Proponiamo i video degli interventi al convegno “Giuseppe Dossetti: il pensiero e l’azione” del 6 dicembre 2013 promosso dall’associazione Santa Barbara nel Mondo in occasione dei festeggiamenti della Patrona di Rieti e dei 100 anni dalla nascita di Giuseppe Dossetti. Interventi di padre Giuseppe Dossetti jr., mons. Lorenzo Chiarinelli, on. Giovanni Bianchi, on. Cristian Carrara.
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Laici nella Chiesa del Concilio. La profezia laica di Livio Labor
Proponiamo i video degli interventi della giornata di Studio organizzata dalla presidenza ACLI presso la Sala Tessitori di Trieste il 7 maggio 2009 dal titolo “La profezia laica di Livio Labor a 10 anni dalla sua scomparsa”.
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Lettera aperta del Jesuit social network (JSN) sull’attuale situazione sociale e politica in Italia
Il Jesuit social network (JSN) è la federazione che riunisce varie organizzazioni impegnate nel sociale, legate alla Compagnia di Gesù. Ne fa parte, fin dalla sua nascita nel 2004, anche la Fondazione Culturale San Fedele di Milano, e con essa la rivista Aggiornamenti Sociali, edita dalla stessa Fondazione. Il JSN ha diffuso un documento condiviso da tutti gli aderenti, sulla situazione sociale e politica italiana. Lo pubblichiamo di seguito.
Bereshit 04 I primi fratelli, il primo omicidio. Di rav Alfonso Arbib
Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.
“Cercò i lontani attraverso una predicazione più ispirata alla Parola”. Meditazione su don Primo Mazzolari. Di mons. Saverio Xeres
Pubblichiamo una meditazione di mons. Saverio Xeres su don Primo Mazzolari ai sacerdoti della diocesi di Cremona. File audio e testo scritto della meditazione di don Xeres; Omelia di S.E. Mons. Dante Lafranconi
“Restiamo umani”. L’appello comune di cattolici ed evangelici
Un appello comune dei cristiani italiani, cattolici e protestanti, sull’immigrazione è stato sottoscritto dal pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese, dal professor Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, dal pastore Luca M. Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, e da monsignor Stefano Russo, segretario generale della Conferenza episcopale italiana.
Il documento, lanciato in questa Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, esorta a salvare chi è in pericolo, ampliare i corridoi umanitari e aprire nuove vie di ingresso regolare in Europa.
Giovanni Battista Montini e le ACLI. La crisi del 1971 e le sue conseguenze: L’ipotesi socialista e la “deplorazione”
Dal 19 al 22 giugno 1969 si era svolto l’XI Congresso nazionale delle ACLI, il congresso della fine del collateralismo nei confronti della Dc e dell’acquisizione del principio del voto libero degli aclisti, proclamato per la prima volta in Italia da una associazione cattolica.
Le preoccupazioni e i timori che il congresso di Torino non avevano mancato di suscitare in ambito democristiano e cattolico sono destinati a moltiplicarsi ben presto. Con le lotte dell’ ”autunno caldo”, l’unità con le forze del movimento operaio acuisce all’interno delle ACLI la sensibilità anticapitalistica e classista, mentre si intensifica l’attenzione per il marxismo come metodo privilegiato di interpretazione della realtà sociale.
Bereshit 03 Uomo e donna, la doppia creazione. Di rav Alfonso Arbib
Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.
18 Gennaio 1919, 100 anni fa l’appello di Don Sturzo ai Liberi e Forti
da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.
A 100 anni dalla nascita del Partito Popolare Italiano, l’intuizione di Don Sturzo interroga il mondo cattolico sull’opportunità e le modalità di partecipazione attiva nella politica. Sull’Avvenire l’articolo del Presidente nazionale delle ACLI, Roberto Rossini:
I confini del Paradiso
dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.
Le identità religiose e culturali non nascono nel vuoto, questo è chiaro. Come le vite individuali, anch’esse si radicano in un territorio. E’ naturale. Poi però dalle radici spuntano paletti, ed è a questo punto che esplodono i problemi.
Le Acli lombarde e il dialogo ecumenico: un percorso che nasce da lontano. Un articolo di Alessandro Colombo
Il 13 aprile 2010 ci lasciava tragicamente l’amico Alessandro Colombo, consigliere provinciale delle ACLI di Milano, Monza e Brianza e responsabile per diversi anni del settore Pace e Solidarietà Internazionale delle ACLI regionali. Di Alessandro testimoniamo l’affetto, l’impegno, l’amicizia, la capacità di dialogare e di ascoltare. Alessandro si era dedicato a sviluppare incontri in Italia e all’estero con associazioni di diversi paesi europei e, dal 2001 insieme con il nostro Circolo, con gli amici russi. Proponiamo questo articolo di Alessandro che ricostruisce il primo tratto del cammino di dialogo ecumenico con la Russia, pubblicato sul periodico della sede provinciale delle ACLI di Como ACLI Como … informando … (n. 2 del 20 maggio 2009) e disponibile su Acliarosio.it.

L’esperienza delle Acli regionali lombarde di incontro e di scambio con la società russa, prima, e con le comunità ortodosse poi, risale ormai a circa 20 anni fa.
La santa bellezza
da ReteSicomoro.it, conoscere per crescere.
La novità dell’arte cristiana consiste nella creazione di immagini fortemente simboliche, che si presentano inizialmente con un’estrema semplicità per predisporre all’incontro con il Signore. Da queste prime espressioni, il gesuita, artista e teologo padre Marko Ivan Rupnik avvia un percorso di lettura spirituale dell’arte in otto video, arrivando fino all’epoca moderna.
«Per non rischiare, preferirei chiamarmi cantautore». Vent’anni fa moriva Fabrizio De André: una grande eredità musicale e culturale
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
Parlare di Fabrizio De André, è raccontare di un compagno di strada, di una voce inconfondibile incontrata nei modi più impensati. Chi ne ha incontrato le canzoni grazie ai dischi di un amico, di una vicina di casa, grazie al passaparola di una classe di liceo, e pure nelle parole appassionate di una professoressa di italiano dalla mente decisamente più aperta dei colleghi.
Tutti ci siamo ritrovati prima o poi a fare i conti con la sua arte. Era un poeta? Probabilmente sì, per chi arrivava da una scuola che con molto impegno e tanta retorica riusciva a fartela odiare sotto ogni forma, quel suo raccontare il mondo senza nasconderne nulla, le sue canzoni erano pura poesia. A dispetto di quel suo realistico umorismo che lo portava a rifiutare l’etichetta e definirsi altrimenti: «Benedetto Croce sosteneva che fino a 18 anni tutti scrivono poesie, poi quelli che continuano a farlo o sono poeti o sono cretini. Per non rischiare, preferirei chiamarmi cantautore».
Beato colui che sa resistere. Il fascismo non è solo quello di Mussolini. La vicenda delle Aquile Randagie e di don Giovanni Barbareschi
da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.
Per Davide, il mio secondo figlio, la veglia di Natale in Val Codera, è un appuntamento obbligatorio. Lui e don Roberto Pennati mi hanno spiegato che la Val Codera è una valle secondaria della Valchiavenna. Pochi borghi, compresi interamente nel Comune di Novate Mezzola, in provincia di Sondrio. Un giorno o l’altro dovrò decidermi a salire. Qui, tra il 1944 e il 1945, lo scoutismo italiano – sciolto per decreto dal fascismo una quindicina di anni prima – ha scritto una delle sue pagine più gloriose.
Tutto cominciò a san Donato. Memoria di Maresco Ballini, “figliolo” di don Lorenzo Milani
da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.
È morto il giorno di Natale, a 87 anni, dopo una vita intera passata a difendere, da sindacalista, i lavoratori e a custodire, in modo attivo, la memoria di don Lorenzo Milani. Il suo nome era Maresco Ballini e se ho capito qualcosa della straordinaria vicenda umana e spirituale del priore di Barbiana lo devo certamente ai molti incontri fatti con lui sui luoghi di don Lorenzo (nella foto in alto: don Lorenzo con Maresco Ballini, Luigi Cerbai e Olando Gensini a Roma a S. Giovanni in Laterano il 13 giugno 1950 in occasione dell’Anno Santo).
Usura e criminalità, piaghe da prevenire e affrontare anche sul piano pastorale. La lettera di mons. Delpini ai parroci
da Chiesadimilano.it, il Portale della Diocesi Ambrosiana.
L’Arcivescovo mons. Mario Delpini scrive a parroci e responsabili di Cp per sensibilizzarli su un fenomeno che ha assunto negli anni le dimensioni di una vera e propria emergenza sociale, sollecitandoli a una formazione specifica tramite la rete Caritas, a contattare le Forze dell’ordine ove necessario e a collaborare con la stessa Caritas e la Fondazione San Bernardino.
Bereshit 02 L’uomo dopo il peccato. Di rav Alfonso Arbib
Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.
La storia del monastero di Chevetogne. Intervista a padre Antoine Lambrechts a cura di Tudor Petcu
Nell’intervista a cura di Tudor Petcu, padre Antoine Lambrechts ci parlerà della storia del monastero di Chevetogne. Padre Antoine Lambrechts ha studiato filologia germanica e slava ad Anversa e Lovanio, teologia a Tessalonica, Lovanio e Roma, specializzandosi in Storia della Chiesa russa. E’ Sacerdote e monaco benedettino del monastero di Chevetogne (Belgio), dove è stato coredattore della rivista «Irenikon» e priore, attualmente è bibliotecario e redattore del bollettino «Lettre de Chevetogne». L’abbazia di Chevetogne è un’abbazia benedettina situata a Chevetogne, una zona a 11 km dal centro della città di Ciney, della Provincia di Namur nella regione di Vallonia in Belgio.
Il monastero presenta una particolarità, ossia di possedere due chiese, una chiesa di rito latino, dedicata a Gesù di Nazaret, e l’altra chiesa di rito bizantino dedicata all’esaltazione della Vera Croce. Questo monastero è unico ed è stato messo sotto il segno dell’ecumenismo, da parte del fondatore, Lambert Beauduin, anche se la Comunità è soltanto composta da monaci cattolici collegati all’Ordine di San Benedetto.
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Bereshit 01 Chi è l’uomo del primo peccato? Di rav Alfonso Arbib
Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.
Giovanni Battista Montini e le ACLI. Paolo VI: Il Papa dei dubbi, delle sconfitte e dei no
In confronto al predecessore Giovanni XXIII, che aveva goduto di una popolarità d’ampiezza internazionale, Paolo VI ebbe un’immagine pubblica diversa: apparve spesso come un pontefice più distaccato. Se Giovanni XXIII sembrò in molte situazioni gioviale e spontaneo, papa Montini si mostrò alla pubblica opinione dignitoso e riflessivo, e poté a volte apparire austero e controllato. Papa Montini aveva appreso dai suoi studi diplomatici l’attitudine alla mediazione, all’attesa della fisiologica sedimentazione delle emergenze; egli sembrò a qualcuno un valente temporeggiatore, secondo un’antica tradizione curiale. Non di rado la sua figura apparve alle opposte fazioni viziata da una sorta di timore della conflittualità e racchiusa in un’altèra rarefazione, che sfuggiva lo scontro frontale, da molti ritenuto inevitabile, con le opposizioni: che, su fronti distinti, presentavano riserve fra loro antagoniste.
Quello di Paolo VI fu quindi un destino particolarmente difficile perché fu chiamato a guidare la Chiesa in un mondo attraversato da sconvolgimenti sociali e fermenti rivoluzionari. In questo clima teso Papa Montini cercò il dialogo, provò a mediare e se necessario seppe anche tornare sulle proprie decisioni. Un atteggiamento che gli valse l’appellativo di “papa del dubbio”, e che finisce per scontentare tutti, dentro e fuori la Chiesa.


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