Calvino, anche una theologia cordis?

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

In quale forma si può parlare adeguatamente di quell’insieme di eventi, storici e teologici, che poniamo comunemente sotto il nome di Riforma – al singolare, dunque? Anche il Giubileo per i suoi 500 anni ne ha indotto un’accezione singolare, legandola al gesto (simbolico) di una persona (Lutero). La singolarizzazione permette non solo la databilità, con tutto quello che essa comporta, ma assicura anche un’origine.

E, insieme all’origine, permette il dispiegarsi di una tradizione in un qualche modo normativa per i tempi a venire. Eppure ci si può domandare se gli inizi simbolici della Riforma coincidano con la Riforma stessa, così da poterla rubricare in forma prettamente singolare. In secondo luogo si pone la questione se questi inizi (paradossalmente al plurale) rappresentino da sé l’origine di quel singolare che chiamiamo Riforma. Forse, quell’origine è più complessa ed eccede sempre di nuovo la Riforma stessa; cosa che credo sia pertinente sotto un punto di vista storico, ma potrebbe esserlo anche in prospettiva teologica e di storia (cristiana) della salvezza. Continua a leggere

Destra cattolica: l’“opzione Benedetto”

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Opzione Benedetto: l’espressione indica un nuovo indirizzo della destra cattolica statunitense che sta muovendo le acque del cattolicesimo tradizionale, anche in Europa. Il processo di secolarizzazione non è più contenibile, il destino dell’Occidente è l’ateismo, non c’è più alcuna istituzione politica in grado di frenare il processo. È opportuna una «ritirata strategica», simile a quella compiuta da Benedetto da Norcia e dal monachesimo occidentale che, nel contesto del cenobio, ha custodito la cultura antica e ha avviato la nuova civiltà occidentale.

Il libro di Rod Dreher, L’opzione Benedetto: una strategia dei credenti in una nazione post-cristiana, è uscito in contemporanea nel 2017 negli Stati Uniti e in Francia (col titolo: Come essere cristiani in un mondo che non lo è più: la sfida Benedetto). Si annuncia un’edizione in tedesco. Continua a leggere

Lutero e l’ordine degli Agostiniani

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L’ordine agostiniano, al quale apparteneva Lutero, non ha motivo di celebrare il cinquecentenario della Riforma, ma certamente di commemorarlo, riflettendo su luci e ombre della vicenda storica e spirituale del monaco tedesco.

È quanto afferma il priore generale in una lettera indirizzata alle figlie e ai figli spirituali di sant’Agostino. Continua a leggere

Il “day after” lombardo-veneto

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I lombardi al 40% e i veneti al 60% hanno votato. Per l’autonomia, come proclamano i vincitori e come titolano i giornali. L’esito era scontato, anche se le proporzioni, specie per il Veneto, reclamano grande attenzione. A partire dalla differenza dei risultati tra le due aree.

Certo, nei territori della Serenissima è più radicata la memoria della gloriosa indipendenza d’un tempo. Ed è noto che la rivendicazione leghista si è manifestata prima in Veneto che in Lombardia. Ma forse, mettendosi dalla parte degli elettori, non è stata ininfluente la presentazione del problema su cui si chiedeva il voto. Continua a leggere

Chi sono i “rohingya”?

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Salai Maung John è un laico del Myanmar, con studi nelle Filippine, primo birmano a ottenere un dottorato in teologia. Dirige un’associazione cattolica umanitaria e ha scritto su Concilium ( n. 3/2017) un interessante e documentato articolo sui rohingya musulmani del Myanmar. Continua a leggere

I vetero-cattolici oggi e l’ecumenismo

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La Chiesa vetero-cattolica è nata dalla separazione dalla Chiesa cattolica in seguito alle decisioni del Concilio Vaticano I (1869-1870) circa l’infallibilità pontificia e il potere universale di giurisdizione del papa. Dopo la separazione, nel 1889, le Chiese vetero-cattoliche si sono federate nell’Unione di Utrecht. Attualmente vi partecipano sette Chiese dell’Europa occidentale e centrale con 65.000 membri complessivi.
In Germania i membri sono circa 16.000, suddivisi in un centinaio di comunità. Fanno capo alla “diocesi dei vetero-cattolici in Germania”, con sede a Bonn. Il loro vescovo, dal 2010, è Matthias Ring, di cui riportiamo qui, abbreviata, un’intervista raccolta da GHO/KNA e pubblicata il 19 luglio su katholisch.de. Continua a leggere

Il gallo o la croce

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Perché sulla sommità delle chiese della Riforma c’è un gallo e su quella delle chiese cattoliche c’è invece una croce? È l’interrogativo che pongono a volte i bambini della Svizzera, dove esiste questa diversità, per sapere come distinguere i cattolici dai riformati.

La pagina web della chiesa cattolica svizzera, kath.ch, nel contesto dei 500 anni della Riforma protestante, ha sottoposto la domanda a due rappresentanti di ciascuna delle due confessioni. Per i riformati ha risposto Christoph Sigrist, parroco della cattedrale di Zurigo, per i cattolici Christian Rutishauser, provinciale dei gesuiti della Svizzera (kath.ch (21.07.17). Continua a leggere

Tre porte strette

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Un breve sguardo su alcune tensioni e dinamiche che emergono in particolare dai giovani ma che sono trasversali alle altre età della vita e oggi ci coinvolgono tutti. Sono proprio nervi scoperti che attendono tuttavia di divenire varchi o meglio porte strette per cammini di umanizzazione e di tessitura di relazioni unificanti. Continua a leggere

Come sono trattati i Rom a Milano?

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La storia ha segnato alcune popolazioni con marchi in­delebili e le ha poste ai margi­ni del contesto sociale, come ancora oggi la famiglia dei Rom, o romanì come si chiama pure la loro lingua. Continua a leggere

Le reazioni cattoliche e riformate alle scelte di Trump sulle politiche ambientali: non ci piace neanche un po’!

La guerra di Trump sull’ambiente è una guerra contro i giovani e coloro che non sono ancora nati.

Nathan Schneider
in un’editoriale sulla rivista dei gesuiti “America”

Nell’ultimo periodo il dibattito si è acceso notevolmente, a seguito dell’annuncio del Presidente statunitense Donald Trump di ritirarsi dall’accordo di Parigi sul clima, il più importante trattato degli ultimi anni per ridurre sensibilmente le emissioni di anidride carbonica, uno dei principali e più pericolosi gas serra. All’intesa, sottoscritta nel dicembre 2015 da Barack Obama e altri 194 Paesi, finora non avevano aderito solamente la Siria e il Nicaragua. La decisione del nuovo presidente statunitense ha un valore più che altro politico perché l’uscita, secondo le regole dall’accordo, potrà iniziare effettivamente solo tra quattro anni. Continua a leggere

Povertà: le risposte mancate

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Parrocchia e città: contestazione della solitudine

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Si fa presto a dire “populista”!

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani e da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia. Continua a leggere

Virtù e tentazioni degli adulti

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