E se davvero ripartissimo da Sturzo?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Le parole del cardinale Bassetti all’Assemblea generale della Cei sfuggono alle tentazioni del pulpito e della geremiade rispetto all’attuale contesto politico sociale dell’Italia nel 2018. Il cardinale alla facile – “non difficile” dice lui – denuncia di quello che non va, sostituisce tre domande che val la pena rilanciare: “Ma non credete, cari Confratelli, che anche nel contesto attuale ci siano ragioni fondate per dire che la partita non è persa? Non credete che le radici siano buone e il Paese più sano di come spesso lo si dipinga? Non credete che, non solo non siamo semplicemente allo sbando o alla deriva, ma ci sia ancora tanta disponibilità per il bene comune?”

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Chiesa e mafia: il cacio e i topi

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Voglio segnalare, dal blog monotematico «Mafie» curato dal giornalista Attilio Bolzoni sul portale di «Repubblica», un’interessante serie (tuttora in corso) sui rapporti tra mafia e fede.

Vi si apprendono cosa interessanti, al di là dei riferimenti al “solito” cardinal Ruffini (arcivescovo di Palermo negli anni Cinquanta e Sessanta) e ad altre figure ecclesiastiche più o meno legate – se non addirittura affiliate – a Cosa Nostra: don Agostino Coppola, che sposò Totò Riina in latitanza o fra Giacinto Castronovo detto “fra Lupara”… Cose di cui restare perplessi come cattolici, ma pure luminosi esempi di riscatto e coraggio: da don Puglisi al giudice Livatino, dalla “scomunica” di Giovanni Paolo II ad Agrigento – giusto 25 anni fa – a quella di papa Francesco.

Vorrei però risalire dall’aneddotica spicciola portando alla riflessione comune alcune delle questioni sollevate dai vari autori nel blog stesso, in quanto ritengo che la nostra posizione di cattolici italiani navighi ancora – generalmente parlando – in varie ambiguità, allorché si parla di criminalità organizzate. Ecco dunque qualche spunto.

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Suor Cesira e l’ovetto

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Per l’8 marzo una piccola provocazione intraecclesiale … che poi non è vero che le suore sono come suor Cesira … e i monsignori?

“Suor Cesira, dov’è l’inserto dell’Osservatore?”.
“E’ qui accanto alla sua tazza di the, monsignore”.
“Ah, ecco brava. Fammi leggere che mi hanno detto di un articolo un po’ strano sulle religiose che vengono fatte lavorare gratuitamente“.
“Ho sentito anch’io monsignore”.
“E che ne pensi, di grazia, Cesira?”.
“Ma cosa devo pensare io, reverendissimo… Ho troppo da spicciare fra casa e cucina per potermi permettere di leggere certe chiacchiere. E poi per me questo è un servizio. Solo che il mondo ormai va al contrario!”.
“Brava, Cesira”.
“E’ la mia vocazione, monsignore! Anche se ho studiato teologia e diritto canonico e preso il dottorato, non mi scordo mai che sono chiamata a servire, non a fare il dottore della legge!”.
“Sante parole, Cesira. Ragionassero tutte come te le donne”. “Grazie, reverendissimo”.

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La Via Crucis delle guerre dimenticate

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Nel giorno in cui papa Francesco invita al digiuno e alla preghiera per la pace ripercorriamo la Passione di Gesù in comunione con il Sud Sudan, la Repubblica democratica del Congo e le altre terre che restano ostaggio della violenza.

La video intervista a Matteo Perotti, missionario laico della diocesi di Como tra gli studenti di Wau in Sud Sudan

È una giornata speciale questo venerdì 23 febbraio della Quaresima 2018. Papa Francesco ci ha infatti chiamati a vivere questa giornata all’insegna del digiuno e della preghiera per invocare la pace in tutto il mondo, ma con uno sguardo particolare alla Repubblica democratica del Congo e al Sud Sudan, due Paesi sfiniti da altrettanti conflitti dimenticati.

È con questa intenzione che vivremo questa settimana la nostra Via Crucis, partendo dalle realtà indicate da Francesco, ma abbracciando idealmente tutti e 40 i conflitti armati che oggi attraversano il mondo senza che nemmeno lo sappiamo. Ricorderemo brevemente sette di queste guerre che affliggono l’Africa, l’Asia e l’America Latina nel nostro cammino lungo il Calvario. E a ogni stazione pregheremo facendo nostra una preghiera per la pace composta dai cristiani di quel continente.

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Senza prolusione

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Ma come faremo d’ora in poi, senza prolusione?!? La notizia è clamorosa: i vescovi italiani rinunciano alla sorta di “enciclica” che il presidente della Cei infliggeva loro in apertura d’ogni convocazione del Consiglio permanente, quella lunghissima rielaborazione delle vicende dell’universo mondo destinata a «dettare la linea» dell’episcopato italiano per i mesi a venire. E per i giornalisti una periodica manna cui attingere notizie da sbattere quasi sempre nelle pagine politiche: i vescovi bacchettano il governo, i vescovi a favore del governo, e via semplificando…

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Perché ci danno tanto fastidio?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Non ci tolgono nulla, non ci rubano il lavoro, non ci faranno diventare come loro. Eppure la cronaca ci racconta quanto disprezzo, indifferenza, cinismo c’è oggi verso i senza fissa dimora.

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La neve cade dal cielo, il futuro no

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Non sono certo la persona più adatta a scrivere sulle baby gang napoletane purtroppo tema di drammatica attualità. Semplicemente perché non riesco a comprendere quella diffusa illegalità di cui si parla da anni, senza che mai venga superata (ragazzi che sfrecciano senza casco sotto gli occhi della polizia urbana? Abitanti di un quartiere che ostacolano il lavoro delle forze dell’ordine? Sui nostri quotidiani locali oggi la notizia di un concittadino che, colto sul fatto un ladro nel garage condominiale, ha scattato una foto e chiamato i carabinieri: ladro identificato e arrestato, fatto di ordinaria amministrazione).

Tuttavia, proprio in questi giorni, la cronaca ci mostra come il problema dei ragazzi non sia affatto limitato al Sud, visti i gravissimi episodi verificatisi a Zevio (VR) o a Torino, che significa Nord, eccome Nord. Questo vuol dire che il problema è italiano, globale. Quindi nostro, di tutti e tutti dobbiamo farcene carico, come diceva don Milani. Continua a leggere

Il tossicodipendente

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Pubblichiamo un post provocatorio di Gilberto Borghi: come il cristianesimo e la croce svuotate di Vangelo possano ridursi a simboli di tradizione, segni identitari e addirittura una buona etichetta per fare vendere meglio il proprio prodotto-paese.

Anche io pensavo di poter dire: “Smetto quando voglio”. Ma, come molti altri, mi sono dovuto ricredere: è la sostanza che mi gestisce, non io che gestisco lei. L’ho visto ultimamente, quando a fronte di situazioni dure che sto attraversando, mi sono ritrovato a “farmi” giornalmente, anche più volte, discrete dosi di Vangelo. Tanto che l’altro giorno ho deciso che non posso continuare così e ho promesso a me stesso di smettere. Così mi sono rivolto ad una persona competente per farmi aiutare. Ma la prima cosa che mi ha indicato è stata quella di iniziare a fare la spesa stabilmente al Lidl, nota catena di supermarket discount. Continua a leggere

Un educatore in ogni parrocchia

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Oggi andrebbe fortemente incentivata la presenza, in ogni oratorio, dell’educatore laico: un uomo o una donna, maturi umanamente e nella fede, con una formazione specifica in campo educativo e cristiano, responsabili delle molteplici attività che avvengono nel settore giovanile. Continua a leggere

Terremoto: tra il grano della solidarietà e la zizzania della politica

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Le storie di solidarietà dopo il terremoto in centro Italia raccontano davvero l’Italia migliore. Ma c’è anche la zizzania… Continua a leggere

«Vivono tra noi gli amici di Dio». Un’omelia di mons. Mario Delpini, nuovo arcivescovo di Milano

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

In occasione della nomina del nuovo arcivescovo di Milano riprendiamo un post del febbraio 2011 di Vinonuovo.it con il testo di una bella omelia pronunciata da mons. Mario Delpini, vescovo ausiliare di Milano, in una circostanza un po’ particolare: a Busto Arsizio si ricordavano i 20 anni dalla morte di don Isidoro Meschi, un sacerdote che a 46 anni fu ucciso in una circostanza tragica; fu accoltellato, infatti, da uno dei tossicodipendenti ai quali aveva scelto, seguendo Cristo, di donare senza riserve la propria vita. Chi vuole sapere qualcosa di più sulla figura di don Isidoro può consultare il sito a lui dedicato cliccando qui. Questa omelia, però, è particolarmente bella proprio perché si pone su un registro diverso rispetto a quello della rievocazione: tenendo fisso lo sguardo sull’esempio di questo prete (ma senza mai nominarlo fino alla fine) mons. Delpini tratteggia infatti un profilo estremamente attuale del discepolo di Gesù, che chiama quindi in causa ciascuno.
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Il cavolo e/o la cipolla

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Il cavolo e/o la cipolla. I gentili commentatori del mio ultimo post hanno evocato una metafora, quella per cui il concilio avrebbe semplificato/depauperato la fede «come un cavolo che togliendo uno strato di foglie alla volta si era ridotto ad un misero torsolo». Il paragone che invece coltivo da tempo per immaginare il mio ormai semisecolare cammino cristiano si riferisce a un altro ortaggio, ma nient’affatto dissimile: la cipolla, fatta di strati sovrapposti. Continua a leggere

La comunicazione costruttiva

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Nel suo messaggio per la 51ᵃ Giornata delle Comunicazioni sociali, che si celebra domani, il Papa denuncia i danni di una comunicazione incentrata sulle cattive notizie e la conseguente necessità di spezzare «il circolo vizioso dell’angoscia e arginare la spirale della paura». Ed esorta ad «una comunicazione costruttiva che, nel rifiutare i pregiudizi verso l’altro, favorisca una cultura dell’incontro, grazie alla quale si possa imparare a guardare la realtà con consapevole fiducia». Questa parola, “costruttivo”, mi ha colpito, perché ha rilanciato e dato visibilità ad un aggettivo che negli ultimi è spuntato qua e là, soprattutto accanto al sostantivo “informazione”. Continua a leggere

Educare è ancora una vocazione?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

«La scuola è luogo dove si impara ad amare il prossimo» ha detto l’arcivescovo di Trento. «Per educare in famiglia e a scuola si richiede intelligenza del cuore» scrive il salesiano Sandro Ferraroli. Genitori e insegnanti che ne pensano? E i giovani che si affacciano al mondo del lavoro? Continua a leggere

I «cammini»: una strada che interroga

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Il «successo» dei sentieri di lunga percorrenza esprime una domanda ancora sottovalutata. Continua a leggere

I cristiani, i giovani e la cittadinanza attiva

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

La formazione alla gratuità e al servizio è un lievito quanto mai necessario in questa Italia e questa Europa. Quali passi per raccogliere davvero questa sfida? Continua a leggere

La fatica di ripartire dal dono

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36). Continua a leggere

Il social e il sociale

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36). Continua a leggere

«Io ho un’esperienza diversa»

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36). Continua a leggere