Tre interviste a padre Camillo De Piaz

A cento anni dalla nascita di padre Camillo De Piaz proponiamo, oltre al breve profilo biografico apparso su Settimanalediocesidicomo.it, anche tre interviste: la prima, a cura di Paolo Tognina all’interno del filmato “Camillo De Piaz, un prete sulla frontiera”, realizzato nel 2008 per la rubrica Segni dei Tempi della Radio Televisione della Svizzera italiana, la seconda pubblicata sul mensile Una città nel 2004 mentre la terza, realizzata nel 2001 sul tema della memoria, è sul sito di Federico Bario. Segnaliamo anche il sito Camillodepiaz.it, a cura di Bruno Ciapponi Landi.

Cento anni dalla nascita di padre Camillo De Piaz

da Settimanalediocesidicomo.it

Sono passati cent’anni dalla nascita di Camillo De Piaz, avvenuta a Madonna di Tirano il 24 febbraio 1918; una lunga vita (muore nel gennaio del 2010) passata nel segno della coerenza e della fedeltà: coerenza anzitutto ai valori maturati negli anni di guerra, dopo essere stato assegnato, nel 1941, giovane padre servita, al convento di San Carlo a Milano; con lui, è l’amico di una vita, David Maria Turoldo. Insieme fanno del convento un punto di riferimento dell’antifascismo e della Resistenza milanese, così ricordato da Alda Merini: «Allora, in quella Milano di macerie, Davide e Camillo erano la luce di una città”.

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A 50 anni dalla morte. Ritratto teologico di Karl Barth

da Theologicalmind.wixsite.com, Theological mind: theology notes, il blog di Fabio Cittadini.

E’ necessario che tra la Bibbia e il giornale, come tra i due poli di un arco elettrico, comincino ad accendersi lampi di luce per rischiarare la terra.

Karl Barth

Forse gli angeli, quando sono intenti a rendere lode a Dio, suonano musica di Bach, ma non ne sono sicuro; sono certo invece, che quando si trovano tra di loro suonano Mozart ed allora anche il Signore trova diletto nell’ascoltarli.

Karl Barth

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Aspetti dell’etica cristiana in base ai documenti del santo e grande Sinodo della Chiesa ortodossa (Creta 2016)

da Ortodossia.it, sito ufficiale della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta.

Pubblichiamo il discorso tenuto l’11 gennaio 2018 dall’Archimandrita Evangelos Yfantidis, Vicario Generale dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, alla Facoltà Teologica del Triveneto a Padova.

Il Rev.mo Vicario Generale dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, p. Evangelos Yfantidis, Archimandrita del Trono Ecumenico, è nato a Kavala (Grecia) il 14 ottobre 1975. Dopo aver frequentato il Liceo Ecclesiastico della propria città, si è laureato presso la Facoltà di Teologia dell’Università Aristotele di Salonicco, dove ha anche conseguito un Master in Teologia Dogmatica e Storia della Chiesa. Nel 2006 ha ottenuto un primo Dottorato di Ricerca presso la stessa Università. Presso la Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa della Pontificia Università Gregoriana di Roma si è specializzato in storia contemporanea, conseguendo una Licenza e nel 2012 un secondo Dottorato di Ricerca. Ordinato Diacono e Presbitero da S. Em.za Rev.ma il Metropolita Gennadios Zervos, Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta, ha servito diverse parrocchie in Italia, tra le quali Perugia e Milano, ed è attualmente Parroco della storica Comunità dei Greci Ortodossi a Venezia, Rettore della Cattedrale di San Giorgio dei Greci a Venezia e Vicario Generale dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta. Si è occupato in modo particolare della pastorale giovanile e famigliare.

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Sionismo cristiano: l’eresia preferita dei neocon

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Il rev. dr. Stephen Sizer è il rettore della Christ Church in Virginia Water e l’autore di Christian Zionism: Road-map to Armageddon? (InterVarsity Press, 2004); Zion’s Christian Soldiers? (2007) e di In the Footsteps of Jesus and the Apostles (Eagle, 2004). Per maggiori informazioni si veda www.stephensizer.com. L’articolo originale è stato pubblicato su Russia Insider,  gennaio 2018.

Per ogni sionista ebreo ci sono dieci sionisti cristiani evangelici fuori di testa.

Almeno uno su quattro cristiani americani intervistati di recente dalla rivista Christianity Today ha detto di ritenere che sia la propria responsabilità biblica sostenere la nazione di Israele. Questa visione è conosciuta come sionismo cristiano. Il Pew Research Center ha posto la cifra al 63% tra gli evangelici bianchi. Il sionismo cristiano è pervasivo all’interno delle principali denominazioni evangeliche, carismatiche e indipendenti americane, incluse le Assemblee di Dio, i pentecostali e i battisti del Sud, così come in molte delle mega-chiese indipendenti. È meno prevalente all’interno delle denominazioni storiche, che mostrano un maggiore rispetto per il lavoro delle Nazioni Unite, un sostegno ai diritti umani, allo stato di diritto internazionale e un’empatia con i palestinesi.

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Amico dell’ultimo istante. Profezia e martirio di P. Christian-Marie de Chergé, monaco trappista in terra d’Islam

da Oasiscenter.eu, il sito della fondazione Oasis, cristiani e musulmani nel mondo globale.

Ho ricevuto il testo delle lettere di p. Christian a p. Borrmans quasi in contemporanea alla notizia della sua scomparsa. Un profondo legame spirituale e di testimonianza li ha legati fino alla fine. Che a ben vedere non è affatto una fine, ma l’inizio sempre nuovo ed entusiasmante di chi testimonia contra spem l’unica autentica speranza, quella di chi vive nella luce e nella chiamata dell’Altro e dell’Oltre, in virtù di una misericordia che, il Cielo ne sia lodato, non è la nostra.

Miguel Manara

Nella notte fra il 26 e il 27 marzo del 1996 sette monaci trappisti del monastero di Tibhirine, in Algeria, sono stati sequestrati nel corso della sanguinosa guerra civile che ha fatto decine di migliaia di morti nel paese nordafricano, per essere ritrovati uccisi il 21 maggio.

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Una prospettiva contemporanea sul significato dell’ecumenismo. Intervista di Tudor Petcu ad André Birmelé

Tudor Pectu ha intervistato il pastore André Birmelé sull’ecumenismo. André Birmelé, pastore luterano alsaziano, insegna teologia sistematica presso la Facoltà teologica protestante di Strasburgo. La sua ricerca si concentra sull’ecclesiologia, sull’identità luterana e soprattutto sull’ecumenismo. 

André Birmelé ha studiato matematica all’Università di Strasburgo prima di dedicarsi alla teologia. Ha completato la sua carriera in tre diverse università, Strasburgo, Tubinga e Basilea ed è stato nominato nella sua prima parrocchia nel 1972. Il suo impegno ecumenico è iniziato due anni dopo con la sua nomina come assistente di ricerca presso il Centro di studi ecumenici del Federazione mondiale luterana, con sede a Strasburgo. Nel 1976, ha completato la sua tesi sulle scienze religiose sulla nozione di identità confessionale di Werner Elert. Dopo 6 mesi all’istituto ecumenico di Gerusalemme, è diventato assistente in teologia sistematica nel 1983 presso la Facoltà di teologia protestante dell’Università Marc Bloch di Strasburgo. Entrò nello stesso anno il comitato esecutivo del Consiglio Mondiale delle Chiese, mentre lavorava alla sua tesi di teologia protestante, Le salut en Jésus Christ dans les dialogues oecuméniques. Lo completò nel 1986 e divenne professore tre anni dopo. Insegna, oltre che a Strasburgo, nelle facoltà teologiche germaniche, Heidelberg, Lipsia, Zurigo, ma anche all’Istituto cattolico di Parigi. Ha servito come decano della facoltà di teologia e direttore della Scuola di specializzazione in teologia e studi religiosi della sua università. Oltre alle sue tesi, la sua bibliografia include diversi titoli importanti: La communion ecclesiale, Progrès oecuméniques et enjeux méthodologiques, Accords et dialogues oecuméniques, Introduction. à la théologie systématique. Ha anche diretto la pubblicazione di La foi des églises luthériennes. Confessions et catéchismes et Dictionnaire critique de théologie.

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Ortodossia e filosofia. Intervista a Travis Dumsday a cura di Tudor Petcu

Le domande del dottor Tudor Pectu al filosofo canadese Travis Dumsday indagano il rapporto tra Ortodossia e filosofia. Il professor Travis Dumsday ha ricevuto il suo dottorato in filosofia nel 2010 dall’Università di Calgary. Dopo una borsa post-dottorale presso la University of North Carolina Chapel Hill, ha insegnato per un anno al Livingstone College e poi nel 2012 ha preso un posto presso la Concordia University di Edmonton. Convertito all’ortodossia dal presbiterianesimo (cresimato nel 2009), Dumsday lavora in diverse aree della filosofia, tra cui la filosofia della scienza, la metafisica, la filosofia della religione e la bioetica. Continua a leggere

I Farisei si bevvero le fake news

da Svoltaonline.it, per i giovani cristiani che vogliono capire, credere e cambiare, il blog dei giovani della Assemblee di Dio in Italia.

Capitolo 7 del Vangelo di Giovanni: Nicodemo si alza e li invita a consultare direttamente Gesù per capire meglio la Sua storia. Ma i Farisei gli rispondono mettendola sul piano della faziosità e dell’interesse personale: “Sei anche tu di Galilea?”. L’interpretazione biblica dei Farisei era giusta: “vedrai che dalla Galilea non sorge profeta” (v.52), “è forse dalla Galilea che viene il Cristo? La Scrittura non dice forse che il Cristo viene dalla discendenza di Davide e da Betlemme, il villaggio dove stava Davide?” (vv.41 e 42) Non faceva una piega, il profeta Michea aveva profetizzato proprio così (Michea 5:1). Ma non si erano preoccupati di verificare se la storia che Gesù fosse nato a Nazareth fosse vera, non gli avevano neppure mai posto la domanda. Si erano attenuti al “sentito dire“.

Peccato che il sentito dire fosse una bufala. Peccato che per questa ragione, la maggior parte di loro sia morto senza riconoscere il Messia promesso. Continua a leggere

Il rifiuto del povero

da Monasterodibose.it, il sito della comunità monastica di Bose.

Circolari ministeriali a difesa del decoro dei centri urbani, ordinanze di sindaci che spostano il degrado in periferia, solerti pulizie mattutine di portici e piazze con getti d’acqua su marciapiedi e sottopassi, scomparsa di panchine pubbliche e chiusura di sale d’aspetto nelle stazioni, iniziative di privati cittadini che impediscono a senzatetto di trovare ricovero in un garage regolarmente affittato, multe e denunce a volontari che distribuiscono cibo e bevande a mendicanti… Non è una bella vigilia di Natale quella che stiamo vivendo. In verità è da mesi che assistiamo a episodi di questo tipo, con l’unica differenza che il gelo ha preso il posto del caldo torrido. Continua a leggere

Il ruolo della filosofia della religione nel pensiero contemporaneo. Intervista di Tudor Petcu a Lluis Oviedo

Pubblichiamo un’intervista di Tudor Petcu a Lluis Oviedo, francescano di origine spagnola, professore ordinario di Antropologia Teologica ed Escatologia alla Pontificia Università Antonianum (dal 1992), professore invitato di Teologia fondamentale presso l’Instituto de Teología de Murcia (dal 1995), nonché professore invitato nella Facoltà di Teologia dell’Università Gregoriana, sezione Teologia Fondamentale, dove ha tenuto corsi su fede, società e cultura. Nelle varie sedi ha approfondito temi di ermeneutica teologica, oltre al rapporto tra fede e cultura e il problema della secolarizzazione. Attualmente la sua ricerca s’indirizza a questioni di scienza e fede, specialmente nel campo antropologico e dello studio scientifico della religione.
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Rivoluzione dell’anima. Aforismi di Tudor Petcu

Un aforisma (dal greco antico ἁφορισμός, definizione) è una breve frase che condensa un principio specifico o un più generale sapere filosofico o morale. Proprio in questo genere, sintetico ed efficace, si cimenta il nostro collaboratore dottor Tudor Petcu da Bucarest, infilando una vera e propria collana di perle di saggezza che vi rivoluzioneranno l’anima. Continua a leggere

I musulmani e il Natale. Due contributi per chiarire le idee.

Come ogni anno si avvicina il Natale, le luminarie si accendono, sugli scaffali dei supermercati si allineano pandori e panettoni e i media traboccano di polemiche su presepe, canzoncine natalizie e affini. Pubblichiamo due contributi su come i musulmani considerano il Natale (e in coda un brano del Corano sulla nascita di Gesù). Ci sembrano utili per chiarire le idee sia a chi vorrebbe togliere ogni riferimento cristologico al Natale perché pensa che ai musulmani possa dar fastidio, sia a chi sventola presepi e altri simboli religiosi come bandiere identitarie proprio perché pensa che ai musulmani possa dar fastidio.

I musulmani NON vogliono vietare il Presepe e le canzoni natalizie nelle scuole pubbliche

da Lmticino.blogspot.it, Lega Musulmani Ticino, Associazione islamica e centro culturale a Lugano (CH).

Sotto Natale gli islamofobi ritornano alla carica, insinuando, senza nessuna prova, che i musulmani non accettano le tradizioni cristiane nelle scuole pubbliche.

In questo video si afferma e si ripete che i musulmani non vogliono vietare i crocifissi, i riferimenti religiosi nelle scuole pubbliche, negli inni nazionali, nelle Costituzioni, ecc.

Estratto dal dibattito: “Ma Gesù bambino disturba la festa?” andato in onda il 17.12.2013 sulla trasmissione Piazza del Corriere di TeleTicino.

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La lettera a Donald Trump dei Patriarchi e capi delle Chiese di Terra Santa sullo “status” di Gerusalemme: «Un tale passo produrrà un incremento di inimicizia, conflitto, violenza e sofferenza»

I leader cristiani di Gerusalemme sono “certi” che i passi che Donald Trump si accinge a intraprendere “aumenteranno l’odio, il conflitto, la violenza e le sofferenze a Gerusalemme e in Terra Santa”. Lo dicono in una lettera inviata al presidente Usa nove responsabili delle chiese cristiane, tra cui Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato latino, e padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa. “Il nostro consiglio – aggiungono – è di continuare a riconoscere lo status quo a Gerusalemme. Ogni cambiamento improvviso provocherebbe danni irreparabili”. Continua a leggere

Cristianesimo e Nuova Destra in Europa

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Il supplemento del Quaderno n. 204 di Cristianisme i Justicia (giugno 2017), del noto Centro dei gesuiti di Barcellona, dove è assai attivo il teologo José Ignacio Gonzalez Faus, riporta un articolo di Hans Schelkshorn, presidente dell’Istituto di filosofia cristiana della Facoltà cattolica dell’Università di Vienna.

Difesa dell’Occidente cristiano? L’ideologia della nuova destra in Europa

In numerosi stati i partiti della nuova destra (ND) determinano in maniera crescente l’avvenire politico. I movimenti di Le Pen, il blocco fiammingo, il FPO austriaco e, più recentemente, la AFD tedesca mettono in discussione la democrazia liberale e il progetto di pace dell’Unione Europea.

Questi partiti non sono sorti dal nulla, ma dal vuoto morale che l’ideologia neoliberale ha lasciato dietro di sé negli ultimi trent’anni. In questo periodo si è svuotata la sostanza morale tanto della socialdemocrazia come dei partiti della democrazia cristiana. In sintesi: come il fascismo fu una reazione al liberalismo sfrenato, così la ND è una risposta al neoliberalismo.

A questo si è aggiunto il massiccio arrivo di rifugiati, che fuggono dalla caduta del Vicino e Medio Oriente e dall’instabilità di numerosi stati africani, ciò che ha alimentato ancor più l’ascesa di partiti della ND, alcuni dei quali sono stati i più votati nei loro paesi. Continua a leggere

Perché gli ortodossi si fanno il segno della croce “al contrario”?

da Aleteia.org, Rete Globale Cattolica.

Il segno della croce è il gesto col quale i cristiani significano la benedizione della propria persona nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Pratiche analoghe sono note in altre religioni, e del resto è difficile non vedere in alcune tradizioni giudaiche la prefigurazione di questo tanto particolare simbolo cristiano, manifestazione fisica e visibile di un cammino spirituale e personale. Tale pratica apparve verosimilmente molto presto nella storia del cristianesimo, e colpisce constatare come la sua evoluzione abbia seguito quella della Chiesa, in particolare lo scisma tra Oriente e Occidente, poiché due maniere di segnarsi distinguono ormai i cristiani cattolici e quelli ortodossi. Continua a leggere

La Rivoluzione russa e il Cristianesimo

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Cento anni dopo la Grande Rivoluzione di ottobre (ma, in Occidente – con il calendario gregoriano – era già novembre!), lasciando sullo sfondo gli enormi problemi geopolitici e sociali che ne seguirono per la Russia, e per il mondo, vediamo con rapidi flash le conseguenze di quegli eventi per il Cristianesimo, ieri e oggi, in quell’immenso paese. Continua a leggere

Salire verso il basso, cadere verso l’alto. Il paradosso del Cristianesimo

da ReteSicomoro.it, conoscere per crescere.

Il Cristianesimo come ossimoro

‘Salire verso il basso, cadere verso l’alto’: il titolo propone un paradosso, anzi un ossimoro. Pienamente in linea con il carattere ossimorico del cristianesimo. Questa esperienza spirituale, infatti, ‘salire verso il basso, cadere verso l’alto’, io la colgo e la leggo all’interno del cristianesimo. Che, tra le religioni e le fedi è quello più strutturato, centrato su un ossimoro. E che, forse, proprio in questa sua struttura ossimorica trova la sua potenza.

Per il cristianesimo, infatti, Dio è rivelato dall’uomo Gesù di Nazaret; il salvatore del mondo è il perduto appeso al legno. Dall’ossimoro della rivelazione si passa quindi all’ossimoro dell’esperienza spirituale: le virtù teologali, fede – speranza – carità, sono ossimoriche. Si tratta di credere l’incredibile (la resurrezione dei morti), di sperare l’insperabile (la morte della morte), di amare chi non è amabile (il nemico). Continua a leggere