I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 4 aprile 2021

da Caritas.diocesidicomo.it, il sito della Caritas diocesana di Como.

Riproponiamo per il terzo anno consecutivo il sussidio di meditazione relativo al Vangelo della domenica.
Con la stessa struttura, nel sussidio viene proposto quest’anno un unico cambiamento rispetto alle immagini settimanali riportate sulla prima pagina a introduzione del Vangelo, della meditazione e della proposta di lavoro personale.

La meditazione anche per quest’anno sarà guidata dalle riflessioni di don Rocco Acquistapace che ha rinnovato la sua disponibilità ad accompagnarci in questo cammino. Con l’augurio che il sussidio possa rappresentare motivo di condivisione comunitaria alla luce e nell’ascolto della Parola.

L’équipe pastorale Caritas

Vangelo secondo Giovanni (Gv 20, 1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Parola del Signore

Ascolto e medito:

La gioia della Pasqua! Questo siamo chiamati ad annunciare. Una gioia vera, fondata su un dono immenso d’amore, non sul niente o sul vano. Una gioia quasi inspiegabile, quasi impercettibile ma davanti a noi sempre. Una gioia che trova senso nell’essere testimoniata e tramandata dall’uno all’altro. Proprio come ci fa intendere il Vangelo letto.

Un movimento, un alternarsi di persone che cercano Gesù, cercano una spiegazione a quel sepolcro vuoto. Quante volte anche noi ci troviamo increduli davanti ai sepolcri vuoti della nostra vita; quante volte vogliamo dare una spiegazione a ciò che non vogliamo comprendere a fondo, a ciò che è inspiegabile alla nostra ragione, a ciò che non conosciamo. Quante volte cerchiamo di spiegare con le parole questo grande mistero del Figlio morto e risorto per noi. E quante volte ci sentiamo incapaci di raccontare la gioia di codesto mistero.

Eppure Gesù non è poi così lontano dai nostri sepolcri. È nelle nostre comunità che in questi giorni di restrizione hanno comunque trovato il modo di riunirsi, è nelle nostre famiglie che sentono il bisogno di incontrarsi o sentirsi, è nella nostra vita, fatta di tanti piccoli gesti d’amore, di ascolto e di accoglienza gli uni verso gli altri. È in tutte quelle occasioni che ci si presentano per poter essere felici con gli altri, poter sorridere, fare la pace, scusarsi, prendersi per mano, sostenersi.

E proprio come i discepoli di Gesù spesso capiamo la gioia, scopriamo la speranza, non nel momento in cui le sperimentiamo ma dopo. Una rivelazione che ci rende uomini veri, uomini di fede.

Rallegriamoci per quel sepolcro vuoto perché la luce ha vinto sulle tenebre, il bene sul male, la speranza sulla rinuncia. Lasciamo aperto quel sepolcro e portiamo la gioia e la pace a chi incontriamo, a coloro con cui viviamo, con cui lavoriamo, a chi soffre, a chi è disperato, a chi è lontano e a chi è vicino. Annunciamo la gioia del Risorto, così Gesù sarà sempre con noi.

Medito e condivido

  • Luce e gioia: fanno parte della mia esperienza di cristiano?

Il metodo

Ciascuna nostra azione,  pensiero, incontro o relazione trova senso nella Parola che ci guida e dà sapore al nostro essere uomini e discepoli di Dio e al nostro vivere la Fede, la Speranza e la Carità nella propria quotidianità. Quando la comunità si riunisce, attraverso i suoi rappresentanti, a pregare, riflettere e organizzare le proprie attività, non può vivere pienamente la propria dimensione comunitaria e cristiana, se non si radica su di un attento ascolto, una condivisa meditazione e una coraggiosa esperienza della Parola di Dio: “nostro nutrimento e fonte di gioia”.

La Caritas Diocesana fa suo il metodo di Ascolto e Meditazione della Parola e lo introduce in una proposta di stile che, dopo l’Assemblea del 17 Marzo 2018, propone a tutte le comunità parrocchiali e vicariali nelle loro forme di incontro, con cadenza settimanale. 

È un metodo che parte dalla lettura del Vangelo della Domenica precedente la settimana in cui ci si incontra; una Parola quindi già sentita, ascoltata e meditata ciascuno a livello personale o famigliare.

Un ascolto che diventa meditazione attraverso una riflessione guida che serve più che altro a contestualizzare il brano del vangelo letto e una meditazione che diventa condivisione se ciascuno, in piena libertà e disponibilità, mette in comunione con gli altri una o più risposte alle domande stimolo proposte.

Infine, tre semplici proposte di impegno concreto da viversi in qualsiasi momento, non durante l’incontro, proprio come accompagnamento e richiamo alla Parola, nel passare del nostro tempo settimanale:

SCRIVERE A … a chi vorrei comunicare la mia riflessione sul Vangelo letto o le mie risposte alle domande stimolo che magari all’interno del gruppo non siamo riusciti ad esprimere;

SCRIVERE DI… cosa vorrei condividere, quale pensiero, quale preoccupazione, quale proposito;

SCRIVERE PER… quale intento mi ha portato a scrivere; quale impegno dopo l’Ascolto, la Meditazione e la Condivisione della Parola, nella mia vita di tutti i giorni.

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