Gott mit uns. La politica e l’abuso del nome di Dio

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

Disciplina dell’arcano. Così la chiamavano i primi cristiani. Una sorta di pudore nel pronunciare il nome di Dio in un tempo in cui gli dèi abbondavano: era affollato il grande mercato dei culti e delle religioni e tutti parlavano per conto delle divinità.

Lo stesso atteggiamento assunse Bonhoeffer, il teologo tedesco assassinato il 9 aprile del 1945 con l’accusa di aver partecipato al complotto contro Hitler.

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Intervista a Don Giovanni Nicolini: “Interpretare le urgenze della storia”

da Benecomune.net, dire bene delle cose, blog promosso dalle Acli Nazionali.

Proponiamo un’intervista all’Assistente nazionale delle Acli Don Giovanni Nicolini, ex direttore Caritas di Bologna e molto legato alla scuola politica e umana di don Giuseppe Dossetti.

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La trappola del Vangelo della prosperità

da Aleteia.org, Rete Globale Cattolica.

Dio ci vuole bene, ci ama. Anzi, vuole colmarci dei suoi beni. Lo insegna la Bibbia e lo dice Gesù nel Vangelo: “Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà” (Giovanni 16,23). Il problema è che in alcune denominazioni o chiese di Oltreoceano (ma non solo), questa generosità divina ha assunto una caratteristica particolare, materiale e non escatologica, che riduce Dio ad un mero erogatore di beni, come se fosse un Bancomat senza limiti.

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Pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese: Una parola da dire a una società confusa

da Nev.it, Notizie EVangeliche Agenzia Stampa della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.

Le chiese metodiste e valdesi si avviano al loro Sinodo in un’Italia che mostra risentimento, livore, incertezza: avviamo da qui un dialogo con il moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini.

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«Le chiese come strumento di pace». Lettera di Chris Ferguson segretario generale della Comunione mondiale di chiese riformate

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

In una lettera che riproduciamo qui di seguito Chris Ferguson segretario generale della Comunione mondiale di chiese riformate, Wcrc, ricorda una serie di esempi di chiese riformate, in ogni angolo del mondo, capaci di far sentire alte le loro voci contro l’ingiustizia. La Comunione mondiale delle chiese riformate conta più di cento milioni di credenti, 233 chiese in 105 paesi e comprende congregazionalisti, riformati, presbiteriani, chiese unite e valdesi. Ha il suo ufficio operativo a Hannover ed è gestita da un comitato esecutivo di ventidue persone provenienti dai cinque continenti.

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Mezzi per raccontare la salvezza. Le difficoltà di gestire un patrimonio immobiliare superiore alle proprie necessità

da ReteSicomoro.it, conoscere per crescere.

Proponiamo un video e un articolo sui beni immobiliari inutilizzati o sottoutilizzati delle congregazioni religiose (ma è argomento che riguarda anche le diocesi e le parrocchie) perché siamo convinti che non si possa separare aspetti amministrativi e aspetti pastorali e di annuncio: lo stile con cui si delineano priorità, si sceglie, si amministra in campo economico ed immobiliare influisce non poco sulla capacità delle comunità di essere credibili, profetiche, evangeliche.

Siamo Noi – Famiglia, bambini, migranti: i conventi vuoti tornano a vivere

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La nuova politica urlata. E noi credenti dove eravamo?

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

In tanti mi chiedono cosa penso dell’attuale situazione politica del nostro Paese. Ogni volta rispondo che ciò che è avvenuto alle scorse elezioni è il risultato di uno sconquasso antropologico, uno strappo radicale in atto nelle nostre comunità da molto tempo. Bisognava essere, più o meno consapevolmente, miopi per fingere di non vederlo. Nella dialettica politica, si potrà, prima o dopo, arginare o ribaltare, a seconda dei punti di vista, il risultato elettorale. Ciò che è in gioco però è qualcosa di molto più profondo e sbaglia chi pensa che possa essere cambiato a breve. La barbarie delle parole, gli slogans urlati, le prese di posizione disumane esibite e sdoganate in cosi breve tempo, il consenso largo – anche di tanti che frequentano le eucarestie domenicali – attorno a tutto questo, stanno a dire di una ricucitura di un senso condiviso e una ricostruzione dell’umano che avranno bisogno di tempi molto lunghi.

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Roncalli Patriarca di Venezia: un ritorno alla vita pastorale della giovinezza

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

La nomina di Roncalli a Patriarca di Venezia (1953-1958) rappresenta il gradito ritorno alla vita pastorale della giovinezza, però senza che ne abbandonasse lo stile e l’ispirazione. Questo il suo commento nel Giornale dell’anima (15-21 maggio 1953): «E’ interessante che la Provvidenza mi abbia ricondotto là dove la mia vocazione sacerdotale prese le prime mosse, cioè al servizio pastorale. In verità ho sempre ritenuto che per un ecclesiastico la diplomazia deve essere permeata di spirito pastorale; diversamente non conta nulla e volge al ridicolo una missione santa».

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«Questo povero grida e il Signore lo ascolta» (Sal 34,7). Il messaggio del papa per la II giornata mondiale dei poveri

Nel messaggio per la Seconda Giornata Mondiale dei Poveri, Papa Francesco stigmatizza chi usa per i poveri “parole di rimprovero”, chiede di comprendere che il modo cristiano di vivere è diverso da quello del mondo, “che emargina i poveri e li considera uno scarto e una vergogna”, mentre i discepoli di Cristo sono “chiamati a dare loro la precedenza”.

È la Seconda Giornata Mondiale dei poveri, e si celebra ogni anno la XXXIII domenica del tempo ordinario, che quest’anno cade il 18 novembre. Il tema è quest’anno “Questo povero grida, il Signore lo ascolta”, e la giornata si accompagna con molte iniziative per i poveri, che si aggiungono alle tante iniziative messe in campo dalle parrocchie e dalle Chiese locali, e che Papa Francesco non manca di notare e lodare nel suo messaggio.

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Due richieste/invocazioni per seguire Cristo. Omelia di p. Georgy Kochetkov

Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando l’evangelo di Dio e dicendo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete all’evangelo».

Or passando lungo il mar della Galilea, egli vide Simone e Andrea, il fratello di Simone, che gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. E Gesù disse loro: «Seguitemi, ed io farò di voi dei pescatori d’uomini». Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono.

Poi, spintosi un po’ più oltre, vide Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che anch’essi in barca rassettavano le reti; e subito li chiamò; ed essi, lasciato Zebedeo loro padre nella barca con gli operai, se n’andarono dietro a lui.

Mc 1:14-20

Cari fratelli e sorelle!

Rallegriamoci sempre a sentire ogni parola del Vangelo perché avvertiamo sempre la sua attualità, rendiamoci conto quanto sia applicabile al nostro tempo ed a noi. Ad eccezione, forse, di alcune circostanze particolari, in sostanza tutto è attuale. Il Vangelo è vivo anche nei nostri tempi.

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“Comunità accoglienti, uscire dalla paura”. Lettera della Commissione per le Migrazioni della CEI alle comunità cristiane

Lo scorso 20 maggio la Commissione Episcopale per le Migrazioni della CEI ha indirizzato alle comunità cristiane la lettera “Comunità accoglienti, uscire dalla paura”. Il documento arriva in occasione del 25° anniversario del precedente, “Ero forestiero e mi avete ospitato” (1993). Il testo, a fronte del movimento migratorio, invita a passare dalla paura all’incontro, dall’incontro alla relazione, dalla relazione all’interazione.

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La casa di carta. A proposito di Chiesa e finanza: commento a «Oeconomicae et pecuniariae quaestiones»

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

I rapinatori benefattori

Come molti altri, mi sono visto anch’io in queste settimane La casa de papel (La casa di carta, in italiano), la serie tv trasmessa da Netflix che racconta del colpo alla Zecca spagnola da parte di  otto rapinatori che avevano l’obiettivo non di rubare ma di stampare qualche miliardo di euro. La mente della banda è “il professore” che in un confronto serrato con l’ispettrice Raquel Murillo così giustifica le ragioni del colpo: “Nel 2011 la Banca centrale europea ha creato dal nulla 171 mila milioni di euro; dal nulla, proprio come stiamo facendo noi. Però alla grande: 185 milioni nel 2012, 145 mila milioni nel 2013. Sai dove sono finiti tutti quei soldi? Alle banche! Direttamente dalla zecca ai più ricchi. Qualcuno ha detto che la Bce è una ladra? Iniezione di liquidità l’hanno chiamata. E l’hanno tirata fuori dal nulla, Raquel, dal nulla. Cos’è questa? Non è niente, Raquel, è carta, lo vedi? È carta! Io sto facendo un’iniezione di liquidità, ma non alla banca, la sto facendo qui nell’economia reale di questo gruppo di disgraziati, perché è quello che siamo, Raquel, per scappare da tutto questo. Tu non vuoi scappare?”

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Saluti! Siamo la Fraternità della Trasfigurazione

da Psmb.ru, il sito di Преображенское братство – Fraternità della Trasfigurazione.

Saluti! Siamo la Fraternità della Trasfigurazione,

fratelli e sorelle in Cristo, che provengono da diverse città e paesi, gruppi etnici, professioni, con capacità e attitudini diverse. Siamo tutti membri della Chiesa ortodossa russa e ci sforziamo di vivere secondo il Vangelo e la tradizione cristiana ortodossa.

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Achille Grandi, un uomo di fede. 1926-1946 Dal deserto della dittatura alla nuova fioritura della ricostruzione sindacale e costituente

La speranza vede la spiga quando i miei occhi di carne non vedono che il seme che marcisce.

don Primo Mazzolari

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Chiesa e mafia: il cacio e i topi

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Voglio segnalare, dal blog monotematico «Mafie» curato dal giornalista Attilio Bolzoni sul portale di «Repubblica», un’interessante serie (tuttora in corso) sui rapporti tra mafia e fede.

Vi si apprendono cosa interessanti, al di là dei riferimenti al “solito” cardinal Ruffini (arcivescovo di Palermo negli anni Cinquanta e Sessanta) e ad altre figure ecclesiastiche più o meno legate – se non addirittura affiliate – a Cosa Nostra: don Agostino Coppola, che sposò Totò Riina in latitanza o fra Giacinto Castronovo detto “fra Lupara”… Cose di cui restare perplessi come cattolici, ma pure luminosi esempi di riscatto e coraggio: da don Puglisi al giudice Livatino, dalla “scomunica” di Giovanni Paolo II ad Agrigento – giusto 25 anni fa – a quella di papa Francesco.

Vorrei però risalire dall’aneddotica spicciola portando alla riflessione comune alcune delle questioni sollevate dai vari autori nel blog stesso, in quanto ritengo che la nostra posizione di cattolici italiani navighi ancora – generalmente parlando – in varie ambiguità, allorché si parla di criminalità organizzate. Ecco dunque qualche spunto.

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Discorso di Papa Francesco ad Alessano, dov’è sepolto don Tonino Bello

Alessano è la prima tappa della visita in Puglia, in occasione del 25esimo anniversario della morte di don Tonino. Il Papa è stato accolto da mons. Vito Angiuli, e dal sindaco di Alessano, Francesca Torsello. Poi la preghiera davanti alla lapide del “Servo di Dio”. Una tomba semplice e spoglia, come era nello stile di chi oggi vi riposa, con su scritto «Don Tonino Bello, terziario francescano, vescovo di Molfetta-Rivo-Giovinazzo-Terlizzi». Lo stesso vuoto apparente in cui è stata trovata la curia dove don Tonino è stato vescovo. Sì, perché egli ha donato persino sedie e suppellettili ai poveri. Poi la deposizione di un mazzo di fiori bianchi e gialli e l’abbraccio ai familiari dell’ex vescovo di Molfetta, in particolare i due fratelli Trifone e Marcello, i nipoti e i rispettivi figli. Il Papa si è raccolto in preghiera anche davanti alla vicina tomba della madre di don Tonino. Quindi l’incontro con i fedeli che lo aspettavano – sin dalle prime luci dell’alba – nel piazzale antistante il cimitero. Benedizioni, carezze e baci ai bambini. Oltre ventimila le persone presenti, un calore degno delle genti che abitano il Salento e che si sono sentite felici perché il Papa ha scelto di onorare don Tonino Bello venendo nella Terra che gli ha dato i Natali, in una tappa che, anche se fugace, è stata densa di significato.

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Il rapporto tra filosofia ed Ortodossia. Intervista a cura di Tudor Petcu a padre Giovanni Festa

Proponiamo un’intervista sul rapporto tra filosofia e Ortodossia a un sacerdote ortodosso italiano, padre Giovanni Festa. A cura del dottor Tudor Petcu.

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Siria: La preoccupazione e le dichiarazioni delle Chiese

Riportiamo il video con le parole di Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, circa la conversazione telefonica con Papa Francesco e con i Patriarchi Ortodossi del Medio oriente e la dichiarazione dei Patriarchi di Antiochia Greco-Ortodosso, Siro-Ortodosso e Greco Melkita Cattolico sull’attacco a Damasco.

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Fare missione nel mondo con una nuova prospettiva

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

La Società missionaria battista inglese alla prova della multiculturalità in nuovi scenari. Ne parliamo con il direttore Mark Ord, che è stato a lungo in Italia.

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