Anche a prescindere dalla svolta radicale che il cristianesimo ha imposto alla storia dell’umanità, l’insegnamento di Cristo raccoglie passi così rivoluzionari, che vale senz’altro la pena spendervi alcune riflessioni.
«Paradossalmente, dobbiamo ringraziare la Gestapo se Bonhoeffer ha scritto Vita comune. Infatti la polizia segreta, alla fine di settembre del 1937, aveva chiuso, insieme ad altri istituti della chiesa confessante, anche il «seminario per predicatori» e la fraternità di Finkenwalde, diretti da Dietrich Bonhoeffer, nel cui ambito un gruppo di pastori alle prime armi aveva cercato di praticare una «vita comune». In questo modo aveva indotto Bonhoeffer a mettere per iscritto le sue idee circa la vita di una comunità cristiana» (prefazione dei curatori al vol. 5 dell’Edizione critica delle Opere di Dietrich Bonhoeffer). Il pastore Bonhoeffer scrisse Vita comune nell’estate del 1938 e lo pubblicò l’anno dopo. Ne proponiamo alcuni brani.
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
Il mio incontro con la Teologia della speranza di Moltmann? Apparentemente del tutto casuale. È in realtà un segno della vivacità della Firenze di fine anni ’70 che una chiacchierata in autobus tra un cattolico curioso alla fine del percorso liceale e un amico con qualche anno di più si concludesse con la segnalazione del fascino di un grande pensatore evangelico. Da lettore vorace, mi trovai così ad affrontare il mio primo importante libro di teologia, capendone allora pochino, ma restando profondamente colpito da un autore cui molte volte sarei poi ritornato.
da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
Il 6 luglio 1977 vennero presentati contemporaneamente due importanti documenti dei vescovi francesi: una dichiarazione del Consiglio permanente su Il marxismo, l’uomo e la fede cristiana e una “nota” della Commissione episcopale su Fede e marxismo nel mondo operaio.
La differenza tra i due documenti è sostanziale: dottrinale il primo, che sottolinea l’inconciliabilità, sul piano delle idee, tra cattolicesimo e marxismo; pervaso da preoccupazioni pastorali, il secondo, che si muove secondo la logica del realismo.
Sul limitare del 1942, in uno scritto destinato agli amici più cari (Bilancio sulla soglia del 1943 – Dieci anni dopo, in Resistenza e resa. Lettere e altri scritti dal carcere, Opere, vol. VIII, Queriniana, 2002, pp. 21-40), Bonhoeffer traccia un bilancio di dieci anni di resistenza al regime di Hitler. Sono parole pesanti, maturate a contatto con l’esperienza della sofferenza, dell’ingiustizia e della morte. Ma sono anche parole piene di speranza che solo chi ha una fede grande può dare. Ne riproponiamo alcune.
Sul limitare del 1942, in uno scritto destinato agli amici più cari (Bilancio sulla soglia del 1943 – Dieci anni dopo, in Resistenza e resa. Lettere e altri scritti dal carcere, Opere, vol. VIII, Queriniana, 2002, pp. 21-40), Bonhoeffer traccia un bilancio di dieci anni di resistenza al regime di Hitler. Sono parole pesanti, maturate a contatto con l’esperienza della sofferenza, dell’ingiustizia e della morte. Ma sono anche parole piene di speranza che solo chi ha una fede grande può dare. Ne riproponiamo alcune.
Sul limitare del 1942, in uno scritto destinato agli amici più cari (Bilancio sulla soglia del 1943 – Dieci anni dopo, in Resistenza e resa. Lettere e altri scritti dal carcere, Opere, vol. VIII, Queriniana, 2002, pp. 21-40), Bonhoeffer traccia un bilancio di dieci anni di resistenza al regime di Hitler. Sono parole pesanti, maturate a contatto con l’esperienza della sofferenza, dell’ingiustizia e della morte. Ma sono anche parole piene di speranza che solo chi ha una fede grande può dare. Ne riproponiamo alcune.
da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
Sono giorni di ricerca di parole capaci di interpretare le molte vicende belliche del nostro tempo, tra cui si trova la vicenda tragica della guerra in Ucraina[1]. Anche il vescovo di Roma è intervenuto più volte con appelli e chiavi di lettura importanti per orientarsi a livello personale e collettivo[2].
In tale quadro ci sembra utile rendere di nuovo disponibile una riflessione del 1991 di Pio Parisi – dal titolo L’Apocalisse nel deserto – sulla prima guerra in Iraq degli USA – e di buona parte dell’occidente (testo disponibile qui). Lo introduciamo ricordando alcune note dell’autore, del contesto e alcune linee contenutistiche essenziali.
Se tu parti alla ricerca della verità, impara anzitutto
la disciplina dei sensi e dell’anima, affinché i desideri
e le membra non ti portino ora qui ora là.
Casti siano il tuo spirito e il tuo corpo, a te pienamente sottomessi
e ubbidienti, nel cercare la meta loro assegnata.
Nessuno apprende il segreto della felicità, se non attraverso la disciplina.
Nessuno creda che si possa staccare la poesia dalla vita; la poesia non è un esercizio letterario, e tanto meno la vita è accademia. La nostra, poi, questa che ci è toccata in sorte, pare che porti i segni di una maledizione. Intendo, di questo nostro modo di vivere, di queste furiose ideologie e feroci politiche. Da qui il grido della disperazione che sale dalla moltitudine. E allora non solo il poeta, ma chiunque è appena sensibile, è voce di quel grido; e se è appena sincera poesia, essa è gemito di tutti.
Sul limitare del 1942, in uno scritto destinato agli amici più cari (Bilancio sulla soglia del 1943 – Dieci anni dopo, in Resistenza e resa. Lettere e altri scritti dal carcere, Opere, vol. VIII, Queriniana, 2002, pp. 21-40), Bonhoeffer traccia un bilancio di dieci anni di resistenza al regime di Hitler. Sono parole pesanti, maturate a contatto con l’esperienza della sofferenza, dell’ingiustizia e della morte. Ma sono anche parole piene di speranza che solo chi ha una fede grande può dare. Ne riproponiamo alcune.
Dal settembre 1930 al giugno 1931 Dietrich Bonhoeffer risiede negli USA grazie ad una borsa di studio. Qui coltiverà diverse amicizie, anche ecumeniche, e conoscerà molto del contesto statunitense di allora dal punto di vista teologico ed ecclesiale, ma anche sociale, culturale, etico, politico, letterario e musicale. Terrà anche diverse conferenze, soprattutto a New York.
Ecco alcuni passaggi della predicazione su 1Gv 4,16 che Bonhoeffer tenne, appunto, in una chiesa di New York.
E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.
L’incontro con il Maestro Haim Baharier che ripercorre un viaggio a cavallo fra esperienza narrativa e biografica, offrendo una chiave per descrivere la coscienza collettiva degli ebrei scampati alla Shoà. Ne discuterà con Vittorino Andreoli, noto studioso italiano.
All’inizio del nuovo anno, tempo di grazia che il Signore dona a ciascuno di noi, vorrei rivolgermi al Popolo di Dio, alle nazioni, ai Capi di Stato e di Governo, ai Rappresentanti delle diverse religioni e della società civile, a tutti gli uomini e le donne del nostro tempo per porgere i miei auguri di pace.
da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.
Nell’ambito del ciclo di letture bibliche su Bibbia e letteratura, l’Associazione “Biblioteca Salita dei Frati” giovedì 26 novembre 2015 alle ore 20.30 organizza una conferenza con Adalberto Mainardi, monaco di Bose, sul tema Resurrezione di L.N. Tolstoj e il Discorso della montagna (Mt. 5).
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