Cosa ha fatto Dio a Natale e cosa dovremmo fare anche noi (ovvero alcune cose che potremmo imparare dal Natale)

da Natidallospirito.com, spiritualità cristiana ortodossa.

In questi giorni gli ortodossi in tutto il mondo vivono il digiuno di Avvento, più correttamente chiamato “digiuno della Natività”. In esso ci è dato di meditare più intensamente il mistero indicibile dell’Incarnazione del Verbo di Dio. Sono giorni di gioia e di luce nei quali ripercorriamo le vicende della Natività di nostro Signore e glorifichiamo Dio rallegrandoci insieme agli uomini e alle donne che sono stati testimoni di quei fatti storici – la Vergine santa Maria, Giuseppe, Zaccaria, Elisabetta, i pastori, i magi – di quanto Dio abbia amato gli uomini inviando suo Figlio sulla terra.

Che cosa potremmo imparare in maniera molto semplice dal Natale per la nostra vita quotidiana? Continua a leggere

L’archivio dei podcast della serie “Leggere la Bibbia” di Uomini e Profeti: memoria feconda di una operazione culturale coraggiosa e gemma dalle molte facce preziosa e gratuita

Uomini e profeti (sito www.uominieprofeti.rai.it) è il titolo di una bella trasmissione radiofonica di Rai Radio 3. Si descrive così: «Uomini e Profeti è la trasmissione di cultura religiosa di Radio3. Il suo obiettivo è quello di far conoscere le esperienze, le vicende, i linguaggi, le figure, i grandi testi delle tradizioni religiose di tutti i tempi, al di fuori di ogni dimensione confessionale, ma nello stesso tempo considerando il fatto religioso come un grande vettore della storia e della sapienza dell’umanità. In un dialogo critico con autori, testi, interpreti dei diversi mondi religiosi (e non solo religiosi), si potrebbe dire che Uomini e Profeti vuole “guardare il mondo con gli occhi delle fedi e le fedi con gli occhi del mondo”. Uomini e profeti è una trasmissione che si muove sulla linea di confine tra le fedi religiose e la complessità del mondo in trasformazione».

Il programma ha proposto dal gennaio 2010 al giugno 2013 la lettura integrale della Bibbia disponibile poi in pratici podcast da scaricare e ascoltare. Una lettura sistematica commentata da esegeti, storici, biblisti, filosofi. Un ciclo di particolare qualità ed interesse. È un’occasione per conoscere il grande codice della cultura occidentale. Un testo che ha molteplici significati culturali e religiosi ed è per questo commentato da una pluralità di voci: ebraiche, cattoliche, protestanti, ortodosse, musulmane e laiche. Tra gli ospiti, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Riccardo Di Segni, Shahrzad Hushmand Zadeh, Adnane Mokrani, Moni Ovadia, Gianfranco Ravasi e tanti altri. Continua a leggere

Fedeltà è cambiamento. La VII edizione del Festival della Dottrina Sociale

da Dottrinasociale.it, essere lievito nella società e da Festival.dottrinasociale.it, il sito del Festival della Dottrina Sociale.

Il tema

La fedeltà e il cambiamento, a prima vista, sembrano indicare due modi di essere troppo differenti per risultare  componibili . Ma se la fedeltà è il modo di rispettare la propria e l’altrui dignità, se traduce l’originaria apertura alla verità, al bello e al bene, diventa subito chiaro che la fedeltà richiede un cambiamento: per essere noi stessi  in maniera sempre più compiuta  chiediamo a noi stessi di cambiare. Anche se viviamo in un contesto in cui tutto sembra orientare verso il pensiero unico, l’egualitarismo indifferenziato , le mode comportamentali e valutative, le necessità imposte dalla tecnocrazia, è ancora percepita da molti l’originaria dignità di ogni persona al punto che proprio il rispetto della propria dignità e grandezza chiede un non adeguamento, una differenziazione dal pensiero dominante, chiede una voce fuori dal coro, un’azione differente.

Continua a leggere

Il lavoro nella Bibbia (Antico e Nuovo Testamento)

Qui trovi tutti gli articoli della serie Il lavoro nella Bibbia pubblicati su La bottega di Nazareth. Continua a leggere

Il “patto delle catacombe”. L’impegno di una cinquantina di vescovi per una Chiesa povera e dei poveri

Avvicinandosi la prima giornata mondiale dei poveri …

Il 16 novembre del 1965, pochi giorni prima della chiusura del Concilio Vaticano II, una cinquantina di padri conciliari celebrarono un’Eucaristia nelle Catacombe di Domitilla. Era il gruppo dei vescovi della “Chiesa dei poveri” che alla fine del Concilio decisero di scendere nelle catacombe, simbolicamente “ai margini”, per firmare il “Patto delle Catacombe”. I firmatari si impegnavano personalmente a vivere da chiesa “povera e dei poveri”, ed hanno poi vissuto questo impegno fino in fondo con scelte concrete. Erano una cinquantina, all’inizio, sugli oltre duemila vescovi che si riunirono a Roma per il Concilio Vaticano II. In pochi anni arrivarono a superare quota 500.

Tra i firmatari, nomi noti come dom Hélder Câmara, arcivescovo di Recife (Brasile), l’arcivescovo di Nazaret, Hakim, Massimo IV, patriarca di Antiochia, Leonidas Proaño, vescovo di Riobamba (Ecuador), famoso per la sua difesa dei campesinos; Enrique Angelelli, ausiliare di Cordoba (Argentina), ucciso durante la dittatura e punto di riferimento per l’allora padre Jorge Mario Bergoglio; il vescovo di Tournai (Belgio), Charles-Marie Himmer, che tenne l’omelia quel giorno. Alcuni sono ancora in vita: l’allora ausiliare di Bologna Luigi Bettazzi, poi vescovo a Ivrea, e José Maria Pires, arcivescovo emerito di Paraiba, in Brasile. Variopinta la provenienza dei firmatari: Cina, Corea del Sud, Zambia, Gibuti, Indonesia, Algeria, Cuba, l’allora Jugoslavia, Canada, Francia, Grecia, Spagna, e altri. Nessun presule dagli Usa. Continua a leggere

Raccontare le Settimane Sociali – Il video messaggio di papa Francesco

Raccontare le Settimane Sociali: l’appuntamento di Cagliari è stato quasi una miniera di momenti o interventi interessanti e preziosi. Occorre tornarci e scavare. Cominciamo dal videomessaggio di papa Francesco …

La 48ª Settimana Sociale si è aperta con lo sguardo fisso su Papa Francesco, che a Cagliari ha voluto rendersi presente attraverso un video-messaggio inviato agli oltre mille delegati delle diocesi italiane.
Parole profetiche, di denuncia delle piaghe che affliggono il mondo del lavoro e angosciano anche il cuore del Pontefice: dalla disoccupazione al lavoro minorile, dai lavori pericolosi e malsani, “che ogni anno causano in Italia centinaia di morti e invalidi”, fino al “lavoro in nero e al lavoro precario” che, ha affermato Francesco, “uccidono”.

A conclusione delle sue parole, un discorso di quasi 14 minuti che è stato accolto dai delegati giunti a Cagliari con un lungo applauso, una chiara indicazione su come proseguire il cammino già intrapreso dalla Chiesa italiana: “nel mondo del lavoro, – ha affermato Francesco –  la comunione deve vincere sulla competizione!”. “Voglio augurarvi – ha concluso – di essere un lievito sociale per la società italiana e di vivere una forte esperienza sinodale”.

Continua a leggere

Misericordia, identità, confini. Come il metterci nella dinamica della misericordia cambia noi, le ACLI, la Chiesa

L’articolo è la rielaborazione del materiale usato nella due giorni di spiritualità (8-9 ottobre 2016) delle ACLI provinciali di Como e di Sondrio ad Assisi.

Il Signore dette a me, frate Francesco, d’incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d’animo e di corpo. E di poi, stetti un poco e uscii dal mondo.

Dal Testamento di San Francesco d’Assisi (FF 110)

… Che non ci sia mai alcun frate al mondo, che abbia peccato quanto poteva peccare, il quale, dopo aver visto i tuoi occhi, se ne torni via senza il tuo perdono misericordioso, se egli lo chiede; e se non chiedesse misericordia, chiedi tu a lui se vuole misericordia. E se, in seguito, mille volte peccasse davanti ai tuoi occhi, amalo più di me per questo: che tu possa attirarlo al Signore; e abbi sempre misericordia di tali fratelli.

Dalla lettera ad un ministro (FF 235)

Introduzione: Attenti a buttarla subito sulle “opere di misericordia”!

 

A quale verbo si accompagna la parola “misericordia”? Più al verbo “fare” o al verbo “essere”?
Nell’anno giubilare della misericordia c’è stato un gran pullulare di incontri sulle opere di misericordia. Giusto e, se pensati bene, anche interessanti e utili. Fanno parte della tradizione della Chiesa che le deduce (per quanto riguarda quelle corporali) da Mt 25.
Il rischio è, però, di buttarla subito in una lettura morale e volontaristica che vuole sapere subito cosa c’è da fare. Essere concreti è importante. Ma non a costo di essere superficiali. Continua a leggere

Dal Vaticano e dal Fanar, insieme, per la custodia del creato

Pubblichiamo il messaggio del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo per la giornata di preghiera per la cura del creato e, di seguito, il messaggio congiunto redatto insieme a papa Francesco. Continua a leggere

La complessità delle immagini di Dio

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Poiché il Signore, il vostro Dio, è il Dio degli dèi, il Signore dei signori, il Dio grande, forte e tremendo, che non ha riguardi personali e non accetta regali, che fa giustizia all’orfano e alla vedova, che ama lo straniero e gli dà pane e vestito

Deuteronomio 10, 17-18

E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra»

Matteo 28, 18

Molti sono i personaggi del nostro tempo che esercitano potere sui popoli e sulle nazioni, le cui decisioni hanno grande influenza sulla salute delle persone, sul clima della terra, sui diritti degli uomini e delle donne. Sarebbe sciocco negare che le loro decisioni, motivate con ragioni politiche, non rispondano a precisi interessi che favoriscono alcuni, singoli o gruppi, a danno di altri. Così sono le politiche che tutelano i monopoli, i brevetti, i dazi, gli embarghi ecc.; tutte politiche che condannano i paesi poveri, e non solo, a non potersi scrollare di dosso il debito pubblico e che anzi lo aggravano di anno in anno. Politiche che favoriscono chi ha e che condannano all’esclusione chi non ha.

Non sono queste le caratteristiche che il Deuteronomio e anche noi attribuiamo al nostro Dio. Continua a leggere

“Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”. Il messaggio per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018

Quattro azioni per cercare di affrontare il tema dei migranti e dei rifugiati salvaguardando – sempre e in primo luogo – la dignità della persona. Papa Francesco ha scelto la giornata odierna per diffondere il testo del suo Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che la Chiesa cattolica celebrerà il prossimo 14 gennaio 2018. Un testo ricco di proposte e azioni concrete, che Francesco offre all’analisi e allo studio della comunità cristiana e di quella internazionale. Del resto, ricorda lo stesso Pontefice “nei primi anni di pontificato ho ripetutamente espresso speciale preoccupazione per la triste situazione di tanti migranti e rifugiati”. Una preoccupazione che lo ha portato a tenere sotto la propria guida quella sezione dedicata ai migranti istituita con la creazione del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano e integrale. Continua a leggere

Il lavoro nel Nuovo Testamento: Il lavoro, la comunità e l’affidamento alla provvidenza in Mt 6, 25-34 e in Lc 12, 22-32

Il tema dell’affanno e del lavoro che rischia di diventare l’unico scopo della vita dell’uomo, è svolto anche nelle pericopi sull’abbandono alla provvidenza, presenti in Mt e in Lc. Le priorità di Gesù sono chiare, come è trasparente l’attenzione del Padre provvidente nei confronti del discepolo:

Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.

Mt 6, 31-33

Continua a leggere

Il lavoro nel Nuovo Testamento: Gesù, il Vangelo del Regno e il lavoro

Sorge il sole:
[…]  Allora l’uomo esce per il suo lavoro,
per la sua fatica fino a sera.

Sal 104, 32-33

Il Nuovo Testamento parla del lavoro solo indirettamente e senza preoccupazioni sistematiche e, in definitiva, non aggiunge molto alle riflessioni contenute nella Bibbia ebraica. Gli aspetti più fecondi dal punto di vista teologico sono i riferimenti al lavoro di carpentiere di Gesù e le professioni dei discepoli che inquadrano l’opera umana nel mistero dell’incarnazione: “vivere come Gesù non comporta il rifiuto del lavoro1. Continua a leggere

Terremoto: tra il grano della solidarietà e la zizzania della politica

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Le storie di solidarietà dopo il terremoto in centro Italia raccontano davvero l’Italia migliore. Ma c’è anche la zizzania… Continua a leggere

Il 19 novembre 2017 sarà la prima giornata mondiale dei poveri. Il messaggio: «Non amiamo a parole ma con i fatti»

Il 19 novembre prossimo, prima Giornata mondiale dei Poveri, papa Francesco offrirà il pranzo a 500 poveri nell’Aula Paolo VI, dopo aver celebrato la Messa nella Basilica Vaticana. Lo ha annunciato l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, presentando il messaggio di Bergoglio. Continua a leggere

Il Creato non è in vendita

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

«Rinnovare il nostro pensiero, ripensare la nostra economia e ridefinire il nostro obiettivo comune» sono le sfide del XXI secolo secondo Martin Kopp, responsabile della giustizia climatica per conto della Federazione luterana mondiale, che nella giornata di ieri davanti ai delegati dell’Assemblea luterana mondiale ha pronunciato un discorso su uno dei temi chiave dell’assise giunta alle battute finali a Windhoek in Namibia: “il Creato non è in vendita”. Continua a leggere

Un messaggio a chi ci uccide

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Alla Domenica delle Palme del 2017 due bombe sono scoppiate in due chiese copte del Cairo, facendo oltre 36 vittime e un centinaio di feriti. Questa che segue è la straordinaria predica fatta il giorno dopo da padre Boules George. Potete vedere i sottotitoli in italiano cliccando sull’icona dei sottotitoli in basso a destra nel video disponibile su Ortodossiatorino.net, oppure leggere la trascrizione dell’omelia che proponiamo. Continua a leggere

Se siedi in groppa a un asino. Per un’opera spoglia e discreta.

da ReteSicomoro.it che riprende Labottegadelvasaio.net il blog di don Cristiano Mauri.