«Sono un intellettuale con quattro nonni contadini» – di Emmanuel Mounier

Emmanuel Mounier (Grenoble, 1º aprile 1905 – Parigi, 22 marzo 1950) è stato un filosofo francese, oltreché scrittore e giornalista, noto per aver definito la posizione filosofica del personalismo comunitario.

Fondò la rivista Esprit, la cui pubblicazione risultò punto di riferimento di un vasto settore del pensiero francese e del cristianesimo. Pubblicò anche diverse opere di carattere pedagogico, filosofico e politico.

Assieme a Jacques Maritain, rappresentò uno dei massimi esponenti del cattolicesimo politicamente impegnato.

Proponiamo un frammento dei diari (1933-1950) e delle lettere di Emmanuel Mounier, testimonianza dei suoi sentimenti e dei suoi rapporti.

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«Sono un montanaro» – di Emmanuel Mounier

Emmanuel Mounier (Grenoble, 1º aprile 1905 – Parigi, 22 marzo 1950) è stato un filosofo francese, oltreché scrittore e giornalista, noto per aver definito la posizione filosofica del personalismo comunitario.

Fondò la rivista Esprit, la cui pubblicazione risultò punto di riferimento di un vasto settore del pensiero francese e del cristianesimo. Pubblicò anche diverse opere di carattere pedagogico, filosofico e politico.

Assieme a Jacques Maritain, rappresentò uno dei massimi esponenti del cattolicesimo politicamente impegnato.

Proponiamo un frammento dei diari (1933-1950) e delle lettere di Emmanuel Mounier, testimonianza dei suoi sentimenti e dei suoi rapporti.

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I tesori dimenticati e nascosti della filosofia russa. Interviste a cura di Tudor Petcu

Pubblichiamo una intervista a cura di Tudor Pectu sui tesori dimenticati e nascosti della filosofia russa. Gli intervistati sono rispettivamente il Dr. Anatoly Chernyaev – Capo del Dipartimento di Storia della filosofia russa presso l’Istituto di filosofia, Accademia Russa delle Scienze; il Dr. Vladimir Sidorin – Ricercatore presso l’Istituto di filosofia, Accademia Russa delle Scienze; il Dr. Ksenia Vorozhikhina – Ricercatrice presso l’Istituto di filosofia, Accademia Russa delle Scienze.

Quando parliamo della storia della filosofia, di solito consideriamo l’eredità greca della filosofia e del pensiero occidentale il cui contributo all’evoluzione della filosofia moderna è stato eccezionale. Non possiamo dimenticare il razionalismo filosofico specifico del Medioevo o quello cartesiano, per non discutere della fenomenologia tedesca del 20 ° secolo, i cui rappresentanti più importanti erano senza dubbio Franz Brentano, Edmund Husserl e Martin Heidegger.

E se dovessimo parlare di un mondo filosofico meno conosciuto ma altrettanto importante? Da questo punto di vista abbiamo l’opportunità di fare riferimento alla storia della filosofia russa che è meglio definita dalla teologia ortodossa sviluppata da Sergei Bulgakov, ma soprattutto dalla letteratura di Lev Tolstoj e Dostoevsky. In effetti, si può dire che il più grande filosofo russo fu Dostoevskij a causa del fatto che i suoi personaggi esprimono un vero disordine filosofico, ma ultimo ma non meno importante una rivoluzione filosofica.

Lo scopo di questa intervista è cercare di evidenziare la bellezza dimenticata della filosofia russa che contribuisce non solo all’evoluzione della filosofia europea, ma anche al suo risveglio. In questa sessione, potrebbe essere posta la seguente domanda: come dovremmo comprendere la filosofia russa poiché la cultura russa non è stata realmente caratterizzata dalla filosofia in quanto tale? No, la cultura russa potrebbe non aver avuto una filosofia pratica, ma aveva il mistero ontologico che esprime al meglio la vera filosofia insieme a tutta la sua ricchezza.

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“Come loro”: René Voillaume e l’eredità di Charles de Foucauld

da Iltuttonelframmento.blogspot.com, il blog di Fabio Cittadini.

René Voillaume nasce il 19 luglio 1905 a Versailles, in una numerosa famiglia di origini lorenesi. Il padre, Charles, è ingegnere e il suo lavoro lo porta spesso lontano da casa. La madre, Marthe Wagner, è una donna forte e riservata, profondamente religiosa.

René ha nove anni quando scoppia la Prima Guerra mondiale. Mentre il padre si trova al fronte, la famiglia risiede per cinque anni a La Bourboule, una località di villeggiatura a sud di Clermont-Ferrand, conosce l’abbé de Fraissinette, sacerdote di grande valore umano e spirituale, che lascerà una traccia profonda nella vita del giovane Voillaume.

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Verità, giustizia e bellezza nel pensiero di Adriano Olivetti. Storia e attualità del progettare, a partire dal modello Ivrea

da Joimag.it, il sito dell’associazione JOI, Jewish Open Inclusive.

Parlare oggi di una figura come quella di Adriano Olivetti (scomparso sessanta anni fa), significa cercare di coglierne l’attualità del pensiero e dell’azione in campo industriale, architettonico, urbanistico, sociale, politico istituzionale e culturale. Due termini innanzi tutto sui quali riflettere oggi: quelli di “comunità” e di “città dell’uomo”. Il libro dal titolo Città dell’uomo, uscì pochi giorni prima della morte di Olivetti: contiene una summa del suo pensiero e costituisce una sorta di testamento spirituale. Vi è presentata, rielaborata, tutta la complessità del suo sogno. Pensiero e opera, due aspetti per lui inscindibili che derivano dall’eredità morale trasmessagli dal padre, Camillo; azione sostanziata da pensiero e radicata nella giustizia sociale. E’ da questo testo che prende avvio la nostra riflessione. Due termini, “comunità” e “città dell’uomo”, come vedremo, intrecciati e dal cui serrato dialogo sarà possibile scorgere una luce, un chiarimento per l’oggi e una interpretazione più puntuale sull’originalità.

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Un teologo appassionato per l’unità della Chiesa. Breve ritratto di Yves Congar

da Korazym.org, quotidiano non profit on line.

Yves Marie Joseph Congar nacque a Sédan nel 1904 in una famiglia cattolica praticante. Entrato in seminario nel 1921 a Parigi, ebbe già in questi anni giovanili la possibilità di venire a contatto con i maggiori intellettuali cattolici di allora, quali J. Maritain e R. Garrigou-Lagrange, uno dei maggiori conoscitori di sempre di S. Tommaso.

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Più eguali. Orientamenti per il 26° congresso nazionale delle ACLI – 1) Alle origini del pensiero sociale cristiano (e aclista)

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Pubblichiamo in più puntate (per renderli più agevoli da leggere), gli orientamenti per il 26° congresso nazionale delle ACLI. Il titolo scelto è “ACLI 2020 Più eguali. Viviamo il presente, costruiamo il domani”. Con queste parole s’intende porre particolare attenzione all’uguaglianza e alla giustizia sociale, temi fondamentali nel nostro movimento, per declinare al presente e al futuro quelle politiche sociali che si rivolgono agli ultimi e ai penultimi, ad un ceto popolare sempre più schiacciato verso il basso a causa di anni di crisi e di scarsa attenzione da parte della politica. Continua a leggere

Il Pensiero Economico in Caritas in Veritate – con Sergio Morisoli – 10. Il coraggio del Papa

da Caritas-ticino.ch, il sito di Caritas Ticino.

Questa straordinaria enciclica terrà compagnia ai telespettatori per molte puntate, attraverso una rubrica, in cui diversi esponenti del mondo culturale, locale e internazionale, ci aiuteranno a comprenderne la vastità e l’impatto sulla vita concreta di molti uomini. Sergio Morisoli mette in evidenza come l’enciclica riprenda le profetiche riflessioni di Paolo VI sul progresso, ricostruendo con coraggio come si sia giunti alla attuale situazione sociale ed economica, e riproponga, contestualizzandole e rielaborandole per l’oggi sia le istanze di Popolorum progressio sia l’idea dell’umanesimo integrale.

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Giovanni Battista Montini e le ACLI. Il “montinismo”: Un progetto per l’Italia

Più che di una corrente di pensiero nel senso vero e proprio, sarebbe più giusto definire il montinismo come una sensibilità comune a un certo numero di intellettuali cattolici, caratterizzata da un larga apertura alla modernità e alle sue sfide e finalizzata alla realizzazione di una nuova sintesi cristiana nel campo intellettuale, culturale e politico. Più che un partito organizzato e strutturato in seno della Chiesa preconciliare, i montiniani hanno rappresentato una nebulosa di gruppi, di cenacoli, di pubblicazioni che si riconoscevano nell’azione del prelato bresciano e guardavano a lui come a colui che avrebbe potuto incarnare la speranza di un rinnovamento cattolico. Se il montinismo (come del resto il ‘maritainismo’ con il quale viene spesso associato) è stato sempre fonte di polemiche e di controversie, esso corrisponde ad una stagione ben delimitata della storia del cattolicesimo italiano del Novecento, che va dalla fine degli anni Venti alla fine degli anni Settanta e ciò corrisponde grosso modo alla vita ecclesiale di Giovanni Battista Montini.

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Giovanni Battista Montini e le ACLI. Il giovane Montini: Le radici di un protagonista del ‘900

Giovanni Battista Montini nacque il 26 settembre 1897 a Concesio, un piccolo paese all’imbocco della Val Trompia, a nord di Brescia, dove la famiglia Montini, di estrazione borghese, aveva una casa per le ferie estive.  I genitori, l’avvocato Giorgio Montini e Giuditta Alghisi, si erano sposati nel 1895 ed ebbero tre figli: Lodovico, nato nel 1896, che divenne avvocato, deputato e senatore della Repubblica, Giovanni Battista e, nel 1900, Francesco, medico.

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Tre interviste a padre Camillo De Piaz

A cento anni dalla nascita di padre Camillo De Piaz proponiamo, oltre al breve profilo biografico apparso su Settimanalediocesidicomo.it, anche tre interviste: la prima, a cura di Paolo Tognina all’interno del filmato “Camillo De Piaz, un prete sulla frontiera”, realizzato nel 2008 per la rubrica Segni dei Tempi della Radio Televisione della Svizzera italiana, la seconda pubblicata sul mensile Una città nel 2004 mentre la terza, realizzata nel 2001 sul tema della memoria, è sul sito di Federico Bario. Segnaliamo anche il sito Camillodepiaz.it, a cura di Bruno Ciapponi Landi.

Cento anni dalla nascita di padre Camillo De Piaz

da Settimanalediocesidicomo.it

Sono passati cent’anni dalla nascita di Camillo De Piaz, avvenuta a Madonna di Tirano il 24 febbraio 1918; una lunga vita (muore nel gennaio del 2010) passata nel segno della coerenza e della fedeltà: coerenza anzitutto ai valori maturati negli anni di guerra, dopo essere stato assegnato, nel 1941, giovane padre servita, al convento di San Carlo a Milano; con lui, è l’amico di una vita, David Maria Turoldo. Insieme fanno del convento un punto di riferimento dell’antifascismo e della Resistenza milanese, così ricordato da Alda Merini: «Allora, in quella Milano di macerie, Davide e Camillo erano la luce di una città”.

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Formazione socio politica: Laicità e Democrazia. Prof. Valerio Onida – La Costituzione italiana: i soggetti, le regole e gli strumenti della democrazia italiana

da Diocesidicomo.it, il sito della Diocesi di Como.

Proponiamo e rilanciamo alcuni materiali legati alla scuola di formazione socio politica svolta in diocesi di Como negli anni passati. Nei momenti di imbarbarimento e analfabetismo sociale e politico, quando violenza, odio e fanatismo sono sulla scena occorre tornare ai fondamentali, occorre formazione.

Valerio Onida (Milano, 30 marzo 1936) è un giurista e accademico italiano, giudice costituzionale dal 1996 al 2005, Presidente della Corte costituzionale dal 22 settembre 2004 al 30 gennaio 2005 e professore emerito di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano. Venerdì 1 ottobre 2010 presso il centro socio-pastorale di Como il prof. Onida tenne l’incontro “La Costituzione italiana: i soggetti, le regole e gli strumenti della democrazia italiana”, di cui pubblichiamo la trascrizione non rivista dal relatore.

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Don Lorenzo Milani: origini e formazione. La formazione di Lorenzo Milani in seminario (1943-1947)

Voi, in seminario, dovete studiare, imparare a crescere nella preghiera, conoscere la vita spirituale. Poi, in seminario, siete tanti, e la vita comunitaria è importante. E poi studiate. Quattro pilastri: la vita spirituale, la preghiera; la vita comunitaria con i compagni; la vita di studio, perché dobbiamo studiare: il mondo non tollera la figuraccia di un sacerdote che non capisca le cose, che non abbia un metodo per capire le cose e che non sappia dire le cose di Dio con fondamento; e quarto: la vita apostolica; voi il fine settimana andate in parrocchia e fate questa esperienza. Questi quattro pilastri, che siano sempre presenti. “Ma qual è più importante?”. Tutti e quattro sono importanti. Se ne manca uno, la formazione non è equilibrata. Tutti e quattro.

papa Francesco

Il 9 novembre 1943, dopo due mesi di discussioni con i genitori e i parenti contrari1, Lorenzo Milani entrò nel seminario di Cestello in Oltrarno. Continua a leggere

Milano ha ricordato le parole profetiche di Giuseppe Lazzati

da Korazym.org, quotidiano non profit on line.

Nei giorni scorsi la diocesi di Milano ha ricordato i 31 anni dalla morte del venerabile Giuseppe Lazzati, figura significativa del cattolicesimo italiano del Novecento e impareggiabile testimone nella 150enaria storia dell’Azione Cattolica Italiana. Egli partecipò attivamente alla stesura della Costituzione Italiana, di cui a dicembre ricorrono esattamente i 70 anni dalla sua promulgazione. Continua a leggere