Un messaggio a chi ci uccide

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Alla Domenica delle Palme del 2017 due bombe sono scoppiate in due chiese copte del Cairo, facendo oltre 36 vittime e un centinaio di feriti. Questa che segue è la straordinaria predica fatta il giorno dopo da padre Boules George. Potete vedere i sottotitoli in italiano cliccando sull’icona dei sottotitoli in basso a destra nel video disponibile su Ortodossiatorino.net, oppure leggere la trascrizione dell’omelia che proponiamo.

Il vostro sangue grida a Dio e Dio è paziente.

Ma quando Egli è triste, è difficile, difficile, difficile.

Abbiamo ricevuto un messaggio per noi, ora un messaggio a coloro che ci hanno mandato in cielo.

Ancora più importante è il messaggio a coloro che ci stanno uccidendo.

Ora cosa diremo a coloro che ci uccidono?

Non lo so… la prima cosa che diremo è “Grazie, grazie tante, tante, tante!”

E voi non crederete che vi diciamo “Grazie”.

Sapete perché vi ringraziamo?

Non lo capirete, ma per favore credeteci.

Perché ci avete dato di morire della stessa morte di Cristo, e questo è il più grande onore che possiamo avere.

Cristo è stato crocifisso – e questa è la nostra fede.

È morto ed è stato ucciso – e questa è la nostra fede.

Ci avete dato, e avete dato loro, di morire.

Vi ringraziamo perché avete accorciato per noi il viaggio.

Quando uno è diretto a casa verso una particolare città, aspetta il momento: “Quando arriverò a casa? Non ci siamo ancora?”

Immaginatevi che in un istante si trovi su un’astronave che lo porta direttamente a destinazione.

Avete accorciato il viaggio! Grazie per aver accorciato il viaggio.

Vi ringraziamo perché ci avete permesso di compiere quanto Cristo ci ha detto: “Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”. (Luca 10,3)

Eravamo agnelli; le nostre uniche armi: la nostra fede e la chiesa in cui preghiamo.

Non ho armi nella mia mano.

Vi siamo così grati di averci aiutato a compiere quello che Cristo ci ha detto quando disse: “Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”. (Luca 10,3)

Grazie di aiutarci a raggiungere il nostro scopo.

Ci state aiutando, e non lo sapete nemmeno.

Dobbiamo ringraziarvi, credetemi. E vi dirò perché.

Perché ci sono persone che abbiamo visitato nelle loro case, una, due, tre, quattro volte, per incoraggiarle a venire in chiesa. E non sono venute.

Ecco cosa state facendo – state portando in chiesa persone che non vengono mai.

Credetemi – stanno venendo in chiesa persone che non vengono mai!

Persone che vivono in grande peccato, dopo le bombe alla cappella di san Pietro nella cattedrale, dicono: “La mia vita non è garantita, forse dovrei averne più cura”.

Voi ci state aiutando: siete molto più efficaci delle visite che facciamo noi!

Voi state riempiendo le nostre chiese!

Permettetemi di dirvi qualcosa, parliamoci chiaro.

Normalmente la partecipazione al Lunedì Santo è molto scarsa. Perché? Le persone sono di solito stanche dopo la lunga liturgia della Domenica delle Palme e il Funerale Generale e non vengono alle funzioni della sera del Lunedì Santo.

Arrivando, stasera, ho visto che c’erano persone sulle sedie fuori, persone sedute nella balconata.

La chiesa era piena. Non c’era un angolo vuoto. Grazie tante.

Vi siamo così grati che ci state aiutando a riempire le nostre chiese.

Facendo così, voi sollecitate l’anima delle persone pigre.

Voi svegliate la loro coscienza e l’amore per Dio in loro li pungola a venire in chiesa.

Capite perché vi ringraziamo? Non vogliamo ingannarvi.

Un prete con in mano un microfono non può mentirvi!

Io vi dico: GRAZIE. Grazie per tutto quello che avete fatto per noi senza nemmeno saperlo.

La seconda parte del messaggio che vogliamo mandarvi è che vi amiamo.

E questo, sfortunatamente, non lo capirete per niente.

Forse quando vi ringraziamo, potreste crederci. Ma che vi amiamo – questo non lo capirete assolutamente

Perché non lo capirete?

Perché anche questo è un insegnamento del nostro Cristo.

Vorrei parlarvi a lungo del nostro Cristo. E dirvi come è meraviglioso.

Guardate cosa dice Cristo: Se amate quelli che vi amano non avrete merito o ricompensa da me.

Anche i teppisti e ladri amano coloro che li amano. Ogni banda ama i suoi membri.

Anche a tutti gli spacciatori piace prendersi cura gli uni degli altri. Vero?

Invece “Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete?” “Ma io vi dico: amate i vostri nemici” (Matteo 5,44-46).

Noi cristiani non abbiamo nemici.

Non abbiamo nemici; altri ci sentono nemici.

I cristiani non si fanno nemici perché Dio ci ha comandato di amare tutta la sua creazione.

Così, noi vi amiamo perché questo è l’insegnamento del nostro Dio – che io ti ami, non importa cosa tu mi faccia.

Vi amiamo molto.

E voglio dirvi un’ultima cosa: preghiamo per voi. Perché Colui che ci ha detto di amare i nostri nemici ci ha anche detto “Benedite coloro che vi maledicono e PREGATE per coloro che vi maltrattano” (Luca 6,28).

Così il comando che ho ricevuto dal mio Dio, che è pieno di amore, rende mio dovere il pregare per voi.

C’è una diocesi con il suo vescovo. In quella diocesi, c’è un uomo che prende ogni settimana il microfono per dire cose terribili sui cristiani – cose inaudite.

Quelli che servono la diocesi, sentendo quest’uomo, erano molto arrabbiati. Noi non abbiamo fatto niente a quell’uomo.

È lui che semplicemente ha deciso di maledirci. Ogni venerdì esce e maledice i cristiani.

Allora il vescovo, seduto con i collaboratori della diocesi, chiede loro, “Siete così arrabbiati per quello che quell’uomo dice?”

Ed essi rispondono, “Certo! Siamo molto arrabbiati! Per quello che ci sta facendo!”

Il vescovo tace e il suo viso si scurisce per il dolore.

Essi gli dicono, “Eccellenza, avete ragione ad essere arrabbiato per ciò che dice”.

“Non sono arrabbiato per lui” dice il vescovo “Lo sono per voi. Voi siete miei collaboratori: quanti di voi pregano per lui ogni giorno?”

“Perché se uno ha provato l’amore di Dio, e sa chi il nostro Dio è, non può mai più odiare. Perché Dio è amore”.

“Quanti di voi stanno pregando per lui? Non siete collaboratori? Non siete cristiani?”.

“Voi insegnate il catechismo qui la domenica, e non avete obbedito a Cristo che dice di pregare per questa persona?!”

Cosa ne pensate? Che dite di prenderci oggi l’impegno di pregare per loro? Pregare affinché conoscano il Dio dell’amore?

Perché se sapessero che Dio è amore e facessero esperienza del suo amore, non potrebbero più fare queste cose, mai più, mai più.

Sono poveri. E poiché si trovano in necessità, dobbiamo pregare per loro.

Se uno ama Dio, conosce solo l’amore.

Dobbiamo pregare per loro affinché possano dormire la notte: una persona che ha tutto questo dentro, come può dormire bene?

Vi rendete conto? Stiamo per essere abbattuti e il re della Pace dà pace al nostro sonno.

E forse quello che ci ammazza, per tutta la notte non riesce a dormire.

Sapete dove questo accade nella Bibbia? Con Daniele e il re.

Daniele viene messo nella tana del leone e rimane sveglio tutta la notte lodando Dio e pregando per il re, e il re è sveglio tutta la notte, tossendo e rivoltandosi, incapace di dormire

Pregate per loro: prendetelo come un comandamento, prendetelo come un dovere, prendetelo come l’applicazione delle istruzioni di Cristo.

Dobbiamo pregare TUTTI per loro oggi, che Dio apra loro gli occhi e i cuori al suo amore, perché se Lo conoscessero, non avrebbero MAI fatto questo.

Non voglio tirarla troppo in lungo. Dio ci conforta. Dio ci fa capire. Dio ci dà la GIOIA perché la promessa di Cristo è la verità.

Lui ha detto, “vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e NESSUNO vi potrà togliete la vostra gioia” (Giovanni 16,22)

Sono in imbarazzo a dire all’inizio della Settimana Santa, che la Chiesa, anche se è nel dolore, gioisce

Non so quale sia il totale dei morti. Dicono qualcosa come 40 e, forse, le persone che sono in ospedale lo aumenteranno

Tutti questi sono corone. Stanno gioendo con Dio e attendono là la Resurrezione e stanno pregando per noi. Il resto sta a noi.

O voi fortunati, fortunati, fortunati!

E noi non possiamo aspettare che sia il nostro turno.

Al nostro Dio sia gloria ora e sempre. Amen.

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