La “Carta di Assisi”, 10 comandamenti contro i muri mediatici e l’uso delle parole come pietre

Pubblichiamo la Carta di Assisi, manifesto internazionale contro i muri mediatici e l’uso delle parole come pietre, presentata venerdì 3 maggio nella sede della Fnsi a Roma dove erano presenti tra gli altri l’Imam della Grande Moschea di Roma, Saleh Ramadan Elsayed, la presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello, il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, Roberto Natale, coordinatore del Comitato scientifico di Articolo 21, il prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, Paolo Ruffini, il direttore di Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro, il direttore della Sala Stampa della Basilica di San Francesco d’Assisi, Padre Enzo Fortunato, il responsabile comunicazione della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Gian Mario Gillio, il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, il segretario generale della Società San Paolo, Don Stefano Stimamiglio e Paola Spadari, presidente Odg Lazio.

Non è un carta dei giornalisti né una carta deontologica, ma una dichiarazione di fratellanza universale contro il muro dell’odio, che chiama in causa tutti gli operatori di pace.

Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi)

Facendo propri i dieci precetti si potrà davvero contribuire a combattere le fake news – che trovano terreno fertile nell’era dei social media – e a favorire le buone pratiche laddove regnano il disagio sociale, l’intolleranza e il risentimento.

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17 febbraio, festa della libertà di tutti

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Il 17 febbraio ricorre l’anniversario delle Lettere Patenti con cui il re Carlo Alberto, nel 1848, concesse i diritti civili ai suoi sudditi valdesi, fino ad allora confinati in una sorta di “ghetto alpino”. Poche settimane dopo gli stessi diritti furono concessi agli ebrei. Da allora per i valdesi e per gli evangelici tutti il 17 febbraio è un giorno di festa.

Da alcuni decenni la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) invita ad osservare questa ricorrenza come “Festa della Libertà”: «la libertà di tutti e non solo degli evangelici» precisa il pastore Luca Maria Negro, presidente della Fcei, che prosegue: «Una festa per ribadire la necessità di superare le normative di epoca fascista sui “culti ammessi” e di approvare finalmente – a distanza di 51 anni dalla promulgazione della Costituzione repubblicana – una legge quadro sulla libertà religiosa, che garantisca i diritti di tutte le confessioni religiose, comprese quelle che non hanno sottoscritto un’Intesa con lo Stato».

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“Restiamo umani”. L’appello comune di cattolici ed evangelici

Un appello comune dei cristiani italiani, cattolici e protestanti, sull’immigrazione è stato sottoscritto dal pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese, dal professor Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, dal pastore Luca M. Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, e da monsignor Stefano Russo, segretario generale della Conferenza episcopale italiana.

Il documento, lanciato in questa Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, esorta a salvare chi è in pericolo, ampliare i corridoi umanitari e aprire nuove vie di ingresso regolare in Europa.

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Ambiente. Moltmann: per una nuova teologia della terra

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

I partecipanti al convegno ecumenico “Il tuo cuore custodisca i miei precetti (Proverbi 3:1). Un Creato da custodire da cristiani responsabili, in risposta alla Parola di Dio“, Svoltosi nelle settimane scorse a Milano, hanno ricevuto il saluto del teologo protestante tedesco Jürgen Moltmann. L’anziano accademico, oggi novantaduenne, ha infatti inviato un video messaggio sotto forma di intervista realizzata da Marco Davite, capo redattore della rubrica televisiva di RaiDue “Protestantesimo“. Ne riportiamo il testo qui di seguito.

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Varie traduzioni, una certezza: Dio non ci abbandona

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Nel febbraio dell’anno scorso Riforma aveva chiesto al pastore Eric Noffke, professore di Nuovo Testamento alla Facoltà valdese di Teologia e presidente della Società biblica in Italia, un intervento per chiarire quali elementi di novità fossero stati introdotti da parte della Chiesa cattolica francese nella traduzione del Padre Nostro. Si trattava della richiesta: «et ne nous laisse pas entrer en tentation» che andava a sostituire il precedente testo: «et ne nous soumets pas à la tentation». Ora con lui cerchiamo di capire che cosa succede per il testo in traduzione italiana.

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«Il prossimo non ce lo scegliamo noi». il discorso finale del moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini, nell’ultimo giorno del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste

Il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste si è chiuso con il discorso finale del moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini. Lo proponiamo con alcuni link agli interventi e ai documenti citati nella relazione stessa.

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I prossimi trent’anni…o giù di lì

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Chi pensasse che l’Italia e l’Europa abbiano diversi problemi cui applicarsi avrebbe certo buone e note ragioni da far valere.

Il progetto europeo è in una fase di stallo politico e istituzionale ormai conclamato, per ragioni antiche e per cause recenti.

Quelle antiche afferiscono alla incompiutezza di un consolidamento istituzionale necessario ma sempre rinviato: l’incapacità – per essere stringati – di dotarsi di un modello di governance compatibile con l’ambizione di una moneta unica.

Le cause recenti sono invece l’insorgenza di pulsioni identitarie e sovraniste in diversi Paesi, compresa la solida Germania, che utilizzano come innesco polemico il fenomeno immigratorio e danno la stura a istanze rivendicazioniste di ogni sorta.

Tra le ragioni antiche e le cause recenti vi è indubbiamente un nesso. Brexit ne è stata a suo modo una eloquente esemplificazione.

Venendo al nostro Paese il discorso è diverso, ma non troppo.

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