Così vive il mistero della Chiesa. Il conclave secondo don Mazzolari

Proponiamo qui l’articolo «Il mistero della Chiesa», scritto da don Primo Mazzolari sulla rivista «Adesso» l’1 ottobre 1958. La riflessione di una delle figure più rappresentative del cattolicesimo italiano alla vigilia dell’elezione di Angelo Roncalli a Pontefice.

Scriviamo questa nota, mentre si apre il Conclave. Quando una così solenne Congregazione incomincia nel nome e nella invocazione dello Spirito Santo, dentro l’animo di credenti di tutto il mondo deve tacere, come di certo tace nell’animo dei Cardinali, ogni piccola voce, insinuata da considerazione che non riguardino unicamente il bene della cristianità e del mondo. Per quanto serie e rispettabili possono essere certe particolari preoccupazioni, esse non convengono al Mistero della Chiesa, che ha nel Conclave uno dei suoi momenti più delicati. Nella storia della Chiesa «tutto è Grazia» o «tutto è commercio», secondo che abbiamo fede o no, e che nella nostra fede prevalgono o non prevalgono gli interessi della Chiesa, veduti e voluti dal nostro «particolare».

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Don Camillo e il Vangelo

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

L’ordo amoris di JD Vance ha trovato il suo placet ecclesiastico nella singolare rilettura della parabola del figliol prodigo del cardinal Camillo Ruini. Con Francesco la Chiesa cattolica si sarebbe occupata troppo del figlio che se ne è andato: è giunta l’ora di rimettere le cose a posto e concentrarsi sul figlio che è rimasto sempre col padre.

Ci sarebbe dunque una schiera di (veri) cattolici che si sono sentiti esclusi dal pontificato di Francesco e che ora attendono la loro rivincita per mano del nuovo papa. Insomma, dopo Francesco il compito del nuovo papa sarebbe quello di far tornare davvero cattolica la Chiesa cattolica – oppure, detta con altre parole: Make the Catholic Church Great Again.

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Papa Francesco, fraternità ed empatia. Un bilancio ecumenico protestante

da Riformati-valposchiavo.ch, il sito delle comunità riformate della Valposchiavo.

Quando Jorge Bergoglio è diventato papa, la sua elezione ha suscitato, tra i protestanti, grandi aspettative. In particolare, per quanto riguarda il dialogo ecumenico.

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da «La resistenza dei cristiani» di don Primo Mazzolari

Quali sono in parole oneste e concrete i valori della Resistenza? Sono i valori fondamentali dell’uomo di ogni tempo e che non costituiscono il peculiare patrimonio di un determinato momento storico, ma appartengono al piano morale dell’uomo e del cristiano, garantendone la dignità e la grandezza.

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«la passione della parola DIO». Una poesia di Kurt Marti

sanguina da ogni ferita

viene violentata ancora e ancora

è tradita calpestata frantumata decapitata

torturata squartata disintegrata

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C’era una volta il diritto internazionale

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Esiste ancora il diritto internazionale? L’interrogativo può risultare astrattamente teorico, ed è invece attualissimo. Le tumultuose vicende che hanno scosso l’ordine relativo del mondo occidentale, creato dopo la seconda guerra mondiale, hanno spinto gli osservatori a polarizzare la loro attenzione sui fatti e sulle loro implicazioni immediate.

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«Preghiera per l’Europa e la pace». Un testo del del pastore riformato svizzero Martin Högger

La «Preghiera per l’Europa e la pace» è stata scritta dal pastore riformato svizzero Martin Högger nel 2020.

Dio di bontà, tu guardi all’Europa,
tu l’hai benedetta attraverso i secoli,
tu hai suscitato una cultura e dei testimoni di speranza;
ti rendiamo grazie per la tua presenza nella storia dell’Europa.

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«Preghiera per l’Europa». Un testo del card. Carlo Maria Martini

La «Preghiera per l’Europa» è stata scritta dal card. Carlo Maria Martini, già presidente della KEK, nel 2005.

Padre dell’umanità, Signore della storia,
guarda questo continente europeo
al quale tu hai inviato tanti filosofi, legislatori e saggi,
precursori della fede nel tuo Figlio morto e risorto.

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Chi griderà contro la guerra?

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Rumore sempre più intenso e diffuso, sempre più cupo e minaccioso, dello stoccaggio delle armi, da stipare fino a colmarne i magazzini e riempire di cifre iperboliche, nell’ufficio accanto, le fatture delle aziende che le producono e delle agenzie che organizzano il commercio delle armi.

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Obiezione di coscienza e speranza

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Sono addolorato per come il mondo stia vivendo una notevole involuzione, per come si stia lasciando avvitare in dinamiche di egoismo personale, corporativo e di interesse personale a discapito degli altri. Sono addolorato e… preoccupato! Ma non mi voglio rassegnare, ho deciso di reagire.

D’altra parte, non ho intenzione di condannare nessuno, di puntare il dito contro qualcuno, di gridare al complotto o, peggio ancora, al rancore interiore. No. Non è questo lo spirito del Vangelo; non è ciò che serve. La mia decisione è un’altra e ha una dinamica duplice: pensiero critico e azione diversa, personale, nelle scelte quotidiane. Il Regno di Dio, d’altronde, è una cosa piccola, nascosta, impercettibile, eppure potente.

Ecco quindi cosa ho deciso.

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Vance, Tommaso e l’ordo amoris

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Non capita tutti i giorni che termini di teologia morale come quello dell’ordo amoris entrino nel ciclo delle notizie statunitensi, ma viviamo in tempi straordinari. In una recente intervista rilasciata a Fox News, il vicepresidente JD Vance ha invocato la tradizionale nozione teologica dell’ordine dell’amore per giustificare l’aggressiva cancellazione o sospensione da parte dell’amministrazione Trump di quasi tutti i programmi di aiuti esteri degli Stati Uniti. Altri commentatori, tra cui il redattore di First Things R.R. Reno, hanno pubblicamente appoggiato il modo in cui Vance ha ridimensionato le nostre responsabilità morali.

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Obiettori di coscienza

da Altranarrazione.com, teologia dei poveri.

Qui,
su ordine,
sparano ai bambini
che stanno al di là del confine.

Suscita, Signore,
obiettori di coscienza.

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«Difendere la verità in tempo di “guerre ibride”». Una dichiarazione di “Iniziativa dei cristiani per l’Europa”

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Porta la data del 14 febbraio 2025 la dichiarazione «L’Europa sotto pressione. Difendere la verità in tempo di guerre ibride» scaturita da un incontro (online) della Iniziativa dei cristiani per l’Europa (IXE). La pubblichiamo in una nostra traduzione dall’originale inglese (che viene ripreso qui di seguito). L’Iniziativa dei cristiani per l’Europa è una rete di organizzazioni laiche e cristiani impegnati di diversi Paesi europei. L’intento generale è quello di includere nei dibattiti nazionali una più viva consapevolezza di un’Europa unita. L’iniziativa intende favorire l’incontro dei cristiani in Europa e promuovere la Dottrina sociale della Chiesa favorendo una sempre migliore conoscenza e comprensione reciproca delle differenze storiche e culturali. Gli obiettivi che l’IXE si è data sono quattro: (1) offrire ai cristiani europei che desiderano comunicare la dottrina sociale della Chiesa l’opportunità di incontrarsi e confrontarsi sulle loro differenze storiche e culturali; (2) avviare un dialogo con la società nel suo insieme e formulare prese di posizione su temi rilevanti per il futuro della società europea; (3) incoraggiare la riflessione sul processo di unificazione europea, in particolare nel dialogo con le istituzioni nazionali ed europee; (4) organizzare eventi con un obiettivo europeo su temi di attualità sociale. Il prossimo meeting dell’IXE è previsto a Bruxelles per il prossimo 24-26 ottobre.

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Mi avvicino

da Altranarrazione.com, teologia dei poveri.

Un povero,
con il suo sacco a pelo srotolato,
disturba il viavai
dello shopping.

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Lettera del Santo Padre Francesco ai Vescovi degli Stati Uniti d’America del 10 febbraio 2025

Cari Fratelli nell’Episcopato,

Vi scrivo oggi per rivolgervi alcune parole in questo delicato momento che state vivendo come Pastori del Popolo di Dio che pellegrina negli Stati Uniti d’America.

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La vera laicità

da Iltuttonelframmento.blogspot.com, il blog di Fabio Cittadini.

In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu.

Gen 1, 1-3

Per parlarti di laicità, caro politico, avrei potuto presentarti la ben nota pagina evangelica nella quale Gesù afferma: “Date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio” (Mc 12,17). Preferisco partire da questo testo, tratto dalla Genesi, per sottolineare che la laicità è inscritta nell’atto stesso di creare. Sì perché Dio nel creare non solo permette che delle res, delle cose siano, ma perché permette a quelle cose di non essere confuse con Lui, con la sua persona, con la sua maestà, con la sua gloria. La luce, l’acqua, la terra sono realtà buone, belle, ma non sono Dio. Questa è la laicità vera: Dio non è la luce, l’acqua, la terra, non è, in altri termini, una res creata, ma è Altro.

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“Non vi sono liberatori, solo uomini che si liberano”

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Padre David Maria Turoldo ha indicato Teresio Olivelli come «uno degli uomini più intelligenti che io abbia mai conosciuto, un giovane meraviglioso» e don Primo Mazzolari lo ha definito «lo spirito più cristiano del nostro secondo Risorgimento», per poi aggiungere: «Non voglio fare confronti, ma Gramsci, davanti al quale mi inchino riverente, non ha l’ardore e la trasparenza, né la bruciante devozione, né lo slancio di perduto, né l’avventurosa energia di questo nostro giovane che finisce in un campo di concentramento, non ancora trentenne, con l’aureola della santità prima di quella di martire».

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Dire “pace” in un mondo in guerra

Che significato dare alla pace oggi in questo mondo pieno di guerre?

Nel mondo di oggi parlare e operare per la pace è un impegno complesso e profondo. Distinguerei due ambiti di significato e quindi di azione, partendo da due sollecitazioni che vengono dalla Tradizione e dal magistero cristiani.

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«e maria». Una poesia di Kurt Marti

1
e maria cantava
al suo figlio nascituro:
l’anima mia magnifica il signore
io giubilo a dio mio liberatore

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Cristianesimo e potere

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

In questi giorni, riflettendo sulle sofferenze e le paure che il tempo presente ci riserva, mi sono sentito quasi obbligato a tornare al tempo della prima guerra giudaico-romana per visitare la memoria della decisione della comunità giudeo-cristiana di Gerusalemme di abbandonare Gerusalemme e rifugiarsi nella città di Pella, nella Decapoli, l’attuale Transgiordania. Un esodo così cruciale da sedurmi come se avesse un valore profetico e normativo per il nostro discernimento di fronte alle guerre devastanti che si abbattono su Ucraina e Palestina.

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