La giustizia ha fretta Anno 1° n. 2 Lunedì 31 Gennaio 1949 – di don Primo Mazzolari

da Ildialogo.org, Il dialogo – Periodico di cultura, politica, dialogo interreligioso dell’Irpinia.

Adesso è un quindicinale di impegno cristiano fondato da don Primo Mazzolari che vede la sua prima uscita il 15 gennaio del 1949. Don Primo Mazzolari, parroco di Bozzolo, un piccolo paese in provincia di Mantova fonda il quindicinale con l’intento di esprimere il momento della sfiducia nei confronti di una società migliore e diventa il simbolo dell’opposizione cristiana. La ragione del titolo e il programma appaiono nell’Editoriale del 15 gennaio 1949, mentre i cattolici sono al governo:

Adesso, non domani. All’infuori del caso che domani un altro possa far meglio ciò che io non so fare (la rivoluzione cristiana non fa saltare la corteccia dell’albero con la dinamite) rimandare a domani è neghittosità e vigliaccheria. Adesso è un atto di coraggio. Un uomo d’onore non lascia agli altri la pesante eredità dei suoi adesso traditi.

Pubblichiamo il secondo editoriale dal titolo “La giustizia ha fretta” …

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“È più facile che un cammello…”. Dinamiche della secolarizzazione e bisogno di salvezza attraverso la visione di un film

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

I più autentici film storici sono quelli che non hanno mai avuto la pretesa d’esserlo. Non vi compaiono cappe e spade, armature ed elmi, pepli e toghe. A renderli tali è semplicemente il tempo trascorso dalla loro uscita: 50, 60, 70 anni. Quando si proiettavano nelle sale erano ambientati nel presente, ora sono testimonianze del passato; lo sono anche quando il loro scopo originario non è diretto a descrivere in modo esplicito la società del tempo.

Un esempio in proposito è fornito da un film italo-francese del 1950 intitolato È più facile che un cammello…, regia di Luigi Zampa.

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Frode (lettura popolare della Bibbia)

da Profeziaeliberazione.blogspot.com, Profezia e Liberazione “L’uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà” (GS 17).

Ci sono situazioni in cui promuovere il bene comune diventa un peso opprimente, ad esempio quando viene il momento di pagare le tasse. Da sempre infatti il contributo economico alla collettività, reso attraverso il sistema fiscale o in obbedienza a prescrizioni etiche, magari motivate religiosamente, che impongono ai più abbienti di soccorrere i più indigenti (è il caso del dovere di elemosina che accomuna tante religioni), è avvertito come un’ingerenza, come una mano altrui indebitamente infilata nel proprio portafogli. Perché condividere con estranei un guadagno frutto del proprio lavoro, del proprio commercio, della propria attività artigianale, professionale, imprenditoriale? Perché ci deve essere una collettività, civile o religiosa, che impone in qualche modo di contribuire a un bene comune che si finisce per percepire sempre per l’altrui vantaggio e mai per il proprio? Per questo da sempre si studia come “evadere” tale “obbligo”.

Siamo soliti definire questo tentativo con la categoria della frode, che è utilizzata anche per l’inganno ai danni della propria controparte in affari: ad esempio quando si consegna all’acquirente una cosa diversa, per qualità o quantità, da quella pattuita, o si dichiara il falso rispetto all’origine e alla qualità di ciò che si vuol vendere. Il tutto con un solo scopo: guadagnare, avere di più, naturalmente a spese di qualcun altro.

Così, condanniamo senz’altro la disonestà di questi comportamenti, ma tendiamo talvolta a giustificarne le motivazioni. Per evitare questa ambivalenza, l’ebraico medioevale propone le parole geneivat da’at per indicare la “frode”. Tale interessante espressione può essere tradotta con latrocinio della mente, della conoscenza. Non nel senso di furto di quella che oggi chiameremmo proprietà intellettuale, ma di raggiro della buona fede e della conoscenza reciproca. Nel parlare di frode si fa cioè riferimento alla manipolazione della relazione interpersonale a proprio vantaggio: per questo la geneivat da’at è considerata dai rabbini il peggior caso di furto possibile, perché afferisce alla persona più che ai beni. Il valore alla base dell’interpretazione e della condanna della frode è quello relazionale (in senso sociale e religioso) ben più che il riferimento al rispetto della norma. Questa visione trova le sue radici nella Bibbia.

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Ma la flat tax c’è già

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Quando nacque, nel 1974, l’Irpef presentava una trentina di scaglioni, per rendere veramente progressiva l’imposta. Ecco, oggi sono solo cinque. Sarà per l’idea di semplificare, sarà perché alla fine ognuno controlla “il proprio” scaglione e non bada cosa succede nello scaglione altrui, sta di fatto che nel tempo molti scaglioni se ne sono andati. Solo cinque sono sopravvissuti (e tre o quattro di questi vivono pure una sorta di nevrosi, visto il dibattito pubblico).

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«La dimensione politica della fede, dall’opzione per i poveri», di mons. Oscar Arnulfo Romero

Proponiamo il discorso di mons. Oscar Arnulfo Romero in occasione del Dottorato Honoris Causa conferitogli dall’Università di Lovanio, il 2 febbraio 1980. Poco più di un mese dopo, il 24 marzo 1980, mentre celebrava Messa, mons. Oscar Romero, veniva ucciso nella Cappella dell’Ospedale della Divina Provvidenza.

Bisognerebbe leggere tutto intero il discorso pronunciato da Romero all’università di Lovanio, prima che venisse insignito della laurea honoris causa, per capire quanto sapore di vangelo c’è sempre nelle parole di questo santo vescovo salvadoregno.

don Tonino Bello

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L’opzione preferenziale di Gesù per i poveri

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Tu m’hai messo in cuore più gioia di quella che essi provano quando il loro grano e il loro mosto abbondano.

Salmo 4, 7

Ai ricchi in questo mondo ordina di non essere d’animo orgoglioso, di non riporre la loro speranza nell’incertezza delle ricchezze, ma in Dio, che ci fornisce abbondantemente di ogni cosa perché ne godiamo.

I Timoteo 6, 17

La Bibbia non è in generale contraria alle ricchezze materiali, il soddisfacimento dei bisogni materiali appartiene alle cose che Dio sopraggiunge alle innumerevoli benedizioni di cui copre i suoi figli e figlie. Però, il credente è chiamato a vivere nella moderazione e con generosità.

Gesù invece ha effettivamente fatto una opzione preferenziale per i poveri. Nel suo ministero ha mostrato amore, compassione e cura in particolare per coloro che erano in fondo alla scala sociale: poveri, malati, emarginati e peccatori.

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