Messaggio CEI per la giornata del lavoro 2018: “Quantità, qualità e dignità del lavoro è la grande sfida dei prossimi anni”

“La quantità, qualità e dignità del lavoro è la grande sfida dei prossimi anni per la nostra società nello scenario di un sistema economico che mette al centro consumi e profitto e finisce per schiacciare le esigenze del lavoro”, scrivono i Vescovi italiani nel Messaggio della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace in vista del 1° maggio. Nel Messaggio vengono individuate “tre urgenze fondamentali”: rimozione degli ostacoli per chi il lavoro lo crea, istituzioni formative all’altezza delle sfide, una rete di protezione per i soggetti più deboli.

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Formazione socio politica: Economia civile e impresa. Prof. Stefano Zamagni – Dall’impresa come merce all’impresa come associazione: la prospettiva dell’economia civile

da Diocesidicomo.it, il sito della Diocesi di Como.

Proponiamo e rilanciamo alcuni materiali legati alla scuola di formazione socio politica svolta in diocesi di Como negli anni passati.

Stefano Zamagni (Rimini, 4 gennaio 1943) è un economista italiano, ex presidente dell’Agenzia per il terzo settore. Per l’Università di Bologna ha ricoperto numerosi ruoli, tra cui la presidenza della Facoltà di Economia, impegnandosi negli anni soprattutto negli studi sul mondo del no profit, arrivando all’attivazione di uno specifico corso di laurea (“Economia delle imprese cooperative e delle organizzazioni non profit”) Dal 2001 è presidente della commissione scientifica di AICCON (Associazione italiana per la promozione della cultura della cooperazione e del non profit) e tra gli ideatori delle Giornate di Bertinoro per l’economia civile, un momento di approfondimento e dialogo sul ruolo e le attività del Terzo Settore in Italia. Nel 1991 divenne consultore del Pontificio consiglio della giustizia e della pace, e successivamente membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.  Il 14 gennaio 2011 presso il centro pastorale Cardinal Ferrari di Como tenne l’incontro “Dall’impresa come merce all’impresa come associazione: la prospettiva dell’economia civile”, di cui pubblichiamo la trascrizione non rivista dall’autore. Continua a leggere

Conciliarità cristiana e solidarietà sociale. Relazione di Giovanni Bianchi nell’agosto 2007 a Mosca

Il rapporto tra le ACLI della Lombardia (in particolare con quelle provinciali di Como e il circolo di Arosio) con la Russia e la fraternità della Trasfigurazione (insieme di gruppi e di comunità ortodosse che riuniscono sia a Mosca, che in altre località russe, sia all’estero persone di diverse età, professioni e provenienze) dura ormai da molti anni. 

Nel 2001 e nel 2002 due delegazioni delle ACLI lombarde, tra cui anche diversi membri del Circolo ACLI di Arosio e delle ACLI di zona di Cantù, si sono recate a Mosca per riprendere i contatti iniziati nel decennio precedente e poi affievolitisi. In molti viaggi effettuati, oltre alle ACLI hanno partecipato anche membri della Caritas Decanale di Cantù, della CISL regionale e rappresentanti di gruppi locali parrocchiali e non.

Nel giugno 2004 e poi nel giugno 2006 sono stati effettuati altri viaggi che hanno permesso di allargare e conoscere meglio l’esperienza di Sretenie anche presso altre fraternità russe. In particolare, oltre a quella di Mosca, sono state visitate altre comunità: quella di Pietroburgo, quella di Arkhangelsk e quella di Tver’. L’accoglienza è stata molto cordiale e sempre molto alta è stata la loro capacità di trasmetterci amicizia, di farci sentire a nostro agio, oltre che il desiderio di conoscere la nostra realtà italiana. Soprattutto nei momenti di preghiera abbiamo sentito quei legami che uniscono la nostra comune fede nel Signore e di questi momenti se ne è avuta una maggior quantità e profondità durante la partecipazione al pellegrinaggio sulle isole Solovievski compiuto con la fraternità di Arkangelsk nei mesi di Agosto 2004 e 2009.

Nell’agosto 2007 e nel Settembre 2008 Giovanni Bianchi ha poi partecipato ai Convegni internazionali di Mosca con le seguenti rispettive relazioni “Conciliarità e solidarietà sociale“, e “La resistenza spirituale al vuoto nella Chiesa e nella società”. 

Proponiamo il testo della relazione presentata da Giovanni a Mosca nell’agosto 2007 dal titolo “Conciliarità cristiana e solidarietà sociale” (già pubblicata sia su Acliarosio.it, il sito del circolo ACLI “Antonio Ballabio” di Arosio, che su Circolidossetti.it, Circoli Dossetti, eremo e metropoli), memoria del percorso di conoscenza reciproca e di ricerca ecumenica su come il cristiano sta nella società.

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Formazione socio politica: Laicità e Democrazia. Prof. Leonardo Becchetti – Le politiche di governo: dai principi ai fatti, quali vie?

da Diocesidicomo.it, il sito della Diocesi di Como.

Proponiamo e rilanciamo alcuni materiali legati alla scuola di formazione socio politica svolta in diocesi di Como negli anni passati. Nei momenti di imbarbarimento e analfabetismo sociale e politico, quando violenza, odio e fanatismo sono sulla scena occorre tornare ai fondamentali, occorre formazione.

Leonardo Becchetti (Roma, 31 luglio 1965) è un economista italiano. Dal 2006 è professore ordinario di Economia politica e direttore del Master MESCI in cooperazione internazionale e del corso biennale European Economy and Business Law presso l’Università di Roma Tor Vergata. Il 12 ottobre 2010 presso il centro parrocchiale San Giuseppe di Morbegno tenne l’incontro “Le politiche di governo: dai principi ai fatti, quali vie?”, di cui pubblichiamo la trascrizione non rivista dall’autore. Continua a leggere

Verso il 4 marzo /4 Come ritrovare il futuro perduto

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Scorrendo le gesta e i detti di questa campagna elettorale, ormai decisamente avviata verso lo sbocco del 4 marzo, si ha l’impressione che in Italia la politica si stia consumando nella ricerca di un futuro che non riesce più ad immaginare. E che, anzi, tenda a ritrarsi nel ventre caldo di un passato in cui crede di trovare le certezze che non ha. Tanto da rivalutarne anche il peggio di quei rottami.
Il fenomeno si presenta con le dimensioni tragiche del ricorso alla violenza – privata o di stato, praticata o minacciata – per la soluzione di non importa quale contrasto.
Ne è icona attendibile il presidente americano Trump sia quando scatena, nel suo paese, l’ennesima guerra dei ricchi contro i poveri, sia quando si cimenta nella disfida dei bottoni (nucleari) con l’altrettanto pittoresco dittatore coreano. Continua a leggere

Verso il 4 marzo /3 Poca uguaglianza, un oceano di bugie

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Al di là della raffigurazione geometrica – e perciò fredda, statica e un po’ arbitraria – dei requisiti e degli obiettivi del buon governo, è necessario spostare l’attenzione su un altro fattore, fondamentale, dell’azione politica. Meridiani e paralleli servono infatti a dare riferimenti spazio-temporali ad un movimento umano che concerne la rotta che si sceglie di seguire. Continua a leggere

Perché ci danno tanto fastidio?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Non ci tolgono nulla, non ci rubano il lavoro, non ci faranno diventare come loro. Eppure la cronaca ci racconta quanto disprezzo, indifferenza, cinismo c’è oggi verso i senza fissa dimora.

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Rispondere al futuro da cristiani

da Azionecattolicamilano.it, il sito dell’AC ambrosiana.

E’ iniziato il 2018 e scrutando l’orizzonte percepiamo che il futuro è un immenso punto di domanda.

Capiamo che non sarà facile perché dovremo tracciare nuove strade. Immaginare nuovi percorsi crea certo ansietà. Dopo un periodo di espansioni prolungate, di acquisizioni di grandi poteri conoscitivi e di ricchezza ci ritroviamo a cercare di decifrare i segni dei tempi. Nuove questioni locali e internazionali rimettono in discussione gli ordini acquisiti.

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A proposito di razze

dal profilo facebook di Paola Ronco.

Genova, centro storico, sono in coda dal nostro verduriere di Fossatello.
Davanti a me una giovane donna chiede dei mandarini, una manciata, non di più. Guarda con apprensione la bilancia.
Il verduriere è molto giovane e simpatico, ogni volta scambiamo due parole: ha la pelle un po’ ambrata, i capelli sparati in testa pieni di gel, dei grandi occhialoni. Parla un italiano praticamente perfetto, ma si capisce che non è la sua lingua madre.

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Yes i can. Che cosa ci lasciano i giochi paraolimpici

da Futuriparalleli.it, il blog di Paolo Cascavilla, “Se uno può dire una cosa con 3 parole e ne impiega 5, allora può commettere qualsiasi delitto”.

Yes i can è lo spot inglese, bello e divertente. Si può ascoltare sul web. I giochi paralimpici sono stati giochi veri per la passione, i risultati, lo spettacolo. Persone che sono state aiutate dalla tecnologia, ma che trovano in se stessi la forza per raggiungere risultati importanti. Aumentano gli atleti e i paesi partecipanti. A Rio gli italiani erano 105. Gli atleti di “Casa Italia” non sono andati in albergo, ma sono stati ospitati dalla parrocchia Imaculada. I soldi risparmiati saranno utilizzati per attività e progetti rivolti ai disabili nella capitale del Brasile.

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«Con il lavoro collaboriamo all’opera creatrice di Dio». Lettera del Papa sul tema del lavoro

Giovedì 23 e venerdì 24 novembre 2017 si è tenuta in Vaticano, presso l’Aula Nuova del Sinodo, la Conferenza internazionale “Dalla Populorum Progressio alla Laudato si’. Il lavoro e il movimento dei lavoratori al centro dello sviluppo umano integrale, sostenibile e solidale. Perché il mondo del lavoro continua a essere la chiave dello sviluppo nel mondo globale?”, organizzata dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

La conferenza si poneva l’obiettivo di aprire uno spazio di dibattito e riflessione sul mondo del lavoro e sulle questioni legate alle attività professionali nelle attuali strutture sociali, grazie al contributo nell’approfondimento da parte di diversi movimenti sindacali presenti. Saranno al centro dell’assise il patrimonio della Dottrina sociale della Chiesa sul tema del lavoro e le prospettive da essa indicate, l’analisi delle realtà sociali emergenti; il recupero e la presentazione di esperienze positive; e le proposte di iniziative comuni a favore della costruzione di società che pongano la persona e la sua dignità al cuore dell’agenda sociale, delle politiche pubbliche e di uno sviluppo umano integrale realmente proteso sia agli aspetti materiali che spirituali.

Per l’occasione, il Santo Padre, impossibilitato ad intervenire personalmente, ha inviato una lettera di saluto al cardinale Peter K.A. Turkson, che pubblichiamo. Continua a leggere

Il lavoro nel Nuovo Testamento: Il lavoro, la comunità e la serietà professionale del cristiano nelle lettere paoline

Chi non vuol lavorare, neppure mangi.

2Ts 3, 10b

Paolo, coerentemente con la mentalità espressa tanto dall’Antico come dal Nuovo Testamento, rifiuta una separazione dell’attività professionale dal resto dell’esistenza del credente. Innanzitutto respinge una settorializzazione dal punto di vista dei criteri etici, quasi che la vita potesse essere scissa in frammenti in cui applicare logiche differenti: da una parte il “tempo libero” dedicato esclusivamente alla carità e a Dio e dall’altra il “tempo del lavoro” ispirato alle priorità del profitto ad ogni costo e della concorrenza selvaggia. Inoltre Paolo è particolarmente efficace nello smascherare la tentazione che poteva nascere da una escatologia compresa male: siccome la parousia è vicina la quotidianità e il lavoro e la fatica ad essa legati perdono ogni valore ed importanza. Paolo invita in maniera anche ruvida a tenere insieme fede e vita, evitando inutili agitazioni e vivendo relazioni e professione dentro l’orizzonte del rapporto con il Cristo. Continua a leggere

Il lavoro nel Nuovo Testamento: Paolo e il suo lavoro

Noi non abbiamo vissuto oziosamente fra voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato con fatica e sforzo notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi.

2Ts 3, 7b-8

Il lavoro di Paolo durante le sue fatiche missionarie è nominato varie volte nelle sue lettere (1Cor 4, 12 e al capitolo 9) o nel testo degli Atti degli apostoli (At 18, 3; 20, 34). Continua a leggere

Riscoprire la dottrina sociale

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo.

La valutazione che la crisi economica che dal 2008 ha investito la società occidentale e Italiana, sia stata originata da cause di tipo morale e non solo economiche è condivisa da numerosi esperti ed è stata anche, più volte ed opportunamente, ribadita dal magistero ecclesiale e dall’Osservatorio della Dottrina sociale della Chiesa cattolica. Continua a leggere

Raccontare le Settimane Sociali – Il video messaggio di papa Francesco

Raccontare le Settimane Sociali: l’appuntamento di Cagliari è stato quasi una miniera di momenti o interventi interessanti e preziosi. Occorre tornarci e scavare. Cominciamo dal videomessaggio di papa Francesco …

La 48ª Settimana Sociale si è aperta con lo sguardo fisso su Papa Francesco, che a Cagliari ha voluto rendersi presente attraverso un video-messaggio inviato agli oltre mille delegati delle diocesi italiane.
Parole profetiche, di denuncia delle piaghe che affliggono il mondo del lavoro e angosciano anche il cuore del Pontefice: dalla disoccupazione al lavoro minorile, dai lavori pericolosi e malsani, “che ogni anno causano in Italia centinaia di morti e invalidi”, fino al “lavoro in nero e al lavoro precario” che, ha affermato Francesco, “uccidono”.

A conclusione delle sue parole, un discorso di quasi 14 minuti che è stato accolto dai delegati giunti a Cagliari con un lungo applauso, una chiara indicazione su come proseguire il cammino già intrapreso dalla Chiesa italiana: “nel mondo del lavoro, – ha affermato Francesco –  la comunione deve vincere sulla competizione!”. “Voglio augurarvi – ha concluso – di essere un lievito sociale per la società italiana e di vivere una forte esperienza sinodale”.

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Il “day after” lombardo-veneto

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani. 

I lombardi al 40% e i veneti al 60% hanno votato. Per l’autonomia, come proclamano i vincitori e come titolano i giornali. L’esito era scontato, anche se le proporzioni, specie per il Veneto, reclamano grande attenzione. A partire dalla differenza dei risultati tra le due aree.

Certo, nei territori della Serenissima è più radicata la memoria della gloriosa indipendenza d’un tempo. Ed è noto che la rivendicazione leghista si è manifestata prima in Veneto che in Lombardia. Ma forse, mettendosi dalla parte degli elettori, non è stata ininfluente la presentazione del problema su cui si chiedeva il voto. Continua a leggere

«Valore lavoro. L’umanità del lavoro nell’economia dei robot». Il manifesto del 50° incontro nazionale di studi ACLI

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Lavorare è esprimere se stessi, è soddisfare i propri bisogni senza supplicare qualcuno, è produrre per contribuire alla costruzione della città dell’uomo in armonia con l’ambiente naturale e in legame con le generazioni del passato e del futuro.

Il valore del lavoro non è nel mero profitto: è nelle relazioni che si articolano lungo il processo di produzione, è nella generatività delle azioni che aprono nuove opportunità, è nei risultati che offrono senso alla fatica e al sacrificio.

Se non ci fosse il lavoro dovremmo inventarcelo.

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Il lavoro nel Nuovo Testamento: Il lavoro, la comunità e l’affidamento alla provvidenza in Mt 6, 25-34 e in Lc 12, 22-32

Il tema dell’affanno e del lavoro che rischia di diventare l’unico scopo della vita dell’uomo, è svolto anche nelle pericopi sull’abbandono alla provvidenza, presenti in Mt e in Lc. Le priorità di Gesù sono chiare, come è trasparente l’attenzione del Padre provvidente nei confronti del discepolo:

Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.

Mt 6, 31-33

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