Principi fondanti della Dottrina Sociale della Chiesa: Mons. Filippo Santoro introduce il principio della DSC sul Bene Comune

Cantieri di LavOro: dopo le Settimane Sociali dei Cattolici Italiani di Cagliari l’impegno della CEI per supportare il lavoro e le buone pratiche che lo perseguono continua.
Un ciclo di brevi video, di spunti di riflessione sui principi fondanti della Dottrina Sociale della Chiesa e sulla loro applicazione ci arriva dalle parole di S.E. Mons. Filippo Santoro e dai membri del Comitato Scientifico-Organizzatore delle Settimane Sociali che ci guidano a riscoprire la Pastorale Sociale del Lavoro come quotidiana applicazione del Vangelo nella vita di ognuno di noi.


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Principi fondanti della Dottrina Sociale della Chiesa: S.E. Mons. Santoro spiega il primo principio della pastorale sociale e della dignità del lavoro

Cantieri di LavOro: dopo le Settimane Sociali dei Cattolici Italiani di Cagliari l’impegno della CEI per supportare il lavoro e le buone pratiche che lo perseguono continua.
Un ciclo di brevi video, di spunti di riflessione sui principi fondanti della Dottrina Sociale della Chiesa e sulla loro applicazione ci arriva dalle parole di S.E. Mons. Filippo Santoro e dai membri del Comitato Scientifico-Organizzatore delle Settimane Sociali che ci guidano a riscoprire la Pastorale Sociale del Lavoro come quotidiana applicazione del Vangelo nella vita di ognuno di noi.

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La fedeltà ai poveri. Il discorso di papa Francesco alle ACLI in occasione del 70° di fondazione

In attesa di riaffrontare il basilare tema della “fedeltà ai poveri” con don Giovanni Nicolini il 20 e 21 ottobre nella due giorni delle ACLI di Como e di Sondrio a Bologna, riproponiamo il discorso che papa Francesco propose alle ACLI il 23 maggio 2015 in occasione dell’udienza nell’Aula Paolo VI a Roma per il 70° di fondazione (in fondo al testo del discorso riportiamo un video un po’ più ampio dell’udienza).

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Giovanni Battista Montini e le ACLI. Il “Movimento sociale dei lavoratori cristiani”: Espansione, fedeltà e ricerca di identità

Dopo l’attentato alla vita di Palmiro Togliatti del 14 luglio e lo sciopero generale proclamato dalla Cgil, la corrente sindacale cristiana e le Acli sono ormai pronte a decretare la scissione che è nell’aria da tempo. Il congresso straordinario del 15-18 settembre 1948 dà via libera alla costituzione di una nuova esperienza sindacale che si sviluppa, sotto l’impulso di Giulio Pastore, su principi di indipendenza e non confessionalità: la Libera Cgil, che dal 1950 assume il nome di Cisl.

20180910 Paolo VI e acli 1

Le Acli, alla cui guida viene confermato Storchi, si danno la nuova definizione statutaria di “movimento sociale dei lavoratori cristiani”.

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Lidia Maggi: meditazione biblica al sinodo valdese

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Allora Tamar si tolse le vesti da vedova e si coprì d’un velo.

Genesi 38,14

Se almeno una volta nella vita ti è capitato di brancolare nel buio senza sapere dove andare, la strada sbarrata, nessuna apertura verso il futuro …

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Livio Labor: l’omaggio delle Acli al grande aclista e politico “difensore dei deboli” a INS2018

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

La storia, la politica, la società e la cultura di un Paese spesso si plasmano, tracciano percorsi, compiono svolte, grazie alle personalità che le hanno attraversate, alla vita che hanno vissuto, ai valori che hanno fatto propri, alle idee per cui si sono battuti e che hanno divulgato.

Livio Labor, politico, sindacalista e indimenticato presidente delle Acli, è innegabilmente una delle grandi personalità che hanno attraversato il ‘900: una vita, una storia che hanno indicato una strada e lasciato un segno importante nel mondo cattolico, del lavoro, del sindacato, contribuendo in maniera importante a delineare la presenza cattolica nel dibattito politico e sindacale.

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Oltre il principio della Sovranità

da Circolidossetti.it, Circoli Dossetti, eremo e metropoli.

Proponiamo un minisaggio di Luca Emilio Caputo sul tema della sovranità e del sovranismo apparso qualche mese fa sul sito dei Circoli Dossetti per “fare spazio alla comunicazione, all’ascolto e al discernimento”.

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L’incontro in Galilea. Omelia di padre Giovanni Privalov

Padre Giovanni Privalov è nato il 14 maggio 1971 ed è sacerdote nella diocesi ortodossa della regione di Arkhangelsk e Kholmogory in Russia. E’ stato ordinato sacerdote nel 1992. Dal 27 aprile 1993 al 11 gennaio 2013 è stato parroco titolare della parrocchia di Santo-Sretenie a Zaostrovie. Dal 11 gennaio 2013 e’ stato trasferito alla cattedrale di Sant’Elia ad Arkhangelsk. E’ stato ospite due volte presso le Acli in Italia (sia al Circolo di Arosio, sia a Motta di Campodolcino) e ha sempre dimostrato un’amicizia e una semplicità non comuni. Si è sempre presentato a noi, come un uomo che, come dice nella sua omelia, ci faceva “capire le cose più importanti, quelle che riguardavano l’Amore”.

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Paolo VI: il Papa che amava le Acli e il mondo del lavoro

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Paolo VI, che alla fine del conflitto mondiale era sostituto della Segreteria di Stato sotto il pontificato di Pio XII, contribuì alla fondazione delle Acli avendo chiara la necessità di un’organizzazione che “formasse solidamente nella dottrina sociale cristiana”, come la corrente cristiana del nuovo sindacato unitario.

Le Acli, nell’idea del Papa e dell’allora sostituto della Segreteria Montini, dovevano curare la formazione religiosa, morale e sociale del lavoratori cristiani, contribuendo a salvaguardare  la specificità e il patrimonio ideale del cattolicesimo sociale.

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Gig economy, nuovo dossier Acli: i rider non sono solo giovani e disoccupati

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

I rider sono solo il 10% dei circa 700 mila lavoratori appartenenti alla cosiddetta gig economy, l’economia dei lavoretti intermediata da piattaforme digitali, come Amazon, Uber e Deliveroo. È questo uno dei dati che emerge dall’ultimo dossier Acli che si occupa di approfondire un fenomeno in grande espansione nel nostro Paese.

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“Primo ufficio dell’uomo”. I mestieri di Primo Levi

da Primolevi.it, il sito del Centro internazionale di studi Primo Levi.

Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono. Questa sconfinata regione, la regione del rusco, del boulot, del job, insomma del lavoro quotidiano, è meno nota dell’Antartide, e per un triste e misterioso fenomeno avviene che ne parlano di più, e con più clamore, proprio coloro che meno l’hanno percorsa. Per esaltare il lavoro, nelle cerimonie ufficiali viene mobilitata una retorica insidiosa, cinicamente fondata sulla considerazione che un elogio o una medaglia costano molto meno di un aumento di paga e rendono di più; però esiste anche una retorica di segno opposto, non cinica ma profondamente stupida, che tende a denigrarlo, a dipingerlo vile, come se del lavoro, proprio od altrui, si potesse fare a meno, non solo in Utopia ma oggi e qui: come se chi sa lavorare fosse per definizione un servo, e come se, per converso, chi lavorare non sa, o sa male, o non vuole, fosse per ciò stesso un uomo libero. È malinconicamente vero che molti lavori non sono amabili, ma è nocivo scendere in campo carichi di odio preconcetto: chi lo fa, si condanna per la vita a odiare non solo il lavoro, ma se stesso e il mondo. Si può e si deve combattere perché il frutto del lavoro rimanga nelle mani di chi lo fa, e perché il lavoro stesso non sia una pena, ma l’amore o rispettivamente l’odio per l’opera sono un dato interno, originario, che dipende molto dalla storia dell’individuo, e meno di quanto si creda dalle strutture produttive entro cui il lavoro si svolge.

Primo Levi, La chiave a stella

Il  documentario “Primo ufficio dell’uomo”. I mestieri di Primo Levi, è stato realizzato allo scopo di ripensare, attraverso l’esperienza e le opere di Primo Levi, un tema cruciale del nostro presente: il ruolo del lavoro nella vita degli individui e all’interno della società.

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I diamanti della Torah II: La luce delle donne illumina lo Shabbat

Dopo il successo della prima edizione, torna on line la web series I Diamanti della Torah. Nella seconda stagione il Rabbino Shalom Hazan con Fabio Perugia scaverà nell’anima dei precetti ebraici. Puntata dedicata al precetto dell’accensione delle candele in onore dello Shabbàt. Clicca chabadroma.org/2282363 per ulteriori informazioni sullo Shabbàt e le candele.

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I prossimi trent’anni…o giù di lì

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Chi pensasse che l’Italia e l’Europa abbiano diversi problemi cui applicarsi avrebbe certo buone e note ragioni da far valere.

Il progetto europeo è in una fase di stallo politico e istituzionale ormai conclamato, per ragioni antiche e per cause recenti.

Quelle antiche afferiscono alla incompiutezza di un consolidamento istituzionale necessario ma sempre rinviato: l’incapacità – per essere stringati – di dotarsi di un modello di governance compatibile con l’ambizione di una moneta unica.

Le cause recenti sono invece l’insorgenza di pulsioni identitarie e sovraniste in diversi Paesi, compresa la solida Germania, che utilizzano come innesco polemico il fenomeno immigratorio e danno la stura a istanze rivendicazioniste di ogni sorta.

Tra le ragioni antiche e le cause recenti vi è indubbiamente un nesso. Brexit ne è stata a suo modo una eloquente esemplificazione.

Venendo al nostro Paese il discorso è diverso, ma non troppo.

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Benedetta Economia! – Puntata del 12 novembre 2017 (Vite sacrificate alla carriera)

È Cesare Romiti, ex amministratore della Fiat, l’ospite principale della terza puntata di “Benedetta economia!”. A lui il professor Luigino Bruni propone la lettura di un brano del libro di Isaia (Capitolo 1, 1-23) nel quale Dio rifiuta e contesta i sacrifici inutili. Il legame con la realtà dei giorni nostri è nella pratica di una economia che contempla l’ipotesi di imprese pronte a farsi “divinità” e a chiedere il sacrifico della vita privata ai dipendenti di più alto livello.

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«Senza unità sul lavoro non torna il sole» di Pierre Carniti

È morto a Roma, a 81 anni, lo storico sindacalista Pierre Carniti. Nato a Castellone, in provincia di Cremona, nel 1936, nipote della poetessa Alda Merini, è stato segretario della Cisl dal 1979 al 1985. Parlamentare europeo per due legislature, dal 1989 al 1999, Carniti è stato anche senatore, eletto con il Psi, nel 1993 e nel 1994.

Per ricordarlo proponiamo il suo discorso al convegno organizzato il 6 dicembre per celebrare i suoi 80 anni (da Eguaglianzaeliberta.it, EL online Eguaglianza & Libertà rivista di critica sociale). In quell’occasione le Edizioni Lavoro pubblicarono un libro (“Pensiero, azione e autonomia”) con un racconto autobiografico, vari saggi e dieci testimonianze di protagonisti del mondo sindacale. 

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Benedetta Economia! – Puntata del 5 novembre 2017 (Imprese e Misericordia)

E’ possibile la misericordia nel mondo delle imprese? C’è spazio per il perdono sui luoghi di lavoro? Sono gli interrogativi intorno ai quali ruota la seconda puntata di “Benedetta economia!”, nella quale il professor Luigino Bruni offre una lettura “economica” della parabola del Figliol Prodigo (Luca 15, 11 -32).

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Benedetta economia! – Puntata del 29 ottobre 2017 (Lavoratori o schiavi?)

‘Benedetta economia!’ è il nuovo programma di Tv2000 che propone una lettura inedita dell’economia dei nostri giorni per scoprire cosa ci sia di antico e di nuovo all’origine di quella ‘economia dell’esclusione e dell’iniquità’ condannata da Papa Francesco nell’esortazione apostolica ’Evangelii Gaudium’.
Luigino Bruni, economista, docente della Lumsa e appassionato biblista, e Susanna Camusso, segretaria generale della CGIL, si confrontano in studio su alcune delle contraddizioni dell’economia del terzo millennio: la precarietà del lavoro, un capitalismo piegato alle logiche della finanza speculativa, un mondo del commercio senza orari né feste, le differenze ormai abissali tra gli stipendi degli operai e quelli dei manager, l’inganno di una meritocrazia che finisce per assegnare ai poveri l’intera colpa della loro condizione.

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