L’insegnamento di Rambam, oltre l’halakhà: l’ebraismo nella vita quotidiana e la via del “giusto mezzo”

da Mosaico-cem.it, sito ufficiale della comunità ebraica di Milano.

L’ebraismo non è una religione; o piuttosto bisognerebbe dire che l’idea di religione, intesa nel senso più diffuso e di origine cristiana come una “fede” o una “confessione”, non si adatta bene a descrivere che cos’è l’ebraismo. Essere ebrei vuol dire invece appartenere a una “forma di vita” collettiva che ha certamente al suo centro il rapporto con la divinità (e dunque quel che si usa chiamare religione), ma che comprende anche i rapporti interpersonali, cioè il diritto e la politica, l’identità collettiva, e fornisce anche indicazioni su come dev’essere una buona vita: non solo rispetto ai doveri nei confronti degli altri, ma anche alla propria esistenza interiore e perfino alla salute e al costume.

Continua a leggere

Nella vicinanza delle grandi domande. Nuovi aforismi di Tudor Petcu

Sintetico ed efficace è l’aforisma (dal greco antico ἁφορισμός, definizione). E Tudor Petcu dimostra di essere davvero abile in queste brevi frasi che condensano un principio specifico o un più generale sapere filosofico o morale. Continua a leggere

Senso sacro. Aforismi di Tudor Petcu

Sintetico ed efficace è l’aforisma (dal greco antico ἁφορισμός, definizione). E Tudor Petcu dimostra di essere davvero abile in queste brevi frasi che condensano un principio specifico o un più generale sapere filosofico o morale. Continua a leggere

Il confine necessario

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Il problema non è il dire certe cose ma il dove le si dice e quante volte lo si fa. Insieme a chi le va dicendo. Poiché sono queste ultime tre variabili a fare la differenza: il contesto, la ripetizione e l’autorevolezza della fonte. Un’espressione che in questi anni ha avuto un insperato successo, «sdoganare», si rivolge, per l’appunto, non al fatto che ci possa essere qualcuno che pensi, e poi magari dichiari apertamente, qualcosa di inaccettabile. Lo sdoganamento, infatti, non consiste mai nella chiacchiera da bar o da mezzo pubblico, ma nella diffusione sistematica, quindi nella legittimazione e nella “normalizzazione” (se tutti lo dicono qualcosa di vero ci sarà pure; se poi a dirlo sono della autorità pubbliche, perché non crederci, anche dinanzi ad un iniziale scetticismo?), di ciò che altrimenti dovrebbe continuare ad essere comunemente inteso come censurabile. Dalla morale condivisa, prima ancora che dal codice penale.

Continua a leggere