da Mosaico-cem.it, sito ufficiale della comunità ebraica di Milano e da Aleteia.org, Rete Globale Cattolica.
Alla vigilia dell’inizio del Ramadan, il 26 maggio una compagnia di telecomunicazioni del Kuwait ha lanciato un video in cui si incita a benedire il Signore con l’amore, non con il terrorismo. In pochi giorni il video ha superato i 2 milioni di visualizzazioni.
da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.
Evita le discussioni sciocche e non educative, sapendo che generano contese. Un servo del Signore non dev’essere litigioso, ma mite con tutti, atto a insegnare, paziente nelle offese subite, dolce nel riprendere gli oppositori, nella speranza che Dio voglia loro concedere di convertirsi, perché riconoscano la verità.
2 Tim 2,23-25
Questa istruzione apostolica è una bella lezione per gli “utenti” ortodossi che amano argomentare online con altri cristiani. Continua a leggere
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
Nel suo messaggio per la 51ᵃ Giornata delle Comunicazioni sociali, che si celebra domani, il Papa denuncia i danni di una comunicazione incentrata sulle cattive notizie e la conseguente necessità di spezzare «il circolo vizioso dell’angoscia e arginare la spirale della paura». Ed esorta ad «una comunicazione costruttiva che, nel rifiutare i pregiudizi verso l’altro, favorisca una cultura dell’incontro, grazie alla quale si possa imparare a guardare la realtà con consapevole fiducia». Questa parola, “costruttivo”, mi ha colpito, perché ha rilanciato e dato visibilità ad un aggettivo che negli ultimi è spuntato qua e là, soprattutto accanto al sostantivo “informazione”.Continua a leggere
da Ilcaffegeopolitico.org, la rivista online di politica internazionale che ti racconta il mondo nel tempo di un caffé.
Il blocco di internet e dell’utilizzo dei principali social network sembra essere un metodo che negli ultimi anni, dalla Primavera Araba in poi, molti governi africani stanno utilizzando per mettere a tacere malcontenti interni e limitare la libertà di espressione e informazione dei propri cittadini. L’ultimo caso è quello del Camerun, dove l’accesso a internet è bloccato dallo scorso gennaio. Continua a leggere