Le tre passioni di Paolo VI

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo.

In questi giorni Papa Francesco ha tenuto il concistoro pubblico durante il quale ha annunciato le date e i luoghi decisi per la canonizzazione di alcuni beati tra i quali Paolo VI e Oscar Arnulfo Romero (14 ottobre a Roma – ndr.). Monsignor Guido Mazzotta, decano della facoltà di Filosofia alla Pontificia Università Urbaniana, è stato relatore della causa per Giovan Battista Montini ed ha lavorato alla “positio” fin dal 1999. Ci riceve nella sua abitazione nel rione Monti, accanto alla chiesa dedicata alla Madonna, per approfondire la figura di questo grande Papa, a volte incompreso.

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La devozione mariana nella storia della Chiesa. Una conferenza e un articolo di don Saverio Xeres

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

La devozione mariana non è soltanto un elemento costante della vita della Chiesa nei suoi duemila anni di storia; essa può essere a buon diritto considerata come un punto di osservazione profondo, interiore, dello spirito ecclesiale, dei suoi sviluppi e delle sue involuzioni. Maria, infatti, è l’immagine e il modello della Chiesa.

Più precisamente, modello della “forma” primitiva della Chiesa, quella delle origini: di qui l’intensificarsi del richiamo a Maria durante le fasi di maggiore tensione riformatrice della vicenda ecclesiale.

Conferenza di mons. Saverio Xeres tenuta alle Religiose della diocesi di Como il 25 aprile 2018 presso la casa dei Padri Missionari Saveriani a Tavernerio (Como)

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Oeconomicae et pecuniariae quaestiones. Considerazioni per un discernimento etico circa alcuni aspetti dell’attuale sistema economico-finanziario

Proponiamo il documento di due dicasteri vaticani, la Congregazione per la dottrina della fede e il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, per aiutare ad “elaborare nuove forme di economia e finanza, le cui prassi e regole siano rivolte al progresso del bene comune e rispettose della dignità”. 

Esso vuole rispondere alla necessità “di intraprendere una riflessione etica circa taluni aspetti dell’intermediazione finanziaria, il cui funzionamento, quando è stato slegato da adeguati fondamenti antropologici e morali, non solo ha prodotto palesi abusi ed ingiustizie, ma si è anche rivelato capace di creare crisi sistemiche e di portata mondiale”.

Il cuore del documento è articolato in due capitoli, dedicati ad enucleare “elementari considerazioni di fondo” per poi formulare alcune ben dettagliate “puntualizzazioni nel contesto odierno”.

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Don Renzo Scapolo: un documentario, un ricordo, un’intervista in cui racconta la sua vita

Ad un anno dalla morte di don Renzo Scapolo, sacerdote della diocesi di Como da sempre impegnato accanto agli ultimi, proponiamo alcuni video e testi che lo riguardano: un inedito documentario con immagini realizzate da don Renzo stesso durante gli anni in Bosnia, un servizio di Teleunica trasmesso un anno fa con un’intervista a Giorgio Nana, volontario in ex Jugoslavia, che ricorda don Renzo e i suoi tanti viaggi ed iniziative, che hanno coinvolto anche tanti valtellinesi, infine un’intervista realizzata da Francesco Papafava, Stefano Mainoni e pubblicata sul sito Unacitta.it ad inizio 2004 in cui don Renzo racconta la propria vita dall’infanzia. 

«Don Renzo Scapolo». Il documentario con i video rimasterizzati dagli amici di Sprofondo

da Settimanalediocesidicomo.it, Il Settimanale della diocesi di Como online.

A un anno dalla morte di don Renzo Scapolo, pubblichiamo un video inedito, che raccoglie una serie di immagini rimasterizzate a cura dell’Associazione Sprofondo. Nella seconda parte di questo interessante mini-documentario ci sono due interviste di don Renzo su Rai3 e con la Televisione della Svizzera Italiana. Nella prima parte, invece, tutte immagini realizzate e girate in prima persona da don Renzo, con la sua voce narrante.

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Gesù e il lavoro

da Pretioperai.it, il sito dell’archivio e della rivista dei PO.

Non sono mai stato in terra santa. Finora, per come si è configurato il mio credere, non ho avvertito l’impulso interiore per decidermi a questo viaggio. Però vi è un luogo della Palestina dove con la mente ho sostato a lungo nella mia infanzia di prete: gli anni ’60, quando fresco di ordinazione, ultimati gli studi teologici, ho scoperto che dovevo ricominciare. Ricominciare dal Concilio, cambiando i paradigmi sui quali si era configurato il mio “sacerdozio”. E anche ricominciare da Nazareth.

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La resistenza spirituale al vuoto nella Chiesa e nella società. Relazione di Giovanni Bianchi nel settembre 2008 a Mosca

Il rapporto tra le ACLI della Lombardia (in particolare con quelle provinciali di Como e il circolo di Arosio) con la Russia e la fraternità della Trasfigurazione (insieme di gruppi e di comunità ortodosse che riuniscono sia a Mosca, che in altre località russe, sia all’estero persone di diverse età, professioni e provenienze) dura ormai da molti anni. 

Nel 2001 e nel 2002 due delegazioni delle ACLI lombarde, tra cui anche diversi membri del Circolo ACLI di Arosio e delle ACLI di zona di Cantù, si sono recate a Mosca per riprendere i contatti iniziati nel decennio precedente e poi affievolitisi. In molti viaggi effettuati, oltre alle ACLI hanno partecipato anche membri della Caritas Decanale di Cantù, della CISL regionale e rappresentanti di gruppi locali parrocchiali e non.

Nel giugno 2004 e poi nel giugno 2006 sono stati effettuati altri viaggi che hanno permesso di allargare e conoscere meglio l’esperienza di Sretenie anche presso altre fraternità russe. In particolare, oltre a quella di Mosca, sono state visitate altre comunità: quella di Pietroburgo, quella di Arkhangelsk e quella di Tver’. L’accoglienza è stata molto cordiale e sempre molto alta è stata la loro capacità di trasmetterci amicizia, di farci sentire a nostro agio, oltre che il desiderio di conoscere la nostra realtà italiana. Soprattutto nei momenti di preghiera abbiamo sentito quei legami che uniscono la nostra comune fede nel Signore e di questi momenti se ne è avuta una maggior quantità e profondità durante la partecipazione al pellegrinaggio sulle isole Solovievski compiuto con la fraternità di Arkangelsk nei mesi di Agosto 2004 e 2009.

Nell’agosto 2007 e nel Settembre 2008 Giovanni Bianchi ha poi partecipato ai Convegni internazionali di Mosca con le seguenti rispettive relazioni “Conciliarità e solidarietà sociale”, e “La resistenza spirituale al vuoto nella Chiesa e nella società“. 

Proponiamo il testo della relazione presentata da Giovanni a Mosca nel settembre 2008 dal titolo “La resistenza spirituale al vuoto nella Chiesa e nella società” (già pubblicata sia su Acliarosio.it, il sito del circolo ACLI “Antonio Ballabio” di Arosio, che su Circolidossetti.it, Circoli Dossetti, eremo e metropoli), memoria del percorso di conoscenza reciproca e di ricerca ecumenica su come il cristiano sta nella società.

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“Cammino di introduzione al Corano ed all’Islam” di fratel Ignazio De Francesco della comunità di Monte Sole. Incontro n. 1 (15 aprile 2015)

da Famigliedellavisitazione.it, il sito dell’Associazione di fedeli della diocesi di Bologna “Famiglie della Visitazione”.

Mercoledì 15 aprile 2015, secondo il programma annunciato (v. post), si è tenuto presso la parrocchia di S. Antonio alla Dozza (Bologna) il primo incontro per un “cammino di introduzione al Corano ed all’Islam”

Relatore:
fratel Ignazio De Francesco della comunità di Monte Sole.

Di seguito pubblichiamo la registrazione audio, un resoconto sintetico dell’incontro ed una piccola galleria fotografica.

Introduzione al Corano e all’Islam di Ignazio De Francesco. Incontro n. 1 – file audio

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Achille Grandi, un uomo di fede. 1901-1913 Como: L’inizio dell’impegno sindacale e il lavoro alla Direzione Diocesana Comense

Sto con tutti e son di nessuno. Se mi apparto non sono un cristiano; se non soffro insieme a tutti, non sono un cristiano; se non vivo la storia che passa, non sono un cristiano. Chi diserta non si salva: vince solo chi accetta di combattere a qualsiasi condizione. Non può esistere un cristiano neutrale. […] Se cerco di giustificarmi, col vangelo, di non amare il mio tempo e di non patire per la sua salvezza, so che bestemmio il vangelo.

Primo Mazzolari

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L’incontro con il Vangelo e i poveri. Intervista a don Giovanni Nicolini

Don Giovanni Nicolini, fondatore della comunità “Famiglie della Visitazione” legata alla Piccola Famiglia dell’Annunziata fondata da don Giuseppe Dossetti e assistente spirituale delle ACLI a livello nazionale, intervistato alla trasmissione Soul di Tv 2000.

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Cristiani e musulmani: fede e libertà dentro la città plurale

da Oasiscenter.eu, il sito della fondazione Oasis, cristiani e musulmani nel mondo globale.

Proponiamo la trascrizione integrale dell’intervento del Cardinal Scola alla presentazione del numero 26 di Oasis a Tempo di Libri, il 10 marzo 2018 a FieraMilanoCity.

In un momento in cui il jihadismo accusa il colpo delle sconfitte militari, è cruciale tornare a parlare di libertà: solo così si indebolirà il fondamentalismo.

Se il tema dall’ultimo numero di Oasis, Musulmani, fede e libertà, può apparire lontano dalle nostre preoccupazioni quotidiane, il sottotitolo – Perché questa è la vera questione del futuro (più del terrorismo) – dovrebbe fugare ogni impressione di astrattezza. Qualcuno – mi hanno detto – lo ha definito coraggioso; ma prima che coraggioso, credo che sia drammaticamente realistico, perché il grande e irrisolto nodo da cui scaturiscono tante tensioni nel mondo musulmano, fino alla tragedia del jihadismo, è proprio l’assenza di libertà. Senza libertà in particolare continuerà a riproporsi la tragica alternativa tra governo autoritario o dittatura religiosa che stritola le Chiese cristiane, per il cui sostegno è nata Oasis, ormai più di 12 anni fa.

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A 30 anni dalla sua morte. Ritratto di Balthasar

da Theologicalmind.wixsite.com, Theological mind: theology notes, il blog di Fabio Cittadini.

La nostra parola iniziale si chiama bellezza. La bellezza è l’ultima parola che l’intelletto pensante può osare di pronunciare, perché essa non fa altro che incoronare, quale aureola di splendore inafferrabile, il duplice astro del vero e del bene e il loro indissolubile rapporto. Essa è la bellezza disinteressata senza la quale il vecchio mondo era incapace di intendersi, ma la quale ha preso congedo in punta di piedi dal moderno mondo degli interessi, per abbandonarlo alla sua cupidigia e alla sua tristezza. Essa è la bellezza che non è più amata e custodita nemmeno dalla religione, ma che, come maschera strappata dal suo volto, mette allo scoperto dei tratti che minacciano di riuscire incomprensibili agli uomini. […] Chi, al suo nome, increspa al sorriso le labbra, giudicandola come il ninnolo esotico di un passato borghese, di costui si può essere sicuri che – segretamente o apertamente – non è più capace di pregare e, presto, nemmeno di amare.

Hans Urs Von Balthasar

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Tre interviste a padre Camillo De Piaz

A cento anni dalla nascita di padre Camillo De Piaz proponiamo, oltre al breve profilo biografico apparso su Settimanalediocesidicomo.it, anche tre interviste: la prima, a cura di Paolo Tognina all’interno del filmato “Camillo De Piaz, un prete sulla frontiera”, realizzato nel 2008 per la rubrica Segni dei Tempi della Radio Televisione della Svizzera italiana, la seconda pubblicata sul mensile Una città nel 2004 mentre la terza, realizzata nel 2001 sul tema della memoria, è sul sito di Federico Bario. Segnaliamo anche il sito Camillodepiaz.it, a cura di Bruno Ciapponi Landi.

Cento anni dalla nascita di padre Camillo De Piaz

da Settimanalediocesidicomo.it

Sono passati cent’anni dalla nascita di Camillo De Piaz, avvenuta a Madonna di Tirano il 24 febbraio 1918; una lunga vita (muore nel gennaio del 2010) passata nel segno della coerenza e della fedeltà: coerenza anzitutto ai valori maturati negli anni di guerra, dopo essere stato assegnato, nel 1941, giovane padre servita, al convento di San Carlo a Milano; con lui, è l’amico di una vita, David Maria Turoldo. Insieme fanno del convento un punto di riferimento dell’antifascismo e della Resistenza milanese, così ricordato da Alda Merini: «Allora, in quella Milano di macerie, Davide e Camillo erano la luce di una città”.

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Un’esperienza pastorale. Intervista a padre Pio Parisi a cura di Giuseppe Trotta – Bailamme n° 27 gennaio-dicembre 2001

da Incontripioparisi.it, Incontri Pio Parisi, discernimento e solidarietà.

Pubblichiamo la lunga intervista a padre Pio Parisi rilasciata a Giuseppe Trotta: “Una esperienza pastorale – Intervista a Padre Pio Parisi curata da Giuseppe Trotta”, pubblicata sulla rivista Bailamme nº 27/2001. Ne esce un profilo dettagliato della vita e della storia umana e spirituale dello storico assistente nazionale delle ACLI. Bailamme è stata una rivista semestrale di spiritualità e politica nata nel 1987, diretta da Giovanni Bianchi, coordinata da Giuseppe Trotta e edita dalla casa editrice Marietti. Tra i suoi redattori: Salvatore Natoli, Mario Tronti, Bepi Tomai, Romana Guarnieri, Luisa Muraro, Rosetta Stella, Emma Fattorini, Paolo Ridella, Eugenio Massa e Vittorio Tranquilli.

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Don Lorenzo Milani fuori dai cliché

Qui trovi tutti gli articoli della serie Don Lorenzo Milani pubblicati su La bottega di Nazareth.

Che vergogna! Essere stati contemporanei di papa Giovanni, di don Mazzolari, di don Milani; anzi, essere stati loro amici e commensali, e non avere imparato. E non esserci convertiti. Ed essere quelli di sempre. Peggio di sempre!.

Così scriveva p. David M. Turoldo iniziando la prefazione ad una delle più famose biografie di don Lorenzo Milani, quella scritta da Neera Fallaci nel 1974. La citazione pone una accanto all’altra tre figure piuttosto diverse della storia della Chiesa italiana del XX secolo; diverse ma incluse dalla letteratura divulgativa e dalla produzione cinematografica o televisiva nella medesima categoria: il contestatore controcorrente, il profeta solo perseguitato un mondo bieco e arcigno, il santo illuminato che con pochi comprimari fedeli anticipa i tempi e rivoluziona.

Oggi don Milani, nel cinquantesimo dalla morte e mentre la sua figura, insieme a quella di don Primo Mazzolari, riemerge dall’oblio mediatico sulle labbra di papa Bergoglio, rischia di restare intrappolato o nell’icona ideologica in cui è stata rinchiuso spesso in questi anni (divenendo anche miniera per chi cercava citazioni e slogan da usare a proprio uso e consumo) o di essere avvolto nella patina agiografica di un bel santino.

A queste trappole si sfugge in un solo modo: studiando la sua storia e il suo pensiero approfonditamente, cogliendone le originalità ma anche il contesto storico ed ecclesiale, famigliare e formativo, inquadrandolo come uomo, come prete e come maestro.

Proponiamo una serie di brevi articoli sulla figura del sacerdote fiorentino cercandone gli elementi di specificità da cui nasce la sua singolare vicenda, ovvero le origini e la formazione ricevuta in famiglia e quella avuta in seminario; quindi gli elementi di contestualizzazione nella realtà ecclesiale nazionale e locale del periodo; passo ulteriore sarà l’analisi della spiritualità e della teologia sottesa al modello pastorale seguita dalla trattazione delle principali e più originali caratteristiche espressive di tale modello.

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Don Lorenzo Milani: dentro la riforma ecclesiale. Don Milani e il Concilio Vaticano II

Il Papa ha chiamato i Vescovi a dialogo, perché il Vescovo chiamasse a dialogo i parroci, il parroco i parrocchiani lontani e vicini. Se manca un solo anello di questa catena il messaggio di Giovanni XXIII e il Concilio non raggiungono il loro scopo.

don Bruno Borghi e don Lorenzo Milani

Quale rapporto si può stabilire tra don Lorenzo Milani (e tutto ciò che rappresenta) e l’evento del Concilio Vaticano II, annunciato quando il prete fiorentino è da cinque anni a Barbiana, organizzato e celebrato nei periodi più fecondi e impegnativi della scuola popolare e con la malattia che lenta ma inesorabile avanzava? Riformatore, precursore, anticipatore?  Continua a leggere

Carlo Maria Martini, profeta del Novecento

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

“Carlo Maria Martini è stato importante come un Papa, più di un Papa. Ci sono stati momenti della Storia della Chiesa Italiana, come dopo la morte di Giovanni Paolo II, in cui sembrò che potesse diventare Pontefice, ma poi si trovarono soluzioni diverse e Papa non lo divenne mai.

Ma per una parte di italiani, per una parte di cattolici, di ferventi cattolici, quel gesuita, biblista, grande studioso, cardinale di Milano e pastore di Milano in uno dei momenti più difficili della storia del Paese, alla fine del ‘900, la stagione di Mani Pulite, i tormenti di quella che era stata definita la capitale morale del nostro Paese, Martini fu il punto di riferimento, non solo della città, ma in qualche modo dell’Italia intera”.

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Alexander di Monaco, il santo della Rosa Bianca

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Dal 5 febbraio 2012 è venerato martire dalla Chiesa ortodossa tedesca come sant’Alexander di Monaco, al secolo Alexander Schmorell, uno dei “ragazzi” della Rosa Bianca, i giovani che si ispiravano a Romano Guardini. E da quel momento in Germania sono in molti ad aspettarsi che anche la Chiesa cattolica – in clima di dialogo ecumenico – a 75 anni dalla morte segua la medesima strada per Willi Graf, l’unico cattolico del gruppo.

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