«Se non per Dio, fatelo per ciò che d’umano resta nell’umanità…». Intervento sulla pace di don Mimmo Battaglia

Il pianeta risuona tamburi di guerra da ogni direzione dell’orizzonte. In Ucraina tredicimila civili cancellati dal fuoco; a Gaza cinquantasette mila vite spente come candele nella corrente in ventuno mesi d’assedio; dal Sudan quattro milioni di corpi in marcia alla ricerca di un fazzoletto d’ombra; in Myanmar tre milioni e mezzo di volti dispersi fra cenere e giungla; e, sopra tutti, una città invisibile che non smette di crescere: centoventidue milioni di profughi lanciati nel vento come semi. Questi numeri — li sentite pulsare? — dovrebbero gelare il sangue, ma sfumeranno come bruma se non accostiamo l’orecchio al battito che custodiscono. Ogni cifra è una fronte che scotta, una fotografia sbiadita stretta in un pugno, una voce che domanda solo un minuto senza sirene.

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Ribelli per amore. Il contributo dei cattolici alla Resistenza

La nona puntata dei Dialoghi dello Spirito delle ACLI nazionali è uno speciale dedicato al 25 aprile e alla Resistenza. Con la Presidente dell’ANPC, Mariapia Garavaglia e con lo storico, Giorgio Vecchio, il focus è sull’apporto originale dei cattolici alla liberazione del paese dal nazifascismo.

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L’anima della “Rerum novarum” /5

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Nella sua encinclica Rerum novarum, Leone XIII non solo difende il diritto alla proprietà privata come pilastro fondamentale, ma collega questo pilastro alla «famiglia o società domestica», che definisce «vera, e anteriore a ogni civile società». Di conseguenza, «è assolutamente necessario» che essa goda di «diritti e obbligazioni» proprie e «indipendenti dallo Stato».

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Sretenie/Nunc dimittis. Una poesia di Iosif Aleksandrovič Brodskij, noto anche come Joseph Brodsky

da Santa-rus.com, La Santa Rus’. Grazia e bellezza nell’incontro con la Santa Rus’.

Presentazione al tempio, Purificazione della Vergine, Candelora. In russo Сретение, Sretenie, dall’antico slavo: incontro. Brodskij ha scritto una poesia dedicata a questa festa: Sretenie, 1972, dedicata ad Anna Achmatova. Anna come la profetessa di cui parla Luca. Lui Iosif, come il falegname che assiste in silenzio alla cerimonia. Il Silenzio custode del Verbo, ebbe a definire Giuseppe un altro poeta russo, Vjačeslav Ivanov. C’entra anche Pasternak in questa storia, perché forse primo input di questa e altre poesie a tema evangelico furono le conversazione del giovane Brodskij con Achmatova sulla poesia e i salmi, sulla poesia e il Vangelo. Punto di partenza, ma anche modello da superare, era sentito da entrambi proprio il Boris Pasternak delle poesie di Živago.

Il testo in russo qui.

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L’anima della “Rerum novarum” /4

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Nella precedente riflessione sulla Rerum novarum (cf. qui su SettimanaNews) abbiamo commentato la fervente difesa della proprietà privata da parte di Leone XIII. Una difesa che il Papa fonda su tre dimensioni: la natura, la libertà e la spiritualità.

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L’anima della “Rerum novarum” /3

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Uno dei temi fondamentali della Rerum novarum di Leone XIII è la difesa della «proprietà privata». Un tema tutt’altro che secondario, perché di fronte al «male» causato dallo sfruttamento dei lavoratori, il Papa diceva chiaro e forte che «i socialisti», invece di dare una risposta giusta, preferivano attizzare «nei poveri l’odio ai ricchi», e pretendevano che si dovesse «abolire la proprietà, e far di tutti i particolari patrimoni un patrimonio comune, da amministrarsi per mezzo del municipio e dello Stato».

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La Buona novella. Un ministero che rottama le armi indesiderate

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Ogni venerdì e sabato, a Berkley, nel Michigan, un ministero cristiano aiuta le persone a liberarsi in modo sicuro delle proprie armi da fuoco. Si chiama Disarmory Ministries ed è il primo programma negli Stati Uniti dedicato al ritiro di armi indesiderate: chi consegna un’arma da fuoco riceve buoni regalo da utilizzare in negozi di alimentari locali. Un’iniziativa particolarmente significativa in uno Stato, come il Michigan, segnato negli ultimi anni da gravi episodi di violenza armata, anche all’interno di scuole e università.

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L’anima della “Rerum novarum” /2

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Continuiamo a immergerci nell’anima della Rerum novarum, l’enciclica con cui, nel 1891, Leone XIII diede inizio alla Dottrina Sociale della Chiesa. Nel post precedente (cf. SettimanaNews) avevamo sottolineato come, con uno stile diretto e giornalistico, il Papa si rivolgesse all’uomo del suo tempo, che abitava un mondo in fermento, segnato da una disuguaglianza sociale che avrebbe portato alla nascita del comunismo, dell’anarchismo e del fascismo, con la tragica conseguenza del deterioramento delle democrazie liberali e l’impatto di due guerre mondiali.

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«Perché si fermino le navi che portano armi su tutti i mari». Una preghiera per la pace di p. David Maria Turoldo

L’11 settembre del 1987, in occasione della giornata di preghiera per la pace, alcune organizzazioni, tra cui Acli, Mani Tese, MLAL, Missione Oggi, Pax Christi, chiesero a padre Turoldo di interpretare con un salmo la preghiera per la pace.
Padre Turoldo scrisse il seguente testo:

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Cercando l’Ararat: la patria diventa domanda

da Lanuovaeuropa.org, La Nuova Europa la rivista legata a Russia Cristiana.

Un documentario russo dal titolo «Patria» (2024) che non la celebra, ma ne mette in discussione la concezione stessa. La vita di padre Giovanni Guaita e altre storie di emigrazione e identità complesse suscitano domande irriducibili.

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Monte Sole per Gaza

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Presentiamo il testo di uno dei discorsi pronunciati alla conclusione della Marcia nazionale per Gaza del 15 giugno scorso. Si tratta di una riflessione pronunciata da suor Mariam Dignatici (cf. qui) e frutto di una prolungata riflessione comunitaria della Piccola Famiglia dell’Annunziata, fondata e ispirata da Giuseppe Dossetti. Un testo che proviene da decenni di permanenza in terra santa, di conoscenza delle lingue, delle persone e dei contesti di quella terra con un radicamento in Cisgiordania e in Giordania cinquantennale. Con una frequentazione del mondo palestinese e israeliano, delle Chiese locali, delle tradizioni religiose mussulmana ed ebraica, che è stata costante, approfondita e costellata di legami, studi e molteplici relazioni. Una riflessione che è quindi frutto di una vita di amicizia e vigilanza e che chiama ad una mobilitazione delle coscienze, delle azioni – personali e collettive – e delle politiche in un senso più umano, responsabile e amante della vita.

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L’anima della “Rerum novarum” /1

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Nei primi giorni del pontificato di Leone XIV, lo sguardo si è posato sulla storia e si è delineata la figura di Leone XIII, da cui è stato ricavato molto spesso questo titolo: «Con la Rerum novarum iniziò la Dottrina sociale della Chiesa». Infatti, come ha confermato lo stesso Robert Prevost, con il nome papale che ha scelto egli intende rendere omaggio a colui che, nel 1891, firmò un’enciclica fondamentale.

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Cattolici e politica. Ripartire dalla realtà

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Specie durante il periodo estivo sono molti gli osservatori e gli opinionisti che riflettono sull’opportuna collocazione che i cattolici dovrebbero assumere in politica. Secondo alcuni i credenti, in barba alle acquisizioni della Gaudium et spes, non possono muoversi in “ordine sparso” bensì collocarsi soltanto in ben definite aree politiche. Invece per altri i cristiani sono chiamati ad un impegno destinato alla ricostruzione di contenitori partitici di “centro”.

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La dottrina sociale e il papa missionario

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Il nostro mondo aveva bisogno di un dono come questo: un papa missionario. Dopo Francesco, pastore che è stato una valanga di parole e gesti, sempre allo scopo ultimo di scuotere le viscere dell’umanità e riscaldarle con la bontà e il fascino di Gesù di Nazareth, il cammino continua. E continua con uno di quegli spiriti che si distaccano da sé e s’incarnano in una realtà sconosciuta. Nel caso di Robert Prevost, ora Leone XIV, siamo di fronte a un missionario statunitense che, dal 1985, si è fatto uno con i peruviani, specialmente con i più colpiti dalla vita.

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Timidi cristiani dalla prefazione “politica” di Paolo Ricca

da Sondrioevangelica.it, il sito del CEC, Centro Evangelico di Cultura, di Sondrio.

Nella prefazione a Timidi cristiani di Sabina Baral, Paolo Ricca sceglie un tono ironico e riflessivo, definendo l’opera un pamphlet — un termine colto, dal sapore polemico ma non aggressivo.

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Il sentiero del bene comune

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Il nuovo papa, il successore di Pietro dopo Francesco, porterà sulle sue spalle una missione soprannaturale… e «disumana». Pochi, infatti, sono coloro che possono affrontare una sfida di tale portata: sostenere un patrimonio spirituale con oltre 2000 anni di storia, che ha in gran parte plasmato il mondo in tutte le epoche.

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Per interpretare cose nuove e cose antiche

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Già diversi commentatori hanno ricordato che il nome scelto dal cardinale Prevost dopo l’elezione a vescovo di Roma e a guida della Chiesa cattolica ci rimanda all’insegnamento del suo predecessore Leone XIII. Come sappiamo, a cavallo tra il XIX e il XX secolo e in un clima culturale assai diverso dal nostro, Papa Pecci avviò il magistero sociale della Chiesa nel 1891 attraverso la pubblicazione dell’enciclica Rerum novarum.

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Chiesa, social e… lentezza!

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Noi due siamo amici del lento, io come il mio libro. Non siamo stati invano filologi, forse lo siamo ancora, maestri cioè della lenta lettura. Adesso non fa parte soltanto delle mie abitudini, ma anche del mio gusto non scrivere più niente, che non conduca alla disperazione ogni genere di gente che “ha fretta”. La filologia infatti è quell’onorevole arte che da colui che la venera esige soprattutto una cosa, trarsi in disparte, lasciarsi tempo, divenire silenzioso, divenire lento […]. Ma proprio per questo essa è oggi più necessaria che mai, nel cuore di un’epoca del “lavoro”, voglio dire: della fretta, dell’indecente e sudaticcia precipitazione, che vuol dire “sbrigarsela” subito con ogni cosa.

Così scriveva Friedrich Nietzsche al termine della sua Prefazione ad Aurora. Una lentezza feconda, che guida tanto la lettura quanto la scrittura, anche a costo di suscitare la disperazione di quanti sembrano posseduti da una “smania” per lo scrivere, il commentare, oggi diremmo “il postare”. È proprio sui social infatti, specie in queste ultime settimane (dalla morte di papa Francesco all’elezione di Leone XIV), che ho riscontrato questa “ansia di prestazione”, e, caso curioso, soprattutto in coloro che pure, come comunità cristiana, si sentono mossi da un evangelico desiderio “missionario” di abitare i social.

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Antisemitismo o critica legittima?

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

L’accusa di antisemitismo mi è piovuta addosso all’istante, come previsto, da altri ebrei. Esprimendo sui social e nel romanzo La Metamorfosi dei Papaveri la mia totale disapprovazione della politica israeliana verso i palestinesi, ho chiamato la pioggia, che è divenuta burrasca, lo sapevo. Sono accusato di essere antisemita. Volendo continuare a camminare all’aperto, apro l’ombrello e… mi difendo.

Capita a chiunque osi tanto: governanti, giornalisti o persone comuni. A chi è solito analizzare i problemi con la ragione, può sembrare assurdo, ma su questo tema gli animi si accendono, il cuore parteggia e la mente si offusca.

Pur essendo ebreo nato in Israele, cerco di affrontare la questione fuori dalla mischia, nel modo più neutrale e sereno possibile.

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