Quale immagine di Chiesa? Approfondimento sulla costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium. 1) Alle radici della Sacrosanctum Concilium: il Movimento liturgico

A partire dal 2012-2013, in occasione del cinquantesimo del Concilio Vaticano II, alcune associazioni laicali della Diocesi di Como (Azione cattolica, MASCI, Gruppo Ascolto), su invito delle ACLI, hanno aderito alla proposta di approfondimento di contenuti, implicazioni e ricadute del Concilio stesso. L’esigenza di non lasciare passare invano questa ricorrenza, ha guidato, prima, verso la programmazione di questa iniziativa comune e poi al coinvolgimento della Diocesi di Como. Le associazioni laicali si sono così proposte come fermento per la chiesa locale.

Il progetto, la sua verifica e l’elaborazione che è conseguita, sono nati infatti dalla presa di coscienza della necessità di una maggiore corresponsabilità da mettere in atto nella vita della Chiesa, biunivocamente correlata alla fisionomia della Chiesa stessa da realizzare in questo tempo.

Quì sotto è scaricabile il pdf con il primo incontro tenuto dal prof. don Rinaldo Valpolini:

Quale immagine di Chiesa? Approfondimento sulla costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium. 1) Alle radici della Sacrosanctum Concilium: il Movimento liturgico

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«Lettera a Rut» – di don Tonino Bello

Proponiamo un testo di don Tonino Bello del luglio 1991.

Carissima Rut, avrei voluto scriverti in ben altra circostanza. Per approfondire ad esempio le ragioni di quell’universalismo della salvezza che hanno indotto Dio a includere anche te, unica straniera nell’albero della genealogia ebraica di Gesù. Non ti nascondo infatti che quando nella messa viene proclamata la lista degli antenati di Cristo tramandataci da Matteo, mi sorprende e mi commuove sentir pronunciare il tuo nome di donna fugace come un fremito d’ala. Sembra un nome abbreviato per pudore. O intimidito di comparire in mezzo al ferrigno scrosciare dei nomi di tanti maschioni.

Ti scrivo, invece, perché voglio sfogare con qualcuno la tristezza che mi devasta l’anima in questi giorni, alla vista di tanti stranieri che hanno invaso l’Italia, e verso i quali la nostra civiltà, che a parole si proclama multirazziale, multiculturale, multietnica, multireligiosa e multinonsoché non riesce ancora a dare accoglienze che abbiano sapore di umanità.

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Raccoglieremo quello che abbiamo seminato

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Lo sguardo altero dell’uomo sarà umiliato, e l’orgoglio di ognuno sarà abbassato; il Signore solo sarà esaltato in quel giorno.

Isaia 2, 11

Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio.

Galati 6, 7

«Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio», il versetto di Galati che oggi ci è stato proposto prosegue affermando «perché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà». Non vi ingannate: gli uomini e le donne a cui parlano gli autori biblici sono vissuti e vissute migliaia di anni fa, ma questa Parola risulta forte e chiara anche per noi. Di una attualità che ci sgomenta. Non vi ingannate: non ci inganniamo, noi che ancora oggi continuiamo a beffarci di Dio. L’apostolo Paolo sta proprio parlando a noi: non vi ingannate, voi che vi fidate più di voi stessi che di Dio. Non vi ingannate, voi che avete posto la vostra esistenza sotto il segno dell’idolatria, che sia essa il denaro, il potere, la vostra autorità, o la vostra affermazione personale.

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Pillole di teologia S01 E09 – Cosa significa che Gesù venne crocifisso «per noi»?

da Rbe.it, Radio Beckwith Evangelica, radio locale comunitaria legata alla Chiesa Evangelica Valdese.

Trasmissione e podcast settimanale di divulgazione teologica a cura di Fulvio Ferrario, pastore valdese e decano della Facoltà valdese di teologia.

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Lettura del libro di Ester: Lectio di Est 3,1-4,17 della Prof.sa m. Teodora Tosatti

Madre Teodora Tosatti è biblista, teologa, traduttrice di testi sacri dall’ebraico, dall’aramaico dal greco koiné, dallo spagnolo; autrice di varie pubblicazioni e presbitera della Chiesa Cristiana Vetero Cattolica in Italia.

Venerdì 24 novembre 2017 a Perugia presso il teatro sotto la chiesa dell’Oasi di Fontivegge si è svolta con la Prof.sa m. Teodora Tosatti la lettura di una parte del libro di Ester.

Audio – Lectio di Est 3,1 – 4,17 – Prof. Teodora Tosatti – Incontro SAB 24 novembre 2017

Video – Lectio di Est 3,1 – 4,17 – Prof. Teodora Tosatti – Incontro SAB 24 novembre 2017

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Cedri del Libano (lettura popolare della Bibbia)

da Profeziaeliberazione.blogspot.com, Profezia e Liberazione “L’uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà” (GS 17).

Ci sono nella Bibbia espressioni e immagini che si possono cogliere appieno soltanto immergendosi nella geografia delle terre, dei mari e dei monti delle regioni in cui è nato il testo. Se dal mare o da qualunque luogo dei territori corrispondenti agli attuali Siria e Israele si guarda verso il Libano, ciò che lascia un’impressione profonda sono le imponenti catene montuose, con cime che, superando i 3.000 metri, si stagliano contro il cielo. Per i popoli delle regioni circostanti, abituati a climi torridi e a piane spesso desertiche, la visione di questi monti ha sempre suscitato timore e riverenza. Molti racconti ugaritici e mesopotamici fanno così delle cime libanesi dell’Ermon luoghi mitici e popolati da divinità. Data la loro altezza, esse sono spesso ricoperte di ghiacci e nevi, e questo fatto è all’origine del nome della regione. Laban nelle lingue semitiche è radice che significa “bianco” (oggi in arabo indica ad esempio il latte) e da qui il nome Libano.

Oggi tali montagne appaiono brulle e rocciose, ma nell’antichità tutta la catena montuosa libanese era di un colore verde vivace dato dalle sterminate foreste di cedri che la ricoprivano. Certi panorami alpini possono soltanto essere un’ombra delle decine di chilometri di foreste ininterrotte che ricoprivano queste montagne, bianche per sei mesi l’anno e verde smeraldo per i restanti sei.

Il cedro è una conifera, albero imponente che può raggiungere 2,5 metri di diametro per 40 di altezza. Essendo l’unica riserva di legno nell’immenso territorio che va dalle regioni dei grandi fiumi mesopotamici all’Egitto, gli oltre tre millenni di sfruttamento del legno per la costruzione di navi, abitazioni ed edifici religiosi da parte di egiziani, amorrei, fenici, cananei, israeliti, babilonesi, assiri, persiani, greci e romani hanno progressivamente ridotto il numero di questi alberi, tanto che, nel 118 d.C., l’imperatore Adriano, per tutelarli, emanò quello che può essere considerato uno dei primi decreti di protezione ambientale della storia.

Oggi le poche centinaia di alberi rimasti sulle catene montuose libanesi sono concentrate in alcuni parchi naturalistici sotto la tutela dell’UNESCO. Queste imponenti conifere hanno rappresentato per i popoli biblici un simbolo di potenza e di ricchezza, di maestà e di imponenza. E con queste categorie ci confronteremo in questo contributo.

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Dominare le pulsioni aggressive

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Dio disse a Caino: «Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo!».

Genesi 4, 7

Ricerca la giustizia, la pietà, la fede, l’amore, la costanza e la mansuetudine.

I Timoteo 6, 11

Non sappiamo per quale motivo Dio non gradisse l’offerta di Caino; la Bibbia non ce lo dice. Ma ci dice che egli bruciava per la rabbia e camminava con il capo abbassato, come chi rimugina un pensiero fisso, persistente, ed è carico di rancore; tanto che Dio gli dice che, se agirà bene, rialzerà il capo.

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