L’immaginario animale. Una prospettiva induista

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Le pareti aggettanti e i portali monumentali d’ingresso dei templi induisti pullulano di raffigurazioni attinte dai diversi piani di esistenza: acquatico, terrestre e celeste; sono veri intarsi scolpiti nella pietra. La poesia abbonda di figure retoriche; ugualmente affollato appare il pantheon delle divinità, fino a sfiorare i trentasei milioni

È innegabile che il primo sguardo sull’induismo sembri l’elogio dell’horror vacui! Eppure, varcata la soglia, si riscopre un andamento fortemente centripeto dalla molteplicità della forma verso un’Unità originaria. Un moto che conduce a quell’Uno, variamente definito dai Testi sacri: l’Ekam sat del Rig-veda, il Tat o il Brahman delle Upanishad, il sostrato di tutto. Nello stesso passo vedico, i succitati trentasei milioni di dèi sono, invero, ricondotti a Uno senza secondo.

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Gli animali nel Nuovo Testamento

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Gli animali sono ben presenti nel Nuovo Testamento, dove in genere assumono un ruolo simbolico, sia esso positivo o negativo. Se certo non faceva parte di quella cultura la sensibilità animalista che si sta sviluppando oggi, questo non ci impedisce di cogliere, soprattutto dietro alcune parole di Gesù, attenzione e amore per il creato.

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Gli animali nell’Islam

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Nel Corano vari passi parlano di animali. Alcuni aiutano al pentimento dell’essere umano davanti al peccato, altri si fanno metafora della bellezza di tutto il creato. Tuttavia, il messaggio più importante è che l’uomo è il luogotenente del Creatore, l’unico vero custode della Vita, compito che deve essere svolto con grande responsabilità.

È interessante notare che il testo coranico non solo cita diversi animali, ma addirittura intitola loro cinque capitoli (sure). Il secondo capitolo, che è anche il più lungo in assoluto, si chiama La giovenca, il capitolo 16 Le api, il 27 è dedicato a Le formiche, il 29 è il capitolo de Il ragno, mentre il 105 è intitolato a L’elefante. Il sesto capitolo, Gli armenti, invece comprende tutte le specie a quattro zampe.

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Il pianeta muore, pentiamoci e muoviamoci!

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

La Comunione mondiale delle chiese riformate (Wcrc), organismo che riunisce circa ottanta milioni di cristiani riformati presenti in numerosi paesi del mondo uniti nell’azione a favore dell’unità della Chiesa, dei diritti umani, della giustizia economica, ha diramato un documento dedicato all’emergenza climatica. Un versetto biblico (Genesi 2:15) accompagna il testo: «Il Signore Dio prese l’uomo e lo mise nel Giardino dell’Eden perché lo coltivasse e lo custodisse».

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Oltre i precetti. Gli animali nella tradizione ebraica

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La tradizione ebraica considera gli animali esseri senzienti, dotati di un’anima. Perciò viene più volte riaffermato il principio di evitare, se possibile, di provocar loro dolore. I grandi leader biblici furono pastori e quella fu la loro “palestra” per guidare il popolo. La sfida è di confrontarsi con chi, umano o animale, non ha voce e non ha potere di opporsi.

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#SantoDelGiorno di Giovanni Scifoni – 23 settembre – San Pio da Pietralcina. Cosa succede davvero nel confessionale?

Dalla pagina facebook di Giovanni Scifoni, attore, scrittore, regista teatrale.

Prendo sempre in prestito solo alcuni aspetti della vita dei santi per innescare riflessioni di vario genere, la profondità di spirito e l’eroismo di questi grandi uomini. Il nostro Santo Del Giorno è un’esperimento creativo che nasce dalla gratitudine. I santi ispirano la vita e le scelte della nostra famiglia, da sempre.

Giovanni Scifoni

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Contemplare il volto di Dio: 4) Il volto del Dio del tempio. Di Rosanna Virgili

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Rosanna Virgili ci offre dieci schede per la meditazione invitando a contemplare il volto di Dio e aiutando a riflettere sul modo in viviamo questo nostro tempo.

4. Il volto del Dio del tempio. Un tempio profanato

Nell’anno sesto, nel sesto mese, il cinque del mese, mentre mi trovavo in casa e dinanzi a me sedevano gli anziani di Giuda, la mano del Signore Dio si posò su di me  e vidi qualcosa dall’aspetto d’uomo: da ciò che sembravano i suoi fianchi in giù, appariva come di fuoco e dai fianchi in su appariva come uno splendore simile al metallo incandescente. Stese come una mano e mi afferrò per una ciocca di capelli: uno spirito mi sollevò fra terra e cielo e in visioni divine mi portò a Gerusalemme, all’ingresso della porta interna, che guarda a settentrione, dove era collocato l’idolo della gelosia, che provoca gelosia. Ed ecco, là era la gloria del Dio d’Israele, simile a quella che avevo visto nella valle.

Mi disse: “Figlio dell’uomo, alza gli occhi verso settentrione!”. Ed ecco, a settentrione della porta dell’altare l’idolo della gelosia, proprio all’ingresso. Mi disse: “Figlio dell’uomo, vedi che cosa fanno costoro? Guarda i grandi abomini che la casa d’Israele commette qui per allontanarmi dal mio santuario! Ne vedrai altri ancora peggiori”. 

Mi condusse allora all’ingresso del cortile e vidi un foro nella parete. Mi disse: “Figlio dell’uomo, sfonda la parete”. Sfondai la parete, ed ecco apparve una porta. Mi disse: “Entra e osserva gli abomini malvagi che commettono costoro”.  Io entrai e vidi ogni sorta di rettili e di animali obbrobriosi e tutti gli idoli della casa d’Israele raffigurati intorno alle pareti. Settanta anziani della casa d’Israele, fra i quali vi era Iaazania, figlio di Safan, ritto in mezzo a loro, stavano davanti ad essi, ciascuno con il turibolo in mano, mentre il profumo saliva in nubi d’incenso. Mi disse: “Hai visto, figlio dell’uomo, quello che fanno gli anziani della casa d’Israele nelle tenebre, ciascuno nella stanza recondita del proprio idolo? Vanno dicendo: “Il Signore non ci vede, il Signore ha abbandonato il paese””. Poi mi disse: “Vedrai che si commettono abomini peggiori di questi”.

Mi condusse all’ingresso della porta del tempio del Signore che guarda a settentrione e vidi donne sedute che piangevano Tammuz.  Mi disse: “Hai visto, figlio dell’uomo? Vedrai abomini peggiori di questi”.

Mi condusse nel cortile interno del tempio del Signore; ed ecco, all’ingresso dell’aula del tempio, fra il vestibolo e l’altare, circa venticinque uomini, con le spalle voltate al tempio e la faccia a oriente che, prostrati, adoravano il sole. Mi disse: “Hai visto, figlio dell’uomo? Come se non bastasse per quelli della casa di Giuda commettere simili abomini in questo luogo, hanno anche riempito il paese di violenze, per provocare la mia collera. Eccoli, vedi, che si portano il ramoscello sacro alle narici. Ebbene, anch’io agirò con furore. Il mio occhio non avrà pietà e non avrò compassione: manderanno alte grida ai miei orecchi, ma non li ascolterò”.

Ez 8,1-18

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Epopea di Gilgamesh

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

La trasmissione Uomini e profeti di Radio Tre Rai ha dedicato nella sezione domenicale Questioni due puntate a Gilgamesh.

Gilgamesh 1 – Colui che vide le profondità della terra

Gabriella Caramore dialoga con Lorenzo VerderameJean – Louis SkaAmerico Sbardella

Gilgamesh 2 – L’umanità recisa

Gabriella Caramore dialoga con Lorenzo VerderameJean – Louis SkaAmerico Sbardella

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4 modi in cui i genitori annoiano i loro figli fino a portarli fuori dal cristianesimo

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

In questi giorni in cui riprendono gli studi, molte chiese ortodosse si attivano per riaprire i propri programmi di scuola domenicale per i bambini, in vista di una loro educazione cristiana. Il portale Pravmir ha pensato anche di darci un avvertimento ospitando un articolo dell’autrice ed educatrice evangelica americana Natasha Crain, che ci aiuta a riflettere se proprio questo programma di scuole domenicali ripetitive, assieme a un’assenza di conversazioni con i figli sui temi di fede che li potrebbero davvero motivare, non faccia in realtà poco bene e molto male ai bambini, portandoli fuori della vita della Chiesa come effetto di semplice noia. Vi presentiamo la traduzione italiana dell’articolo di Natasha Crain.

Il momento clou della mia estate è stata una vacanza in famiglia nel parco nazionale di Kings Canyon. Dietro il nostro campeggio scorreva un fiume meraviglioso al quale sono tornata più volte nel corso del nostro viaggio. Ogni volta che ci andavo, mi sedevo e meditavo sulle “grandi domande” della vita. C’è qualcosa nella maestosità del creato che fa nascere un profondo senso di timore reverenziale su chi è Dio, cosa ha fatto, chi siamo noi e il senso della vita.

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Un patrono per l’Amazzonia, un martire della carità. La storia di padre “Lele” Ramin

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

La richiesta viene da 200 vescovi brasiliani. In una lettera al papa chiedono un patrono per l’Amazzonia e per l’imminente Sinodo che si sta per celebrare. Nel testo supplicano Francesco di riconoscere come martire padre Ezechiele Ramin, comboniano, originario di Padova, ucciso nel 1985 mentre era impegnato a difendere i diritti delle comunità senza terra, nella diocesi di Cacoal, nello Stato brasiliano di Rondonia, venuto recentemente alle cronache per gli spaventosi incendi nella foresta amazzonica dello scorso mese appiccati da chi vuole disboscare illegalmente i terreni e renderli adatti all’agricoltura o all’allevamento, aumentandone così il valore.

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Nulla è scarto, nella visione biblica del Creato

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Dal 1 settembre al 4 ottobre le chiese sono invitate a partecipare al “Tempo del Creato”, periodo liturgico osservato in tutto il mondo per riflettere, pregare insieme e agire per la salvaguardia del Creato Anche quest’anno è stato prodotto un dossier con materiali biblici e liturgici dalla Commissione Globalizzazione e ambiente (GLAM) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI).

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Bereshit 25 Un pezzo di terra da comprare. Di rav Alfonso Arbib

Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.

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Huldrych Zwingli (1484 – 1531)

da Nev.it, Notizie EVangeliche Agenzia Stampa della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.

Huldrych Zwingli è nato in Svizzera il 1° gennaio 1484, a Wildhaus, ed è morto l’11 ottobre 1531 nella battaglia di Kappel am Albis, nello scontro armato fra cantoni protestanti e cattolici. Ordinato a Costanza nel 1506, viene scomunicato venti anni dopo per le sue posizioni riformate. Nell’aderire alla Riforma portandone i temi e le istanze nella Svizzera dei cantoni, Zwingli diventa sempre più influente per le sue posizioni e le dispute teologiche in cui, fra l’altro, predica la superiorità della Bibbia rispetto all’autorità e alla tradizione ecclesiastica.

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L’acacia del deserto e l’Arca dell’alleanza

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Due parashot dopo quella della concessione dei Comandamenti il Signore comanda a Mosé di costruire l’Arca dove deporre le Tavole consegnategli sul Monte Sinai. Nell’ambiente arido del deserto attraversato dagli ebrei il materiale da costruzione scarseggiava, ma il Signore indirizzò Mosé verso l’albero (quasi unico) che cresceva nel deserto l’acacia (Shittim). L’acacia ha molte spine lunghe che spuntano dagli ampi rami. I rami di solito si intrecciano con quelli delle acacie vicine formando fitte macchie; questo indubbiamente spiega il perché della forma plurale shittìm usata quasi sempre nel Tanak.

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Un ricordo di Alda Merini a dieci anni dalla morte

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Dieci anni fa, il primo novembre del 2009, moriva a Milano Alda Merini. La vogliamo ricordare con questa intervista fatta qualche anno prima.

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Così, in una splendida poesia, Alda Merini parla di sé. L’ho sempre letta e seguita e mi intrigava conoscere quella che, a giudizio di moltissimi, è la più grande poetessa del nostro paese, più volte candidata al Nobel per la letteratura. E così un giorno mi sono recato ai Navigli, la zona di Milano dove abita.

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Morti nere, non bianche

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

«Sono oltre 600 i morti sul lavoro dall’inizio dell’anno. Un bollettino di guerra e una “mattanza” quotidiana che non conosce soste. Le chiamano “le stragi nell’indifferenza” e mai parole furono più vere. Morti che avvengono, dicono, per “tragiche fatalità”. Non esistono “fatalità”, solo responsabilità», afferma Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza a Firenze.

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Pavel Evdokimov: il mondo luogo dello spirito

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

da Uomini e Profeti Radio3 Rai Domenica 29 giugno 2014

Gabriella Caramore dialoga con Flaminia Morandi e Adalberto Mainardi

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Bestiario biblico

da Dondoglio.wordpress.com, il blog di don Claudio Doglio.

Proponiamo un ciclo di 12 catechesi (unificate) di don Claudio Doglio tenute durante le celebrazioni della settimana biblica alla Certosa di Pesio 6-12 agosto 2017.

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