Don Giovanni Gatti tra Mandello del Lario, Caspoggio e Bellinzona: la pastorale e la catechesi, l’impegno sociale, l’antifascismo e l’esilio

Abbiamo proposto in più puntate i testi e i materiali della mostra su don Giovanni Gatti realizzata dall’Archivio Comunale Memoria Locale di Mandello del Lario in collaborazione con la parrocchia San Rocco di Caspoggio e la parrocchia Sacro Cuore di Mandello. In questo ultimo articolo riportiamo i link alle parti già pubblicate e qualche materiale aggiuntivo.

La mostra, intitolata “don Giovanni Gatti. Un sacerdote antifascista mandellese”, è stata realizzata da Archivio Comunale Memoria Locale di Mandello del Lario in collaborazione con la parrocchia San Rocco di Caspoggio e la parrocchia Sacro Cuore di Mandello. Esposta nella primavera del 2018, in occasione del 25 aprile e del 1 maggio, nel paese natale del sacerdote (Mandello del Lario, appunto) e poi nell’estate dello stesso anno a Caspoggio, dove era stato parroco, si erano potute apprezzare la sapiente integrazione tra il materiale raccolto a Caspoggio in occasione del convegno del 2008 e le nuove informazioni, fotografie e testimonianze provenienti dal lago. Particolarmente interessante l’accostamento delle ricostruzioni mediatiche dell’epoca pubblicate sui giornali di diverso orientamento.

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Don Giovanni Gatti tra Mandello del Lario, Caspoggio e Bellinzona: la pastorale e la catechesi, l’impegno sociale, l’antifascismo e l’esilio. 7 – Il convegno a 50 anni dalla morte a Caspoggio e altre testimonianze da Mandello

Proponiamo in più puntate i testi e i materiali della mostra su don Giovanni Gatti realizzata dall’Archivio Comunale Memoria Locale di Mandello del Lario in collaborazione con la parrocchia San Rocco di Caspoggio e la parrocchia Sacro Cuore di Mandello.

50 anni dopo la morte un Convegno in sua memoria

Domenica 1 novembre 1998 a Caspoggio si tiene in chiesa una giornata di memoria e di studio, organizzata dalla Parrocchia e dal Comune di Caspoggio, dal Centro culturale Don Minzoni, dall’Associazione per la Storia del movimento cattolico nel Ticino e dalla Comunità montana di Sondrio. Il Convegno ha per titolo: “DON GIOVANNI GATTI Testimone di fede e di impegno civile”.

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Le icone del museo Tretyakov a Bergamo, con Padre Romano Scalfi

da Caritas-ticino.ch, il sito di Caritas Ticino.

Una cinquantina di icone russe sono uscite per la prima volta dal museo Tretyakov di Mosca e sono diventate “L’ORO DELL’ANIMA” a Bergamo che le ha accolte in una mostra straordinaria che le telecamere di Caritas Insieme hanno visitato con Padre Romano Scalfi di Russia Cristiana.

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Don Giovanni Gatti tra Mandello del Lario, Caspoggio e Bellinzona: la pastorale e la catechesi, l’impegno sociale, l’antifascismo e l’esilio. 6 – Il ritorno a Caspoggio, gli onori, la malattia, la morte

Proponiamo in più puntate i testi e i materiali della mostra su don Giovanni Gatti realizzata dall’Archivio Comunale Memoria Locale di Mandello del Lario in collaborazione con la parrocchia San Rocco di Caspoggio e la parrocchia Sacro Cuore di Mandello.

Il 15 settembre 1945, dopo ventidue anni di esilio a Bellinzona, Don Gatti torna a Caspoggio accolto trionfalmente. Alla popolazione, che affolla la chiesa, dice: “Sono venuto soltanto per perdonare”.

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Don Giovanni Gatti tra Mandello del Lario, Caspoggio e Bellinzona: la pastorale e la catechesi, l’impegno sociale, l’antifascismo e l’esilio. 5 – I rapporti con il Partito Popolare

Proponiamo in più puntate i testi e i materiali della mostra su don Giovanni Gatti realizzata dall’Archivio Comunale Memoria Locale di Mandello del Lario in collaborazione con la parrocchia San Rocco di Caspoggio e la parrocchia Sacro Cuore di Mandello.

Da Bellinzona Don Gatti stringe relazioni con alcuni esponenti di spicco del Partito Popolare italiano dell’epoca, in particolare con Francesco Luigi Ferrari e Miglioli.

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Don Giovanni Gatti tra Mandello del Lario, Caspoggio e Bellinzona: la pastorale e la catechesi, l’impegno sociale, l’antifascismo e l’esilio. 4 – L’esilio a Bellinzona e l’impegno antifascista

Proponiamo in più puntate i testi e i materiali della mostra su don Giovanni Gatti realizzata dall’Archivio Comunale Memoria Locale di Mandello del Lario in collaborazione con la parrocchia San Rocco di Caspoggio e la parrocchia Sacro Cuore di Mandello.

L’esilio a Bellinzona e l’impegno antifascista

Il 17 settembre 1924 accetta di espatriare in Svizzera, a Bellinzona, dove arriva il giorno stesso, accompagnato dal parroco di Mandello Don Bay Rossi; è accolto presso il collegio Francesco Soave, dove resta per ventidue anni fino al 1945. Qui svolge, da esiliato, l’attività di insegnante e aiuta i rifugiati politici italiani in Svizzera, procurando loro casa e lavoro, ma anche occasioni di impegno politico.

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Don Giovanni Gatti tra Mandello del Lario, Caspoggio e Bellinzona: la pastorale e la catechesi, l’impegno sociale, l’antifascismo e l’esilio. 3 – L’aggressione fascista

Proponiamo in più puntate i testi e i materiali della mostra su don Giovanni Gatti realizzata dall’Archivio Comunale Memoria Locale di Mandello del Lario in collaborazione con la parrocchia San Rocco di Caspoggio e la parrocchia Sacro Cuore di Mandello.

L’ aggressione fascista

Nel 1921 un cittadino di Caspoggio aveva lanciato pesanti accuse contro don Gatti, rivelatesi poi infondate.

Il 9 ottobre 1922 il parroco è aggredito da tre fascisti, armati di pistola, e viene costretto a ingoiare dell’olio di ricino.

Nel 1923 viene incarcerato ingiustamente per due mesi a Sondrio, con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Clero e associazioni esprimono indignazione e solidarietà. Liberato dopo diciotto giorni, ha l’obbligo di abbandonare la provincia di Sondrio e torna cosi al suo paese natale, Mandello del Lario.

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Don Giovanni Gatti tra Mandello del Lario, Caspoggio e Bellinzona: la pastorale e la catechesi, l’impegno sociale, l’antifascismo e l’esilio. 2 – L’impegno pastorale e sociale a favore dei parrocchiani

Proponiamo in più puntate i testi e i materiali della mostra su don Giovanni Gatti realizzata dall’Archivio Comunale Memoria Locale di Mandello del Lario in collaborazione con la parrocchia San Rocco di Caspoggio e la parrocchia Sacro Cuore di Mandello.

L’impegno per la Chiesa

Nel 1921 Don Gatti è nominato, dall’autorità ecclesiastica diocesana, responsabile del movimento cattolico in Valtellina.

Nel 1923 è il primo della diocesi a fondare la Congregazione della dottrina cristiana. Istituisce una scuola di catechismo organizzata ed efficiente. Raccoglie in dieci classi tutti i ragazzi della Parrocchia, affida l’insegnamento ad abili catechisti.

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Crea le associazioni maschile e femminile di Azione Cattolica (AC), l’Unione Donne Cattoliche (UDC) e costruisce il primo oratorio in Valtellina.

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Don Giovanni Gatti tra Mandello del Lario, Caspoggio e Bellinzona: la pastorale e la catechesi, l’impegno sociale, l’antifascismo e l’esilio. 1 – Dalla nascita al 1919

Proponiamo in più puntate i testi e i materiali della mostra su don Giovanni Gatti realizzata dall’Archivio Comunale Memoria Locale di Mandello del Lario in collaborazione con la parrocchia San Rocco di Caspoggio e la parrocchia Sacro Cuore di Mandello.

II 22 aprile 1883 Giovanni Desiderio Gatti nasce a Palanzo, allora Comune di Rongio (ora frazione di Mandello del Lario), da Bonfilio e Alessandra Fasoli; è l’unico figlio maschio.

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24. GATTI JOANNES DESIDERIUS DE PALLANTIO ANNO UT SUPRA DIE VIGESIMA TERTIA APRILIS D. ALOYSIUS MORGANTI COADJUATOR MANDELLI EX DELEGATIONE MEA BAPTIZAVIT INFANTEM NATUM HERI ORA DECIMA ANTEM.A EX GATTI BONFILIO ET FASOLI ALEXANDRA CONJUGIBUS HUJUS PAROCHIA SUB DIE 30 APRILIS 1867 IN VICULO DE PALLANTIO CUI IMPOSITUM EST NOMEN JOANNES DESIDERIUS. PATRINI FUERUNT BINDA COROLUS DE MOLINA ET GATTI MARIA DE MOLINA.

JOSEPH BETTIGA PAR.US

24. GATTI GIOVANNI DESIDERIO DI PALANZO NELL’ANNO COME SOPRA, NEL GIORNO 23 APRILE IL COADIUTORE ALOISIO MORGANTI DI MANDELLO DA ME DELEGATO BATTEZZÓ L’INFANTE NATO IERI ALL’ORA DECIMA ANTIMERIDIANA DA GATTI BONFILIO E FASOLI ALESSANDRA, UNITI IN MATRIMONIO IN PARROCCHIA NEL GIORNO 30 APRILE 1867, NEL VICOLO DI PALANZO A CUI FU IMPOSTO IL NOME DI GIOVANNI DESIDERIO. I PADRINI FURONO BINDA CARLO DI MOLINA E GATTI MARIA DI MOLINA.

IL PARROCO GIUSEPPE BETTEGA

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Don Giovanni Gatti tra Mandello del Lario, Caspoggio e Bellinzona: la pastorale e la catechesi, l’impegno sociale, l’antifascismo e l’esilio. Introduzione – I mondi di don Gatti

Proponiamo in più puntate i testi e i materiali della mostra su don Giovanni Gatti realizzata dall’Archivio Comunale Memoria Locale di Mandello del Lario in collaborazione con la parrocchia San Rocco di Caspoggio e la parrocchia Sacro Cuore di Mandello.

La mostra, intitolata “don Giovanni Gatti. Un sacerdote antifascista mandellese”, è stata realizzata da Archivio Comunale Memoria Locale di Mandello del Lario in collaborazione con la parrocchia San Rocco di Caspoggio e la parrocchia Sacro Cuore di Mandello. Esposta nella primavera del 2018, in occasione del 25 aprile e del 1 maggio, nel paese natale del sacerdote (Mandello del Lario, appunto) e poi nell’estate dello stesso anno a Caspoggio, dove era stato parroco, si erano potute apprezzare la sapiente integrazione tra il materiale raccolto a Caspoggio in occasione del convegno del 2008 e le nuove informazioni, fotografie e testimonianze provenienti dal lago. Particolarmente interessante l’accostamento delle ricostruzioni mediatiche dell’epoca pubblicate sui giornali di diverso orientamento.

La mostra conduce, attraverso un abbondante ricorso alle fonti e alle immagini originali, dentro la vicenda e i “mondi” storici ed ecclesiali di don Gatti.

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Adversa diligere: un uomo per la città. La mostra su Carlo Maria Martini e gli “anni di piombo” ora anche online

da Fondazionecarlomariamartini.it, il sito della Fondazione che promove la conoscenza e lo studio della vita e delle opere del card. Carlo Maria Martini.

La Fondazione Carlo Maria Martini e l’Istituto Leone XIII, in occasione dei quarant’anni dell’ingresso a Milano del Cardinale, hanno organizzato una mostra dedicata al pensiero e all’opera svolta da Martini per riconciliare la città dopo anni difficili e sofferti, quegli “anni di piombo” in cui la follia omicida provocò tante vittime e molto dolore.

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Ligabue: lo straniero in terra straniera

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Antonio Ligabue è un artista che conquista la nostra immaginazione grazie al fascino esotico che gli animali feroci dei suoi dipinti evocano. Opere che hanno un impatto forte, facendo appello allo spirito più selvaggio e curioso dello spettatore. Si tratta di un artista difficile da inserire nel quadro artistico italiano, rischiando di rimanere legati a definizioni troppo stringenti. Secondo alcuni episodi della sua vita, ovvero i tre ricoveri subiti in un istituto psichiatrico di Reggio Emilia, alcuni lo hanno definito artista della follia, vicino alla produzione di chi viene da un’esperienza di sofferenza interiore che spiega l’opera. Spesso si parla di lui come un naïf, definizione che il curatore della mostra di Genova, Sandro Parmiggiani, ritiene errata.

Sono un’ottantina le opere esposte a Palazzo Ducale fino al 1 luglio, e ne parliamo proprio col curatore.

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Per chi parla di razza e di “veri italiani”

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

Nei giorni scorsi a Roma nella Casina dei Vallati, in largo 16 ottobre 1943, il luogo della razzia nazista del ghetto, è stata inaugurata una mostra curata da Marcello Pezzetti e Sara Berger, della Fondazione Museo della Shoah, dal titolo “1938. La Storia”. La mostra, da vedere, ha uno scopo molto semplice che mi racconta lo stesso Pezzetti: “Sono impressionato dallo scoprire che tanta gente non sa, i ragazzi non sanno che cosa sono state le leggi razziali. Con materiale quasi del tutto inedito — fotografie, immagini, documenti — facciamo vedere ciò che è accaduto”. Continua a leggere