Il fabbricante di tende spirituali

Don Stefano Bazzucchi, che ha cominciato a inviare a “La Bottega di Nazareth” alcuni testi, ci ha mandato questo bell’articolo, dove, nella prima parte, tratteggia con efficacia il cammino delle prime tre encicliche di papa Giovanni Paolo II, con tre passi fondanti del suo magistero: l’uomo, la misericordia di Dio e il lavoro. Nella seconda esemplifica attraverso Paolo e la sua professione di fabbricante di tende come il lavoro può illuminare la vicenda dei grandi uomini della fede raccontati dalla Bibbia e la loro attività evangelizzatrice. Particolarmente bella è la descrizione della bottega di Paolo come luogo di conversazione, di condivisione e di scambio di idee. Così simile a come abbiamo pensato “La Bottega di Nazareth”.

Il santo Papa Giovanni Paolo II, uomo di cultura profondissima, uomo del lavoro, venuto da oltre la cortina di ferro, dove il regime comunista lentamente anno dopo anno con il suo totalitarismo anti-umano stava svuotando le coscienze delle persone, gridò al mondo la bellezza dell’uomo, di tutto l’uomo e l’opera meravigliosa, mirabilia Dei, della salvezza operata in Cristo Gesù mandato dal Padre a spezzare i lacci della morte.

Nei primi tre anni del suo pontificato, anni duri, anni di inculturazione personale nel tessuto cattolico occidentale, sia istituzionale che non, ancora molto commistionato con la mondanità della vita umana, e poco attento all’istanza salvifica nascente dal grido dei
poveri, non solo materiali, ma soprattutto di spirito.

Le sue prime tre encicliche furono la stesura perfetta del suo programma di fede, esattamente come in teatro o su un palcoscenico l’occhio di bue, focalizza agli spettatori vicini e lontani, l’essenziale da seguire: l’uomo, la misericordia di Dio e il lavoro.

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Più eguali. Orientamenti per il 26° congresso nazionale delle ACLI – 1) Alle origini del pensiero sociale cristiano (e aclista)

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Pubblichiamo in più puntate (per renderli più agevoli da leggere), gli orientamenti per il 26° congresso nazionale delle ACLI. Il titolo scelto è “ACLI 2020 Più eguali. Viviamo il presente, costruiamo il domani”. Con queste parole s’intende porre particolare attenzione all’uguaglianza e alla giustizia sociale, temi fondamentali nel nostro movimento, per declinare al presente e al futuro quelle politiche sociali che si rivolgono agli ultimi e ai penultimi, ad un ceto popolare sempre più schiacciato verso il basso a causa di anni di crisi e di scarsa attenzione da parte della politica. Continua a leggere

Manifesto di Assisi, la sfida continua

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

A 10 giorni dalla presentazione del Manifesto di Assisi, abbiamo raccolto alcuni spunti di Andrea Citron, Responsabile Ambiente Acli Nazionali.

Andrea Citron possiamo dire che ad Assisi sono state gettate le basi per un nuovo impegno nel green?

Assisi è stato un evento molto importante, ha mosso tanti politici ma anche tanta società civile, c’erano un po’ tutti: sindacati, associazionismo, mondo dell’industria, ecclesiastici, politici, giovani. Non eravamo chiusi nel solito ambito di nicchia dell’ambientalismo, si è messo in pratica l’indirizzo dato da Papa Francesco alla questione climatica attraverso la Laudato sì, e cioè l’ecologia integrale. La lotta ai cambiamenti climatici, per avere possibilità di successo, non può che essere integrata. Gli aspetti economici, sociali, politici sono fondamentali nella causa ambientale, ecco perché bisogna agire insieme, non si può agire a compartimenti stagni se vogliamo davvero essere incisivi.

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La retorica del futuro e i giovani dimenticati

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

Nell’inevitabile retorica di inizio anno la parola “futuro” è quella che corre di più. Soprattutto se il bilancio dell’anno appena passato non si presenta brillante. Ci resta, appunto, il futuro, cui aggrapparci, nella convinzione che il tempo ce lo consegni intatto quale nostro “diritto naturale” e, in ogni caso, migliore del passato. Così agisce dentro di noi “il principio speranza”. D’altronde, per migliaia di anni il futuro ci è venuto incontro fisicamente portato dai neonati, a carponi. Epidemie, carestie, guerre di sterminio non hanno mai inceppato il meccanismo della riproduzione delle generazioni a mezzo delle generazioni. Ma, partire dagli anni ’90, è accaduto l’impensato, almeno nell’Occidente europeo: le culle sono sempre più vuote. Nel 2019, in Italia il numero dei neonati è sceso sotto quello degli ottantenni. I dati pubblicati da ISTAT e da agenzie private quali il “Laboratorio futuro” dell’Istituto Toniolo sono a disposizione di tutti.

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abramolevi.it

da Abramolevi.it, il sito dell’associazione Archivio Abramo Levi.

Segnaliamo l’utile e ricco sito sito dell’associazione Archivio Abramo Levi che raccoglie e rende fruibili gli scritti di e su don Abramo Levi, sacerdote della diocesi di Como, assistente delle ACLI di Sondrio, fine intellettuale, insegnante, amico fraterno di padre David Maria Turoldo. Di seguito riportiamo la presentazione dell’associazione e la biografia di don Abramo presenti sul sito.

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La giustizia ha fretta Anno 1° n. 2 Lunedì 31 Gennaio 1949 – di don Primo Mazzolari

da Ildialogo.org, Il dialogo – Periodico di cultura, politica, dialogo interreligioso dell’Irpinia.

Adesso è un quindicinale di impegno cristiano fondato da don Primo Mazzolari che vede la sua prima uscita il 15 gennaio del 1949. Don Primo Mazzolari, parroco di Bozzolo, un piccolo paese in provincia di Mantova fonda il quindicinale con l’intento di esprimere il momento della sfiducia nei confronti di una società migliore e diventa il simbolo dell’opposizione cristiana. La ragione del titolo e il programma appaiono nell’Editoriale del 15 gennaio 1949, mentre i cattolici sono al governo:

Adesso, non domani. All’infuori del caso che domani un altro possa far meglio ciò che io non so fare (la rivoluzione cristiana non fa saltare la corteccia dell’albero con la dinamite) rimandare a domani è neghittosità e vigliaccheria. Adesso è un atto di coraggio. Un uomo d’onore non lascia agli altri la pesante eredità dei suoi adesso traditi.

Pubblichiamo il secondo editoriale dal titolo “La giustizia ha fretta” …

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