Oltre il principio della Sovranità

da Circolidossetti.it, Circoli Dossetti, eremo e metropoli.

Proponiamo un minisaggio di Luca Emilio Caputo sul tema della sovranità e del sovranismo apparso qualche mese fa sul sito dei Circoli Dossetti per “fare spazio alla comunicazione, all’ascolto e al discernimento”.

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Como. Dibattito aperto in città (e non solo): i cani sono più importanti dei bambini?

Proponiamo l’efficace sintesi tratta dal sito dell’Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini (Aibi.it) a proposito di un dibattito partito dal quotidiano locale La Provincia di Como, che ha messo a nudo le differenze emerse negli ultimi tempi nel computo delle donazioni dei cittadini comaschi a favore di animali e di bambini. Un tema aperto anche a livello nazionale.

Oltre alla discrepanza di attenzione (non soltanto economica) tra animali e persone, va evidenziato pure il numero di Campagne sociali realizzate negli ultimi anni dallo Stato con fondi pubblici contro l’abbandono dei cani, nel silenzio più assoluto per quanto riguarda invece le iniziative pubbliche di tutela dell’infanzia abbandonata. È arrivata l’ora di pensare anche ai bambini?

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Verso uno sviluppo sostenibile

da Circolidossetti.it, Circoli Dossetti, eremo e metropoli.

Nella temperie storica attuale dominata dagli effetti ambivalenti della cosiddetta “globalizzazione” argomentare sul concetto di “sviluppo sostenibile” è diventato ormai imprescindibile, giacché le implicazioni di quello che per converso potremmo definire “insostenibile” sono invece sotto gli occhi di tutti. Al netto delle locuzioni à la page i due asset si differenziano tra loro per un uso diverso delle risorse naturali, più oculato e rispettoso degli equilibri planetari, e orientato verso una distribuzione “democratica” delle ricadute positive sull’esistenza delle persone nel caso della sostenibilità, mentre all’opposto le disparità sociali e l’inquinamento ambientale si tengono insieme, generando un sistema che riduce ogni forma di biodiversità, anche umana.

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Con Bibbia e teologia di fronte all’attualità

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Un momento drammatico, un’estate sospesa tra i lutti come quello per il ponte di Genova e le tensioni fra poteri dello Stato; fra le ragioni dell’accoglienza e le chiusure sovraniste, fra gli appelli alla moderazione dei toni e le parole gridate, amplificate al di là dei loro, spesso labili, contenuti. Uno sfondo, quello dell’Italia 2018, che rapidamente riporta chi segua il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste a una dimensione che sembra ben più problematica rispetto a quella della vita interna del protestantesimo nel nostro Paese. Eppure questa assise, di per sé, ha le premesse per essere una sessione importante per la vita, interna ed esterna, del messaggio cristiano in una società a cui Dio e Gesù Cristo interessano pochissimo. Non è più solo una questione di linguaggi nuovi da trovare, ma è questione di capire il valore che si dà alla propria fede, cercando senza reticenze la forma testimonianza che ognuno e ognuna di noi può dare agli altri, e soprattutto… decidendo di non rinunciare a farlo.

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Quale tipologia biblica di molesto sei?

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Secondo Voltaire, siamo tutti impastati di errori e debolezze, per cui la prima legge di natura è perdonarci reciprocamente le nostre balordaggini.
Eppure, questo principio pare non avere buon corso nei rapporti umani, che oggi sembrano particolarmente difficili e conflittuali. È il caso delle persone moleste, di cui ci vogliamo occupare. Per affrontare la nostra riflessione dobbiamo innanzitutto capire chi esse sono.

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I diamanti della Torah II: Netilàt Yadàim. Pulizia delle mani e pulizia dell’anima

Dopo il successo della prima edizione, torna on line la web series I Diamanti della Torah. Nella seconda stagione il Rabbino Shalom Hazan con Fabio Perugia scaverà nell’anima dei precetti ebraici. Come si lavano le mani? Istruzioni per l’uso nella netilàt yadàim. Puntata dedicata al lavaggio rituale delle mani. Clicca http://it.chabad.org/3381378 per ulteriori informazioni sulla Netilàt Yadàim.

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Gott mit uns. La politica e l’abuso del nome di Dio

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

Disciplina dell’arcano. Così la chiamavano i primi cristiani. Una sorta di pudore nel pronunciare il nome di Dio in un tempo in cui gli dèi abbondavano: era affollato il grande mercato dei culti e delle religioni e tutti parlavano per conto delle divinità.

Lo stesso atteggiamento assunse Bonhoeffer, il teologo tedesco assassinato il 9 aprile del 1945 con l’accusa di aver partecipato al complotto contro Hitler.

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È un tempo di trasformazioni radicali. Capirle per non restarne disorientati

da ReteSicomoro.it, conoscere per crescere.

È indispensabile segnalare, sia pure in modo sommario, alcuni cambi di paradigma socio-culturale. Il primo riguarda lo stesso concetto di cultura che non ha più l’originaria accezione intellettuale illuministica di aristocrazia delle arti, scienze e pensiero, ma ha assunto caratteri antropologici trasversali a tutti i settori del pensare e agire umano, recuperando l’antica categoria di paideia e humanitas, i due termini che indicavano nella classicità la cultura (vocabolo allora ignoto se non per l’“agri-cultura”). Per questo il perimetro del concetto è molto ampio e coinvolge, ad esempio, la cultura industriale, contadina, di massa, femminile, giovanile e così via.

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Il confine necessario

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Il problema non è il dire certe cose ma il dove le si dice e quante volte lo si fa. Insieme a chi le va dicendo. Poiché sono queste ultime tre variabili a fare la differenza: il contesto, la ripetizione e l’autorevolezza della fonte. Un’espressione che in questi anni ha avuto un insperato successo, «sdoganare», si rivolge, per l’appunto, non al fatto che ci possa essere qualcuno che pensi, e poi magari dichiari apertamente, qualcosa di inaccettabile. Lo sdoganamento, infatti, non consiste mai nella chiacchiera da bar o da mezzo pubblico, ma nella diffusione sistematica, quindi nella legittimazione e nella “normalizzazione” (se tutti lo dicono qualcosa di vero ci sarà pure; se poi a dirlo sono della autorità pubbliche, perché non crederci, anche dinanzi ad un iniziale scetticismo?), di ciò che altrimenti dovrebbe continuare ad essere comunemente inteso come censurabile. Dalla morale condivisa, prima ancora che dal codice penale.

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Goliardate e coincidenze

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Sparare con uno scacciacani e gridare “n. bastardo” a un immigrato o invitare con eguali parole forbite dei Rom a scendere da un treno, non sono da considerarsi nell’Italia attuale dei gesti razzisti, anzi specie nel secondo caso chi parla in questo modo è una persona esasperata da difendere e “ringraziare”, perché probabilmente vittima essa stessa di “buonismo” e “razzismo anti-italiano”.

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Il Processo. A 80 anni dalla firma delle leggi “per la difesa della razza”

da Ucei.it, il sito dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

A 80 anni dalla promulgazione delle Leggi razziste italiane e in occasione del Giorno della Memoria 2018, l’UCEI ha promosso, sotto l’egida della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Processo, un appuntamento sotto forma di dibattimento processuale con oggetto i “provvedimenti per la difesa della razza italiana” che furono emanati a partire dal 1938 dal governo di Mussolini e firmati dal re Vittorio Emanuele III. L’evento, organizzato da BrainCircleItalia e MusaDoc, in collaborazione con l’Università Ebraica di Gerusalemme, la Fondazione Musica per Roma, Rai Cultura e con il supporto della Fondazione Gariwo, del CIDIM, del gruppo Salini-Impregilio e di ACEA Spa, è andato in scena il 18 gennaio 2018.

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L’Islam e il ‘reincantamento’ del mondo occidentale. Intervista al professor Alberto Ventura

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Alberto Ventura è uno dei massimi studiosi dell’Islam in Italia. È attualmente professore ordinario di Storia dei paesi islamici presso l’Università della Calabria, dove dirige il centro di ricerca multidisciplinare Occhialì – Laboratorio sul Mediterraneo islamico.
I suoi interessi vertono principalmente sulla prospettiva metafisica dell’Islam, il Sufismo, l’aspetto esoterico e mistico al cuore della religione muhammadica, a cui ha dedicato diversi studi (L’esoterismo islamico, Adelphi 2017; Sapienza sufi, Edizioni Mediterranee 2016). Pure, Ventura è un acuto osservatore della realtà contemporanea e delle evoluzioni geopolitiche nel Medio Oriente, nonché delle dinamiche socio-culturali relative alla presenza dei musulmani in Europa.

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Intervista a Don Giovanni Nicolini: “Interpretare le urgenze della storia”

da Benecomune.net, dire bene delle cose, blog promosso dalle Acli Nazionali.

Proponiamo un’intervista all’Assistente nazionale delle Acli Don Giovanni Nicolini, ex direttore Caritas di Bologna e molto legato alla scuola politica e umana di don Giuseppe Dossetti.

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La trappola del Vangelo della prosperità

da Aleteia.org, Rete Globale Cattolica.

Dio ci vuole bene, ci ama. Anzi, vuole colmarci dei suoi beni. Lo insegna la Bibbia e lo dice Gesù nel Vangelo: “Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà” (Giovanni 16,23). Il problema è che in alcune denominazioni o chiese di Oltreoceano (ma non solo), questa generosità divina ha assunto una caratteristica particolare, materiale e non escatologica, che riduce Dio ad un mero erogatore di beni, come se fosse un Bancomat senza limiti.

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Dietrich Bonhoeffer: un cristianesimo non religioso

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Dietrich Bonhoeffer è stato uno dei più importanti teologi del Novecento, colui che ha provato a riformulare il cristianesimo in termini “non religiosi”, colui che ha sperato in una fede “adulta” dell’essere umano.  Il teologo valdese Fulvio Ferrario, che a Bonhoeffer ha dedicato numerosi studi (l’ultimo dei quali è L’Etica di Bonhoeffer, ed Claudiana), in questa serie di puntate che sarà l’ultima di questa annata traccia un intenso profilo del pastore luterano, illustrandone il pensiero innovatore all’interno della sua personale esistenza, consumatasi in un lager nazista per aver partecipato alla congiura per abbattere Hitler.

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E. Bianchi “Bene comune, patrimonio dimenticato”

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Esiste un’espressione che appartiene al patrimonio ereditato come società civile, ma che oggi pare dimenticata quando non addirittura contestata: il bene comune. Siamo tutti consapevoli che la nostra società occidentale, e l’italiana in particolare, attraversa da alcuni anni una crisi. “Crisi” è parola tra le più tentacolari che esistano nel vocabolario: viene da krísis, passare al vaglio e indica separazione, giudizio.

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Paolo VI: il Papa che amava le Acli e il mondo del lavoro

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Paolo VI, che alla fine del conflitto mondiale era sostituto della Segreteria di Stato sotto il pontificato di Pio XII, contribuì alla fondazione delle Acli avendo chiara la necessità di un’organizzazione che “formasse solidamente nella dottrina sociale cristiana”, come la corrente cristiana del nuovo sindacato unitario.

Le Acli, nell’idea del Papa e dell’allora sostituto della Segreteria Montini, dovevano curare la formazione religiosa, morale e sociale del lavoratori cristiani, contribuendo a salvaguardare  la specificità e il patrimonio ideale del cattolicesimo sociale.

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Papa Francesco stravolge la dottrina sulla pena di morte? Assolutamente no! E’ in continuità col magistero dei suoi predecessori

Dalla pagina Facebook Bastabugie contro il papa.

Anzitutto dobbiamo dire che gli aggiornamenti del catechismo sono una prassi normale, non un’invenzione di Francesco. Oltretutto vale la pena ricordare che proprio riguardo alla pena di morte Giovanni Paolo II aveva fatto aggiornare il catechismo del 1992 nel 1997 alla luce di quanto egli aveva scritto nell’enciclica Evangelium Vitae del 1995. In questa Papa Wojtyla lesse come “un segno di speranza” la “sempre più diffusa avversione dell’opinione pubblica alla pena di morte”, prendendo altresì atto che “nella chiesa si registra una crescente tendenza che chiede la totale abolizione  di quella pena”. Mentre prima il catechismo era più “leggero” sul tema, invitando gli stati a usare “mezzi incruenti” finalizzati a “difendere la vita umana dall’aggressore e per proteggere l’ordine pubblico”.

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