Le sfide culturali e letterarie del postmodernismo. Intervista alla poetessa Silvana Andrada Tcacenco di Tudor Petcu

Il dott. Tudor Petcu ci invia un’intervista a una poetessa rumena, Silvana Andrada Tcacenco, che volentieri pubblichiamo.

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L’inizio dell’anno. Da un’omelia del card. Carlo Maria Martini


Estratto dell’omelia di Carlo Maria Martini del 1 Gennaio 2009 (Gallarate).

Ogni religione e ogni cultura celebra solennemente l’inizio dell’anno. È uno dei modi di santificare il tempo, cioè di riconoscere che nel tempo siamo contenuti e che esso è opera di Dio. La celebrazione dell’inizio dell’anno è quindi un modo con cui si esprime la nostra dipendenza da Dio. Tale carattere sacro dell’inizio dell’anno resta, almeno come nostalgia, anche nelle culture per cui il tempo non ha più alcun rapporto con il divino. Rimane cioè una sorta di fascino all’inizio di ogni nuovo anno, un fascino a cui nessuno può sottrarsi, fosse anche solo per fare qualche buon proposito, come i bambini che, quando ricevono un quaderno nuovo, esprimono la volontà di non sporcarlo mai più con una macchia.

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«Il centralismo della civiltà dei consumi». Un articolo di Pier Paolo Pasolini

Da “Scritti Corsari” di Pier Paolo Pasolini [L’articolo era apparso sul “Corriere della Sera” il 9 dicembre 1973 con il titolo “Sfida ai dirigenti della televisione” – L’ultima parte dell’articolo (la “sfida”, appunto, non appare in Scritti corsari. Può essere reperita in Pasolini. Saggi sulla politica e sulla società, Meridiani (edizione diretta da Walter Siti, Mondadori 1999)].

Molti lamentano (in questo frangente dell’austerity) i disagi dovuti alla mancanza di una vita sociale e culturale organizzata fuori dal Centro “cattivo” nelle periferie “buone” (viste con dormitori senza verde, senza servizi, senza autonomia, senza più reali rapporti umani). Lamento retorico. Se infatti ciò di cui nelle periferie si lamenta la mancanza, ci fosse, esso sarebbe comunque organizzato dal Centro. Quello stesso Centro che, in pochi anni, ha distrutto tutte le culture periferiche dalle quali, appunto, fino a pochi anni fa, era assicurata una vita propria, sostanzialmente libera, anche alle periferie più povere e addirittura miserabili.

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«La fede domestica». Intervento del card. Carlo Maria Martini

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Riprendiamo da «La Rivista del Clero Italiano», Anno lXXXVII, luglio-agosto 2006, n. 7/8, pp. 802-809, un intervento del cardinale Carlo Maria Martini, pronunciato a Lodi pochi mesi prima. Sulla difficile trasmissione della fede, il cardinale approfondiva il metodo apostolico saldamente appoggiato alla tradizione ebraica.

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Stati Uniti: Protestantesimo e suprematismo bianco

da Voceevangelica.ch, Chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera.

Nelle settimane successive all’assalto al Campidoglio di Washington dello scorso 6 gennaio, molti americani si sono chiesti se quella violenza fosse un evento isolato, o se invece fosse la conseguenza di spinte più profonde. La storica Kelly J. Baker, studiosa di religione e odio razziale, ha individuato in quell’assalto elementi a lei ben noti: molti assalitori, prevalentemente bianchi, erano motivati da fervore religioso e si vedevano come partecipanti a una sorta di guerra santa. Alcuni brandivano bandiere confederate, altri croci. Tra coloro che invocavano il nome di Gesù c’erano membri di gruppi di estrema destra come i Proud Boys, animati da sentimenti misogini e xenofobi. Altri erano motivati da teorie cospirazioniste come QAnon, o spinti da una fede cristiana conservatrice.

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Le religioni e la vita

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

“Mi alzai verso le 3,30 e mi avviai camminando lungo i vicoli deserti della città per raggiungere la basilica”. E’ Carlo Maria Martini che scrive.

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Il bene e il male. Un saggio scritto da Maria Ghiță

Pubblicando questo breve saggio iniziamo una nuova collaborazione con Maria Ghiță, una brillante studentessa del dottor Tudor Petcu che i lettori della Bottega di Nazareth ben conoscono. Maria Ghiță è una studentessa nella dodicesima classe presso il Liceo Little London International Academy in Romania.

Per me la distinzione tra bene e male è sempre stata chiara e precisa, perché sono stata cresciuta nello spirito religioso sin dall’infanzia. Questo di solito porta nella sua connotazione una dose di rigore, che, ad essere sincera, non ho mai sentito; ho imparato i miei concetti e insegnamenti senza fare riferimento alla libertà di un mondo senza la loro esistenza, perché quel mondo non era il mio mondo.

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Il terzo necessario per un sano equilibrio tra testa e cuore (credenti)

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Da Istanbul ricevo una email dove lei mi informa di avere brillantemente superato l’esame di religioni comparate. Le rispondo “alf mabruk ala najahiki”, complimenti! È la giovane musulmana sunnita che qualche settimana fa mi aveva chiesto aiuto per prepararsi a quell’esame: dovevo rispondere a una lista di 22 densissime domande sulla mia fede. Una cosa quasi unica in tanti anni di rapporto con i musulmani, che so più inclini a informare i cristiani sul cristianesimo, piuttosto che esporsi alla loro narrazione. Lei dunque ha compiuto un atto coraggioso, con metodo rigoroso.

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Italia e libertà religiosa. Recensione di un libro di Massimo Giusio a cura di Tudor Petcu

Di recente ho avuto modo di prendere possesso di un volume estremamente interessante, firmato dal professor Massimo Giusio, con il quale ho il privilegio di collaborare all’Università San Giovanni Crisostomo di Roma.

Il titolo di questo volume è “La libertà religiosa in Italia”, un tema, infatti, estremamente interessante se si pensa alla storia un po’ tumultuosa del paese dell’umanesimo rinascimentale.

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La storia della filosofia coreana. Intervista di Tudor Petcu al professor Halla Kim

Pubblichiamo una intervista a cura di Tudor Petcu al professor Halla Kim sulla storia della filosofia coreana. Halla Kim è professore di filosofia alla Sogang University e professore di filosofia e membro di facoltà presso il Schwalb Center for Israel and Jewish Studies presso l’Università del Nebraska a Omaha, USA. Le sue recenti pubblicazioni includono “Immanuel Kant” in Benjamin Crowe, ed., The Nineteenth Century Philosophy Reader (London: Routledge, 2015) e “Nothingness in Korean Buddhism: A Struggle against Nihilism” in JeeLoo Liu e Douglas Berger, eds., Nothingness in Filosofia asiatica (London: Routledge, 2014). “Fichte on Fact / Act (Tathandlung)” e “Metodo filosofico di Fichte” appariranno a breve in The Bloomsbury Companion to Fichte. I suoi articoli sono apparsi anche su Locke Studies, Journal of Philosophical Research e Recht und Frieden in der Philosophie Kants, tra gli altri. Il suo libro Kant and the Foundations of Morality (Lanham, Maryland: Lexington Books, 2015) è stato appena pubblicato così come la sua antologia (con S. Hoeltzel), Kant, Fichte and the Legacy of Transcendental Philosophy (Lanham, Maryland: Lexington Libri, 2014). Le sue ultime antologie includono, Jewish Religious and Philosophical Ethics, insieme a C. Hutt e B. D. Lerner (Routledge, 2017) e Transcendental Inquiry: Its Origin, Method, and Critiques (con S. Hoeltzel) (Palgrave Macmillan, 2016). Ha tenuto cattedre in visita presso l’Università di Osaka (2017), l’Università dell’Iowa Center for Asia and Pacific Studies (2001), l’Università nazionale Kyungpook, Corea (2011), l’Università di San Francisco (2014), la Katholike Universiteit Leuven, Belgio (2014), Shizuoka University, Giappone (2015) e ha ricevuto sovvenzioni da DAAD, Japan Foundation Center for Global Partnership e Academy of Korean Studies. Specializzato in Kant / idealismo tedesco, pensieri ebraici moderni e filosofia coreana, insegna una serie di corsi tra cui storia della filosofia moderna, Kant, idealismo tedesco, nonché storia della filosofia coreana e filosofia asiatica. Nel 2013 ha fondato la North American Korean Philosophical Association (NAKPA) come gruppo affiliato dell’American Philosophical Association. È anche un frequente docente al Global Day of Jewish Learning organizzato dalla Jewish Federation of Omaha. Attualmente è membro della American Philosophical Association, International Kant Society, International Fichte Society, North American Kant Society, North American Fichte Society tra gli altri. È anche membro del comitato editoriale di Sogang Journal of Philosophy, Korean Journal of Philosophy, European Studies Journal, tra l’altro. È stato arbitro per Journal of Korean Religions, Acta Koreana, Philosophy East and West, Journal of Chinese Philosophy, DAO: A Journal of Comparative Philosophy, Korean Studies, tra gli altri.

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Ragazzi da sogno e il peso della storia

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

L’ho lasciata bambina e la ritrovo donna, in quel momento specialissimo unico della vita che è l’estate dopo l’esame di Maturità, che in Palestina si chiama Tawjih. È passata al tawjih quasi col massimo dei voti, tra le prime del suo liceo. Ora scoppia di idee e di progetti, una cosa incredibile se la si pensa cresciuta nel crepuscolo del suo popolo, che passa senza interruzione da una sconfitta all’altra. Mi piace ascoltarla, con quella cadenza palestinese inconfondibile rispetto all’arabo di Damasco, Beirut, Amman, Baghdad e il Cairo. Vuole fare la giornalista, anzi la giornalista televisiva. Ha trovato la facoltà giusta, all’università di Birzeit, e va a iscriversi.

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Dürrenmatt e la religione, un binomio da scoprire

da Voceevangelica.ch, Chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera.

L’opera letteraria dello svizzero Friedrich Dürrenmatt (1921-1990), tra i maggiori autori di lingua tedesca del 20.esimo secolo, di cui oggi ricorre il centenario della nascita, può senz’altro essere associata alla religione. Ne è convinto il teologo Andreas Mauz, ricercatore presso l’Istituto di ermeneutica e filosofia della religione dell’Università di Zurigo, curatore – insieme a Ulrich Weber e Martin Stingelin – del manuale Dürrenmatt – Handbuch. Leben, Werk, Wirkung, edito da J.B. Metzler (per lo Spriger-Verlag), e in uscita in questi giorni.

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Fratelli Tutti. L’amore per Dio e l’amore per il prossimo. Un commento del pastore Eugenio Bernardini all’enciclica di papa Francesco

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

L’enciclica Fratelli tutti, promulgata il 5 ottobre a firma di papa Francesco, propone una visione dei rapporti sociali e della politica basata sull’amore cristiano. Il testo sistematizza un grande numero di interventi precedenti dello stesso pontefice: essa parte dalla constatazione delle disuguaglianze presenti nel mondo “globalizzato”, per poi passare all’individuazione della categoria dell’“altro” e della necessità di farsene prossimo. Un’ampia trattazione dell’amore cristiano ne costituisce la parte centrale, per lasciare spazio, poi, alle questioni della pace e della guerra e al ruolo delle religioni nel mondo, non mancando accenni al mondo della comunicazione. Ne parliamo con il pastore Eugenio Bernardini che, all’epoca moderatore della Tavola valdese, ha incontrato varie volte papa Bergoglio, in particolare durante la sua visita nel giugno 2015 al tempio valdese di Torino.

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Vogliamo un’Italia pulita una Cristianità viva Anno 1° n. 4 1 marzo 1949 – di don Primo Mazzolari

da Ildialogo.org, Il dialogo – Periodico di cultura, politica, dialogo interreligioso dell’Irpinia.

Adesso è un quindicinale di impegno cristiano fondato da don Primo Mazzolari che vede la sua prima uscita il 15 gennaio del 1949. Don Primo Mazzolari, parroco di Bozzolo, un piccolo paese in provincia di Mantova fonda il quindicinale con l’intento di esprimere il momento della sfiducia nei confronti di una società migliore e diventa il simbolo dell’opposizione cristiana. La ragione del titolo e il programma appaiono nell’Editoriale del 15 gennaio 1949, mentre i cattolici sono al governo:

Adesso, non domani. All’infuori del caso che domani un altro possa far meglio ciò che io non so fare (la rivoluzione cristiana non fa saltare la corteccia dell’albero con la dinamite) rimandare a domani è neghittosità e vigliaccheria. Adesso è un atto di coraggio. Un uomo d’onore non lascia agli altri la pesante eredità dei suoi adesso traditi.

Pubblichiamo il quarto editoriale dal titolo “Non a destra non a sinistra non al centro ma in alto” …

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BarbaSophia – Feuerbach (1804-1872)

da BarbaSophia, il canale YouTube in cui il prof. Matteo Saudino spiega e racconta concetti e storia della filosofia.

Ludwig Andreas Feuerbach (Landshut, 28 luglio 1804 – Rechenberg, 13 settembre 1872) è stato un filosofo tedesco tra i più influenti critici della religione ed esponente della sinistra hegeliana.

1. Feuerbach: la religione come antropologia capovolta

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