La Musica Copta

da Diocesicoptamilano.com, diocesi cristiana copta ortodossa di Milano.

Origini della musica copta

Gli egiziani furono i primi ad usare la musica e il canto in tutte le loro celebrazioni religiose nel santuario, dove presentavano sacrifici agli dei. Secondo gli Egizi la musica, la medicina e l’astronomia erano scienze e arti sacre ed erano legate tra di loro. Esse erano di fatto esclusive dei sacerdoti.
La musica copta, usata oggi nei riti della Chiesa, deriva direttamente dalla musica dell’epoca faraonica, alla quale vengono uniti il pensiero spirituale e la profondità teologica cristiana.

Nella prima Chiesa, durante le assemblee, i cristiani usavano il flauto; poi nel secondo secolo esso venne sostituito dai cembali, che tuttora si utilizzano insieme al triangolo per controllare il ritmo.
Essendo originarie, le melodie nella Chiesa Copta ebbero inizio con la nascita della Chiesa stessa. I loro ritmi vennero elaborati e stabiliti nell’era più illuminata spiritualmente: l’era apostolica, ossia l’era della piena effusione dei doni spirituali. I Padri della Chiesa di allora istituirono le prime linee liturgiche, con i canti e le melodie: quelli del giorno, quelli notturni, ordinari, festivi e quelli dei diversi periodi dell’anno.
Quando fu fondata la scuola teologica di Alessandria, oltre alle materie religiose vi si insegnavano anche la musica, la filosofia, la logica, la medicina e l’architettura.

Le melodie copte nella Chiesa

Le melodie copte sono stabilite in modo da esprimere i vari momenti vissuti dalla Chiesa, come:
– le melodie dei momenti di gioia;
– le melodie di vittoria che esprimono forza alimentata dal Cristo trionfante;
– le melodie di meditazione e preghiera che trasmettono riverenza e sensazione di bisogno della misericordia di Dio;
– le melodie del sacro digiuno che esprimono la sensazione di afflizione causata dal peccato commesso e trasmettono la speranza nell’amore paterno di Dio che ci concede il perdono;
– le melodie della settimana di Pasqua che esprimono malinconia e trasmettono lo spirito di speranza e trionfo;
– le melodie meste che ci fanno contemplare l’opera di
espiazione di Dio, la sua redenzione gratuita e l’anima affranta e segnata dal peccato.

Le melodie copte agli occhi del mondo

Oggi gli occhi del mondo sono puntati sul patrimonio delle melodie copte, che la Chiesa ha conservato per venti secoli tramandandolo di generazione in generazione oralmente e attraversando i tempi duri di persecuzione. E se il mondo guarda stupito i monumenti egizi che sono rimasti eretti per migliaia di anni, ammira con più stupore la musica copta, dicendo: “Come siete riusciti a conservare melodie che si muovono nell’aria e si spandono nei sentimenti per duemila anni, quando non c’era nessun modo per registrarle? E come sono rimaste nel cuore della Chiesa nei tempi in cui la nota musicale non era ancora conosciuta?”

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