Pubblichiamo il testo integrale del Documento firmato il 4 febbraio 2019, ad Abu Dhabi, da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb.
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“Cercò i lontani attraverso una predicazione più ispirata alla Parola”. Meditazione su don Primo Mazzolari. Di mons. Saverio Xeres
Pubblichiamo una meditazione di mons. Saverio Xeres su don Primo Mazzolari ai sacerdoti della diocesi di Cremona. File audio e testo scritto della meditazione di don Xeres; Omelia di S.E. Mons. Dante Lafranconi
“Non passare oltre senza fermarti”. Le querce di Mamre
da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.
Il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa’ pure come hai detto».
Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce». All’armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono.
Genesi 18,1-8
Nella storia di Abramo Dio appare tre o quattro volte, per trasmettere una benedizione, una promessa o un comando, mai però per lasciarsi vedere. L’episodio raccontato al capitolo 18 di Genesi fa eccezione: i tre forestieri incarnano una presenza divina che, in un primo momento, non sembra avere nessuna comunicazione da fare ad Abramo. Gli ospiti si ristorano, pranzano, e solo alla fine di un incontro che si è svolto come qualsiasi altro incontro umano recano ad Abramo e Sara, coniugi ormai anziani, la buona notizia della nascita di un figlio.
La storia del monastero di Chevetogne. Intervista a padre Antoine Lambrechts a cura di Tudor Petcu
Nell’intervista a cura di Tudor Petcu, padre Antoine Lambrechts ci parlerà della storia del monastero di Chevetogne. Padre Antoine Lambrechts ha studiato filologia germanica e slava ad Anversa e Lovanio, teologia a Tessalonica, Lovanio e Roma, specializzandosi in Storia della Chiesa russa. E’ Sacerdote e monaco benedettino del monastero di Chevetogne (Belgio), dove è stato coredattore della rivista «Irenikon» e priore, attualmente è bibliotecario e redattore del bollettino «Lettre de Chevetogne». L’abbazia di Chevetogne è un’abbazia benedettina situata a Chevetogne, una zona a 11 km dal centro della città di Ciney, della Provincia di Namur nella regione di Vallonia in Belgio.
Il monastero presenta una particolarità, ossia di possedere due chiese, una chiesa di rito latino, dedicata a Gesù di Nazaret, e l’altra chiesa di rito bizantino dedicata all’esaltazione della Vera Croce. Questo monastero è unico ed è stato messo sotto il segno dell’ecumenismo, da parte del fondatore, Lambert Beauduin, anche se la Comunità è soltanto composta da monaci cattolici collegati all’Ordine di San Benedetto.
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I valori cristiani, la metafisica e il mondo di oggi. Intervista di Tudor Petcu a Günther Boss
Pubblichiamo un’intervista a cura di Tudor Petcu al dottore in teologia Günther Boss. Formatosi tra Friburgo e Monaco di Baviera, è stato responsabile della ricerca presso l’Istituto Liechtenstein, Consigliere teologico e attivo con compiti nella pastorale e nel giornalismo con l’associazione “Per una chiesa aperta” in Liechtenstein, insegnante sia nei licei che in corsi universitari che in corsi per gli adulti.
«Aspettiamo ancora domani, per tagliare la corda». I monaci di Tibhirine
da Oasiscenter.eu, il sito della fondazione Oasis, cristiani e musulmani nel mondo globale.
Il monastero di Tibhirine – i giardini – porta queste parole profetiche nel suo stemma: «Segno sui monti».
Profumata pazienza
dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.
Gelido mattino di febbraio a Damasco. Alle spalle del Museo Nazionale m’imbatto in un uomo vecchio e piagato, seduto a terra sul nudo marciapiede, tra le gambe incrociate un sacco di tela grezza pieno di saponette di fabbricazione artigianale. “Ya sabr Ayyub” mi viene da dirgli chinandomi a sceglierne tre: Pazienza di Giobbe! Fin lì ce l’hanno portato, e da lì non se ne andrà da solo, questo è sicuro, ma a parlarci si riceve l’impressione di una personalità forte, padrona di sé, sapiente del vivere. “Jamil huwa al-sabr”, bella è la pazienza, mi risponde sorridendo tra i denti che gli rimangono. Ecco, ho compreso qual è il suo segreto.
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Cosa ha veramente detto Dossetti
da Famigliedellavisitazione.it, il sito dell’Associazione di fedeli della diocesi di Bologna “Famiglie della Visitazione”.
Nella cornice dell’iniziativa denominata “I Giovedì della Dozza” trovano posto cinque incontri, tra dicembre 2007 e gennaio 2008, intitolati “Cosa ha veramente detto Dossetti?”. Gli incontri si propongono lo scopo di conoscere e approfondire i temi legati soprattutto all’introduzione a “Le querce di Monte Sole” attraverso l’ascolto di uno o più relatori cui sono stati affidati temi specifici.
Perché un tedesco ha scelto l’Ortodossia? Intervista di Tudor Petcu a Thomas Brodehl
Il nostro amico Tudor Petcu ha intervistato Thomas Brodehl, redattore del sito Orthodoxie in Deutschland, autore di una serie di articoli sui santi ortodossi in Germania e maestro di un coro ecclesiastico in lingua tedesca, sulle ragioni che ha un tedesco per scegliere l’Ortodossia.
Nella vicinanza delle grandi domande. Nuovi aforismi di Tudor Petcu
Sintetico ed efficace è l’aforisma (dal greco antico ἁφορισμός, definizione). E Tudor Petcu dimostra di essere davvero abile in queste brevi frasi che condensano un principio specifico o un più generale sapere filosofico o morale. Continua a leggere
Eclissi del cristianesimo. Da dove ripartire? Una conversazione attorno ad una tavola
da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.
Una sera a cena con alcuni amici e tra questi un prete. Si ragiona di futuro della fede, di futuro del cristianesimo. Leggo loro una parte di un lungo articolo che Susanna Tamaro ha scritto sul Corriere della Sera per recensire il nuovo libro di Paola Mastrocola (Leone, Einaudi).
Senso sacro. Aforismi di Tudor Petcu
Sintetico ed efficace è l’aforisma (dal greco antico ἁφορισμός, definizione). E Tudor Petcu dimostra di essere davvero abile in queste brevi frasi che condensano un principio specifico o un più generale sapere filosofico o morale. Continua a leggere
Lutero, mendicante di Dio
Gabriella Caramore dialoga con Paolo Ricca su “Lutero, mendicante di Dio”.
Radio3 Uomini e Profeti 2010 (http://goo.gl/zN8UJr)
Paolo Ricca “traghetta” i pensieri di Lutero sulla vita del credente a un pubblico vasto, eterogeneo, vario. Vediamo emergere dalle brume di una storia che affonda nei chiaroscuri del medioevo, ma che si affaccia tragicamente alla soglie della modernità, il gesto audace di Lutero di ricominciare daccapo a porsi le domande della fede: e chiedersi in quale Dio, alla fine il credente ripone la sua fiducia; e come si deve atteggiare il cristiano, di fronte alla propria vita; e su cosa fonda la propria fede; e che fare delle colpe che inevitabilmente lo dominano; e se abbia un senso la mediazione del clero tra Dio e la creatura; e da chi debba farsi condurre, ciascuno di noi, nelle scelte della propria vita. In fondo, come si vede, le domande di Lutero sono quelle che ogni credente si pone.
Azione di pentimento e rinascita a 100 anni dalla rivoluzione russa a cura del forum “Possessori di speranza”
Nel 2017, la Fraternità della Trasfigurazione è stata uno degli organizzatori della “Iniziativa di pentimento nazionale”, programmata in coincidenza con il centesimo anniversario della rivoluzione russa. Nel corso dell’anno, il proclama del gruppo di iniziativa (pubblicato qui in lingua italiana) è stato firmato sul relativo sito web da 735 persone, tra cui rappresentanti della prima emigrazione russa, nonché da personaggi noti del mondo della scienza e della cultura, responsabili di progetti di volontariato, clero e laici. Un gruppo di persone impegnate, che respingono l’individualismo e il disinteresse per il bene e il destino comune, si sono unite. Sono vivaci e aperti all’azione indipendente, e li invitiamo a continuare ad andare avanti nel lavoro comune come parte dei “Possessori di speranza” (nome del forum – letteralmente “coloro che hanno speranza” – che vuole contrapporsi agli “altri che non hanno speranza” disapprovati da Paolo in 1Ts 4,13) – Iniziativa per il Pentimento e la Rinascita Nazionale.
La trappola del Vangelo della prosperità
da Aleteia.org, Rete Globale Cattolica.
Dio ci vuole bene, ci ama. Anzi, vuole colmarci dei suoi beni. Lo insegna la Bibbia e lo dice Gesù nel Vangelo: “Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà” (Giovanni 16,23). Il problema è che in alcune denominazioni o chiese di Oltreoceano (ma non solo), questa generosità divina ha assunto una caratteristica particolare, materiale e non escatologica, che riduce Dio ad un mero erogatore di beni, come se fosse un Bancomat senza limiti.
Dietrich Bonhoeffer: un cristianesimo non religioso
da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.
Dietrich Bonhoeffer è stato uno dei più importanti teologi del Novecento, colui che ha provato a riformulare il cristianesimo in termini “non religiosi”, colui che ha sperato in una fede “adulta” dell’essere umano. Il teologo valdese Fulvio Ferrario, che a Bonhoeffer ha dedicato numerosi studi (l’ultimo dei quali è L’Etica di Bonhoeffer, ed Claudiana), in questa serie di puntate che sarà l’ultima di questa annata traccia un intenso profilo del pastore luterano, illustrandone il pensiero innovatore all’interno della sua personale esistenza, consumatasi in un lager nazista per aver partecipato alla congiura per abbattere Hitler.
Pruriti del cuore
dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.
Il prof. Muhammad si avvicina cautissimo alla mensa sontuosa che abbiamo imbandito per lui. Con la circospezione di un detective sul luogo del delitto esamina tutto con cura, tenendosi a debita distanza, infine allunga una mano e prende a spizzicare qui e là: un pomodorino, due cetrioli, tre olive, un gambo di sedano. Nulla che sia passato per una pentola. Gli voglio un gran bene ma che nervoso! Come, non si fida? So benissimo che cosa non può mangiare un musulmano. Quello che ancora non so è che quell’atteggiamento esageratamente (a mio avviso) prudente è espressione di wara’, un pilastro del codice etico islamico, un tratto fondamentale dell’anima del musulmano.
Minima personalia, un’autobiografia scritta da Alexander Langer nel 1986
da Alexanderlanger.org, il sito della Fondazione Alexander Langer Stiftung.
Minima personalia è stato pubblicato per la prima volta nel marzo 1986 (annata XLI) sulla rivista “Belfagor Rassegna di varia umanità” diretta da Carlo Ferdinando Russo.
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La Bibbia e il giornale. Teologia di Karl Barth
Letture ‘La Bibbia e il giornale. Teologia di Karl Barth’ con Fulvio Ferrario dalla rubrica Radiotre “Uomini e Profeti” – puntata del 30 novembre 2008.
Protagonista di questa puntata una delle più grandi figure del pensiero teologico del Novecento, il pastore protestante svizzero Karl Barth. Le sue riflessioni sulla fede, i suoi commenti ai testi delle Scritture, la sua passione politica, che si espresse in una strenua opposizione al Nazismo: a quarant’anni dalla morte, ne parliamo in questa puntata con Fulvio Ferrario, docente di Teologia Sistematica presso la Facoltà Valdese di Roma.
Sogni d’oro
dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.
Mi guardo intorno imbarazzato: possibile che si sia innamorata di me questa intelligente e bella studentessa damascena, sempre impeccabile nel suo lungo soprabito e nel velo sobrio lindo stiratissimo? Impossibile ovviamente, tuttavia le tre parolette che mi rivolge sorridendo, in attesa che entri il prof. di poesia preislamica, sembrano proprio una dichiarazione d’amore: “Dakhalta fi manami” in italiano fa “Sei entrato nei miei sogni”.
Nessun brivido. Molto semplicemente le è accaduto di avermi visto transitare tra le visioni dell’ultima “piccola morte” e questo, nel suo codice religioso e culturale non è privo di significato. L’islam infatti distingue tra una “grande morte”, quella che noi chiamiamo propriamente morte, e una “piccola morte”, che si produce ogni notte, nel momento in cui ci si addormenta.
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