Dal Vaticano e dal Fanar, insieme, per la custodia del creato

Pubblichiamo il messaggio del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo per la giornata di preghiera per la cura del creato e, di seguito, il messaggio congiunto redatto insieme a papa Francesco.

+ B A R T O L O M E O

PER GRAZIA DI DIO ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI

NUOVA ROMA E PATRIARCA ECUMENICO

A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA GRAZIA, PACE E MISERICORDIA

DALL’ARTEFICE DI TUTTO IL CREATO, IL SIGNORE

E DIO E SALVATORE NOSTRO GESU’ CRISTO

Fratelli e Figli nel Signore,

Per grazia di Dio entriamo oggi nel nuovo anno ecclesiastico, continuando “per virtù di colui che ci ha amato”[1] a testimoniare e a dare ragione “della speranza che è in noi”[2], vivendo nella Chiesa, in Cristo e per Cristo, il Quale ha promesso di essere con noi “tutti i giorni, fino alla fine del mondo”[3].

Sono passati ventotto anni dall’istituzione, per decisione sinodale da parte del Patriarcato Ecumenico, della Festa dell’Indizione, come “Giorno di protezione dell’ambiente“, durante il quale nel Sacro Centro dell’Ortodossia si elevano preghiere e implorazioni “per tutta la creazione”. La relativa Enciclica Patriarcale chiamò l’intero mondo ortodosso e il restante mondo cristiano, a elevare durante questo giorno suppliche di ringraziamento al Creatore di ogni cosa per il “grande dono della Creazione”[4] e implorazioni per la sua protezione.

Manifestiamo la gioia e il compiacimento della nostra Modestia per la risonanza e i ricchi frutti della citata iniziativa della Chiesa Costantinopolitana. Abbiamo dato risalto alle radici spirituali della coscienza ecologica e la necessità di metània e di riclassificazione dei valori dell’umanità attuale. E’ stato accertato che lo sfruttamento e la distruzione del creato costituiscono una distorsione e una cattiva contraffazione dell’ethos cristiano e non una necessaria conseguenza del comandamento biblico “moltiplicatevi e riempite…”[5], che la condotta anti-ecologica è un oltraggio al Creatore e violazione dei Suoi comandamenti e che agisce contro l’autentico destino dell’uomo. Non è possibile che esista una crescita durevole a scapito dei valori spirituali e dell’ambiente naturale.

La Santa e Grande Chiesa di Cristo ha promosso e promuove il potenziale dell’amore per l’ambiente della nostra Fede Ortodossa, che fa spiccare l’uso eucaristico del creato, la funzione del fedele come “sacerdote” della Creazione, che la riporta incessantemente al Creatore di ogni cosa e il valore insuperabile dello spirito ascetico, come antidoto al benessere attuale. Di fatto, il rispetto della creazione appartiene al nucleo della tradizione ortodossa.

Provoca particolare inquietudine il fatto che, mentre è sicuro che la crisi ecologica spesso si intensifica, l’umanità, in nome dello sviluppo economico e delle applicazioni tecnologiche, è sorda alle istanze che provengono da ogni parte, per un cambiamento radicale di comportamento di fronte alla creazione. E’ evidente che la contraffazione progressiva dell’ambiente naturale costituisce una conseguenza di un determinato modello di sviluppo economico, che è indifferente delle sue ricadute anti-ecologiche. I vantaggi a breve termini dalla crescita del tenore di vita in alcune regioni del pianeta, semplicemente rivestono mancanza di ragione dello sfruttamento e della depredazione della creazione. L’attività economica, che non rispetta la casa della vita, é una casa priva di leggi e non una casa sottoposta alle leggi. Lo sfrenato economismo della globalizzazione oggi cammina assieme alla crescita rapida della scienza e della tecnologia che, al di là dei molti suoi benefici, è accompagnato da superbia nei confronti della natura e conduce a svariati suoi sfruttamenti. L’umanità di oggi sa ma agisce come se non sapesse. Sa che la natura non si rinnova da sé in perpetuo, si mostra tuttavia indifferente per le conseguenze negative del “tecno-commercio” per l’ambiente. Questo miscuglio veramente esplosivo dello sfrenato economismo e dello scientismo, ossia della fiducia illimitata nella forza della scienza e della tecnologia, aumenta i pericoli per la integrità della creazione e per l’uomo.

Il Santo e Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa, saggiamente e chiaramente ha definito i pericoli della “legge propria dell’economia”[6], del suo diventare autonoma dalle necessità vitali dell’uomo, le quali vengono adoperate soltanto all’interno del vitale ambiente naturale, e ha proposto una economia “fondata sui principi del Vangelo”[7], e di affrontare l’attuale problema ecologico “sulla base dei principi della tradizione cristiana”. La tradizione della Chiesa esige, di fronte alle attuali minacce, “un cambiamento radicale di mentalità e di comportamento”, nei confronti del creato, uno spirito ascetico di “frugalità e moderazione”[8], difronte alla “avidità”[9], della “divinizzazione dei bisogni e all’atteggiamento di possesso”[10]. Il Santo e Grande Sinodo ha segnalato con enfasi anche “le dimensioni sociali e le tragiche conseguenze della distruzione dell’ambiente naturale”[11].

Seguendo le decisioni di questo Sinodo, sottolineiamo, in questo nostro Messaggio, il nesso stretto dei problemi ambientali e sociali e la loro comune radice, nel “cuore stolto” senza Dio, nella caduta e nel peccato, nell’uso non appropriato della libertà dell’uomo, donata da Dio. Un interiore “capovolgimento dei valori”, una catastrofe spirituale e morale, precedono sempre una catastrofe della natura e della società. Quando l’avere domina la nostra mente e il nostro cuore, allora il nostro atteggiamento, tanto difronte al prossimo, quanto di fronte al creato, è inevitabilmente possessivo e indecente. “L’albero cattivo” produce, secondo la Bibbia, sempre “frutti cattivi”[12].

Mettiamo in rilievo, rispettivamente, che anche il rispetto verso il creato e verso l’uomo hanno la stessa fonte spirituale e lo stesso inizio, ossia il rinnovamento dell’uomo e della sua libertà piena di grazia. Come la distruzione dell’ambiente e l’ingiustizia sociale camminano insieme, così anche il comportamento amorevole verso l’ambiente e la solidarietà sociale sono indivisibili.

E’ evidente che, per affrontare l’attuale crisi assai sfaccettata dell’uomo, della sua cultura e della sua casa, viene richiesta una mobilitazione dai molteplici aspetti e un comune impegno. Come tutti i grandi problemi, le crisi latenti coesistenti dell’ambiente naturale e della società, è impossibile che vengano affrontate senza la collaborazione inter-cristiana e inter-religiosa. Il dialogo è qui un luogo opportuno per far risaltare le esistenti tradizioni di amore per l’ambiente e quelle sociali, per la sensibilizzazione ecologica e sociale, nonché anche per la critica costruttiva del progresso esclusivamente tecnologico ed economico e dei modelli individualistici e di potere sociale, a scapito del creato e della cultura della persona.

Terminando, sottolineiamo nuovamente l’indivisibilità del rispetto nei confronti della creazione e della persona umana, invitiamo tutti gli uomini di buona volontà alla buona lotta per la salvaguardia dell’ambiente naturale e il rafforzamento della solidarietà e preghiamo il Signore datore di beni, per la intercessione della Panaghia di Pammakàristos, di donare ai suoi figli “ardore di cuore per tutto il creato”[13] e “di stimolare l’amore e le opere buone.”[14]

1 Settembre 2017

Il Patriarca di Costantinopoli

Fervente intercessore presso Dio di tutti voi


[1] Rom. 8,37

[2] Cfr. 1 Pt. 3,15

[3] Mt. 28,20

[4] Enciclica per l’indizione del 1 sett.1989

[5] Gen. 1,22

[6] Enciclica, cap.15

[7] Enciclica, cap.15

[8] La Missione della Chiesa Ortodossa nel mondo contemporaneo, cap. 10

[9] Idem.

[10] Enciclica, cap.14

[11] Idem.

[12] Mt. 7,17

[13] Isacco il Siro, Discorsi Ascetici, Discorso 81

[14] Ebr. 10,24

Ed ecco il messaggio congiunto dal Vaticano e dal Fanar …

Messaggio congiunto di Papa Francesco e del Patriarca Ecumenico Bartolomeo per la celebrazione della Giornata di Preghiera per la Cura del Creato, 1.09.2017

Il racconto della creazione ci offre una veduta panoramica sul mondo. La Scrittura rivela che “in principio” Dio designò l’umanità a collaborare nella custodia e nella protezione dell’ambiente naturale. All’inizio, come leggiamo in Genesi (2,5), «nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata, perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e non c’era uomo che lavorasse il suolo». La terra ci venne affidata come dono sublime e come eredità della quale tutti condividiamo la responsabilità finché, “alla fine”, tutte le cose in cielo e in terra saranno ricapitolate in Cristo (cfr Ef 1,10). La dignità e la prosperità umane sono profondamente connesse alla cura nei riguardi dell’intera creazione.

Tuttavia, “nel frattempo”, la storia del mondo presenta una situazione molto diversa. Ci rivela uno scenario moralmente decadente, dove i nostri atteggiamenti e comportamenti nei confronti del creato offuscano la vocazione ad essere collaboratori di Dio. La nostra tendenza a spezzare i delicati ed equilibrati ecosistemi del mondo, l’insaziabile desiderio di manipolare e controllare le limitate risorse del pianeta, l’avidità nel trarre dal mercato profitti illimitati: tutto questo ci ha alienato dal disegno originale della creazione. Non rispettiamo più la natura come un dono condiviso; la consideriamo invece un possesso privato. Non ci rapportiamo più con la natura per sostenerla; spadroneggiamo piuttosto su di essa per alimentare le nostre strutture.

Le conseguenze di questa visione del mondo alternativa sono tragiche e durevoli. L’ambiente umano e quello naturale si stanno deteriorando insieme, e tale deterioramento del pianeta grava sulle persone più vulnerabili. L’impatto dei cambiamenti climatici si ripercuote, innanzitutto, su quanti vivono poveramente in ogni angolo del globo. Il nostro dovere a usare responsabilmente dei beni della terra implica il riconoscimento e il rispetto di ogni persona e di tutte le creature viventi. La chiamata e la sfida urgenti a prenderci cura del creato costituiscono un invito per tutta l’umanità ad adoperarsi per uno sviluppo sostenibile e integrale.

Pertanto, uniti dalla medesima preoccupazione per il creato di Dio e riconoscendo che la terra è un bene in comune, invitiamo caldamente tutte le persone di buona volontà a dedicare, il 1° settembre, un tempo di preghiera per l’ambiente. In questa occasione, desideriamo offrire un rendimento di grazie al benevolo Creatore per il magnifico dono del creato e impegnarci a custodirlo e preservarlo per il bene delle generazioni future. Alla fine, sappiamo che ci affatichiamo invano se il Signore non è al nostro fianco (cfr Sal 126/127), se la preghiera non è al centro delle nostre riflessioni e celebrazioni. Infatti, un obiettivo della nostra preghiera è cambiare il modo in cui percepiamo il mondo allo scopo di cambiare il modo in cui ci relazioniamo col mondo. Il fine di quanto ci proponiamo è di essere audaci nell’abbracciare nei nostri stili di vita una semplicità e una solidarietà maggiori.

Noi rivolgiamo, a quanti occupano una posizione di rilievo in ambito sociale, economico, politico e culturale, un urgente appello a prestare responsabilmente ascolto al grido della terra e ad attendere ai bisogni di chi è marginalizzato, ma soprattutto a rispondere alla supplica di tanti e a sostenere il consenso globale perché venga risanato il creato ferito. Siamo convinti che non ci possa essere soluzione genuina e duratura alla sfida della crisi ecologica e dei cambiamenti climatici senza una risposta concertata e collettiva, senza una responsabilità condivisa e in grado di render conto di quanto operato, senza dare priorità alla solidarietà e al servizio.

Dal Vaticano e dal Fanar, 1° settembre 2017

Papa Francesco e il Patriarca Ecumenico Bartolomeo

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