Un carisma da vivere. La lezione di Max Weber

da Voceevangelica.it, «La Voce Evangelica» Giornale protestante on-line.

A cento anni dalla morte del sociologo Max Weber (1864-1920), la sua opera, e, in particolare L’etica protestante e lo spirito del capitalismo, guida in alcune riflessioni, che potrebbero persino migliorare la vita. E continua a fornire spunti profetici rispetto al panorama religioso contemporaneo. In particolare è interessante riflettere sulla religione come fattore d’innovazione sociale. La crescita di una particolare forma di cristianesimo carismatico-pentecostale include, tra l’altro, un annuncio di speranza capace di concretizzarsi nell’emancipazione sociale. Quali e quante conseguenze ciò è in grado di produrre specialmente nelle comunità giovani, con alte percentuali d’immigrati? Sembra proprio che possa accompagnarne con successo l’evoluzione e l’inclusione.

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Dal Dio senza nome – da “Predigten, Traktate, Sprüche” di Meister Eckhart

Tudor Pectu ci presenta la sua traduzione di alcuni pensieri in riferimento al Dio senza nome presenti in un libro molto noto di Meister Eckhart, “Predikten, Traktate, Sprüche”. Eckhart von Hochheim, meglio conosciuto come Meister Eckhart (Tambach-Dietharz o Hochheim, 1260 – Colonia o Avignone, 1327/1328), è stato un teologo e religioso tedesco. È stato uno dei più importanti teologi, filosofi e mistici renani del Medioevo cristiano, e ha segnato profondamente la storia del pensiero tedesco. La teologia di Eckhart si basava sul principio dei una unione mistica dell’anima con Dio, tesi che gli procurò accuse di panteismo. Scrivendo in tedesco oltre che in latino, Eckhart esercitò una profonda influenza sulla crescita della lingua tedesca. Gli idealisti tedeschi lo considerarono un precursore, mentre gli studiosi contemporanei hanno individuato la sua influenza sul protestantesimo e l’esistenzialismo, svelando persino analogie con il buddhismo Zen.

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Le religioni sanno ridere? Cristiani, ebrei, musulmani e buddisti tra avversione al riso e apertura alla gioia

da Voceevangelica.ch, Chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera.

Anche se tutti hanno in mente qualche barzelletta sul paradiso o qualche storiella ebraica, la religione è solitamente presentata con un volto austero più che sorridente. L’idea secondo cui le religioni diffidano del riso è all’origine del romanzo di Umberto Eco “Il nome della rosa”, in cui un monaco benedettino assassina i suoi simili per impedire loro di diffondere un testo di Aristotele sul ridere.

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La storia e l’evoluzione dell’Ortodossia occidentale. Intervista di Tudor Petcu a l’arciprete ortodosso Jean-François Var

Jean-François Var è arciprete della Chiesa ortodossa d’Europa, una chiesa che mantiene l’ortodossia di rito occidentale.

Innanzitutto, apprezzerei molto se Lei potesse spiegarmi qual è il significato dell’ortodossia nei suoi occhi. Crede che l’essenza dell’ortodossia sia la passione per la saggezza o, in altre parole, l’amore per la saggezza?

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La protezione degli esseri senzienti nel buddhismo

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

In tutte le tradizioni buddhiste c’è sempre il massimo rispetto per ogni forma di vita. Il mondo animale ha un’importanza particolare perché rappresenta una delle sei possibilità di vita e rinascita. La sofferenza è doppiamente presente nella vita animale, perché è inclusa anche quella inflitta dagli esseri umani, quest’ultima da evitarsi il più possibile in favore della compassione. Continua a leggere

Thomas Merton: Domande e risposte tra Tudor Petcu e Gianni Tadolini

Proponiamo l’intervista di Tudor Petcu a Gianni Tadolini sulla figura di Thomas Merton. Gianni Tadolini è iscritto all’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna, coordinatore della Sez. di Neuroscienze della Ass. “G.M. Balzarini”, coordinatore del Gruppo P.A.C. – Psicologia Animale Comparata – Italia, membro O.S.A. – Oltre la Sperimentazione Animale – associazione scientifica, membro della Associazione Thomas Merton – Italia – associazione culturale, membro di “Essere Animali” – associazione animalista. Scrive Tadolini sul suo sito http://www.gianni-tadolini.it/ a proposito del suo “incontro” con Merton: «Il mio rapporto con Thomas Merton nasce nell’anno stesso in cui Merton muore, il 1968. Merton muore ancora giovane, dopo 26 anni trascorsi nell’abbazia trappista di Nostra Signora del Getsemani, nel Kentucky: io avevo compiuto 18 anni. Nella primavera mio padre aveva acquistato, in una bancarella di libri usati, Nessun uomo è un’isola, un saggio di Merton dei primi anni cinquanta, uscito in seguito anche in italiano per le edizioni Garzanti. Non credo che mio padre lo abbia mai letto, ma lo lessi io».

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Intervista a Klaus Kenneth su padre Sophrony dell’Essex. A cura di Tudor Petcu

Proponiamo l’intervista di Tudor Petcu a Klaus Kenneth su padre Sophrony dell’Essex. Sia Klaus Kenneth che padre Sophrony sono personaggi molto significativi e per certi versi unici. 

Nato a Mosca nel 1896, Sofronio (Sakharov) vi studia Belle Arti. A motivo della situazione dominante in Russia fugge all’estero, stabilendosi, nel 1922, a Parigi. Nella capitale francese si dedica alla pittura; lì, grazie al contatto con il Dio personale della fede cristiana, abbandona il misticismo orientale degli anni della prima giovinezza. Nel 1925 raggiunge il Monte Athos, dove si fa monaco nel monastero russo di Haghiou Panteleimonos e dove conosce il futuro san Silvano, che lo segna profondamente e di cui diviene discepolo. Ordinato diacono nel 1930 e prete nel 1941, ritorna in Francia dopo la seconda guerra mondiale, per trasmettere il messaggio del suo padre spirituale (ne pubblicherà la biografia, che, tradotta in varie lingue, in italiano è apparsa con il titolo: Silvano del Monte Athos – 1866-1938. Vita, dottrina, scritti). Dopo alcuni anni di permanenza in terra francese, si stabilisce nel 1959 in Inghilterra, dove fonda il Monastero d San Giovanni Battista, nella contea dell’Essex. Muore l’11 luglio 1993 a 96 anni di età.

Klaus Kenneth è nato in Cecoslovacchia nel 1945. Ha avuto un’infanzia travagliata che alla fine ha portato a comportamenti criminali e alla reclusione da adolescente e da giovane adulto. Successivamente inizia una ricerca spirituale e intraprende molti viaggi. Si dedica all’occulto, alla meditazione trascendentale, alla droga, alla levitazione, all’estasi, ecc. Tutto questo lo porta su un sentiero verso l’induismo, e per imparare l’induismo si trasferisce a Calcutta, in India. In India ha incontrato molti guru e persino Madre Teresa. Nel 1978 si dichiara definitivamente disilluso dall’induismo e va in Terra Santa. Subito dopo viene attratto dal buddismo. Nel 1983 ha incontrato padre Sofronio a Losanna e in Inghilterra, e nel 1986 è stato battezzato ortodosso a Ginevra con l’anziano Sofronio come padre spirituale.

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“Le tavolette di Bahá’u’lláh”: parte del nuovo messaggio divino. Una recensione a cura di Tudor Petcu

Il nostro amico e collaboratore dott. Tudor Petcu ci invia dalla Romania un articolo con una recensione di un testo sacro dei fedeli Bahá’í insieme ad una prima introduzione a questa religione di origine islamica nata nel XIX secolo.

Presenti fin dagli inizi del XX secolo, prima della Seconda guerra mondiale i Bahá’í in Italia sono poche decine. In seguito il loro numero va gradatamente aumentando, fino alla formazione di un’Assemblea Spirituale Nazionale Italo-Svizzera nel 1953 e di un’Assemblea Spirituale Nazionale Italiana nel 1962, riconosciuta dallo Stato Italiano nel 1966. Attualmente sono presenti circa 3.000 fedeli, sparsi in un totale di cinquecento località sul territorio. Fra i Bahá’í italiani spicca la figura di Alessandro Bausani (1921-1989), iranista e islamista di fama internazionale. (da Cesnur.com, le religioni in Italia, un progetto a cura del CESNUR – Centro Studi sulle Nuove Religioni)

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Tre interviste a padre Camillo De Piaz

A cento anni dalla nascita di padre Camillo De Piaz proponiamo, oltre al breve profilo biografico apparso su Settimanalediocesidicomo.it, anche tre interviste: la prima, a cura di Paolo Tognina all’interno del filmato “Camillo De Piaz, un prete sulla frontiera”, realizzato nel 2008 per la rubrica Segni dei Tempi della Radio Televisione della Svizzera italiana, la seconda pubblicata sul mensile Una città nel 2004 mentre la terza, realizzata nel 2001 sul tema della memoria, è sul sito di Federico Bario. Segnaliamo anche il sito Camillodepiaz.it, a cura di Bruno Ciapponi Landi.

Cento anni dalla nascita di padre Camillo De Piaz

da Settimanalediocesidicomo.it

Sono passati cent’anni dalla nascita di Camillo De Piaz, avvenuta a Madonna di Tirano il 24 febbraio 1918; una lunga vita (muore nel gennaio del 2010) passata nel segno della coerenza e della fedeltà: coerenza anzitutto ai valori maturati negli anni di guerra, dopo essere stato assegnato, nel 1941, giovane padre servita, al convento di San Carlo a Milano; con lui, è l’amico di una vita, David Maria Turoldo. Insieme fanno del convento un punto di riferimento dell’antifascismo e della Resistenza milanese, così ricordato da Alda Merini: «Allora, in quella Milano di macerie, Davide e Camillo erano la luce di una città”.

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La Rivoluzione russa e il Cristianesimo

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Cento anni dopo la Grande Rivoluzione di ottobre (ma, in Occidente – con il calendario gregoriano – era già novembre!), lasciando sullo sfondo gli enormi problemi geopolitici e sociali che ne seguirono per la Russia, e per il mondo, vediamo con rapidi flash le conseguenze di quegli eventi per il Cristianesimo, ieri e oggi, in quell’immenso paese. Continua a leggere

Chi sono i “rohingya”?

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani. 

Salai Maung John è un laico del Myanmar, con studi nelle Filippine, primo birmano a ottenere un dottorato in teologia. Dirige un’associazione cattolica umanitaria e ha scritto su Concilium ( n. 3/2017) un interessante e documentato articolo sui rohingya musulmani del Myanmar. Continua a leggere

Salute e identità religiose, il libro del gruppo “Insieme per prenderci cura” presentato in Regione Lombardia

da Mosaico-cem.it, sito ufficiale della comunità ebraica di Milano.

Il rispetto delle identità e delle fedi è un tema di centrale importanza non solo nella quotidianità, ma specialmente negli ospedali e nei momenti delicati quando le cure mediche e il conforto spirituale possono unirsi fra loro, dando grandi benefici ai singoli e alla collettività. Con questo intento di abbinare scienza e religioni, spesso in disaccordo, lo scorso 6 giugno nella Sala Pirelli della Regione Lombardia è stato presentato il libro Salute e identità religiose. Per un approccio multiculturale alla persona, un volume breve ed efficace, realizzato dal gruppo Insieme per prenderci cura col Patrocinio della Regione Lombardia e scaricabile gratuitamente in e-book dal sito www.prendercicura.it. Continua a leggere