Che lingua parla l’anima? Che riposo è lo Shabbat? Che cos’è il pane che non si mangia chiamato challà? Se D-o è uno perché ha diversi nomi? A cosa serve la mitzvà? Le risposte a tutte queste domande sull’ebraismo, e molto altro, le troviamo, in modo chiaro e conciso, nella miniserie I diamanti della Torah online su Youtube.
Le Palme un «portale» spazio-temporale: Con l’ingresso di Gesù in Gerusalemme possiamo riconoscere le dinamiche del nostro tempo
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
Ci sono dei punti di non ritorno che determinano una storia in maniera irreversibile. Quando Cesare varcò il Rubicone, disse: «Il dado è tratto». Un dado lanciato non può essere ripreso in mano, non è più sotto controllo, si può solo aspettare di vedere il risultato del lancio e trarne le conseguenze.
Le Palme sono il Rubicone di Gesù. Prima delle Palme Gesù aveva una notevole libertà di azione. Poi le cose cambiarono: non più un profeta di campagna, di quella Nazareth dalla quale nulla di buono avrebbe potuto venire (Gv 1, 46), ma uno che entra in Gerusalemme per rivendicare il ruolo che gli spetta. È il punto di svolta, il momento in cui la storia precipita, si fa più veloce, drammatica, avvincente.
“Pacem in terris 50 anni dopo” di Angelo Levati
Si è spento in questi giorni Angelo Levati, protagonista della prima ora delle Acli milanesi ed animatore instancabile delle attività del circolo di Cernusco. Oltre all’impegno nel mondo delle Acli, Levati era conosciuto e apprezzato in quello parrocchiale, dove si è sempre distinto per il suo impegno a favore della collettività.
Tra i suoi testi che spesso giravano per mail pubblichiamo come omaggio e ricordo una bella e incisiva riflessione del Natale 2013 sui 50 anni della Pacem in terris.
Cantina
da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.
“Cassetta della nonna” c’è scritto, piccolo piccolo, sulla targhetta delle minuscole chiavi tubolari. Qui nella cantina della zia, una cantina grande, come quelle delle vecchie case, di casse ce ne sono diverse, ma nessuna è chiusa a chiave, tranne quella su uno scaffale lassù in alto, rettangolare e disadorna, coperta dalla polvere di anni, di decenni forse. La tiro giù con attenzione, per evitare di rovesciarmi addosso un groviglio di ragnatele antiche e di sporco, ed eccola qui. Proviamo le chiavi.
La storia della Chiesa Evangelica Luterana in Italia. Intervista di Tudor Petcu al pastore Paolo Poggioli
Il dott. Tudor Petcu intervista il pastore Paolo Poggioli, guida per 25 anni della comunità di Torre Annunziata e ora a riposo, sulla storia della Chiesa Evangelica Luterana in Italia.
La Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI) nasce subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, molto tempo dopo la fondazione delle sue comunità costituenti, aventi origini e sviluppi storici completamente diversi fra di loro. La comunità più antica nasce nel 1650 a Venezia. La diffusione e la stampa di testi del pensiero riformato sin dagli inizi del ‘500 – grazie all’ostilità con la chiesa di Roma e ai rapporti commerciali col Nord Europa – favoriscono la nascita della prima comunità luterana in Italia. Nascono poi le comunità di confessione elvetica o augustana, nei territori dell’ex monarchia asburgica: 1778 Trieste, 1861 Merano, 1889 Bolzano. Altre nel frattempo vengono fondate sotto la protezione delle Legazioni prussiane: 1819 Roma, 1826 Napoli, 1899 Firenze; seguono le comunità liguri: nel 1870 Sanremo grazie alle presenze straniere in questa famosa località climatica e nel 1896 Genova per i lavoratori dall’estero legati alle attività portuali. Nel 1850 viene creata la prima comunità in Lombardia, a Milano, ad opera di credenti riformati e luterani provenienti dalla Svizzera. Grazie a un delicato lavoro di mediazione tra le differenze di statuto, comprensione del magistero pastorale, confessione e cultura delle diverse comunità nel 1949 nasce la CELI e ne entrano a far parte le comunità menzionate (ad eccezione allora della comunità di Merano che entrerà nel 2008); entreranno tre anni dopo le tre comunità sul golfo di Napoli: Torre del Greco, S. Maria la Bruna e Torre Annunziata (oggi riunite in quest’ultima). Fondate dal lavoro missionario del Pastore Idelmo Poggioli, sono estremamente importanti per lo sviluppo e l’integrazione del luteranesimo nel territorio italiano, alla luce della loro origine autoctona. A seguire le altre fondazioni: 1966 Ispra-Varese, 1991 Catania, 2008 Verona-Gardone, 2009 Torino. (Per maggiori informazioni Chiesaluterana.it).
Incontro con Raimon Panikkar
da Ildialogo.org, Il dialogo – Periodico di cultura, politica, dialogo interreligioso dell’Irpinia.
La vita è troppo semplice
per essere facile.
Proprio perciò è difficile.Raimon Panikkar
Riprendiamo questo articolo dal sito di CEM-Mondialità su segnalazione del suo direttore Brunetto Salvarani che ringraziamo.
Tavertet, 11 marzo 2010
Appena entro nella stanza al piano superiore, completamente tappezzata di libri, sono accolto da un sorriso, il sorriso del saggio. Mi avvicino e mi presento con il cuore pieno di gioia per la possibilità di vivere un incontro che desideravo da molto tempo, appoggio le mie cose sul tavolo e mi prendo una sedia.
Achille Grandi, un uomo di fede. 1901-1913 Como: L’inizio dell’impegno sindacale e il lavoro alla Direzione Diocesana Comense
Sto con tutti e son di nessuno. Se mi apparto non sono un cristiano; se non soffro insieme a tutti, non sono un cristiano; se non vivo la storia che passa, non sono un cristiano. Chi diserta non si salva: vince solo chi accetta di combattere a qualsiasi condizione. Non può esistere un cristiano neutrale. […] Se cerco di giustificarmi, col vangelo, di non amare il mio tempo e di non patire per la sua salvezza, so che bestemmio il vangelo.
Primo Mazzolari
L’ intelligenza artificiale va avanti
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
La politica dovrebbe occuparsi del problema centrale per far ripartire un paese: il lavoro.
Siamo francamente stufi di sentir parlare di leggi elettorali e non ci appassiona sapere se i penta-stellati faranno il governo da soli o male accompagnati. Sarebbe il caso che i partiti si occupassero immediatamente di quei problemi che hanno messo (tutti) al centro dei loro programmi.
Il principale è certamente quello del lavoro. Il governo si è vantato di aver aumentato i contratti a tempo indeterminato, le opposizioni dicono che non è vero, ciascuno sbandiera i numeri che più gli convengono … ma a che cosa serve litigare sui punti delle percentuali?
Sarebbe più serio rispondere: con l’avanzare travolgente dell’intelligenza artificiale (A.I.) che cosa succederà per il lavoro umano e di conseguenza per l’occupazione?
“La carezza di Dio. Lettera a Giuseppe” – di don Tonino Bello
Nella lettera a Giuseppe forse c’è il senso di ogni paternità, che è il prendersi cura delle cose e delle persone. Perché le cose servono alle persone e le persone non possono fare a meno delle cose. Ma il prendersi cura, accarezzando, le cose e le persone è un gesto di tenerezza profonda e pieno di scrupoli infiniti che dice il nostro rapporto con le une e le altre. A rileggerla oggi ‘La carezza di Dio. Lettera a Giuseppe’, ti fai sempre la stessa domanda: ma come riusciva don Tonino Bello a vedere oltre ogni semplice gesto?
In fondo, Giuseppe il falegname, stava solo piallando un pezzo di legno .
Achille Grandi, un uomo di fede. 1883-1901 Infanzia e formazione a Como
Il lettore che voglia cogliere l’autentica grandezza di Achille Grandi non la troverà che parzialmente nelle opere e nelle iniziative – sia pure così nobili, ardite e spesso lungimiranti – ma, più compiutamente, nella profondità e nella nobiltà della sua vita spirituale. Per inquadrare nella luce esatta ogni momento della sua esistenza – dai primi anni delle iniziali lotte sindacali nella nativa Como, agli ultimi, in cui assurse a importanza e notorietà nazionale – bisogna appunto risalire alla intensità della sua fede. È più facile, allora, scoprire la fiamma segreta che ne ha alimentato lo zelo e sostenuta la volontà in momenti ardui e difficili. Ogni atto, ogni azione, ogni gesto di questo uomo sono stati sempre ispirati da un vero, autentico cristianesimo.
Giorgio Cavalleri, Parliamo di Achille Grandi
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Una minoranza al centro del conflitto: i cristiani palestinesi
da Ilcaffegeopolitico.org, la rivista online di politica internazionale che ti racconta il mondo nel tempo di un caffé.
Analizzare a 360 gradi l’attuale contesto socio-politico palestinese significa anche prendere in considerazione la presenza, il ruolo e le esigenze della minoranza cristiana: se da un lato sono sempre di più i cristiani che emigrano altrove, coloro che restano in Palestina sono schierati a fianco della maggioranza musulmana per il riconoscimento dei diritti di tutti gli abitanti palestinesi.
Frenata l’Emoraggia Astensionistica, riprende il Dinamismo Partecipativo. La riflessione politica della presidenza nazionale delle ACLI sui risultati delle elezioni politiche 2018
da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.
La nota politica delle ACLI sui risultati delle elezioni politiche 2018
Molto si è detto di queste elezioni. Un aspetto evidenziato da analisti e commentatori la tenuta dell’affluenza: malgrado la partecipazione al voto fosse una delle principali variabili di questa tornata elettorale, la flessione è stata di soli due punti percentuali rispetto alle Politiche del 2013, rallentando un trend sempre in discesa dal 2006. Un dato importante, considerato che, rispetto al 2013, quest’anno si è votato in un solo giorno e con il disagio delle lunghe file provocate dall’introduzione bollino antifrode. Certo, non mancano le differenze territoriali – il centro-nord si conferma come la zona geografica con la partecipazione più alta, anche se rispetto a cinque anni fa è stato soprattutto il meridione ad aver tenuto – ma un dato è certo: la politica genera ancora passione. Queste elezioni restituiscono un’immagine degli italiani interessati ad intervenire nella vita democratica del Paese per contribuire a determinarne le scelte politiche.
La libertà di errore degli eletti
da Monasterodibose.it, il sito della comunità monastica di Bose.
Negli ultimi tempi la parola “discernimento” è molto presente sulle labbra dei cattolici, soprattutto dopo l’avvento di papa Francesco, il quale ha subito manifestato la sua convinzione che il discernimento è tra le operazioni più urgenti oggi nella chiesa, fino a indicarlo come tema del prossimo sinodo dei vescovi (“I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, ottobre 2018).
Che cosa c’entra il comandamento dell’amore con la Quaresima?
da Natidallospirito.com, spiritualità cristiana ortodossa.
A poco più di due settimane dalla fine della Quaresima e a due giorni dalla festa della Croce, la Chiesa copta chiede ai fedeli di meditare sul brano evangelico del “primo comandamento”. Si tratta del vangelo del mattutino del venerdì della V settimana di Quaresima.
Il brano in questione è tratto dal Vangelo secondo Marco:
28Allora si avvicinò a lui uno degli scribi che li aveva uditi discutere e, visto come aveva ben risposto a loro, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». 29Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; 30amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. 31Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi». 32Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui;33amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». 34Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Mc 12,28-34
È interessante notare che, dopo una serie di vangeli tipicamente quaresimali che parlano di digiuno, di preghiera, di elemosina e di guarigioni tramite esorcismi, la Chiesa offra un brano apparentemente “poco” quaresimale. Che cosa c’entra questo vangelo in mezzo agli altri? E perché proprio ora?
L’incontro con il Vangelo e i poveri. Intervista a don Giovanni Nicolini
Don Giovanni Nicolini, fondatore della comunità “Famiglie della Visitazione” legata alla Piccola Famiglia dell’Annunziata fondata da don Giuseppe Dossetti e assistente spirituale delle ACLI a livello nazionale, intervistato alla trasmissione Soul di Tv 2000.
“Le tavolette di Bahá’u’lláh”: parte del nuovo messaggio divino. Una recensione a cura di Tudor Petcu
Il nostro amico e collaboratore dott. Tudor Petcu ci invia dalla Romania un articolo con una recensione di un testo sacro dei fedeli Bahá’í insieme ad una prima introduzione a questa religione di origine islamica nata nel XIX secolo.
Presenti fin dagli inizi del XX secolo, prima della Seconda guerra mondiale i Bahá’í in Italia sono poche decine. In seguito il loro numero va gradatamente aumentando, fino alla formazione di un’Assemblea Spirituale Nazionale Italo-Svizzera nel 1953 e di un’Assemblea Spirituale Nazionale Italiana nel 1962, riconosciuta dallo Stato Italiano nel 1966. Attualmente sono presenti circa 3.000 fedeli, sparsi in un totale di cinquecento località sul territorio. Fra i Bahá’í italiani spicca la figura di Alessandro Bausani (1921-1989), iranista e islamista di fama internazionale. (da Cesnur.com, le religioni in Italia, un progetto a cura del CESNUR – Centro Studi sulle Nuove Religioni)
Intervista a monsignor Siluan, vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia
Monsignor Siluan, vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, intervistato alla trasmissione Soul di Tv 2000.
Scuola di formazione socio-politica della diocesi di Como – Edizione 2010-2011
da Diocesidicomo.it, il sito della Diocesi di Como.
Formazione socio politica: Economia civile, famiglia e nuova cultura del lavoro. Prof. Aldo Bonomi – Economia civile e nuova cultura del lavoro
da Diocesidicomo.it, il sito della Diocesi di Como.
Proponiamo e rilanciamo alcuni materiali legati alla scuola di formazione socio politica svolta in diocesi di Como negli anni passati.
Aldo Bonomi è nato a Sondrio nel 1950. Conseguita la laurea in Sociologia, nel 1984 ha fondato l’istituto di ricerca Consorzio A.A.S.TER. e negli anni ne ha accompagnato la crescita in qualità di direttore. Mantenendo al centro del suo interesse le dinamiche sociali, antropologiche ed economiche dello sviluppo territoriale, è stato consulente della Presidenza del CNEL (durante il mandato di G. De Rita) e ha scritto per il Corriere della sera (1997-2004); dal 2005 cura la rubrica “Microcosmi” per Il Sole 24 ore e dirige la rivista Communitas. B. è autore di numerose pubblicazioni tra cui Il capitalismo molecolare (1997), nonché i recenti Il Rancore – Alle radici del malessere del Nord (2009), Sotto la pelle dello Stato – Rancore, cura, operosità (2010), Elogio della depressione (2011, con lo psichiatra E. Borgna) e Il capitalismo in-finito. Indagine sui territori della crisi (2013). . Venerdì 18 febbraio 2011 presso il centro parrocchiale San Giuseppe di Morbegno tenne l’incontro “Economia civile e nuova cultura del lavoro”, di cui pubblichiamo la trascrizione non rivista dall’autore. La settimana prima il prof. Luciano Venturini relazionò sullo stesso tema a Como. Continua a leggere
Ligabue: lo straniero in terra straniera
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
Antonio Ligabue è un artista che conquista la nostra immaginazione grazie al fascino esotico che gli animali feroci dei suoi dipinti evocano. Opere che hanno un impatto forte, facendo appello allo spirito più selvaggio e curioso dello spettatore. Si tratta di un artista difficile da inserire nel quadro artistico italiano, rischiando di rimanere legati a definizioni troppo stringenti. Secondo alcuni episodi della sua vita, ovvero i tre ricoveri subiti in un istituto psichiatrico di Reggio Emilia, alcuni lo hanno definito artista della follia, vicino alla produzione di chi viene da un’esperienza di sofferenza interiore che spiega l’opera. Spesso si parla di lui come un naïf, definizione che il curatore della mostra di Genova, Sandro Parmiggiani, ritiene errata.
Sono un’ottantina le opere esposte a Palazzo Ducale fino al 1 luglio, e ne parliamo proprio col curatore.

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