Cristiani senza Cristo o senza mondo?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Il 4 maggio scorso, Matteo Matzuzzi, vaticanista del Foglio, firmava un lungo articolo sui “Cristiani senza Cristo”. L’ipotesi di fondo dell’articolo era che a partire da un certo punto della storia la Chiesa avesse perso Cristo – la parte divina di Gesù – e la crisi di fede di oggi ne fosse la conseguenza. Di fatto questo modo di pensare ipotizza che prima di un certo punto storico la Chiesa fosse fedele alla divinità di Cristo e il popolo europeo – almeno nella sua gran parte – fosse convintamente cristiano (assai diverso dall’essere naturaliter cristiano), mentre dopo sia la Chiesa che il popolo cristiano abbiano smarrito Cristo e la sua divinità. Per dimostrare tale infedeltà si richiamano le chiese vuote, la perdita di influenza etica nella società e la destrutturazione di una salda dottrina, il calo delle vocazioni sacerdotali e dell’organizzazione della vita comunitaria di fede. Insomma, il diluvio universale del laicismo.

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«Uomini», di Evgenij Aleksandrovič Evtušenko

Evgenij Aleksandrovič Evtušenko, nato Gangnus (in russo: Евгений Александрович Евтушенко; Zima, 18 luglio 1932 – Tulsa, 1º aprile 2017), è stato un poeta e romanziere russo.

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Che aspetto aveva «il mal’āḵ di ’Ělōhîm» apparso a Mānôaḥ e a sua moglie in Gdc 13?

dal gruppo facebook Maghen David.

Il mal’āḵ di Ělōhîm si fece vedere alla moglie di Mānôaḥ, la quale affermò di aver visto “l’uomo di Ělōhîm“. Qui lo scrittore semita utilizza lo stato costrutto (’îš hā·’ĕlōhîm), tradotto lett. “l’uomo di Ělōhîm“. La traduzione ’îš con “uomo” può trarre in inganno, perché anche ’āḏām viene tradotto con uomo; ’îš in ebraico ha un significato come “di qualcuno che ha potere su qualcosa“. Probabilmente nelle Bibbie per famiglia troverete tradotto “un uomo di Dio“, è una traduzione che non condivido, i traduttori hanno reso indeterminata la locuzione (’îš hā·’ĕlōhîm), invece nella Stuttgartensia ebraica leggo che la locuzione è determinata, perchè il sostantivo reggente (’îš) dello stato costrutto viene determinato dall’articolo determinativo della parola che la segue (hā·’ĕlōhîm).

La traduzione corretta è “l’uomo di Ělōhîm“.

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Anna Karenina e il Vangelo di Tolstoj. Una conferenza di Adalberto Mainardi

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

La Biblioteca Salita dei Frati propone (come nel 2012 e nel 2013) un tema di grande importanza storica: l’influsso esercitato dalla Bibbia nel corso dei secoli (dal Medioevo all’ Età moderna) sulle letterature europee. Successivamente Adalberto Mainardi (monaco di Bose) commenterà alcuni passi di Anna Karenina (1877), il grande romanzo di Lev Tolstoj, mettendoli in rapporto con i testi evangelici che l’autore meditava.

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Francesco d’Assisi e mondo ebraico – episodio 1 – La Birkat Kohanim: sacerdoti e rabbini nel mondo ebraico

La Barba di Aronne è il progetto che vuole fare piccoli passi all’interno del mondo ebraico; un mondo ricco di cultura e di tradizioni, visto dall’esterno: con gli occhi di un cristiano. In questi video della nuova serie esploriamo un crossover davvero particolare: san Francesco d’Assisi che incontra il mondo ebraico.

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Quale immagine di Chiesa? Approfondimento sulla costituzione conciliare Lumen gentium. 2) Il mistero della Chiesa (prima parte)

A partire dal 2012-2013, in occasione del cinquantesimo del Concilio Vaticano II, alcune associazioni laicali della Diocesi di Como (Azione cattolica, MASCI, Gruppo Ascolto), su invito delle ACLI, hanno aderito alla proposta di approfondimento di contenuti, implicazioni e ricadute del Concilio stesso. L’esigenza di non lasciare passare invano questa ricorrenza, ha guidato, prima, verso la programmazione di questa iniziativa comune e poi al coinvolgimento della Diocesi di Como. Le associazioni laicali si sono così proposte come fermento per la chiesa locale.

Dopo avere trattato nel 2012-13 la Costituzione “Dei Verbum” e nel 2013-14 la “Sacrosanctum Concilium”, nel 2014-15 si è affrontato il terzo ciclo di incontri incentrati sulla Costituzione dogmatica “Lumen Gentium”. Un percorso unico “… per riscoprire la chiave di volta di tutto il magistero conciliare e illuminare la Chiesa, realtà mirabile e complessa, fatta di elementi umani e divini, visibili e invisibili…” (Giovanni Paolo II, Angelus, 22 ottobre 1995)

Quì sotto è scaricabile il pdf con l’incontro tenuto dal prof. don Ivan Salvadori:

Quale immagine di Chiesa? Approfondimento sulla costituzione conciliare Lumen gentium. 2) Il mistero della Chiesa (prima parte)

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Come si deve intendere il giorno di Pasqua nell’arte? Una recensione di Tudor Petcu

Recentemente, ho avuto l’onore di ricevere da uno dei miei più importanti collaboratori e formatori, François Boespflug, il suo eccellente volume “Il giorno di Pasqua nell’Arte”, una vera raccolta artistica e iconografica su ciò che ha rappresentato la risurrezione di Gesù Cristo.

Il volume è tradotto in italiano dalla Professoressa Emanuela Fogliadini con la quale ho anche avuto il privilegio di collaborare negli anni.

Il professor Boespflug riesce a cogliere con particolare precisione e intelligenza storico-estetica i momenti essenziali della storia dell’arte in cui il Salvatore è rappresentato nelle sue varie pose, soprattutto dopo la Resurrezione, quando apparve alla folla.

Direi infatti che François Boespflug ci offre una vera e propria raccolta di teologia artistica e iconografica affinché noi, lettori comuni, comprendiamo che la Risurrezione del Signore ha indubbiamente suscitato emozioni immaginarie nei grandi pittori nel loro tentativo di penetrare nel profondo. di questo importante evento nella storia dell’umanità.

Lo scopo essenziale di questo libro è quello di attenersi all’eco data dall’arte a quanto, secondo i Vangeli canonici, avvenne il giorno di Pasqua, dall’alba al tramonto, e di sottolineare che fu un giorno in cui la notizia della risurrezione di Cristo suscitò molto resistenza tra gli stessi apostoli.

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«La Bibbia e il problema delle origini. L’inizio della storia della salvezza». Un testo di Franco Festorazzi

Mettiamo a disposizione un libro pubblicato nel 1966 di mons. Franco Festorazzi, deceduto in questi giorni e ne riprendiamo direttamente nel post un breve brano delle conclusioni da cui emerge il suo grande amore per la Parola di Dio.

L’uomo di oggi, malgrado alcune manifestazioni che potreb­bero sembrare suggerire il contrario, è un uomo pensoso: le esperienze individuali e sociali del mondo contemporaneo lo portano con maggior urgenza e acutezza agli interrogativi più profondi della sua esistenza.

Cos’è l’uomo? Qual è il significa­to del dolore, del male, della morte che malgrado ogni progres­so continuano a sussistere? Cosa valgono queste conquiste a co­sì caro prezzo raggiunte? Che reca l’uomo alla società, e che cosa può attendersi da essa? Cosa ci sarà dopo questa vita?

Gaudium et Spes, n. 10

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Francesco d’Assisi e mondo ebraico – episodio 0 – Presentazione della seconda serie de’ La barba di Aronne

La Barba di Aronne è il progetto che vuole fare piccoli passi all’interno del mondo ebraico; un mondo ricco di cultura e di tradizioni, visto dall’esterno: con gli occhi di un cristiano. In questo video introduco la nuova serie, un crossover davvero particolare: san Francesco d’Assisi che incontra il mondo ebraico.

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Quale immagine di Chiesa? Approfondimento sulla costituzione conciliare Lumen gentium. 1) Premessa storica e genesi del documento

A partire dal 2012-2013, in occasione del cinquantesimo del Concilio Vaticano II, alcune associazioni laicali della Diocesi di Como (Azione cattolica, MASCI, Gruppo Ascolto), su invito delle ACLI, hanno aderito alla proposta di approfondimento di contenuti, implicazioni e ricadute del Concilio stesso. L’esigenza di non lasciare passare invano questa ricorrenza, ha guidato, prima, verso la programmazione di questa iniziativa comune e poi al coinvolgimento della Diocesi di Como. Le associazioni laicali si sono così proposte come fermento per la chiesa locale.

Dopo avere trattato nel 2012-13 la Costituzione “Dei Verbum” e nel 2013-14 la “Sacrosanctum Concilium”, nel 2014-15 si è affrontato il terzo ciclo di incontri incentrati sulla Costituzione dogmatica “Lumen Gentium”. Un percorso unico “… per riscoprire la chiave di volta di tutto il magistero conciliare e illuminare la Chiesa, realtà mirabile e complessa, fatta di elementi umani e divini, visibili e invisibili…” (Giovanni Paolo II, Angelus, 22 ottobre 1995)

Quì sotto è scaricabile il pdf con l’incontro tenuto dal prof. don Enzo Ravelli:

Quale immagine di Chiesa? Approfondimento sulla costituzione conciliare Lumen gentium. 1) Premessa storica e genesi del documento

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BarbaSophia – Plotino (203-270 d.C.)

da BarbaSophia, il canale YouTube in cui il prof. Matteo Saudino spiega e racconta concetti e storia della filosofia.

Plotino (in greco antico: Πλωτῖνος, Plōtînos; Licopoli, 203/205 – Campania, 270) è stato un filosofo greco antico. È considerato uno dei più importanti filosofi dell’antichità, erede di Platone e padre del neoplatonismo, a volte identificato in toto col suo pensiero. Le informazioni biografiche su di lui provengono per la maggior parte dalla Vita di Plotino, composta da Porfirio come prefazione alle Enneadi, gli unici scritti di Plotino, che hanno ispirato per secoli teologi, mistici e metafisici “pagani”, cristiani, ebrei, musulmani e gnostici.

1. Il neoplatonismo e Plotino: dal molteplice all’Uno

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Il sostantivo šāmayim (ebr. שָׁמַיִם)

dal gruppo facebook Maghen David.

L’etimologia (ebr. שָׁמַיִם ,šāmayim) è incerta, secondo alcuni deriverebbe dall’assiro šamâmi e, per epentesi della finale “i”, trasformata in šamaimi, da cui, rilasciando l’ultima vocale breve si ottiene šamaim; secondo altri deriverebbe dalla radice שָׂמָה che in Arabo significa “essere alto” da cui poi in ebraico “cielo” , “cieli” (cfr. Gesenius’s Hebrew and Chaldee Lexicon to the Old Testament Scriptures, William Gesenius; cfr. The Analytical Hebrew and Chaldee Lexicon, Benjamin Davidson, pag. 723).

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«Fiore grigio». Una poesia di Alexandru Jibleanu

Tudor Petcu ci ha inviato un testo poetico di Alexandru Jibleanu, studente nella decima classe presso il Liceo Little London International Academy, Romania.

Cara mamma, quanto mi hai fatto?
Con il profumo dei fiori
Il cielo è vuoto, quante stelle sono cadute,
I suoi occhi scintillanti,

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Francesco uomo libero – tracce di ebraismo nel santo di Assisi

Francesco d’Assisi è stato davvero un uomo libero, che non ha avuto paura di avvicinare strati sociali, culture, religioni differenti, e da esse raccogliere suggestioni che hanno permeato la sua vita. Mentre conosciamo bene il suo contatto con l’Islam, grazie alle tante narrazioni e studi fatti sull’incontro tra il santo ed il sultano Malik al-Kamil, non abbiamo evidenti prove storiche di sue relazioni con il mondo ebraico.

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L’avventura spirituale della preghiera incessante: il Nome di Gesù trasfigura l’universo. Intervista a Adalberto Mainardi su I Racconti di un pellegrino russo

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Intervista a Adalberto Mainardi su I Racconti di un pellegrino russo  per Il viaggiatore – Radio 1 in data 15 dicembre 2013

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L’ebraico šālôm (ebr. שלום)

dal gruppo facebook Maghen David.

L’ebraico šālôm (ebr. שלום) è una parola che di solito viene tradotta con pace, ma deriva dalla radice (ebr.שלם) che più letteralmente significa:

«essere intero e completo».

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«Invidia». Una poesia di Alexandru Jibleanu

Tudor Petcu ci ha inviato un testo poetico di Alexandru Jibleanu, studente nella decima classe presso il Liceo Little London International Academy, Romania.

Vedere le persone felici tutto il tempo, mi rende geloso,
 
Il mio cuore batte di meno, mi rende un po’ sbadato,
 
Riguardo a cose che stanno succedendo, vedere l’amore sui social e merda,
 
Mentre il mio cuore inizia a preoccuparsi, anche se non voglio preoccuparmene un po ‘,

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Io sono Francesco. Percorso biografico sul santo di Assisi

Francesco nasce ad Assisi nel 1182: viene battezzato con il nome Giovanni, ma il padre, Pietro di Bernardone, commerciante di «panni franceschi», lo chiama Francesco. Rampollo di una famiglia agiata, riceve una certa istruzione e cresce senza pensieri. Le Fonti francescane (FF) lo descrivono come un giovane allegro e amante dei divertimenti, ma non superficiale; generoso e sensibile, ma desideroso di essere al centro dell’attenzione. Sogna grandi cose per il proprio avvenire, incoraggiato dal padre ambizioso e da alcuni segni premonitori: un povero, ogni volta che lo incontra, stende il mantello davanti ai suoi piedi, preconizzando grandi imprese.

A vent’anni si cimenta in battaglia: a Collestrada è catturato dai Perugini e sperimenta per un anno intero la prigionia, durante la quale ha inizio il suo cambiamento interiore. Tornato in Assisi, si ammala di una malattia lunga e misteriosa; guarisce, ma non è più lui: incomincia a cercare la solitudine, nei luoghi abbandonati della campagna di Assisi. Continua a vendere stoffe e frequentare feste, ma è inquieto. Nel 1204 l’occasione di una spedizione militare nelle terre di Puglia lo spinge a tentare l’avventura cavalleresca. Fa poca strada: a Spoleto, in seguito a un sogno, abbandona cavallo e armi e se ne torna a casa, tra lo sconcerto della famiglia e la derisione della gente.

Passa un anno: l’abbraccio con un lebbroso gli fa sentire una gioia inaspettata; all’interno di una piccola chiesa cadente, un crocifisso gli parla: «Francesco, va’, ripara la mia casa, che come vedi è tutta in rovina» (FF 593). Si improvvisa, quindi, muratore, e sceglie la compagnia di poveri e lebbrosi, profondendo in ciò le proprie energie e il denaro del negozio di famiglia. Il padre, che aveva tollerato le tante stranezze di Francesco, non accetta questa situazione; prima lo rinchiude in casa e poi, vista l’inutilità dei propri tentativi, lo chiama in giudizio dinanzi al vescovo della città. Siamo nel gennaio (o febbraio) del 1206: Francesco si spoglia davanti a tutti delle vesti e dei legami familiari, dichiarando: «D’ora in poi potrò dire liberamente: “Padre nostro che sei nei cieli”, non “padre Pietro di Bernardone” » (FF 597).

Dopo un breve periodo di vita solitaria, si raccolgono intorno a lui i primi compagni, intorno al “tugurio” di Rivotorto. Nella primavera del 1209 Francesco elabora una semplice regola (che non ci è giunta) e si reca a Roma per sottoporla al Papa. Innocenzo III, persuaso da un sogno in cui vide il Laterano pericolante sorretto dal giovane frate, concede la sua approvazione, incaricando Francesco di «predicare a tutti la penitenza». Nel 1212 la fraternità, notevolmente accresciuta, si stabilisce alla Porziuncola, poco lontano da Assisi. A loro si unisce anche Chiara, una giovane nobile di Assisi, che prenderà dimora a San Damiano. Gli anni successivi vedono la progressiva diffusione dell’Ordine francescano, attraverso successive predicazioni, che raggiungono le principali città d’Italia e d’Europa e attirano numerosi uomini e donne a imitare il Poverello di Assisi. Lo stesso Francesco, desiderando annunciare il Vangelo al mondo intero, intraprende diversi viaggi nei paesi non cristiani: nel 1211 è fermato da un naufragio in Dalmazia; nel 1214 da una malattia in Spagna.

Finalmente nel 1219 raggiunge l’Egitto, dove ha luogo il celebre incontro con il sultano Melek-el-Kamil, e la Terra Santa.

Al rientro in Italia, Francesco rinuncia alla carica di ministro generale della comunità. II 29 novembre 1223 Onorio III approva la regola francescana, sancendo la nascita ufficiale dell’Ordine dei Frati Minori. Ormai quasi cieco, nel 1224 Francesco si ritira nell’eremo de La Verna, dove riceve le stigmate. Muore il 3 ottobre del 1226 alla Porziuncola. Verrà canonizzato da Gregorio IX il 16 luglio 1228.

dal canale Youtube La barba di Aronne.

Incontro 1- Intro alle biografie/nascita e giovinezza

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«Presente e futuro» – di Dietrich Bonhoeffer

Sul limitare del 1942, in uno scritto destinato agli amici più cari (Bilancio sulla soglia del 1943 – Dieci anni dopo, in Resistenza e resa. Lettere e altri scritti dal carcere, Opere, vol. VIII, Queriniana, 2002,  pp. 21-40), Bonhoeffer traccia un bilancio di dieci anni di resistenza al regime di Hitler. Sono parole pesanti, maturate a contatto con l’esperienza della sofferenza, dell’ingiustizia e della morte. Ma sono anche parole piene di speranza che solo chi ha una fede grande può dare. Ne riproponiamo alcune.

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