Sapori, saperi e sostenibilità. Carlo Petrini a #SOUL

Gastronomo, giornalista e scrittore, attivista, fondatore dell’Associazione Slow Food e di molte altre cose (Gambero Rosso, Arcigola, Cheese, Salone del Gusto di Torino, Terra Madre, la prima università di Scienze dell’Alimentazione del mondo, a Pollenzo) Carlo Petrini è stato nominato dal Times tra i 50 personaggi più influenti del pianeta. Ne proponiamo un’intervista al programma Soul di Tv2000 del 11 aprile 2015.

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«Lettera a Rut» – di don Tonino Bello

Proponiamo un testo di don Tonino Bello del luglio 1991.

Carissima Rut, avrei voluto scriverti in ben altra circostanza. Per approfondire ad esempio le ragioni di quell’universalismo della salvezza che hanno indotto Dio a includere anche te, unica straniera nell’albero della genealogia ebraica di Gesù. Non ti nascondo infatti che quando nella messa viene proclamata la lista degli antenati di Cristo tramandataci da Matteo, mi sorprende e mi commuove sentir pronunciare il tuo nome di donna fugace come un fremito d’ala. Sembra un nome abbreviato per pudore. O intimidito di comparire in mezzo al ferrigno scrosciare dei nomi di tanti maschioni.

Ti scrivo, invece, perché voglio sfogare con qualcuno la tristezza che mi devasta l’anima in questi giorni, alla vista di tanti stranieri che hanno invaso l’Italia, e verso i quali la nostra civiltà, che a parole si proclama multirazziale, multiculturale, multietnica, multireligiosa e multinonsoché non riesce ancora a dare accoglienze che abbiano sapore di umanità.

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Il Codice di Camaldoli. IV – Il lavoro

Dal 18 al 24 luglio 1943 un gruppo di intellettuali cattolici – laici e religiosi – si riunì, presso il monastero benedettino di Camaldoli, con l’intento di confrontarsi sul magistero sociale della Chiesa sui problemi della società, sui rapporti tra individuo e stato, tra bene comune e libertà individuale.

Il 25 luglio e i successivi avvenimenti modificarono il piano di lavoro impedendo altre sessioni di incontro e una più ampia partecipazione; la stesura definitiva fu pertanto affidata a Sergio Paronetto, Pasquale Saraceno, Ezio Vanoni, Giuseppe Capograssi che la completarono nel 1944; l’opera fu pubblicata nel 1945 con il titolo: “Per la comunità cristiana”, ma è conosciuta come: “Codice di Camaldoli”.

Una delle caratteristiche essenziali del “Codice” consiste nel porre la giustizia sociale tra i fini primari dello Stato, così come la salvaguardia della libertà. Evidente l’influenza che questa elaborazione ha avuto tra gli intellettuali cattolici dell’ala “sociale” della Democrazia Cristiana e nella stessa stesura della Carta Costituzionale.

Ne proponiamo per lo studio e la ricerca suddiviso nelle sue parti il testo.

Per una presentazione equilibrata del documento è utile il contributo di p. Francesco Occhetta «Puntualizzazioni critiche sul Codice di Camaldoli».

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Raccoglieremo quello che abbiamo seminato

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Lo sguardo altero dell’uomo sarà umiliato, e l’orgoglio di ognuno sarà abbassato; il Signore solo sarà esaltato in quel giorno.

Isaia 2, 11

Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio.

Galati 6, 7

«Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio», il versetto di Galati che oggi ci è stato proposto prosegue affermando «perché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà». Non vi ingannate: gli uomini e le donne a cui parlano gli autori biblici sono vissuti e vissute migliaia di anni fa, ma questa Parola risulta forte e chiara anche per noi. Di una attualità che ci sgomenta. Non vi ingannate: non ci inganniamo, noi che ancora oggi continuiamo a beffarci di Dio. L’apostolo Paolo sta proprio parlando a noi: non vi ingannate, voi che vi fidate più di voi stessi che di Dio. Non vi ingannate, voi che avete posto la vostra esistenza sotto il segno dell’idolatria, che sia essa il denaro, il potere, la vostra autorità, o la vostra affermazione personale.

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Martin Luther King, quel sogno celebrato ma non realizzato

da Nev.it, Notizie EVangeliche Agenzia Stampa della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.

Il King’s day in cui gli americani commemorano il più noto leader del movimento per i diritti civili degli USA fu istituito nel 1983, sotto la presidenza di Ronald Reagan. E già questo è un fatto paradossale perché la storia non riconosce all’ex attore di film western un particolare ruolo nell’azione politica a sostegno delle popolazione afroamericana; al contrario l’asse strategico delle sue politiche sociali  fu orientato allo smantellamento delle misure di welfare adottate negli anni della presidenza Johnson che avevano dato frutti importanti sul piano della crescita economica delle minoranze etniche. Ma il movimento che da tempo rivendicava un riconoscimento a King e a quanto egli rappresentò aveva ormai una sua consistenza e Reagan scelse di non contrastarlo, finendo anzi per assecondarlo e intestarsi così  il merito di una scelta fortemente simbolica dell’unità di tutti gli americani.

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Pillole di teologia S01 E09 – Cosa significa che Gesù venne crocifisso «per noi»?

da Rbe.it, Radio Beckwith Evangelica, radio locale comunitaria legata alla Chiesa Evangelica Valdese.

Trasmissione e podcast settimanale di divulgazione teologica a cura di Fulvio Ferrario, pastore valdese e decano della Facoltà valdese di teologia.

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In cammino sulle spalle dei giganti, maestri e profeti

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

3 eventi organizzati dalla comunità pastorale di Vimercate e Burago nell’ottobre 2017: Alberto Melloni parla di don Lorenzo Milani, Raffaele Mantegazza parla di Carlo Maria Martini, don Angelo Casati parla di papa Francesco.

A muso duro: un prete cristiano nella tela del ragno

(venerdì 13 Ottobre 2017) Conferenza con ALBERTO MELLONI promossa dalla Comunità Pastorale Beata Vergine del Rosario di Vimercate e Burago nell’ambito della rassegna Maestri e Profeti.

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Il Codice di Camaldoli. III – L’educazione

Dal 18 al 24 luglio 1943 un gruppo di intellettuali cattolici – laici e religiosi – si riunì, presso il monastero benedettino di Camaldoli, con l’intento di confrontarsi sul magistero sociale della Chiesa sui problemi della società, sui rapporti tra individuo e stato, tra bene comune e libertà individuale.

Il 25 luglio e i successivi avvenimenti modificarono il piano di lavoro impedendo altre sessioni di incontro e una più ampia partecipazione; la stesura definitiva fu pertanto affidata a Sergio Paronetto, Pasquale Saraceno, Ezio Vanoni, Giuseppe Capograssi che la completarono nel 1944; l’opera fu pubblicata nel 1945 con il titolo: “Per la comunità cristiana”, ma è conosciuta come: “Codice di Camaldoli”.

Una delle caratteristiche essenziali del “Codice” consiste nel porre la giustizia sociale tra i fini primari dello Stato, così come la salvaguardia della libertà. Evidente l’influenza che questa elaborazione ha avuto tra gli intellettuali cattolici dell’ala “sociale” della Democrazia Cristiana e nella stessa stesura della Carta Costituzionale.

Ne proponiamo per lo studio e la ricerca suddiviso nelle sue parti il testo.

Per una presentazione equilibrata del documento è utile il contributo di p. Francesco Occhetta «Puntualizzazioni critiche sul Codice di Camaldoli».

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La definizione di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (IHRA)

L’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (IHRA) unisce governi ed esperti per rafforzare, far progredire e promuovere l’educazione, la memoria e la ricerca sull’Olocausto in tutto il mondo nonché per sostenere gli impegni della dichiarazione di Stoccolma del 2000.

La definizione di lavoro giuridicamente non vincolante di antisemitismo è stata adottata dai 31 Stati membri dell’IHRA, il 26 maggio 2016:

L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti. Le manifestazioni retoriche e fisiche di antisemitismo sono dirette verso le persone ebree, o non ebree, e/o la loro proprietà, le istituzioni delle comunità ebraiche e i loro luoghi di culto.

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I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 19 gennaio 2020

da Caritas.diocesidicomo.it e Caritascomo.it, i  siti della Caritas diocesana di Como.

Sono stati predisposti i sussidi settimanali per introdurre la preghiera nei gruppi di incontro parrocchiali e vicariali Caritas per tutto l’anno liturgico. 

Le riflessioni che guidano il momento di condivisione di questo nuovo anno liturgico, sono proposte da Don Rocco Acquistapace, sacerdote diocesano che con la sua esperienza e saggezza saprà guidarci a fare della Parola il riferimento per ogni azione quotidiana, la guida alle nostre scelte e ai nostri cammini comunitari.

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Il Codice di Camaldoli. II – La Famiglia

Dal 18 al 24 luglio 1943 un gruppo di intellettuali cattolici – laici e religiosi – si riunì, presso il monastero benedettino di Camaldoli, con l’intento di confrontarsi sul magistero sociale della Chiesa sui problemi della società, sui rapporti tra individuo e stato, tra bene comune e libertà individuale.

Il 25 luglio e i successivi avvenimenti modificarono il piano di lavoro impedendo altre sessioni di incontro e una più ampia partecipazione; la stesura definitiva fu pertanto affidata a Sergio Paronetto, Pasquale Saraceno, Ezio Vanoni, Giuseppe Capograssi che la completarono nel 1944; l’opera fu pubblicata nel 1945 con il titolo: “Per la comunità cristiana”, ma è conosciuta come: “Codice di Camaldoli”.

Una delle caratteristiche essenziali del “Codice” consiste nel porre la giustizia sociale tra i fini primari dello Stato, così come la salvaguardia della libertà. Evidente l’influenza che questa elaborazione ha avuto tra gli intellettuali cattolici dell’ala “sociale” della Democrazia Cristiana e nella stessa stesura della Carta Costituzionale.

Ne proponiamo per lo studio e la ricerca suddiviso nelle sue parti il testo.

Per una presentazione equilibrata del documento è utile il contributo di p. Francesco Occhetta «Puntualizzazioni critiche sul Codice di Camaldoli».

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L’uovo e il popolo ebraico

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

E quanto più li opprimevano, tanto più aumentavano e la popolazione si estendeva.

Shemòt 1;12

Chiesero gli alunni al proprio maestro: «Perché per celebrare l’uscita dall’Egitto mangiamo l’uovo sodo?».

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Il Pensiero Economico in Caritas in Veritate – con Giulia Paola Di Nicola – 11. Una lettera di speranza

da Caritas-ticino.ch, il sito di Caritas Ticino.

Questa straordinaria enciclica terrà compagnia ai telespettatori per molte puntate, attraverso una rubrica, in cui diversi esponenti del mondo culturale, locale e internazionale, ci aiuteranno a comprenderne la vastità e l’impatto sulla vita concreta di molti uomini. Giulia Paola Di Nicola mette in evidenza l’approccio positivo, di speranza con cui la Caritas in Veritate guarda i diversi e complessi problemi economici e sociali e il tentativo di fare una grande sintesi generale che guarda tutto non in astratto ma riconducendolo alla persona: non esiste il lavoro o la produzione in astratto, ma esistono le persone che lavorano, che producono, etc.

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Cedri del Libano (lettura popolare della Bibbia)

da Profeziaeliberazione.blogspot.com, Profezia e Liberazione “L’uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà” (GS 17).

Ci sono nella Bibbia espressioni e immagini che si possono cogliere appieno soltanto immergendosi nella geografia delle terre, dei mari e dei monti delle regioni in cui è nato il testo. Se dal mare o da qualunque luogo dei territori corrispondenti agli attuali Siria e Israele si guarda verso il Libano, ciò che lascia un’impressione profonda sono le imponenti catene montuose, con cime che, superando i 3.000 metri, si stagliano contro il cielo. Per i popoli delle regioni circostanti, abituati a climi torridi e a piane spesso desertiche, la visione di questi monti ha sempre suscitato timore e riverenza. Molti racconti ugaritici e mesopotamici fanno così delle cime libanesi dell’Ermon luoghi mitici e popolati da divinità. Data la loro altezza, esse sono spesso ricoperte di ghiacci e nevi, e questo fatto è all’origine del nome della regione. Laban nelle lingue semitiche è radice che significa “bianco” (oggi in arabo indica ad esempio il latte) e da qui il nome Libano.

Oggi tali montagne appaiono brulle e rocciose, ma nell’antichità tutta la catena montuosa libanese era di un colore verde vivace dato dalle sterminate foreste di cedri che la ricoprivano. Certi panorami alpini possono soltanto essere un’ombra delle decine di chilometri di foreste ininterrotte che ricoprivano queste montagne, bianche per sei mesi l’anno e verde smeraldo per i restanti sei.

Il cedro è una conifera, albero imponente che può raggiungere 2,5 metri di diametro per 40 di altezza. Essendo l’unica riserva di legno nell’immenso territorio che va dalle regioni dei grandi fiumi mesopotamici all’Egitto, gli oltre tre millenni di sfruttamento del legno per la costruzione di navi, abitazioni ed edifici religiosi da parte di egiziani, amorrei, fenici, cananei, israeliti, babilonesi, assiri, persiani, greci e romani hanno progressivamente ridotto il numero di questi alberi, tanto che, nel 118 d.C., l’imperatore Adriano, per tutelarli, emanò quello che può essere considerato uno dei primi decreti di protezione ambientale della storia.

Oggi le poche centinaia di alberi rimasti sulle catene montuose libanesi sono concentrate in alcuni parchi naturalistici sotto la tutela dell’UNESCO. Queste imponenti conifere hanno rappresentato per i popoli biblici un simbolo di potenza e di ricchezza, di maestà e di imponenza. E con queste categorie ci confronteremo in questo contributo.

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La goccia del colibrì S01 E05 – Investire in infrastrutture leggere per contrastare il consumo di suolo

da Rbe.it, Radio Beckwith Evangelica, radio locale comunitaria legata alla Chiesa Evangelica Valdese.

Trasmissione e podcast settimanale dedicato alla sostenibilità a cura di Roberto Cavallo, in collaborazione con AICA – Associazione Internazionale di Comunicazione Ambientale, Envi News e Cooperativa Erica.

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Scoprire Cristo tramite Dostoevskij. Tat’jana Kasatkina ospite di #SOUL

Tat’jana Kasatkina è una letterata di primo piano in Russia, un’accademica, e la più grande studiosa al mondo di Dostoevskij. Cristiana ortodossa, ha scoperto la fede in una cultura atea proprio leggendo L’Idiota del maggior classico russo.

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Non a destra non a sinistra non al centro ma in alto Anno 1° n. 3 Martedì 15 febbraio 1949 – di don Primo Mazzolari

da Ildialogo.org, Il dialogo – Periodico di cultura, politica, dialogo interreligioso dell’Irpinia.

Adesso è un quindicinale di impegno cristiano fondato da don Primo Mazzolari che vede la sua prima uscita il 15 gennaio del 1949. Don Primo Mazzolari, parroco di Bozzolo, un piccolo paese in provincia di Mantova fonda il quindicinale con l’intento di esprimere il momento della sfiducia nei confronti di una società migliore e diventa il simbolo dell’opposizione cristiana. La ragione del titolo e il programma appaiono nell’Editoriale del 15 gennaio 1949, mentre i cattolici sono al governo:

Adesso, non domani. All’infuori del caso che domani un altro possa far meglio ciò che io non so fare (la rivoluzione cristiana non fa saltare la corteccia dell’albero con la dinamite) rimandare a domani è neghittosità e vigliaccheria. Adesso è un atto di coraggio. Un uomo d’onore non lascia agli altri la pesante eredità dei suoi adesso traditi.

Pubblichiamo il terzo editoriale dal titolo “Non a destra non a sinistra non al centro ma in alto” …

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Dominare le pulsioni aggressive

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Dio disse a Caino: «Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo!».

Genesi 4, 7

Ricerca la giustizia, la pietà, la fede, l’amore, la costanza e la mansuetudine.

I Timoteo 6, 11

Non sappiamo per quale motivo Dio non gradisse l’offerta di Caino; la Bibbia non ce lo dice. Ma ci dice che egli bruciava per la rabbia e camminava con il capo abbassato, come chi rimugina un pensiero fisso, persistente, ed è carico di rancore; tanto che Dio gli dice che, se agirà bene, rialzerà il capo.

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