«Ho sognato una città …». Luigino Nessi al ritiro dell’Abbondino d’oro 2018

Villa Olmo sabato 1 dicembre ha ospitato la consegna dell’Abbondino d’oro 2018. Tre i riconoscimenti consegnati a due personaggi che hanno senza alcun dubbio segnato un’intera generazione di comaschi, padre Giovanni Bonacina da una parte e Luigi Nessi dall’altra, e una associazione di volontariato storica del nostro territorio, Abio Como, che quest’anno ha compiuto trent’anni.

Luigi Nessi, del quale riportiamo il video dell’intervento e il testo scritto (leggermente più lungo di quello pronunciato alla consegna del premio), è “una vera e propria istituzione per gli albatesi”, come lo ha definito la presidente del Consiglio comunale Anna Veronelli nella sua introduzione. E infatti la motivazione spiega: “per aver servito, in oltre cinquant’anni di impegno generoso e infaticabile, le persone più fragili della nostra comunità e avere affiancato al volontariato nel campo sociale l’impegno nella promozione dello sport per i più giovani e nelle assemblee municipali”. Nessi infatti si è distinto nello sport per aver fondato l’Albatese, nella politica per aver ricoperto per oltre 20 anni con estremo senso civico il ruolo di consigliere comunale, e ancora nel volontariato per essere sempre stato al fianco dei più deboli.

Ecco da Ecoinformazioni.com il discorso di Luigi Nessi, edizione integrale più lunga della sintesi pronunciata, a Villa Olmo.

Beh, confesso che ho vissuto … sono nato con la Repubblica e ho vissuto tanto dei suoi anni … il 68, lo statuto dei lavoratori, Piazza Fontana, il terremoto in Friuli, la strage di Bologna, le Br, Moro, Pertini; a Genova nel 2001 mi sono ricordato, scappando, come si correva … anche cose belle … l’Inter di Herrera, i mondiali dell’82, Gimondi e Pantani, i cantautori.

Il conoscere la solidarietà sin da piccolo a Novara; tutte le domeniche un povero bussava a casa mia; mia mamma Lucia, a cui devo molto, gli dava sempre un pezzo di pollo, sia a lesso che arrosto … il pollo allora era il pranzo della domenica.

Poi sempre a Novara, ho fatto le scuole elementari, con accampati nei corridoi gente che aveva lasciato il Polesine per l’esondazione del Po, e poi la gente dell’Istria profuga da quelle terre; ricordo quelle ragazze alte, capelli lunghi, i seni già pronunciati … e la scuola comunque si svolgeva regolarmente.

Poi il lavoro; ho avuto la fortuna di lavorare 37 anni nella stessa ditta, la Noseda Trasporti; lavoro con la sua fatica, ma con tanti valori … la gioia di realizzarsi, una indipendenza economica, i tanti colleghi, il conoscere tanta gente, l’impegno nel sindacato, il contratto di solidarietà condiviso che non ha fatto fallire la ditta.

L’inizio dell’impegno in Oratorio, cinema, gite, spettacoli, i ragazzi che arrivavano dal Sud, la nascita dell’Albatese, la sua espressione sportiva che c’é ancora dopo 50 anni; una  scuola popolare, gli anni in Croce Rossa, l’impegno nel carcere quale volontario, essere dirigente del CSI ai tempi di Gangemi e Cima, le difficoltà sociali; la gente che arriva da altri paesi … profughi libanesi, albanesi, kosovari, la gente dall’Africa … gli anni del CVS a Prasomaso e i miei amici fragili Paolo Meroni, Piergiorgio Corno, Patrizia Mottin.

Gli anni di accoglienza, tramite le Acli, a seguire famiglie e ragazzi bosniaci nei campi profughi in Slovenia. L’impegno nella Unione Circoli Cooperativi.

Gli anni dei traslochi proposti dalla Caritas e dalla CGIL condivisi con persone che non avevano lavoro, i viaggi per la Cooperativa il Seme.

Quindi un Abbondino d’Oro condiviso con tanti amici … dico Silvio Peverelli, Peppo Bettina, Tagliabue Virgilio, Genazzini, Guarisco Pino e tanti altri ancora che sono già in Paradiso … Emilio Guarisco, Eugenio Molteni, Romeo Bettina, Giorgio Visini, Nicola Caspani e Annoni Graziella.

Poi gli impegni istituzionali: nei consigli di quartiere spontanei, poi in quelli ufficiali con Solidarietà e Partecipazione, poi in Comune con l’Ulivo, la Nuova Como, Paco, PacoSel e ora la Prossima Como.

Condivido questo riconoscimento con tutte le persone impegnate in politica che ho conosciuto in quegli anni di amministrazione Botta, Bruni, Lucini. L’ho sempre ascoltati e rispettati; penso che tutti, anche con idee diverse dalle mie, avessero l’impegno del bene della città. E qui permettetemi di ricordare persone di PacoSel che non ci sono oggi: Ermanno Pizzotti, Paolo Portoghese, Vincenzo Sapere, Enzo Arrighi.

Abbondino questo da condividere con le idee ricevute leggendo la Pacem in terris, la Popolorum progressio, Bettazzi, Don Milani, Berlinguer, Giovanni Bianchi, i film e la televisione in bianco e nero degli anni 60/70.

Da condividere con i preti che ho incontrato sulla mia strada … Don Carlo Porro, don Cipriano, don Giusto, don Marco Folladori, Don Puricelli e don Antonio Fossati. E ANTONIO FRAQUELLI.

DA CONDIVIDERE CON TUTTA LA GENTE DI ALBATE CHE MI VUOLE BENE E POI CON TUTTI quelli dell’Albatese … presidenti, dirigenti, allenatori, collaboratori, ragazzi … dico un nome per tutti … il presidente più longevo, Giuseppe Montorfano.

Penso anche ai 35 anni del Torneo di calcio a ricordo di Gigi Meroni; come si sarebbe organizzato senza Della Torre Giampiero, Ghioldi Battista, Tato Cairoli?

Da condividere con tutte le persone che fanno volontariato all’Ozanam e con i giovani e non di Como Senza Frontiere che si sono impegnati per l’accoglienza  in Stazione e a Sant’Eusebio.

Non voglio condividerlo con chi mi ha assegnato questo premio, sto scherzando … secondo me ci sono persone che lo meritavano più di me … Don Giusto, Don Roberto Malgesini, Italo Nessi, il Tam-tam di don Zanzi, Flavio Bogani, Daino Gaetano … come se lo meritava Vincenzo Sapere.

Lo condivido con tutti i miei famigliari i clan Nessi e Peverelli ma soprattutto con mia moglie Orietta che mi sopporta, ma dico mi ha sempre SUPPORTATO.

Permettetemi però di segnalare qualche mio sogno..

Caro Sindaco, Caro Vescovo, caro Prefetto, non possiamo più permetterci di avere gente che dorme fuori, sotto i portici o a fianco di qualche chiesa … Como città di frontiera e di transito deve esprimere al meglio questo suo ruolo; attrezzandosi per queste situazioni. Ricordo che il primo dormitorio nacque in un ufficio comunale con Paolo Mascetti, Rocco Belmonte, Don Battista Galli, Flavio Bogani e c’ero anch’io … persone di idee diverse, ma tutti preoccupati per il bene delle persone … quindi non bisogna avere paura e occorre essere realisti; Como ha bisogno di un altro dormitorio aperto tutto l’anno, ha bisogno di accoglienza. Ci sono tante persone che condividerebbero simile scelta. Ci sono valori umani che sono superiori alle leggi. Occorre quindi buon senso e buona volontà.

Sapete che io amo questa città soprattutto le sue periferie … lì ci sono, ma anche ormai in centro, tanti bisogni, tante solitudini, vecchi malati, abbandonati magari a piani superiori … occorre studiare un portierato sociale, occorre rilanciare la solidarietà, costruire una città del NOI, una città comunità, attenta e partecipe alle varie e tante fragilità. La sicurezza la si ottiene con la solidarietà, diritti, lavoro e il benessere sociale per tutti .

E concludo con un altro sogno … sapete che l’Albatese, la Società sportiva dell’Oratorio é stata parte importante della mia vita … e il sogno é di una città con campi di calcio, spogliatoi e palestre belle e accoglienti, dove tanti ragazzi e ragazze e tutti possono praticare al meglio il loro sport preferito.

Solo Sogni? speriamo di no.

Ciao e grazie a tutti.

Luigi Nessi

Sullo stesso sito è presente l’intervista fatta a Luigino qualche mese prima dell’appuntamento a Villa Olmo, appena ricevuta la notizia che sarebbe stato insignito dell’Abbondino d’oro: Ricordi e sogni di un Abbondino d’oro. Oltre all’articolo sulla festa ad Albate la sera dell’1 dicembre: La festa dell’Abbondino d’oro Luigi Nessi. Infine si può sfogliare on line ecoinformazioni novembre nel quale sono stati raccolti alcuni degli articoli che Luigino ha scritto per il mensile.

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