La dimensione occidentale dell’Ortodossia

L’Ortodossia, con il senso etimologico di retta o vera fede, di origine apostolica, si manifestò principalmente a Bisanzio, dando all’impero arte iconografica, mix stilistico, spesso travisato, ma spettacolare nelle sue mistiche battaglie. Si diffuse successivamente nell’Europa orientale e sud orientale, mentre il cattolicesimo romano, che comprendeva l’Europa centrale e occidentale, prendeva piede in altri continenti, come quello sudamericano. E l’Ortodossia, nonostante il numero molto ridotto di seguaci, si è diversificata adattandosi a certe culture orientali o africane, come nella Chiesa copta ortodossa o nella Chiesa etiope, caratterizzata da una particolare unicità iconografica, con carattere profetico.

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Che cosa c’è di nuovo nel Nuovo Testamento. Omelia di p. Georgy Kochetkov

Omelia di p. Georgy Kochetkov durante il vespro della vigilia del Natale (Ebrei 1:1-12).

Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo. Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell’alto dei cieli, divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.

Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto:
Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato?
E ancora:
Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio?

Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice:
Lo adorino tutti gli angeli di Dio.
Mentre degli angeli dice:
Egli fa i suoi angeli simili al vento, e i suoi ministri come fiamma di fuoco,
al Figlio invece dice:
Il tuo trono, Dio, sta nei secoli dei secoli;
e:
Lo scettro del tuo regno è scettro di equità; hai amato la giustizia e odiato l’iniquità, perciò Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato con olio di esultanza, a preferenza dei tuoi compagni.

E ancora:
In principio tu, Signore, hai fondato la terra e i cieli sono opera delle tue mani.
Essi periranno, ma tu rimani; tutti si logoreranno come un vestito.
Come un mantello li avvolgerai, come un vestito anch’essi saranno cambiati; ma tu rimani lo stesso e i tuoi anni non avranno fine.

Ebr 1,1-12 (trad. CEI 2008)

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo! Auguri per il Natale del Cristo!

Fratelli e sorelle cristiani!

Abbiamo appena sentito l’inizio della Lettera agli Ebrei. Agli Ebrei, sia di allora, sia contemporanei è del tutto accettabile l’idea che Dio viva di una vita ricca: c’è il Padre, c’è il Verbo e c’è lo Spirito di Dio. Questa rivelazione non fu sempre accettata nella storia – nel Vecchio Testamento e nel Nuovo – però in tutti e due è presente e non è solo del Nuovo Testamento. La rivelazione della Trinità esisteva, anche se in modo non esplicito, nel Vecchio Testamento. Qui non c’è niente particolarmente nuovo, nonostante molti pensino il contrario. Invece una cosa, che è stata percepita come un dono prezioso dall’umanità con la nascita di Gesù Cristo, ignota al popolo del Vecchio Testamento e per loro rimane estremamente difficile da concepire – e vi dico che non lo è solo per ebrei, ma pure per i greci – è l’incarnazione di Dio, la discesa di Dio in questo mondo. E’ proprio questa la Rivelazione che celebriamo e festeggiamo il giorno di Natale.

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