Cantiere Irpef, a ciascuno la propria tassa

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Il fatto che l’evasione fiscale sia pari a circa 100 miliardi l’anno associato ad una diffusa repulsione degli italiani verso tasse, balzelli, contributi e agenzie varie dovrebbe da tempo farci pensare come sia arrivata l’ora di riformulare il patto fiscale tra i cittadini e lo Stato. Questo rapporto non è mai stato facile e non si ha neppure l’impressione che sia possibile escogitare qualcosa per renderlo più bello, eppure ci si può lavorare. Forse si sta prendendo l’iniziativa giusta quando si dichiara – come ha fatto il ministro Gualtieri – l’intenzione di aprire un “cantiere” per ripensare l’imposta sui redditi delle persone fisiche.

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DuoVa: Il trio toscano che racconta in musica la vita del contadino

Come spiegare il lavoro del CONTADINO in una canzone?

Te lo dicono i DUOVA con il Calendario del CONTADINO!

12 Mesi di duro Lavoro, di Fatica,
sempre alle intemperie …
e con un gran dolore al GROPPONE!!!

12 Mesi come le 12 fatiche di ERCOLE

Pensiamo che sia giusto rendere Omaggio
al lavoro del CONTADINO che mai come
in questo periodo storico deve tornare
ad avere la dignità che si merita.

“Qualunque stile di vita si abbia
dovremmo esser coscienti del fatto
che a men che non si mangi la sabbia
qualunque cosa mettiamo nel piatto
deriva dal lavoro del contadino
al quale fa male il GROPPONE fin da piccino!”

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Il Codice di Camaldoli. VI – Attività economica

Dal 18 al 24 luglio 1943 un gruppo di intellettuali cattolici – laici e religiosi – si riunì, presso il monastero benedettino di Camaldoli, con l’intento di confrontarsi sul magistero sociale della Chiesa sui problemi della società, sui rapporti tra individuo e stato, tra bene comune e libertà individuale.

Il 25 luglio e i successivi avvenimenti modificarono il piano di lavoro impedendo altre sessioni di incontro e una più ampia partecipazione; la stesura definitiva fu pertanto affidata a Sergio Paronetto, Pasquale Saraceno, Ezio Vanoni, Giuseppe Capograssi che la completarono nel 1944; l’opera fu pubblicata nel 1945 con il titolo: “Per la comunità cristiana”, ma è conosciuta come: “Codice di Camaldoli”.

Una delle caratteristiche essenziali del “Codice” consiste nel porre la giustizia sociale tra i fini primari dello Stato, così come la salvaguardia della libertà. Evidente l’influenza che questa elaborazione ha avuto tra gli intellettuali cattolici dell’ala “sociale” della Democrazia Cristiana e nella stessa stesura della Carta Costituzionale.

Ne proponiamo per lo studio e la ricerca suddiviso nelle sue parti il testo.

Per una presentazione equilibrata del documento è utile il contributo di p. Francesco Occhetta «Puntualizzazioni critiche sul Codice di Camaldoli».

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«Abbiamo bisogno di riunirci attorno a una visione di città fraterna e universale, che sia un sogno proposto alle giovani generazioni». Messaggio di Papa Francesco su Roma Capitale

«Roma avrà un futuro, se condivideremo la visione di città fraterna, inclusiva, aperta al mondo. Nel panorama internazionale, carico di conflittualità, Roma potrà essere una città d’incontro». Papa Francesco ha inviato un messaggio all’apertura delle celebrazioni dei 150 anni di Roma Capitale che ha affidato alla lettura del cardinale Pietro Parolin. Nel messaggio ricorda l’occupazione nazista, l’aiuto che la Chiesa diede ai perseguitati politici ed ebrei, gli anni del Concilio Vaticano II, fino ad arrivare ai giorni nostri.

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“Qui abita un Ebreo, Gesù” questa la risposta (al nord e al sud) di alcuni sacerdoti alla scritta “Juden hier” apparsa a Mondovì

da Pietrevive.blogspot.it, il blog di Tempo Perso.

Due sacerdoti molto diversi tra loro (don Giovanni Berti, giovane, del nord, parroco a Moniga del Garda-BS noto per le sue vignette a firma GIOBA e padre Felice Scalia, gesuita dal 1947 , autore di nomerosi libri, insegnante per molti anni alla facoltà teologica dell’Italia meridionale e all’Istituto Superiore di Scienze umane e religiose di Messina, città in cui vive ed opera attivamente) rispondono in maniera diversa nella forma, ma identica nella sostanza alla vergognosa scritta sul portone d’ingresso dell’abitazione del figlio della staffetta partigiana Lidia Rolfi con la scritta nazista “Juden Hier”, qui ebrei, e la stella di David.

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Il comunismo rumeno e l’Occidente. Un’intervista con lo storico Stephane Courtois di Tudor Petcu

Pubblichiamo l’intervista di Tudor Petcu a Stéphane Courtois (Dreux, 27 novembre 1947), uno storico francese, specialista di storia dei movimenti e regimi comunisti e, in particolare, di storia del comunismo e genocidi comunisti.

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Il Codice di Camaldoli. V – Produzione e scambio

Dal 18 al 24 luglio 1943 un gruppo di intellettuali cattolici – laici e religiosi – si riunì, presso il monastero benedettino di Camaldoli, con l’intento di confrontarsi sul magistero sociale della Chiesa sui problemi della società, sui rapporti tra individuo e stato, tra bene comune e libertà individuale.

Il 25 luglio e i successivi avvenimenti modificarono il piano di lavoro impedendo altre sessioni di incontro e una più ampia partecipazione; la stesura definitiva fu pertanto affidata a Sergio Paronetto, Pasquale Saraceno, Ezio Vanoni, Giuseppe Capograssi che la completarono nel 1944; l’opera fu pubblicata nel 1945 con il titolo: “Per la comunità cristiana”, ma è conosciuta come: “Codice di Camaldoli”.

Una delle caratteristiche essenziali del “Codice” consiste nel porre la giustizia sociale tra i fini primari dello Stato, così come la salvaguardia della libertà. Evidente l’influenza che questa elaborazione ha avuto tra gli intellettuali cattolici dell’ala “sociale” della Democrazia Cristiana e nella stessa stesura della Carta Costituzionale.

Ne proponiamo per lo studio e la ricerca suddiviso nelle sue parti il testo.

Per una presentazione equilibrata del documento è utile il contributo di p. Francesco Occhetta «Puntualizzazioni critiche sul Codice di Camaldoli».

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Sapori, saperi e sostenibilità. Carlo Petrini a #SOUL

Gastronomo, giornalista e scrittore, attivista, fondatore dell’Associazione Slow Food e di molte altre cose (Gambero Rosso, Arcigola, Cheese, Salone del Gusto di Torino, Terra Madre, la prima università di Scienze dell’Alimentazione del mondo, a Pollenzo) Carlo Petrini è stato nominato dal Times tra i 50 personaggi più influenti del pianeta. Ne proponiamo un’intervista al programma Soul di Tv2000 del 11 aprile 2015.

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«Lettera a Rut» – di don Tonino Bello

Proponiamo un testo di don Tonino Bello del luglio 1991.

Carissima Rut, avrei voluto scriverti in ben altra circostanza. Per approfondire ad esempio le ragioni di quell’universalismo della salvezza che hanno indotto Dio a includere anche te, unica straniera nell’albero della genealogia ebraica di Gesù. Non ti nascondo infatti che quando nella messa viene proclamata la lista degli antenati di Cristo tramandataci da Matteo, mi sorprende e mi commuove sentir pronunciare il tuo nome di donna fugace come un fremito d’ala. Sembra un nome abbreviato per pudore. O intimidito di comparire in mezzo al ferrigno scrosciare dei nomi di tanti maschioni.

Ti scrivo, invece, perché voglio sfogare con qualcuno la tristezza che mi devasta l’anima in questi giorni, alla vista di tanti stranieri che hanno invaso l’Italia, e verso i quali la nostra civiltà, che a parole si proclama multirazziale, multiculturale, multietnica, multireligiosa e multinonsoché non riesce ancora a dare accoglienze che abbiano sapore di umanità.

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Il Codice di Camaldoli. IV – Il lavoro

Dal 18 al 24 luglio 1943 un gruppo di intellettuali cattolici – laici e religiosi – si riunì, presso il monastero benedettino di Camaldoli, con l’intento di confrontarsi sul magistero sociale della Chiesa sui problemi della società, sui rapporti tra individuo e stato, tra bene comune e libertà individuale.

Il 25 luglio e i successivi avvenimenti modificarono il piano di lavoro impedendo altre sessioni di incontro e una più ampia partecipazione; la stesura definitiva fu pertanto affidata a Sergio Paronetto, Pasquale Saraceno, Ezio Vanoni, Giuseppe Capograssi che la completarono nel 1944; l’opera fu pubblicata nel 1945 con il titolo: “Per la comunità cristiana”, ma è conosciuta come: “Codice di Camaldoli”.

Una delle caratteristiche essenziali del “Codice” consiste nel porre la giustizia sociale tra i fini primari dello Stato, così come la salvaguardia della libertà. Evidente l’influenza che questa elaborazione ha avuto tra gli intellettuali cattolici dell’ala “sociale” della Democrazia Cristiana e nella stessa stesura della Carta Costituzionale.

Ne proponiamo per lo studio e la ricerca suddiviso nelle sue parti il testo.

Per una presentazione equilibrata del documento è utile il contributo di p. Francesco Occhetta «Puntualizzazioni critiche sul Codice di Camaldoli».

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In cammino sulle spalle dei giganti, maestri e profeti

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

3 eventi organizzati dalla comunità pastorale di Vimercate e Burago nell’ottobre 2017: Alberto Melloni parla di don Lorenzo Milani, Raffaele Mantegazza parla di Carlo Maria Martini, don Angelo Casati parla di papa Francesco.

A muso duro: un prete cristiano nella tela del ragno

(venerdì 13 Ottobre 2017) Conferenza con ALBERTO MELLONI promossa dalla Comunità Pastorale Beata Vergine del Rosario di Vimercate e Burago nell’ambito della rassegna Maestri e Profeti.

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Il Codice di Camaldoli. III – L’educazione

Dal 18 al 24 luglio 1943 un gruppo di intellettuali cattolici – laici e religiosi – si riunì, presso il monastero benedettino di Camaldoli, con l’intento di confrontarsi sul magistero sociale della Chiesa sui problemi della società, sui rapporti tra individuo e stato, tra bene comune e libertà individuale.

Il 25 luglio e i successivi avvenimenti modificarono il piano di lavoro impedendo altre sessioni di incontro e una più ampia partecipazione; la stesura definitiva fu pertanto affidata a Sergio Paronetto, Pasquale Saraceno, Ezio Vanoni, Giuseppe Capograssi che la completarono nel 1944; l’opera fu pubblicata nel 1945 con il titolo: “Per la comunità cristiana”, ma è conosciuta come: “Codice di Camaldoli”.

Una delle caratteristiche essenziali del “Codice” consiste nel porre la giustizia sociale tra i fini primari dello Stato, così come la salvaguardia della libertà. Evidente l’influenza che questa elaborazione ha avuto tra gli intellettuali cattolici dell’ala “sociale” della Democrazia Cristiana e nella stessa stesura della Carta Costituzionale.

Ne proponiamo per lo studio e la ricerca suddiviso nelle sue parti il testo.

Per una presentazione equilibrata del documento è utile il contributo di p. Francesco Occhetta «Puntualizzazioni critiche sul Codice di Camaldoli».

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Lettura del libro di Ester: Lectio di Est 3,1-4,17 della Prof.sa m. Teodora Tosatti

Madre Teodora Tosatti è biblista, teologa, traduttrice di testi sacri dall’ebraico, dall’aramaico dal greco koiné, dallo spagnolo; autrice di varie pubblicazioni e presbitera della Chiesa Cristiana Vetero Cattolica in Italia.

Venerdì 24 novembre 2017 a Perugia presso il teatro sotto la chiesa dell’Oasi di Fontivegge si è svolta con la Prof.sa m. Teodora Tosatti la lettura di una parte del libro di Ester.

Audio – Lectio di Est 3,1 – 4,17 – Prof. Teodora Tosatti – Incontro SAB 24 novembre 2017

Video – Lectio di Est 3,1 – 4,17 – Prof. Teodora Tosatti – Incontro SAB 24 novembre 2017

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Il Codice di Camaldoli. II – La Famiglia

Dal 18 al 24 luglio 1943 un gruppo di intellettuali cattolici – laici e religiosi – si riunì, presso il monastero benedettino di Camaldoli, con l’intento di confrontarsi sul magistero sociale della Chiesa sui problemi della società, sui rapporti tra individuo e stato, tra bene comune e libertà individuale.

Il 25 luglio e i successivi avvenimenti modificarono il piano di lavoro impedendo altre sessioni di incontro e una più ampia partecipazione; la stesura definitiva fu pertanto affidata a Sergio Paronetto, Pasquale Saraceno, Ezio Vanoni, Giuseppe Capograssi che la completarono nel 1944; l’opera fu pubblicata nel 1945 con il titolo: “Per la comunità cristiana”, ma è conosciuta come: “Codice di Camaldoli”.

Una delle caratteristiche essenziali del “Codice” consiste nel porre la giustizia sociale tra i fini primari dello Stato, così come la salvaguardia della libertà. Evidente l’influenza che questa elaborazione ha avuto tra gli intellettuali cattolici dell’ala “sociale” della Democrazia Cristiana e nella stessa stesura della Carta Costituzionale.

Ne proponiamo per lo studio e la ricerca suddiviso nelle sue parti il testo.

Per una presentazione equilibrata del documento è utile il contributo di p. Francesco Occhetta «Puntualizzazioni critiche sul Codice di Camaldoli».

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L’uovo e il popolo ebraico

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

E quanto più li opprimevano, tanto più aumentavano e la popolazione si estendeva.

Shemòt 1;12

Chiesero gli alunni al proprio maestro: «Perché per celebrare l’uscita dall’Egitto mangiamo l’uovo sodo?».

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La goccia del colibrì S01 E05 – Investire in infrastrutture leggere per contrastare il consumo di suolo

da Rbe.it, Radio Beckwith Evangelica, radio locale comunitaria legata alla Chiesa Evangelica Valdese.

Trasmissione e podcast settimanale dedicato alla sostenibilità a cura di Roberto Cavallo, in collaborazione con AICA – Associazione Internazionale di Comunicazione Ambientale, Envi News e Cooperativa Erica.

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Scoprire Cristo tramite Dostoevskij. Tat’jana Kasatkina ospite di #SOUL

Tat’jana Kasatkina è una letterata di primo piano in Russia, un’accademica, e la più grande studiosa al mondo di Dostoevskij. Cristiana ortodossa, ha scoperto la fede in una cultura atea proprio leggendo L’Idiota del maggior classico russo.

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Non a destra non a sinistra non al centro ma in alto Anno 1° n. 3 Martedì 15 febbraio 1949 – di don Primo Mazzolari

da Ildialogo.org, Il dialogo – Periodico di cultura, politica, dialogo interreligioso dell’Irpinia.

Adesso è un quindicinale di impegno cristiano fondato da don Primo Mazzolari che vede la sua prima uscita il 15 gennaio del 1949. Don Primo Mazzolari, parroco di Bozzolo, un piccolo paese in provincia di Mantova fonda il quindicinale con l’intento di esprimere il momento della sfiducia nei confronti di una società migliore e diventa il simbolo dell’opposizione cristiana. La ragione del titolo e il programma appaiono nell’Editoriale del 15 gennaio 1949, mentre i cattolici sono al governo:

Adesso, non domani. All’infuori del caso che domani un altro possa far meglio ciò che io non so fare (la rivoluzione cristiana non fa saltare la corteccia dell’albero con la dinamite) rimandare a domani è neghittosità e vigliaccheria. Adesso è un atto di coraggio. Un uomo d’onore non lascia agli altri la pesante eredità dei suoi adesso traditi.

Pubblichiamo il terzo editoriale dal titolo “Non a destra non a sinistra non al centro ma in alto” …

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Il Codice di Camaldoli. I – Lo Stato

Dal 18 al 24 luglio 1943 un gruppo di intellettuali cattolici – laici e religiosi – si riunì, presso il monastero benedettino di Camaldoli, con l’intento di confrontarsi sul magistero sociale della Chiesa sui problemi della società, sui rapporti tra individuo e stato, tra bene comune e libertà individuale.

Il 25 luglio e i successivi avvenimenti modificarono il piano di lavoro impedendo altre sessioni di incontro e una più ampia partecipazione; la stesura definitiva fu pertanto affidata a Sergio Paronetto, Pasquale Saraceno, Ezio Vanoni, Giuseppe Capograssi che la completarono nel 1944; l’opera fu pubblicata nel 1945 con il titolo: “Per la comunità cristiana”, ma è conosciuta come: “Codice di Camaldoli”.

Una delle caratteristiche essenziali del “Codice” consiste nel porre la giustizia sociale tra i fini primari dello Stato, così come la salvaguardia della libertà. Evidente l’influenza che questa elaborazione ha avuto tra gli intellettuali cattolici dell’ala “sociale” della Democrazia Cristiana e nella stessa stesura della Carta Costituzionale.

Ne proponiamo per lo studio e la ricerca suddiviso nelle sue parti il testo.

Per una presentazione equilibrata del documento è utile il contributo di p. Francesco Occhetta «Puntualizzazioni critiche sul Codice di Camaldoli».

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Intelligenza Artificiale e scienze etiche. Paolo Benanti ospite di #SOUL con Monica Mondo

Paolo Benanti, sacerdote del Terz’Ordine Francescano Regolare, è tra i massimi esperti in Italia di Intelligenza Artificiale e delle scienze etiche che derivano dalle problematiche ad essa connesse: il rapporto uomo-macchina, la libertà contro il determinismo, la necessità di contaminare l’informatica con il dubbio, e quindi la morale.

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