerosi stati africani, ciò che ha alimentato ancor più l’ascesa di partiti della ND, alcuni dei quali sono stati i più votati nei loro paesi. Continua a leggere

Europei dopo l’Europa – Gli ebrei e la lezione dell’Impero asburgico

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Mio zio David era un europeo consapevole, in un’epoca in cui nessuno in Europa si sentiva ancora europeo, a parte i membri della mia famiglia e altri ebrei come loro. Tutti gli altri erano panslavi, pangermanici, o semplicemente patrioti lituani, bulgari, irlandesi, slovacchi. Gli unici europei di tutta l’Europa, negli anni venti e trenta, erano gli ebrei. Mio padre diceva sempre: in Cecoslovacchia vivono tre nazionalità: cechi, slovacchi e cecoslovacchi, cioè gli ebrei. In Iugoslavia ci sono i serbi, i croati, gli sloveni e i montenegrini, ma anche lì vive una manciata di iugoslavi smaccati, e persino con Stalin ci sono russi e ucraini e uzbeki e ceceni e tatari, ma fra tutti vivono anche dei nostri fratelli, membri del popolo sovietico.

Amos Oz, “Una storia di amore e di tenebra”, Feltrinelli, ed. 2005 p. 86.

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Il referendum sull’autonomia lombarda del 22 ottobre 2017 – Il documento della pastorale sociale della diocesi di Bergamo

da Diocesibg.it, il sito della diocesi di Bergamo.

Il 22 ottobre saremo chiamati ad esprimere tramite referendum consultivo la scelta sull’autonomia della Lombardia e per comprendere meglio la proposta, l’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro della diocesi di Bergamo, ha elaborato uno strumento utile per favorire e stimolare consapevolezza rispetto al voto.

E’ stato preparato con l’aiuto di persone competenti, che pur nella brevità dei contenuti, non tralasciano di evidenziare i passaggi fondamentali.

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La paura nel piatto

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo.

La nostra è un’epoca che vive di esasperazioni. Ciò avviene persino in tema di dieta, e può mettere a rischio la salute. Ad esempio l’esasperata ricerca di cibo cosiddetto “sano” può diventare, a lungo termine, pericoloso, per i numerosi trattamenti e le sostanze che l’industria alimentare utilizza. Grazie all’aiuto di esperti del settore, analizziamo alcuni dei prodotti che, con più largo consumo, finiscono sulle nostre tavole. Continua a leggere

L’industria delle armi: il “Made in Italy” che non conosce crisi

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo.

I fabbricatori e trafficanti di armi sono stati definiti da Papa Francesco, in un’Udienza generale del giugno 2014, “mercanti di morte”, cinicamente necessari all’economia. Nel novembre 2015, infatti, in un’omelia a Santa Marta rincarò: “Facciamo armi, così l’economia si bilancia un po’, e andiamo avanti con il nostro interesse”. Continua a leggere

Perché la ripresa economica non produce lavoro

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo.

L’economia si sta riprendendo anche più rapidamente del previsto, come testimoniano i dati dell’Istat sul fatturato industriale e la revisione al rialzo delle stime del Pil da parte del Fondo monetario internazionale. Però questa crescita non riesce a tradursi in buona occupazione. Questo per due motivi fondamentali che sono l’automazione e la concorrenza del lavoro a basso costo. Continua a leggere

Il perdono responsabile. Conversazione tra Gabriele Nissim e Gherardo Colombo

da Gariwo.net, il sito del Comitato per la Foresta dei Giusti-Gariwo onlus.

“Ci siamo posti il problema di cosa possa fare un individuo, un cittadino, di fronte ai problemi del nostro tempo”. Così Gabriele Nissim presenta la Carta delle responsabilità 2017 a Gherardo Colombo, ex magistrato protagonista di inchieste come quella sull’omicidio Ambrosoli, Mani Pulite, la Loggia P2, IMI-SIR, Lodo Mondadori e SME.

Un impegno etico per la memoria del Bene e l’educazione alla responsabilità, spiega Nissim, per delineare orizzonti. Di fronte alle sfide dell’oggi, assistiamo a un effetto generale di spaesamento delle persone, che non sanno più in che direzione muoversi e tendono a chiudersi nell’individualità. “C’è un filo conduttore che attraversa il mondo in cui viviamo – prosegue il presidente di Gariwo – ed è la cultura del nemico, della contrapposizione. Questo percorre le religioni, il dibattito politico, le relazioni interpersonali”. Continua a leggere

La bandiera d’Europa e Maria di Nazareth

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Martedì ha preso il via la nuova legislatura in Francia, e la battuta pronunciata da uno dei candidati alla presidenza, Jean-Luc Melanchon, ha scatenato curiosità e dibattito. All’ingresso dell’Assemblea Nazionale il 66enne nato a Tangeri, che correva per l’Eliseo a capo di una coalizione di sinistra, alla visione della bandiera dell’Unione Europea, quella che tutti conosciamo con le stelle su sfondo blu, si è lasciato andare ad un esclamazione: «Dobbiamo proprio mettere questa anche qui? Questo è il luogo in cui si celebra la repubblica francese, non la vergine Maria». Continua a leggere

Le reazioni cattoliche e riformate alle scelte di Trump sulle politiche ambientali: non ci piace neanche un po’!

La guerra di Trump sull’ambiente è una guerra contro i giovani e coloro che non sono ancora nati.

Nathan Schneider
in un’editoriale sulla rivista dei gesuiti “America”

Nell’ultimo periodo il dibattito si è acceso notevolmente, a seguito dell’annuncio del Presidente statunitense Donald Trump di ritirarsi dall’accordo di Parigi sul clima, il più importante trattato degli ultimi anni per ridurre sensibilmente le emissioni di anidride carbonica, uno dei principali e più pericolosi gas serra. All’intesa, sottoscritta nel dicembre 2015 da Barack Obama e altri 194 Paesi, finora non avevano aderito solamente la Siria e il Nicaragua. La decisione del nuovo presidente statunitense ha un valore più che altro politico perché l’uscita, secondo le regole dall’accordo, potrà iniziare effettivamente solo tra quattro anni. Continua a leggere

Le porte chiuse ai ricollocamenti

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Continua la crisi dei ricollocamenti di richiedenti asilo sul suolo europeo: la maggior parte degli Stati nicchia, guardando altrove e preferendo pagare le multe per la mancata accoglienza. I Parlamentari europei hanno condannato questi comportamenti da parte di diversi Paesi che non stanno applicando gli accordi presi. In particolare, nelle scorse settimane si è parlato della quota di minori approdati in Italia e ricollocati nel resto d’Europa. Uno. Uno su 5000, numero che continua a lasciare paesi come l’Italia e la Grecia in una sostanziale solitudine nella gestione del fenomeno. Ad aprile soltanto 17.903 richiedenti asilo sono stati ricollocati, circa l’11% delle persone previste dagli obblighi assunti. Continua a leggere

Como, nessuna uscita per i migranti

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia. Continua a leggere

Prima e seconda globalizzazione: effetti, reazioni, prospettive

da Benecomune.net, dire bene delle cose, blog promosso dalle Acli Nazionali. Continua a leggere

Senza lavoro l’Europa non ha futuro

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo. Continua a leggere

Si fa presto a dire “populista”!

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani e da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia. Continua a leggere