Detengono armi da fuoco, si sentono vittime

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

L’immagine messa online qualche giorno fa era stata pensata e costruita con cura e poi diffusa largamente tramite i social. Si vede una giovane donna da dietro, dai capelli lunghi, che indossa un vestito bianco grazioso, scarpe col tacco e una grossa arma da fuoco che pende dalla schiena. Si tratta della neo-laureata Kaitlin Bennett, che voleva fare un gesto politico per sottolineare il suo diritto, come cittadina americana, di portare le armi, in questo caso un ArmaLite AR-10. In una seconda foto, gira la testa per guardarci con uno sguardo un po’ da flirt e ci fa vedere il suo cappellino di laureata sul quale ha disegnato la sua arma preferita insieme alla frase «Vieni a prenderlo».

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Avere pietà dei bisognosi

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Chi offende il povero offende colui che l’ha fatto ma chi ha pietà del bisognoso, lo onora.

Pr 14, 31

La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino.

Fil 4, 5

Perché mai Dio prende le parti, così spesso, dei poveri?

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Le tre passioni di Paolo VI

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo.

In questi giorni Papa Francesco ha tenuto il concistoro pubblico durante il quale ha annunciato le date e i luoghi decisi per la canonizzazione di alcuni beati tra i quali Paolo VI e Oscar Arnulfo Romero (14 ottobre a Roma – ndr.). Monsignor Guido Mazzotta, decano della facoltà di Filosofia alla Pontificia Università Urbaniana, è stato relatore della causa per Giovan Battista Montini ed ha lavorato alla “positio” fin dal 1999. Ci riceve nella sua abitazione nel rione Monti, accanto alla chiesa dedicata alla Madonna, per approfondire la figura di questo grande Papa, a volte incompreso.

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Nativi Precari

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Molti dei giovani nati negli ultimi venti o trent’anni hanno visto e vissuto storie di disoccupazione, di precarietà, di instabilità. A partire da quelle vissute dai loro genitori o dai loro fratelli maggiori. Sono quelli che una recente ricerca delle Acli descrive come “nativi precari”, cioè giovani nati in famiglie nelle quali i genitori hanno perso stabilità lavorativa, reddituale, di status. Gianfranco Zucca, che ha curato questa ricerca assieme a un gruppo di ricercatori sociali, ha messo in luce alcuni aspetti interessanti. Qui ci limitiamo a citarne due e a fare un breve commento.

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Il maiale e la rotondità del mondo

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Sento spesso ripetere che Dio (se c’è) avrebbe proibito il maiale perché fa male. Colesterolo, trigliceridi, ipertensione, semina di tumori, un’abbondanza di prove cliniche al servizio di un’idea semplice: anche nel caso del maiale la scienza moderna conferma le antiche Rivelazioni. L’apologia razionale dei precetti divini non è in realtà cosa nuova.

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Il primo giorno. Mons. Capovilla ricorda i primi momenti del pontificato Papa Roncalli

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

Capovilla ricorda quel pomeriggio di cinquantacinque anni fa seduto sulla sua poltrona accanto alla finestra, qui a Cà Maitino, a Sotto il Monte, in questa casa dove Angelo Roncalli ha trascorso tante delle sue estati. Capovilla racconta, dice che è bene ricordare e ripetere, che anche cose inesatte sono state dette su quel 28 ottobre 1958 quando contro i pronostici un prete bergamasco diventato patriarca di Venezia venne eletto Papa della Chiesa cattolica, della Chiesa universale. Capovilla sorride appena, scuote la testa, tocca il crocifisso che ha sul petto, inizia il racconto da un particolare di anni dopo.

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La devozione mariana nella storia della Chiesa. Una conferenza e un articolo di don Saverio Xeres

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

La devozione mariana non è soltanto un elemento costante della vita della Chiesa nei suoi duemila anni di storia; essa può essere a buon diritto considerata come un punto di osservazione profondo, interiore, dello spirito ecclesiale, dei suoi sviluppi e delle sue involuzioni. Maria, infatti, è l’immagine e il modello della Chiesa.

Più precisamente, modello della “forma” primitiva della Chiesa, quella delle origini: di qui l’intensificarsi del richiamo a Maria durante le fasi di maggiore tensione riformatrice della vicenda ecclesiale.

Conferenza di mons. Saverio Xeres tenuta alle Religiose della diocesi di Como il 25 aprile 2018 presso la casa dei Padri Missionari Saveriani a Tavernerio (Como)

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Israele-Palestina. Le dichiarazioni delle Chiese dopo le vittime al confine con Gaza e l’apertura dell’ambasciata USA a Gerusalemme

Pubblichiamo le dichiarazioni dell’Assemblea degli Ordinari cattolici della Terra Santa, quelle delle principali sigle luterane mondiali e quelle del Consiglio nazionale delle chiese statunitensi sulle violenze di questi giorni.

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Oeconomicae et pecuniariae quaestiones. Considerazioni per un discernimento etico circa alcuni aspetti dell’attuale sistema economico-finanziario

Proponiamo il documento di due dicasteri vaticani, la Congregazione per la dottrina della fede e il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, per aiutare ad “elaborare nuove forme di economia e finanza, le cui prassi e regole siano rivolte al progresso del bene comune e rispettose della dignità”. 

Esso vuole rispondere alla necessità “di intraprendere una riflessione etica circa taluni aspetti dell’intermediazione finanziaria, il cui funzionamento, quando è stato slegato da adeguati fondamenti antropologici e morali, non solo ha prodotto palesi abusi ed ingiustizie, ma si è anche rivelato capace di creare crisi sistemiche e di portata mondiale”.

Il cuore del documento è articolato in due capitoli, dedicati ad enucleare “elementari considerazioni di fondo” per poi formulare alcune ben dettagliate “puntualizzazioni nel contesto odierno”.

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“Cammino di introduzione al Corano ed all’Islam” di fratel Ignazio De Francesco della comunità di Monte Sole

da Famigliedellavisitazione.it, il sito dell’Associazione di fedeli della diocesi di Bologna “Famiglie della Visitazione”.

Un cammino di introduzione al Corano

Primo annuncio di don Giovanni Nicolini: Sabato 28 febbraio 2015.

Amiche e amici carissimi, vi comunico la notizia di un’iniziativa che ritengo di grande importanza e che desidero aperta a tutti.

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“Cammino di introduzione al Corano ed all’Islam” di fratel Ignazio De Francesco della comunità di Monte Sole. Incontro n. 7 (17 giugno 2015)

da Famigliedellavisitazione.it, il sito dell’Associazione di fedeli della diocesi di Bologna “Famiglie della Visitazione”.

Con l’incontro di mercoledì 17 giugno 2015 si è concluso c/o la parrocchia di S. Antonio alla Dozza (Bologna) il ciclo di incontri per un “cammino di introduzione al Corano ed all’Islam”.

Relatore:
fratel Ignazio De Francesco della comunità di Monte Sole.

Quì il collegamento al programma completo degli incontri con i rimandi alle registrazioni audio delle relazioni svolte durante tutto il corso.

Di seguito pubblichiamo le registrazioni audio del settimo ed ultimo incontro di mercoledì 17 giugno 2015 con tema: Quale immagine di uomo e donna, di umanità, nella tradizione islamica, soprattutto alla luce del Gesù del Corano?

Introduzione al Corano e all’Islam. Incontro n. 7, relazione di Ignazio De Francesco – file audio

 

Introduzione al Corano e all’Islam. Incontro n. 7, domande – file audio

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I diamanti della Torah: Ciao Rav, ma quando arriva il Messia?

Che lingua parla l’anima? Che riposo è lo Shabbat? Che cos’è il pane che non si mangia chiamato challà? Se D-o è uno perché ha diversi nomi? A cosa serve la mitzvà? Le risposte a tutte queste domande sull’ebraismo, e molto altro, le troviamo, in modo chiaro e conciso, nella miniserie I diamanti della Torah online su Youtube.

Cosa significa “la redenzione” nell’ebraismo?

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Coordinamento Nazionale Donne Acli: Per la festa della mamma riportare al centro la questione del lavoro femminile

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

“La Festa della Mamma, che in Italia si festeggia domenica prossima, riporta al centro dell’attenzione la questione del lavoro femminile, la conciliazione dei tempi di lavoro e vita, le difficoltà, per le mamme, a trovare lavoro”. Questo il richiamo di Agnese Ranghelli, Coordinatrice nazionale delle Donne delle Acli, che osserva come “nel resto del mondo la mamma si festeggia in data fissa, l’8 maggio. In Italia, non a caso, si festeggia, invece, la seconda domenica di maggio. Questo perché” spiega Ranghelli “si è voluto proprio sottolineare il tema della domenica come giorno del riposo delle mamme lavoratrici, in cui esse possano essere festeggiate dalla famiglia”.

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I nonni dell’arcobaleno

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Sono cresciuto nell’ingenua convinzione che il razzismo fosse una cosa morta e sepolta, roba da libri di storia, traccia letteraria di tragedie passate, anche se da poco. Insomma un argomento da tenere a mente il tempo necessario per passare l’interrogazione, ma senza nessuna attinenza con la (allora) giovane vita della mia generazione. Cose da vecchi, “di una volta”. Una conferma mi venne da Luigi Luca Cavalli-Sforza, lo scienziato di fama internazionale che tanto ha scritto per mostrare, dal punto di vista strettamente genetico, l’esistenza di una sola razza umana. Quindi nessuna base scientifica per il razzismo: tutti gli elementi che sono serviti a costruire teorie razziali, come il colore della pelle e altri prominenti tratti somatici, non sono che l’effetto di adattamenti climatici. La nuova eruzione di sentimenti razzisti, così dilaganti e virulenti, mi ha quindi dapprima solo stupito. Poi spaventato.

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40 anni e 100 passi. Intervista a Franca Imbergamo, pubblico ministero al processo per la morte di Peppino Impastato

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Parlava, parlava, Giuseppe Impastato, per tutti Peppino. Dai microfoni di Radio Aut, dai palchi e dalle piazze della sua Cinisi, nei cortei; denunciava e sfotteva la mafia, con un coraggio inaudito. Raccontava di affari e crimini, irrideva il capomafia Gaetano Badalamenti, la cui casa si trovava ad appena cento passi dalla sua. Lottava al fianco dei disoccupati, dei contadini. Per lui, nato in una famiglia mafiosa doc, la sfida e il pericolo erano doppi, tripli.

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More limits. Troppi morti in montagna: una riflessione sul concetto di limite

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Il logo «no limits» associato a una nota marca di orologi sportivi di pregio risale al 1991. Era caduto il muro di Berlino, non si parlava ancora di globalizzazione, non c’erano gli smartphone o le previsioni meteo sul web. Ricordo le riviste di montagna con pagine di pubblicità sul tema, dove alpinisti-atleti trasmettevano il messaggio che con la tecnologia e gli strumenti giusti si potevano superare i propri limiti, sino proprio a non averne più.

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Ricordare Moro attraverso Dossetti

da Circolidossetti.it, Circoli Dossetti, eremo e metropoli.

In questi giorni, che precedono il Quarantesimo dell’ assassinio di Aldo Moro, la sua figura e la sua esperienza politica sono state da tante parti esplorate e rievocate, sotto diverse luci: opportunamente, poiché l’alto spessore umano, accademico, politico e spirituale dello statista pugliese ci conduce necessariamente alla necessità di studiarlo e ripercorrerlo sotto molteplici aspetti.

Noi, prendendo le mosse dall’ articolo a firma di Gianni Festa, comparso su Avvenire di ieri, 8 maggio, abbiamo scelto di fare nostra la lettura che don Giuseppe Dossetti, suo amico e che con lui e La Pira aveva condiviso molto più che l’esperienza alla Costituente, fece della tragica vicenda del rapimento e dell’assassinio di Moro. Quei fatti spensero, con Moro, la più vivida luce di cui l’Italia disponeva, sul versante politico, in quegli anni tragici, e che proprio per questo è certamente molto significativa: il rapimento e l’uccisione di Moro sono, senza dubbio, l’ evento apicale e simbolicamente più profondo di una stagione, politica e istituzionale, così difficile da mettere in discussione la stessa tenuta democratica del nostro Paese.

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