Il tempo per un “nuovo sobornost”: Come possono i cristiani resistere all’aggressione del male insieme

Proponiamo da Acliarosio.it un resoconto e un intervento relativi al Festival delle Fraternità della Trasfigurazione svoltosi a Mosca nell’agosto 2017. 

Cristiani e sobornost

Stupisce sempre, noi italiani, vedere 2000 persone di 58 città della Russia con un’età media di circa 30 anni, partecipare alla Rassegna ortodossa di Agosto, organizzata ormai da tre anni dalla Fraternità di Trasfigurazione russa. Stupore perché non viene mai meno l’attenzione e la partecipazione dei presenti alle sue diverse articolazioni caratterizzate da tavole rotonde plenarie, momenti di preghiera, proiezione di filmati e 13 aree tematiche di discussione.

Il tema generale della Rassegna o Festival (come lo chiamano loro) quest’anno era “ll tempo per un ‘nuovo sobornost‘”.

20190416 Festival fraternità Mosca 2017

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50 anni dopo: sulle tracce del Concilio Vaticano II. 2) “Quale Chiesa dal Concilio?” – prof. Dario Vitali

L’itinerario di formazione per laici, sacerdoti e religiosi promosso dalla Diocesi di Como “50 anni dopo: sulle tracce del Concilio Vaticano II” svoltosi tra l’autunno 2012 e la primavera 2013 è nato dall’iniziativa di alcune associazioni ecclesiali del territorio (Acli, Ac, Masci, associazione Ascolto): l’esigenza di non lasciare passare il cinquantesimo del Concilio invano ha guidato prima verso la programmazione di una iniziativa comune e poi al coinvolgimento della Diocesi di Como. Le associazioni laicali si sono così proposte come fermento per la Chiesa locale. L’iniziativa si compose di 4 incontri di conoscenza e approfondimento del grande evento del Concilio rivolti a preti, laici e religiosi. L’auspicio era di poter vivere un momento di approfondimento e di confronto tutti insieme, come unico popolo di Dio, nel miglior spirito conciliare.

Gli incontri erano serali (h 20.45), nelle sedi indicate, con possibilità di trasmissione in video-conferenza in altri punti della Diocesi (Como e Morbegno, Sondrio, Chiavenna, Ponte V., Bormio, Livigno, Abbadia L., Menaggio, Cagno, Canonica di Cuveglio). I contributi furono pubblicati parzialmente sul vecchio sito della Diocesi di Como e ora su Cardinalferrari.diocesidicomo.it.

Venerdì 16 novembre presso il cinema Astra di Como si svolse il secondo incontro con “Quale Chiesa dal Concilio?” (prof. Dario Vitali).


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50 anni dopo: sulle tracce del Concilio Vaticano II. 1) “La storia del Concilio Vaticano II” – prof. Saverio Xeres

L’itinerario di formazione per laici, sacerdoti e religiosi promosso dalla Diocesi di Como “50 anni dopo: sulle tracce del Concilio Vaticano II” svoltosi tra l’autunno 2012 e la primavera 2013 è nato dall’iniziativa di alcune associazioni ecclesiali del territorio (Acli, Ac, Masci, associazione Ascolto): l’esigenza di non lasciare passare il cinquantesimo del Concilio invano ha guidato prima verso la programmazione di una iniziativa comune e poi al coinvolgimento della Diocesi di Como. Le associazioni laicali si sono così proposte come fermento per la Chiesa locale. L’iniziativa si compose di 4 incontri di conoscenza e approfondimento del grande evento del Concilio rivolti a preti, laici e religiosi. L’auspicio era di poter vivere un momento di approfondimento e di confronto tutti insieme, come unico popolo di Dio, nel miglior spirito conciliare.

Gli incontri erano serali (h 20.45), nelle sedi indicate, con possibilità di trasmissione in video-conferenza in altri punti della Diocesi (Como e Morbegno, Sondrio, Chiavenna, Ponte V., Bormio, Livigno, Abbadia L., Menaggio, Cagno, Canonica di Cuveglio). I contributi furono pubblicati parzialmente sul vecchio sito della Diocesi di Como e ora su Cardinalferrari.diocesidicomo.it.

Venerdì 19 ottobre presso il centro San Giuseppe di Morbegno si cominciò con “La storia del Concilio Vaticano II” (prof. Saverio Xeres).

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Quale prete per quale chiesa?

da Pretioperai.it, il sito dell’archivio e della rivista dei PO.

Non fu il cristianesimo a convertire l’impero romano all’epoca di Costantino. Furono i romani a convertire la Chiesa in potenza imperiale. Allo stesso modo non fu il cristianesimo a evangelizzare l’Occidente, ma fu il capitalismo occidentale a impregnarlo del suo spirito usuraio, individualistico, competitivo.

Frei Betto, Adista doc. 20.05.2016 p.8

Il sogno di una “Chiesa altra” l’abbiamo ereditato dal Concilio e l’abbiamo fatto nostro con la scelta del lavoro operaio. Tra le motivazioni che ci hanno spinto ad andare in fabbrica, quelle “ecclesiali” erano di grande rilevanza. Io le avevo espresse con queste parole:

  • passare davvero da una Chiesa gerarchica piramidale alla “Chiesa Popolo di Dio”
  • abbandonare ogni privilegio e ogni forma di potere, per essere “uomo tra gli uomini”
  • vivere del mio lavoro, rinunciando a qualsiasi provento legato al ministero
  • concretizzare un nuovo modello di prete inserito nella vita della gente comune.

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È tempo di semina. I cattolici e la politica

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Nelle scorse settimane, molti hanno ricordato il centenario dell’“Appello a tutti gli uomini liberi e forti” di don Luigi Sturzo che diede vita alla nascita del Partito Popolare. Dal 1874 i cattolici erano obbligati dal non expedit al ritiro dalla vita pubblica nazionale e in larga maggioranza si trovavano su posizioni critiche, se non intransigenti, nei confronti della modernità liberale. La nascita del Partito Popolare permise ai cattolici di assumere, senza alcuna tutela ecclesiastica, la responsabilità nell’agone politico, attorno ad un programma a favore della democrazia (e non era una cosa affatto scontata al tempo), del bene comune e dei poveri.

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Laici nella Chiesa del Concilio. La profezia laica di Livio Labor

Proponiamo i video degli interventi della giornata di Studio organizzata dalla presidenza ACLI presso la Sala Tessitori di Trieste il 7 maggio 2009 dal titolo “La profezia laica di Livio Labor a 10 anni dalla sua scomparsa”.

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La storia del monastero di Chevetogne. Intervista a padre Antoine Lambrechts a cura di Tudor Petcu

Nell’intervista a cura di Tudor Petcu, padre Antoine Lambrechts ci parlerà della storia del monastero di Chevetogne. Padre Antoine Lambrechts ha studiato filologia germanica e slava ad Anversa e Lovanio, teologia a Tessalonica, Lovanio e Roma, specializzandosi in Storia della Chiesa russa. E’ Sacerdote e monaco benedettino del monastero di Chevetogne (Belgio), dove è stato coredattore della rivista «Irenikon» e priore, attualmente è bibliotecario e redattore del bollettino «Lettre de Chevetogne». L’abbazia di Chevetogne è un’abbazia benedettina situata a Chevetogne, una zona a 11 km dal centro della città di Ciney, della Provincia di Namur nella regione di Vallonia in Belgio.
Il monastero presenta una particolarità, ossia di possedere due chiese, una chiesa di rito latino, dedicata a Gesù di Nazaret, e l’altra chiesa di rito bizantino dedicata all’esaltazione della Vera Croce. Questo monastero è unico ed è stato messo sotto il segno dell’ecumenismo, da parte del fondatore, Lambert Beauduin, anche se la Comunità è soltanto composta da monaci cattolici collegati all’Ordine di San Benedetto. 
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A 50 anni dal Concilio… manca il respiro! Una conferenza di don Saverio Xeres

Incontro con Saverio Xeres sul 50° anniversario del Concilio Vaticano secondo.
Parrocchia Santa Croce Milano – 19 novembre 2012

È un’occasione importante per capire come la Chiesa, a 50 dal Concilio, ha recepito le novità più forti dell’assise di tutti i vescovi del mondo e come vi ha risposto. Molte cose sono state realizzate ma forse molte di più restano ancora da fare. È una di quelle serate in cui sarà possibile non solo ascoltare ma anche fare domande, porre provocazioni, sentirsi parte di un cammino tutto ancora da realizzare.
La serata fa parte degli eventi che Santa Croce vuole vivere facendo memoria dei 100 anni della sua vita e per il mese di novembre questo è l’appuntamento.

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Giovanni Battista Montini e le ACLI. Il “ruolo vulcanico delle ACLI”: Le ACLI degli anni ’60

Negli anni ’60 le Acli parteciparono alle tante iniziative e alle trasformazioni che caratterizzarono quella stagione storica. Quegli anni furono guidati dalla presidenza Labor che va dal Congresso di Bari, 5–8 dicembre 1961, al Congresso di Torino, 19–22 giugno 1969. Sotto la sua leadership crescerà progressivamente la spinta autonomista e la presenza delle Acli nella società. La coscienza internazionale delle Acli si manifesterà in molteplici occasioni: dalle prese di posizione sui temi della fame e degli armamenti, a quelle sulla guerra del Vietnam e alla primavera di Praga.
20181102 Paolo VI Acli 02

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Madeleine Delbrêl e la missione della chiesa

da Theologicalmind.wixsite.com, Theological mind: theology notes, il blog di Fabio Cittadini.

Madeleine nasce nel 1904 a Mussidan, nella Francia centro–occidentale, in una famiglia borghese e poco praticante. È figlia unica. Suo padre, impiegato nelle ferrovie, si trasferisce spesso da una città all’altra; perciò Madeleine non può seguire un corso di studi regolarmente. Dopo la fanciullezza, abbandona la pratica religiosa tanto che nel 1919 dichiara di essere completamente atea.

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Livio Labor: l’omaggio delle Acli al grande aclista e politico “difensore dei deboli” a INS2018

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

La storia, la politica, la società e la cultura di un Paese spesso si plasmano, tracciano percorsi, compiono svolte, grazie alle personalità che le hanno attraversate, alla vita che hanno vissuto, ai valori che hanno fatto propri, alle idee per cui si sono battuti e che hanno divulgato.

Livio Labor, politico, sindacalista e indimenticato presidente delle Acli, è innegabilmente una delle grandi personalità che hanno attraversato il ‘900: una vita, una storia che hanno indicato una strada e lasciato un segno importante nel mondo cattolico, del lavoro, del sindacato, contribuendo in maniera importante a delineare la presenza cattolica nel dibattito politico e sindacale.

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Minima personalia, un’autobiografia scritta da Alexander Langer nel 1986

da Alexanderlanger.org, il sito della Fondazione Alexander Langer Stiftung.

Minima personalia è stato pubblicato per la prima volta nel marzo 1986 (annata XLI) sulla rivista “Belfagor Rassegna di varia umanità” diretta da Carlo Ferdinando Russo.

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A 50 anni dalla sua morte. Ritratto di Romano Guardini

da Theologicalmind.wixsite.com, Theological mind: theology notes, il blog di Fabio Cittadini.

Romano Guardini nacque a Verona, il 17 febbraio 1885, da Romano Tullo e da Paola Maria Berardinelli, entrambi appartenenti ad agiate famiglie di commercianti. Un anno dopo la nascita i genitori si trasferirono a Magonza, per gestirvi una filiale della ditta di famiglia e dove; nel 1910, inoltre, il padre vi venne nominato console d’Italia. Nel 1903, terminati con ottimi risultati gli studi secondari, egli si iscrisse alla facoltà di chimica nell’Università di Tubinga, per poi passare, nel 1905, a quella di scienze politiche a Monaco.

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