La prima apparizione di Franklin Armstrong in “Peanuts”. Il valore sociale ed inclusivo di un fumetto

dal profilo facebook di Paola Ronco.

È il 31 luglio 1968. Un giovane nero sta leggendo un giornale, quando a un tratto il suo sguardo si posa su un dettaglio. Con le lacrime agli occhi, il giovane comincia a urlare e correre per tutta la casa, in cerca di sua madre. Anche lei rimane senza fiato di fronte a quella pagina: mai pensava di vivere così a lungo per vedere una cosa del genere.

E così in altre case del paese.

Cosa avevano visto madre e figlio? La prima apparizione di Franklin Armstrong sull’iconico fumetto Peanuts.

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I crocefissi, uscendo …

dal profilo facebook di Michele Cerasa.

Proponiamo un testo poetico molto bello di Sergio Guttilla molto apprezzato e condiviso su internet in questi giorni.

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“Primo ufficio dell’uomo”. I mestieri di Primo Levi

da Primolevi.it, il sito del Centro internazionale di studi Primo Levi.

Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono. Questa sconfinata regione, la regione del rusco, del boulot, del job, insomma del lavoro quotidiano, è meno nota dell’Antartide, e per un triste e misterioso fenomeno avviene che ne parlano di più, e con più clamore, proprio coloro che meno l’hanno percorsa. Per esaltare il lavoro, nelle cerimonie ufficiali viene mobilitata una retorica insidiosa, cinicamente fondata sulla considerazione che un elogio o una medaglia costano molto meno di un aumento di paga e rendono di più; però esiste anche una retorica di segno opposto, non cinica ma profondamente stupida, che tende a denigrarlo, a dipingerlo vile, come se del lavoro, proprio od altrui, si potesse fare a meno, non solo in Utopia ma oggi e qui: come se chi sa lavorare fosse per definizione un servo, e come se, per converso, chi lavorare non sa, o sa male, o non vuole, fosse per ciò stesso un uomo libero. È malinconicamente vero che molti lavori non sono amabili, ma è nocivo scendere in campo carichi di odio preconcetto: chi lo fa, si condanna per la vita a odiare non solo il lavoro, ma se stesso e il mondo. Si può e si deve combattere perché il frutto del lavoro rimanga nelle mani di chi lo fa, e perché il lavoro stesso non sia una pena, ma l’amore o rispettivamente l’odio per l’opera sono un dato interno, originario, che dipende molto dalla storia dell’individuo, e meno di quanto si creda dalle strutture produttive entro cui il lavoro si svolge.

Primo Levi, La chiave a stella

Il  documentario “Primo ufficio dell’uomo”. I mestieri di Primo Levi, è stato realizzato allo scopo di ripensare, attraverso l’esperienza e le opere di Primo Levi, un tema cruciale del nostro presente: il ruolo del lavoro nella vita degli individui e all’interno della società.

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I diamanti della Torah II: La luce delle donne illumina lo Shabbat

Dopo il successo della prima edizione, torna on line la web series I Diamanti della Torah. Nella seconda stagione il Rabbino Shalom Hazan con Fabio Perugia scaverà nell’anima dei precetti ebraici. Puntata dedicata al precetto dell’accensione delle candele in onore dello Shabbàt. Clicca chabadroma.org/2282363 per ulteriori informazioni sullo Shabbàt e le candele.

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Le quattro generazioni della ROCOR

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Mentre si avvicina il centenario della storia della Chiesa ortodossa russa fuori dalla Russia (ROCOR), padre Andrew Phillips ci offre un suo breve quadro storico.

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Pruriti del cuore

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Il prof. Muhammad si avvicina cautissimo alla mensa sontuosa che abbiamo imbandito per lui. Con la circospezione di un detective sul luogo del delitto esamina tutto con cura, tenendosi a debita distanza, infine allunga una mano e prende a spizzicare qui e là: un pomodorino, due cetrioli, tre olive, un gambo di sedano. Nulla che sia passato per una pentola. Gli voglio un gran bene ma che nervoso! Come, non si fida? So benissimo che cosa non può mangiare un musulmano. Quello che ancora non so è che quell’atteggiamento esageratamente (a mio avviso) prudente è espressione di wara’, un pilastro del codice etico islamico, un tratto fondamentale dell’anima del musulmano.

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«La democrazia: ascolto, pazienza, confronto, speranza», di Giovanni Bianchi

Ad un anno dalla scomparsa di Giovanni Bianchi proponiamo il suo intervento al XXVI Congresso provinciale Acli di Como del 5 marzo 2016. A seguire il ricordo delle ACLI pubblicato sul sito nazionale.

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Un calcio in culo al momento giusto, la capacità di chiedere scusa, un sorriso ricambiato

Dalla pagina Facebook Iacopo Melio, giornalista e attivista per i diritti umani e civili.

Un pezzo di vita bella raccontata dal grande Matteo Bussola:

“Sono su un treno regionale, sto andando a una presentazione del mio libro, fuori una pioggia obliqua cade contro i finestrini. Il treno ferma a una stazione di cui non leggo il nome, alla stazione sale un ragazzo disabile, lo portano su in tre. Il ragazzo è in carrozzina e ha il busto piegato in avanti da un’evidente malformazione. Lo spazio del vagone riservato alle carrozzine è occupato da due ingombranti valigie, il controllore dice a voce alta: “Di chi sono questi bagagli?!” senza ottenere risposta, allora urla: “DI CHI SONO QUESTI BAGAGLI?!” e d’un tratto un uomo sui cinquanta si volta da due sedili più avanti, il controllore lo vede e gli intima: “Li sposti subito, per piacere.”

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Verso una difesa sempre legittima e un’Italia più armata?

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Mercoledì 18 luglio è cominciato in Commissione Giustizia al Senato il percorso dei disegni di legge di riforma delle norme che regolano la legittima difesa. In tutto si tratta di cinque disegni di legge che hanno lo stesso relatore, il leghista Andrea Ostellari e che mirano allo stesso fine: ampliare il concetto di legittima difesa, normato dall’articolo 52 del codice penale. Anche i governi della scorsa legislatura cercato di apportare modifiche alle attuali norme, ma il provvedimento si era bloccato durante il suo iter parlamentare.

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100 anni fa nasceva Nelson Mandela. Un commento e un ricordo

Cent’anni fa nasceva il leader sudafricano, imprigionato a lungo e poi presidente del suo paese. Proponiamo un articolo di Paolo Naso e una testimonianza raccontata da Gianni Sartori.

La lezione di Nelson Mandela

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Il 18 luglio di cent’anni fa in un minuscolo villaggio del Sudafrica nasceva Nelson Mandela, una delle personalità chiave del Novecento e di un tempo forse sovraccarico di ideologie, ma attraversato dalla volontà di capire, di farsi un giudizio proprio sulle persone e sui fatti, anche quelli che accadevano più lontani da noi.

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La pace e la libertà nei testi biblici. Un articolo di don Bruno Maggioni

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Il discorso biblico è sempre un discorso a monte e i discorsi a monte hanno una loro importanza; per il credente, poi, la Bibbia è anche un punto di riferimento, in un certo senso l’ultimo punto di riferimento. Mi pare di poter dire che il discorso biblico sulla pace e sulla libertà, anche dopo 2000 anni di cristianesimo, non è un discorso scontato, non è diventato il discorso di senso comune; ma comunque, quando si fa il discorso biblico sulla pace e sulla libertà, generalmente si è tutti d’accordo; il disaccordo nasce quando dall’ideale biblico si passa al concreto.

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Isaia 53,3 in stazione

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

Is 53,3

Bari. Addì 12 luglio, dell’anno del Signore 2018, ore 19 circa.

Da via Capruzzi imbocco il solito sottopassaggio rosso.

In fondo alle scale si vede un uomo riverso, un barbone probabilmente, un povero Cristo.

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Quando la classe dirigente è smarrita. Un’omelia dell’Arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Nei giorni scorsi i vescovi della Lombardia hanno vissuto alcune giornate di esercizi spirituali nell’Eremo di Montecastello di Tignale (Bs) al termine del quale hanno rivolto una speciale benedizione ai fedeli delle proprie diocesi nel tempo di oggi. In questo contesto si inserisce anche l’omelia tenuta dall’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, che qui sotto rilanciamo. Prendendo spunto dalla pagina biblica del racconto di Giuditta, Delpini affronta il tema quanto mai attuale oggi della crisi della classe dirigente. Offriamo questa riflessione ai nostri lettori nel suo testo integrale.

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14.07.1938 Il manifesto della razza. Un contributo di Gadi Luzzatto Voghera e la dichiarazione di Noemi Di Segni

Un documento importante in vista della promulgazione delle cosiddette leggi razziali fu il Manifesto degli scienziati razzisti (noto anche come Manifesto della Razza), pubblicato originariamente in forma anonima sul Giornale d’Italia il 14 luglio 1938 col titolo Il Fascismo e i problemi della razza, quindi ripubblicato sul numero uno della rivista La difesa della razza il 5 agosto 1938 firmato da 10 scienziati. Una memoria scomoda e un pezzo di storia tragica e vergognosa del popolo italiano di cui è urgente ricordarsi.

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«Le chiese come strumento di pace». Lettera di Chris Ferguson segretario generale della Comunione mondiale di chiese riformate

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

In una lettera che riproduciamo qui di seguito Chris Ferguson segretario generale della Comunione mondiale di chiese riformate, Wcrc, ricorda una serie di esempi di chiese riformate, in ogni angolo del mondo, capaci di far sentire alte le loro voci contro l’ingiustizia. La Comunione mondiale delle chiese riformate conta più di cento milioni di credenti, 233 chiese in 105 paesi e comprende congregazionalisti, riformati, presbiteriani, chiese unite e valdesi. Ha il suo ufficio operativo a Hannover ed è gestita da un comitato esecutivo di ventidue persone provenienti dai cinque continenti.

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«Srebrenica, si però…». 11 luglio 2018 – Renato Sacco (Coordinatore nazionale di Pax Christi Italia)

Mosaicodipace.it, “Mosaico di pace” la rivista mensile promossa dalla sezione italiana di Pax Christi – movimento cattolico internazionale per la pace.

11 luglio 1995. Massacro di Srebrenica. Oltre 8.000 persone uccise e sepolte nelle fosse comuni. È doveroso ricordare e non dimenticare. Soprattutto non dimenticare le vittime.

Nella foto, scattata a Sarajevo nel 2014, sono con una ragazza il cui padre è stato ucciso a Srebrenica. Tante volte abbiamo scritto di Srebrenica,  anche su Mosaico di pace.   Sarajevo 2014: don Renato Sacco con una ragazza il cui padre è stato ucciso a Srebrenica Continua a leggere