«Le due città dell’Apocalisse». Conferenza biblica di don Claudio Doglio

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Proponiamo dal Festival Biblico 2019 (Vicenza 22 maggio), la conferenza “Le due città dell’Apocalisse. Da Babilonia a Gerusalemme: la trasformazione escatologica”. Il relatore era don Claudio Doglio.

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«La cava di marmo», in memoria di un compagno di lavoro. Di Karol Wojtyla

Pubblichiamo la poesia scritta da Karol Wojtyla, papa Giovanni Paolo II, in memoria di un compagno di lavoro. Il titolo è “La cava di marmo” è venne scritta dal pontefice polacco ricordando la sua esperienza nelle cave di marmo prima della chiamata al sacerdozio. Erano i tempi della guerra quando Wojtyla venne inviato dai tedeschi alle cave. Qui conobbe la dignità del lavoro e di coloro che vi lavoravano. Uno di essi fu vittima di un incidente mortale e questa poesia è il ricordo toccante di quell’evento che rimase impresso nel cuore di Giovanni Paolo II. Il Santo polacco fu, oltre che grande uomo di Chiesa, anche un artista. La prova nelle poesie piene di sentimento che scrisse. Nel video sotto riportato possiamo ascoltare, letta dal grande interptrete Vittorio Gassman, proprio la poesia scritta da Giovanni paolo II in memoria di un compagno di lavoro nelle miniere. Le parole sono venate di sentimento e angoscia per la durezza della vita di quei lavoratori e per quella fine prematura descritta con colori vividi.

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Documento della Presidenza provinciale ACLI COMO sulle elezioni Europee e comunali del 26 maggio 2019

da Aclicomo.it, Acli provinciali di Como.

Le ACLI di Como invitano gli elettori ad esprimere il loro voto, in occasione delle elezioni europee e delle amministrative che interessano numerosi e importanti comuni della provincia.

Documento Presidenza provinciale ACLI COMO su elezioni Europee e comunali 26 maggio 2019

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Messaggio del Card. Turkson: Alla Comunità Scientifica in occasione del 4° Anniversario della Laudato Si’

Pubblichiamo di seguito il Messaggio del Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Em.mo Card. Peter Kodwo Appiah Turkson, alla Comunità Scientifica in occasione del 4° Anniversario dell’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco:

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Confessione all’alba

da Santa-rus.com, La Santa Rus’. Grazia e bellezza nell’incontro con la Santa Rus’.

“Ci vediamo domani mattina alle 7,30 alla Chiesa dell’Esaltazione della Croce vicino all’icona di san Nicola”. L’appuntamento per la confessione per un occidentale non poteva che essere più inusuale di così, soprattutto se si trattava di alzarsi all’alba e di raggiungere una delle chiese della Lavra delle Grotte di Kiev sfidando il gelido inverno ucraino.

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Frode (lettura popolare della Bibbia)

da Profeziaeliberazione.blogspot.com, Profezia e Liberazione “L’uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà” (GS 17).

Ci sono situazioni in cui promuovere il bene comune diventa un peso opprimente, ad esempio quando viene il momento di pagare le tasse. Da sempre infatti il contributo economico alla collettività, reso attraverso il sistema fiscale o in obbedienza a prescrizioni etiche, magari motivate religiosamente, che impongono ai più abbienti di soccorrere i più indigenti (è il caso del dovere di elemosina che accomuna tante religioni), è avvertito come un’ingerenza, come una mano altrui indebitamente infilata nel proprio portafogli. Perché condividere con estranei un guadagno frutto del proprio lavoro, del proprio commercio, della propria attività artigianale, professionale, imprenditoriale? Perché ci deve essere una collettività, civile o religiosa, che impone in qualche modo di contribuire a un bene comune che si finisce per percepire sempre per l’altrui vantaggio e mai per il proprio? Per questo da sempre si studia come “evadere” tale “obbligo”.

Siamo soliti definire questo tentativo con la categoria della frode, che è utilizzata anche per l’inganno ai danni della propria controparte in affari: ad esempio quando si consegna all’acquirente una cosa diversa, per qualità o quantità, da quella pattuita, o si dichiara il falso rispetto all’origine e alla qualità di ciò che si vuol vendere. Il tutto con un solo scopo: guadagnare, avere di più, naturalmente a spese di qualcun altro.

Così, condanniamo senz’altro la disonestà di questi comportamenti, ma tendiamo talvolta a giustificarne le motivazioni. Per evitare questa ambivalenza, l’ebraico medioevale propone le parole geneivat da’at per indicare la “frode”. Tale interessante espressione può essere tradotta con latrocinio della mente, della conoscenza. Non nel senso di furto di quella che oggi chiameremmo proprietà intellettuale, ma di raggiro della buona fede e della conoscenza reciproca. Nel parlare di frode si fa cioè riferimento alla manipolazione della relazione interpersonale a proprio vantaggio: per questo la geneivat da’at è considerata dai rabbini il peggior caso di furto possibile, perché afferisce alla persona più che ai beni. Il valore alla base dell’interpretazione e della condanna della frode è quello relazionale (in senso sociale e religioso) ben più che il riferimento al rispetto della norma. Questa visione trova le sue radici nella Bibbia.

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Bereshit 15 Il rapporto tra Avraham e Lot. Di rav Alfonso Arbib

Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.

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Rileggere l’opera di papa Leone XIII in “Sintesi sociali” di don Luigi Sturzo: La personalità e la lungimiranza del papa della Rerum novarum

da Ildialogo.org, Il dialogo – Periodico di cultura, politica, dialogo interreligioso dell’Irpinia.

Don Luigi Sturzo, il prete politico siciliano fondatore del partito della Democrazia Cristiana, in un momento cruciale della nostra storia patria, in un suo libro del 1906, “Sintesi sociali”, edito a Roma per la Società Nazionale di Cultura, si sofferma su papa Leone XIII. Infatti il terzo capitolo del libro è intitolato: Leone XIII e la civiltà moderna” Oggi, potrebbe sembrare anacronistico e lontano questo rilievo, racchiude invece una lungimiranza profetica, in un momento storico in cui la Chiesa si dibatteva tra “cattolici conservatori” e in credenti che, invece, vedevano nel nuovo secolo ottime potenzialità di rinnovamento, alla luce pure della perdita dei domini territoriali della Chiesa e del pontefice non più sovrano assoluto di uno Stato.

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Come far rivivere una chiesa “morta”

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

La presbitera Frederica Mathewes-Green ci offre, e noi vi abbiamo tradotto in italiano, alcuni consigli pastorali su come far rivivere quelle chiese che sembrano aver fatto il loro tempo. Nelle chiese ortodosse in Italia una simile atmosfera si sente poco, a causa del recente arrivo di tanti immigrati ortodossi che hanno smosso la vita di quasi tutte le comunità, ma questi consigli sono sempre utili da imparare, perché tutte le comunità prima o poi passano i loro periodi di desolazione.

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#SantoDelGiorno di Giovanni Scifoni – 19 maggio – S. Celestino V, il papa che ha fatto ciaone

Dalla pagina facebook di Giovanni Scifoni, attore, scrittore, regista teatrale.

Prendo sempre in prestito solo alcuni aspetti della vita dei santi per innescare riflessioni di vario genere, la profondità di spirito e l’eroismo di questi grandi uomini. Il nostro Santo Del Giorno è un’esperimento creativo che nasce dalla gratitudine. I santi ispirano la vita e le scelte della nostra famiglia, da sempre.

Giovanni Scifoni

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«Il ballo dell’obbedienza», di Madeleine Delbrêl

Proponiamo un brano di Madeleine Delbrêl, dal titolo Il ballo dell’obbedienza. Poeticamente ci descrive la vita e il rapporto con Dio nella quotidianità come una danza in cui mettere tutte le forze e tutto se stessi, allo stesso modo del racconto biblico sul re David che balla follemente e vorticosamente davanti all’Arca. Il testo è tratto da Madeleine Delbrêl, Noi delle strade, P. Gribaudi editore.

Voce Carolina Gentili

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Fede e religione in Leonardo

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

vedendosi vicino alla morte, disputando de le cose catoliche, ritornando nella via buona, si ridusse a la fede cristiana con molti pianti. Laonde confesso e contrito, se bene è non poteva reggersi in piedi, sostenendosi nelle braccia de’ suoi amici e servi, volse divotamente pigliare il Santissimo Sacramento fuor del letto. Sopraggiunseli il re che spesso et amorevolmente lo soleva visitare; per il che egli per riverenza rizzatosi a sedere sul letto, contando il mal suo e gli accidenti di quello mostrava tuttavia quanto aveva offeso Dio e gli uomini del mondo, non avendo operato nell’arte come si conviene …

È un passaggio dello scritto di Giorgio Vasari sulla vita di Leonardo da Vinci (edito a Firenze nel 1550). Il ritorno all’ovile. In questo ultimo gesto Leonardo fu uomo del suo tempo in cui era inconcepibile vivere (e soprattutto morire) fuori dal controllo sociale che esercitava santa madre Chiesa. Leonardo si spense il 2 maggio 1519 nel castello di Cloux, presso Amboise, dove si era recato, nell’autunno del 1516, su invito di Francesco I re di Francia, ammiratore e amico del geniale artista.

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Messaggio del Santo Padre Francesco per l’evento “Economy of Francesco”

Dal 26 al 28 marzo 2020 avrà luogo ad Assisi l’evento dal titolo “Economy of Francesco”, iniziativa alla quale sono chiamati a partecipare giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo.

Pubblichiamo di seguito il Messaggio che il Santo Padre Francesco invia per la circostanza.

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Lettura e commento della Laudato si’: in comunicazione con tutto il Creato

da Comunitalaudatosi.org, il sito delle Comunità internazionali “Laudato si'” proposte da Diocesi di Rieti e Slow Food.

La testimonianza di san Francesco ci mostra anche che l’ecologia integrale richiede apertura verso categorie che trascendono il linguaggio delle scienze esatte o della biologia e ci collegano con l’essenza dell’umano. Così come succede quando ci innamoriamo di una persona, ogni volta che Francesco guardava il sole, la luna, gli animali più piccoli, la sua reazione era cantare, coinvolgendo nella sua lode tutte le altre creature. Egli entrava in comunicazione con tutto il creato, e predicava persino ai fiori e «li invitava a lodare e amare Iddio, come esseri dotati di ragione» (da Laudato si’, 11).

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Stupore e bellezza di un incontro

da Santa-rus.com, La Santa Rus’. Grazia e bellezza nell’incontro con la Santa Rus’.

La Santa Rus’ non è un’idea politica, non coincide con i confini della Federazione russa, non è una bandiera o un progetto imperiale. La Santa Rus’ è Vangelo incarnato, vita in Cristo, testimonianza di fede e di vita illuminata e tramandata attraverso i secoli dai grandi santi della Rus’, dai grandi principi Vladimir e Olga a san Sergio di Radonezh, da Job di Pochaev a Serafino di Sarov, fino alla innumerevole schiera di nuovi santi martiri del XX secolo.

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«I poveri fanno paura». Articolo su Adesso di don Primo Mazzolari

da Ildialogo.org, Il dialogo – Periodico di cultura, politica, dialogo interreligioso dell’Irpinia.

Incredibile che il più buono degli uomini, il più mansueto, colui che da secoli porta la croce di tutti, faccia paura!

Eppure, molti hanno paura del povero, come molti Farisei avevano paura di Cristo, non soltanto quando predicava, ma pur quando, condannato a morte, saliva il Calvario. Anche morto ave­vano così paura di Lui che misero le guardie al Sepolcro.

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Bereshit 14 I meriti di Avraham. Di rav Alfonso Arbib

Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.

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Nazione, Stato, Stato Nazione

da Pass.va, Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.

Sessione Plenaria 1-3 maggio 2019 | Nota concettuale – Oggi il mondo si trova ad affrontare la crescente minaccia di una rinascita nazionalista, la cui ideologia esclusivista porta inevitabilmente al rifiuto reciproco e a una conflittualità continua. Eppure la storia stessa dell’umanità ci insegna che, quando le nazioni mettono in comune le proprie potenzialità, esse possono coesistere, cooperare e perfino prosperare insieme.

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Quando volere è potere, il potere è violenza. Betsabea e Susanna, due storie bibliche di soprusi sulle donne – di Lidia Maggi, biblista e pastora battista

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Non ci piace pensare che ci siano pagine bibliche che, non solo mettono a tema la violenza, ma la raccontano nel dettaglio. E mentre chi legge si chiede come può la violenza essere parte della Parola di Dio, le Scritture rispondono che non possiamo parlare di umanità senza affrontare la violenza che la abita fin dall’adolescenza.

I racconti biblici che mettono in scena la violenza ci rivelano che essa ha sempre a che vedere con il potere: quello di un tiranno su un popolo, di un fratello sull’altro, di un uomo su una donna, di un sistema sociale sui più deboli. Se l’agire violento è fortemente legato al potere, c’è da aspettarsi di trovare nella Bibbia molte storie di violenza sulle donne.

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Come una pozza d’acqua nel deserto

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Partiture cucite nella fodera del cappotto, strumenti musicali smontati e camuffati nelle valigie, fogli pieni di musica arrotolati a foglia di tabacco e nascosti nella biancheria sporca dell’infermeria delle prigioni, accordi di pezzi per chitarra inseriti a mo’ di codice nei testi delle cartoline inviate dai Lager al proprio domicilio, concerti per pianoforte e orchestra scritti sulla parte pulita di carta per alimenti e sacchi di juta per la spalatura del carbone, concerti per strumento solista e orchestra scritti in tanti piccoli quaderni musicali e occultati tra gli indumenti degli internati nella camerata per bypassare i controlli delle guardie, fogli di musica inseriti nei libri della piccola biblioteca del Campo così da essere prelevati e nascosti dal deportato bibliotecario, inni religiosi disegnati sul terriccio dei campi di patate durante i lavori forzati così da essere ricostruiti a memoria la sera in camerata e stesi sulla carta igienica, gamelle per il rancio zeppe di melodie incise con un coltellino nascosto in qualche parte della camerata, canti con testi in forma strofica cantati da un Block all’altro la sera dopo l’appello e giunti intatti ai posteri come un gigantesco tam tam epocale; si potrebbe andare avanti a elencare i modi di creare musica concentrazionaria nonché gli stratagemmi per conservarla, tramandarla, fissarla su carta.

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