Giovanni Battista Montini e le ACLI. Il “Movimento sociale dei lavoratori cristiani”: Espansione, fedeltà e ricerca di identità

Dopo l’attentato alla vita di Palmiro Togliatti del 14 luglio e lo sciopero generale proclamato dalla Cgil, la corrente sindacale cristiana e le Acli sono ormai pronte a decretare la scissione che è nell’aria da tempo. Il congresso straordinario del 15-18 settembre 1948 dà via libera alla costituzione di una nuova esperienza sindacale che si sviluppa, sotto l’impulso di Giulio Pastore, su principi di indipendenza e non confessionalità: la Libera Cgil, che dal 1950 assume il nome di Cisl.

20180910 Paolo VI e acli 1

Le Acli, alla cui guida viene confermato Storchi, si danno la nuova definizione statutaria di “movimento sociale dei lavoratori cristiani”.

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“Comunità accoglienti, uscire dalla paura”. Lettera della Commissione per le Migrazioni della CEI alle comunità cristiane

Lo scorso 20 maggio la Commissione Episcopale per le Migrazioni della CEI ha indirizzato alle comunità cristiane la lettera “Comunità accoglienti, uscire dalla paura”. Il documento arriva in occasione del 25° anniversario del precedente, “Ero forestiero e mi avete ospitato” (1993). Il testo, a fronte del movimento migratorio, invita a passare dalla paura all’incontro, dall’incontro alla relazione, dalla relazione all’interazione.

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E se davvero ripartissimo da Sturzo?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Le parole del cardinale Bassetti all’Assemblea generale della Cei sfuggono alle tentazioni del pulpito e della geremiade rispetto all’attuale contesto politico sociale dell’Italia nel 2018. Il cardinale alla facile – “non difficile” dice lui – denuncia di quello che non va, sostituisce tre domande che val la pena rilanciare: “Ma non credete, cari Confratelli, che anche nel contesto attuale ci siano ragioni fondate per dire che la partita non è persa? Non credete che le radici siano buone e il Paese più sano di come spesso lo si dipinga? Non credete che, non solo non siamo semplicemente allo sbando o alla deriva, ma ci sia ancora tanta disponibilità per il bene comune?”

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Chiesa e mafia: il cacio e i topi

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Voglio segnalare, dal blog monotematico «Mafie» curato dal giornalista Attilio Bolzoni sul portale di «Repubblica», un’interessante serie (tuttora in corso) sui rapporti tra mafia e fede.

Vi si apprendono cosa interessanti, al di là dei riferimenti al “solito” cardinal Ruffini (arcivescovo di Palermo negli anni Cinquanta e Sessanta) e ad altre figure ecclesiastiche più o meno legate – se non addirittura affiliate – a Cosa Nostra: don Agostino Coppola, che sposò Totò Riina in latitanza o fra Giacinto Castronovo detto “fra Lupara”… Cose di cui restare perplessi come cattolici, ma pure luminosi esempi di riscatto e coraggio: da don Puglisi al giudice Livatino, dalla “scomunica” di Giovanni Paolo II ad Agrigento – giusto 25 anni fa – a quella di papa Francesco.

Vorrei però risalire dall’aneddotica spicciola portando alla riflessione comune alcune delle questioni sollevate dai vari autori nel blog stesso, in quanto ritengo che la nostra posizione di cattolici italiani navighi ancora – generalmente parlando – in varie ambiguità, allorché si parla di criminalità organizzate. Ecco dunque qualche spunto.

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Messaggio CEI per la giornata del lavoro 2018: “Quantità, qualità e dignità del lavoro è la grande sfida dei prossimi anni”

“La quantità, qualità e dignità del lavoro è la grande sfida dei prossimi anni per la nostra società nello scenario di un sistema economico che mette al centro consumi e profitto e finisce per schiacciare le esigenze del lavoro”, scrivono i Vescovi italiani nel Messaggio della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace in vista del 1° maggio. Nel Messaggio vengono individuate “tre urgenze fondamentali”: rimozione degli ostacoli per chi il lavoro lo crea, istituzioni formative all’altezza delle sfide, una rete di protezione per i soggetti più deboli.

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La resistenza spirituale al vuoto nella Chiesa e nella società. Relazione di Giovanni Bianchi nel settembre 2008 a Mosca

Il rapporto tra le ACLI della Lombardia (in particolare con quelle provinciali di Como e il circolo di Arosio) con la Russia e la fraternità della Trasfigurazione (insieme di gruppi e di comunità ortodosse che riuniscono sia a Mosca, che in altre località russe, sia all’estero persone di diverse età, professioni e provenienze) dura ormai da molti anni. 

Nel 2001 e nel 2002 due delegazioni delle ACLI lombarde, tra cui anche diversi membri del Circolo ACLI di Arosio e delle ACLI di zona di Cantù, si sono recate a Mosca per riprendere i contatti iniziati nel decennio precedente e poi affievolitisi. In molti viaggi effettuati, oltre alle ACLI hanno partecipato anche membri della Caritas Decanale di Cantù, della CISL regionale e rappresentanti di gruppi locali parrocchiali e non.

Nel giugno 2004 e poi nel giugno 2006 sono stati effettuati altri viaggi che hanno permesso di allargare e conoscere meglio l’esperienza di Sretenie anche presso altre fraternità russe. In particolare, oltre a quella di Mosca, sono state visitate altre comunità: quella di Pietroburgo, quella di Arkhangelsk e quella di Tver’. L’accoglienza è stata molto cordiale e sempre molto alta è stata la loro capacità di trasmetterci amicizia, di farci sentire a nostro agio, oltre che il desiderio di conoscere la nostra realtà italiana. Soprattutto nei momenti di preghiera abbiamo sentito quei legami che uniscono la nostra comune fede nel Signore e di questi momenti se ne è avuta una maggior quantità e profondità durante la partecipazione al pellegrinaggio sulle isole Solovievski compiuto con la fraternità di Arkangelsk nei mesi di Agosto 2004 e 2009.

Nell’agosto 2007 e nel Settembre 2008 Giovanni Bianchi ha poi partecipato ai Convegni internazionali di Mosca con le seguenti rispettive relazioni “Conciliarità e solidarietà sociale”, e “La resistenza spirituale al vuoto nella Chiesa e nella società“. 

Proponiamo il testo della relazione presentata da Giovanni a Mosca nel settembre 2008 dal titolo “La resistenza spirituale al vuoto nella Chiesa e nella società” (già pubblicata sia su Acliarosio.it, il sito del circolo ACLI “Antonio Ballabio” di Arosio, che su Circolidossetti.it, Circoli Dossetti, eremo e metropoli), memoria del percorso di conoscenza reciproca e di ricerca ecumenica su come il cristiano sta nella società.

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Cantieri di LavOro nei territori ed ecologia integrale secondo la Laudato Sì’

da Lavoro.chiesacattolica.it, Ufficio nazionale per il problemi sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana.

Da giovedì 1° a sabato 3 marzo si è svolto a Salerno il 3° Seminario nazionale di pastorale sociale, sul tema Dopo la 48ª Settimana sociale di Cagliari: cantieri di lavoro nei territori ed ecologia integrale secondo la Laudato si’.

Dopo la Settimana sociale celebrata ad ottobre scorso, gli incaricati delle diocesi italiane, i referenti del “Progetto Policoro” e del progetto “Cercatori di LavOro” si sono ritrovati per dare seguito alle intuizioni maturate a Cagliari, nella ricerca di un lavoro “libero, creativo, partecipativo e solidale”.

A tema, stavolta, anche la prospettiva di una ecologia integrale promossa dall’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, declinata attraverso la rete di esperienze e proposte operative che stanno nascendo sul territorio.

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Tre interviste a padre Camillo De Piaz

A cento anni dalla nascita di padre Camillo De Piaz proponiamo, oltre al breve profilo biografico apparso su Settimanalediocesidicomo.it, anche tre interviste: la prima, a cura di Paolo Tognina all’interno del filmato “Camillo De Piaz, un prete sulla frontiera”, realizzato nel 2008 per la rubrica Segni dei Tempi della Radio Televisione della Svizzera italiana, la seconda pubblicata sul mensile Una città nel 2004 mentre la terza, realizzata nel 2001 sul tema della memoria, è sul sito di Federico Bario. Segnaliamo anche il sito Camillodepiaz.it, a cura di Bruno Ciapponi Landi.

Cento anni dalla nascita di padre Camillo De Piaz

da Settimanalediocesidicomo.it

Sono passati cent’anni dalla nascita di Camillo De Piaz, avvenuta a Madonna di Tirano il 24 febbraio 1918; una lunga vita (muore nel gennaio del 2010) passata nel segno della coerenza e della fedeltà: coerenza anzitutto ai valori maturati negli anni di guerra, dopo essere stato assegnato, nel 1941, giovane padre servita, al convento di San Carlo a Milano; con lui, è l’amico di una vita, David Maria Turoldo. Insieme fanno del convento un punto di riferimento dell’antifascismo e della Resistenza milanese, così ricordato da Alda Merini: «Allora, in quella Milano di macerie, Davide e Camillo erano la luce di una città”.

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Senza prolusione

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Ma come faremo d’ora in poi, senza prolusione?!? La notizia è clamorosa: i vescovi italiani rinunciano alla sorta di “enciclica” che il presidente della Cei infliggeva loro in apertura d’ogni convocazione del Consiglio permanente, quella lunghissima rielaborazione delle vicende dell’universo mondo destinata a «dettare la linea» dell’episcopato italiano per i mesi a venire. E per i giornalisti una periodica manna cui attingere notizie da sbattere quasi sempre nelle pagine politiche: i vescovi bacchettano il governo, i vescovi a favore del governo, e via semplificando…

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Una Chiesa Ortodossa dalle radici italiane.

Scopriamo, grazie all’intervista del dott. Tudor Petcu, una vicenda e una realtà ecclesiale sconosciuta ai più: la Chiesa ortodossa in Italia e la vita del suo fondatore il metropolita Antonio De Rosso. La Chiesa ortodossa in Italia è una giurisdizione ecclesiastica cristiana ortodossa occidentale fondata nel 1991 e che si propone di essere una chiesa nazionale ortodossa per l’Italia. Il primate della Chiesa ha il titolo di Arcivescovo di Ravenna e di L’Aquila e Metropolita d’Italia. Questa Chiesa, non in comunione con il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, ha vissuto vari scismi e ramificazioni (per approfondimenti Cesnur.com)  e l’ufficio della Chiesa ortodossa in Italia interpellato da Tudor Pectu per questo articolo fa capo alla comunità che dal 2013 è nota anche come Chiesa vecchio-cattolica in Italia. L’intervista ha il merito di mettere in evidenza il ruolo e la personalità del metropolita Antonio De Rosso (Farra di Soligo, 8 febbraio 1941 – Aprilia, 20 febbraio 2009) nella riscoperta e nella promozione di una spiritualità Ortodossa dalle radici italiane.  Continua a leggere

I preti continuano a diminuire. Ma nessuno è stato battezzato prete

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

“Ci dovremo abituare alla scomparsa della tradizionale figura del parroco, guida unica della chiesa che sorge vicino a casa nostra, factotum per i sacramenti, il culto, l’oratorio e le attività sociali.“ Cosi scrivono Domenico Agasso e Andrea Tornielli su “La Stampa” di qualche giorno fa. Continua a leggere

Fedeltà è cambiamento. La VII edizione del Festival della Dottrina Sociale

da Dottrinasociale.it, essere lievito nella società e da Festival.dottrinasociale.it, il sito del Festival della Dottrina Sociale.

Il tema

La fedeltà e il cambiamento, a prima vista, sembrano indicare due modi di essere troppo differenti per risultare  componibili . Ma se la fedeltà è il modo di rispettare la propria e l’altrui dignità, se traduce l’originaria apertura alla verità, al bello e al bene, diventa subito chiaro che la fedeltà richiede un cambiamento: per essere noi stessi  in maniera sempre più compiuta  chiediamo a noi stessi di cambiare. Anche se viviamo in un contesto in cui tutto sembra orientare verso il pensiero unico, l’egualitarismo indifferenziato , le mode comportamentali e valutative, le necessità imposte dalla tecnocrazia, è ancora percepita da molti l’originaria dignità di ogni persona al punto che proprio il rispetto della propria dignità e grandezza chiede un non adeguamento, una differenziazione dal pensiero dominante, chiede una voce fuori dal coro, un’azione differente.

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Raccontare le Settimane Sociali – Il docufilm “Il lavoro che vogliamo”

Raccontare le Settimane Sociali: l’appuntamento di Cagliari è stato quasi una miniera di momenti o interventi interessanti e preziosi. Occorre tornarci e scavare. Dalla terza giornata il docufilm “Il lavoro che vogliamo” di Andrea Salvadore. A seguire altro materiale dal terzo e quarto giorno delle Settimane Sociali.

“Nel cammino di preparazione alla 48ª Settimana sociale abbiamo voluto prestare un’attenzione particolare all’ascolto del lavoro perché il lavoro non è mai un’astrazione ma un’opera di persone concrete”. Lo ha affermato suor Alessandra Smerilli, membro del Comitato scientifico e organizzatore della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani di Cagliari, introducendo il docufilm “Il lavoro che vogliamo” che è stato proiettato per i mille delegati presenti a Cagliari, nel padiglione Mediterraneo della Fiera internazionale della Sardegna.

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Raccontare le Settimane Sociali – La riflessione biblica di Luigino Bruni su Qohelet

Raccontare le Settimane Sociali: l’appuntamento di Cagliari è stato quasi una miniera di momenti o interventi interessanti e preziosi. Occorre tornarci e scavare. Alcuni passi del libro del Qohelet commentati dall’economista Luigino Bruni.

“La ricchezza che non può essere condivisa non sazia, non appaga il nostro cuore. Alimenta soltanto la fame di vento, e produce il grande auto-inganno che la ricchezza in sé o l’aumento del patrimonio potranno domani saziare l’indigenza di oggi”. Lo ha affermato l’economista Luigino Bruni nel corso della riflessione biblica che ha aperto la sessione plenaria della seconda giornata della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani a Cagliari.

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Raccontare le Settimane Sociali – Le voci del lavoro

Raccontare le Settimane Sociali: l’appuntamento di Cagliari è stato quasi una miniera di momenti o interventi interessanti e preziosi. Occorre tornarci e scavare. Dalla prima giornata le testimonianze “Le voci del lavoro”. A seguire altro materiale dal primo giorno delle Settimane Sociali.

Storie positive accanto a tragedie. Esperienze da narrare con gioia e racconti dolorosi. È questo lo spaccato del lavoro italiano emerso dalle testimonianze presentate nel corso di “Le voci del lavoro”, la sessione conclusiva della prima giornata della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani di Cagliari. Introdotte dalla giornalista Vania De Luca, vaticanista di RaiNews24 e presidente dell’Ucsi, sono state raccontate tre esperienze concrete, consegnate al ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, e a Marco Bentivogli, segretario generale Fim-Cisl.

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Raccontare le Settimane Sociali – Il video messaggio di papa Francesco

Raccontare le Settimane Sociali: l’appuntamento di Cagliari è stato quasi una miniera di momenti o interventi interessanti e preziosi. Occorre tornarci e scavare. Cominciamo dal videomessaggio di papa Francesco …

La 48ª Settimana Sociale si è aperta con lo sguardo fisso su Papa Francesco, che a Cagliari ha voluto rendersi presente attraverso un video-messaggio inviato agli oltre mille delegati delle diocesi italiane.
Parole profetiche, di denuncia delle piaghe che affliggono il mondo del lavoro e angosciano anche il cuore del Pontefice: dalla disoccupazione al lavoro minorile, dai lavori pericolosi e malsani, “che ogni anno causano in Italia centinaia di morti e invalidi”, fino al “lavoro in nero e al lavoro precario” che, ha affermato Francesco, “uccidono”.

A conclusione delle sue parole, un discorso di quasi 14 minuti che è stato accolto dai delegati giunti a Cagliari con un lungo applauso, una chiara indicazione su come proseguire il cammino già intrapreso dalla Chiesa italiana: “nel mondo del lavoro, – ha affermato Francesco –  la comunione deve vincere sulla competizione!”. “Voglio augurarvi – ha concluso – di essere un lievito sociale per la società italiana e di vivere una forte esperienza sinodale”.

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Ora di religione per tutti?

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Se c’è un argomento su cui è difficile e anche noioso addentrarsi è quello della religione a scuola. La questione è pasticciata, l’informazione non aiuta, anzi spesso confonde. Anche in numerose famiglie protestanti non ci sono le idee chiare, con la conseguenza che è più comodo seguire la massa (non è semplice spiegare ai figli perché dovrebbero fare diversamente, ma, da parte dei genitori, ci vorrebbe anche un po’ di fermezza evangelica!). Continua a leggere