Se il granello di frumento non muore

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Non so ora che cosa accadrà. Abbiamo dei giorni difficili davanti a noi. Ma ora non importa. Perché sono stato sulla cima della montagna. E non mi interessa. […] Voglio solo fare il volere di Dio. E Dio mi ha permesso di salire sulla montagna. E di là ho guardato. E ho visto la Terra Promessa. Forse non ci arriverò insieme a voi. Ma voglio che questa sera voi sappiate che noi, come popolo, arriveremo alla Terra Promessa. E questa sera sono felice. Non ho paura di nulla. Non ho paura di alcun uomo, i miei occhi hanno visto la gloria del Signore che viene.

Martin Luther King Jr.

Non si può prescindere da queste parole rievocando l’assassino del pastore Martin Luther King Jr. Sono state le sue ultime. Rese profetiche perché poche ore dopo – la sera del 4 aprile 1968 – egli veniva ucciso sul ballatoio del Motel Lorraine di Memphis, Tennessee, da alcuni colpi di arma da fuoco.

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La resistenza spirituale al vuoto nella Chiesa e nella società. Relazione di Giovanni Bianchi nel settembre 2008 a Mosca

Il rapporto tra le ACLI della Lombardia (in particolare con quelle provinciali di Como e il circolo di Arosio) con la Russia e la fraternità della Trasfigurazione (insieme di gruppi e di comunità ortodosse che riuniscono sia a Mosca, che in altre località russe, sia all’estero persone di diverse età, professioni e provenienze) dura ormai da molti anni. 

Nel 2001 e nel 2002 due delegazioni delle ACLI lombarde, tra cui anche diversi membri del Circolo ACLI di Arosio e delle ACLI di zona di Cantù, si sono recate a Mosca per riprendere i contatti iniziati nel decennio precedente e poi affievolitisi. In molti viaggi effettuati, oltre alle ACLI hanno partecipato anche membri della Caritas Decanale di Cantù, della CISL regionale e rappresentanti di gruppi locali parrocchiali e non.

Nel giugno 2004 e poi nel giugno 2006 sono stati effettuati altri viaggi che hanno permesso di allargare e conoscere meglio l’esperienza di Sretenie anche presso altre fraternità russe. In particolare, oltre a quella di Mosca, sono state visitate altre comunità: quella di Pietroburgo, quella di Arkhangelsk e quella di Tver’. L’accoglienza è stata molto cordiale e sempre molto alta è stata la loro capacità di trasmetterci amicizia, di farci sentire a nostro agio, oltre che il desiderio di conoscere la nostra realtà italiana. Soprattutto nei momenti di preghiera abbiamo sentito quei legami che uniscono la nostra comune fede nel Signore e di questi momenti se ne è avuta una maggior quantità e profondità durante la partecipazione al pellegrinaggio sulle isole Solovievski compiuto con la fraternità di Arkangelsk nei mesi di Agosto 2004 e 2009.

Nell’agosto 2007 e nel Settembre 2008 Giovanni Bianchi ha poi partecipato ai Convegni internazionali di Mosca con le seguenti rispettive relazioni “Conciliarità e solidarietà sociale”, e “La resistenza spirituale al vuoto nella Chiesa e nella società“. 

Proponiamo il testo della relazione presentata da Giovanni a Mosca nel settembre 2008 dal titolo “La resistenza spirituale al vuoto nella Chiesa e nella società” (già pubblicata sia su Acliarosio.it, il sito del circolo ACLI “Antonio Ballabio” di Arosio, che su Circolidossetti.it, Circoli Dossetti, eremo e metropoli), memoria del percorso di conoscenza reciproca e di ricerca ecumenica su come il cristiano sta nella società.

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Per un incontro con la teologia ortodossa. Breve ritratto di Bulgakov

da Theologicalmind.wixsite.com, Theological mind: theology notes, il blog di Fabio Cittadini.

[nella Gemäldegalerie di Dresda davanti alla “Madonna Sistina” di Raffaello] mi penetrarono l’anima gli occhi della Regina celeste che scendeva dal cielo con il Bambino eterno. C’era in essi la smisurata forza della purezza e del sacrificio accettato con preveggenza, la conoscenza della sofferenza e la disponibilità ad offrirsi volontariamente, e quella reale disposizione al sacrificio si vedeva negli occhi, non infantili, del Bambino. … Non era un’emozione estetica, era un incontro, una nuova conoscenza, un miracolo. Io (allora marxista) involontariamente chiamai questa visione preghiera.

Sergej Nikolaevič Bulgàkov

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A 30 anni dalla sua morte. Ritratto di Balthasar

da Theologicalmind.wixsite.com, Theological mind: theology notes, il blog di Fabio Cittadini.

La nostra parola iniziale si chiama bellezza. La bellezza è l’ultima parola che l’intelletto pensante può osare di pronunciare, perché essa non fa altro che incoronare, quale aureola di splendore inafferrabile, il duplice astro del vero e del bene e il loro indissolubile rapporto. Essa è la bellezza disinteressata senza la quale il vecchio mondo era incapace di intendersi, ma la quale ha preso congedo in punta di piedi dal moderno mondo degli interessi, per abbandonarlo alla sua cupidigia e alla sua tristezza. Essa è la bellezza che non è più amata e custodita nemmeno dalla religione, ma che, come maschera strappata dal suo volto, mette allo scoperto dei tratti che minacciano di riuscire incomprensibili agli uomini. […] Chi, al suo nome, increspa al sorriso le labbra, giudicandola come il ninnolo esotico di un passato borghese, di costui si può essere sicuri che – segretamente o apertamente – non è più capace di pregare e, presto, nemmeno di amare.

Hans Urs Von Balthasar

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Le azioni di Dio nella storia: chi le sa leggere?

Il “Magnificat” (Lc 1,46-55) è un canto di lode che, pur conosciuto, tuttavia, è poco pregato dai fedeli, ad eccezione di coloro che recitano la Liturgia delle Ore. Per restare in ambito mariano, certamente siamo più abituati a pregare con l’”Ave Maria” e il “Salve Regina”.

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Tre interviste a padre Camillo De Piaz

A cento anni dalla nascita di padre Camillo De Piaz proponiamo, oltre al breve profilo biografico apparso su Settimanalediocesidicomo.it, anche tre interviste: la prima, a cura di Paolo Tognina all’interno del filmato “Camillo De Piaz, un prete sulla frontiera”, realizzato nel 2008 per la rubrica Segni dei Tempi della Radio Televisione della Svizzera italiana, la seconda pubblicata sul mensile Una città nel 2004 mentre la terza, realizzata nel 2001 sul tema della memoria, è sul sito di Federico Bario. Segnaliamo anche il sito Camillodepiaz.it, a cura di Bruno Ciapponi Landi.

Cento anni dalla nascita di padre Camillo De Piaz

da Settimanalediocesidicomo.it

Sono passati cent’anni dalla nascita di Camillo De Piaz, avvenuta a Madonna di Tirano il 24 febbraio 1918; una lunga vita (muore nel gennaio del 2010) passata nel segno della coerenza e della fedeltà: coerenza anzitutto ai valori maturati negli anni di guerra, dopo essere stato assegnato, nel 1941, giovane padre servita, al convento di San Carlo a Milano; con lui, è l’amico di una vita, David Maria Turoldo. Insieme fanno del convento un punto di riferimento dell’antifascismo e della Resistenza milanese, così ricordato da Alda Merini: «Allora, in quella Milano di macerie, Davide e Camillo erano la luce di una città”.

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Un’esperienza pastorale. Intervista a padre Pio Parisi a cura di Giuseppe Trotta – Bailamme n° 27 gennaio-dicembre 2001

da Incontripioparisi.it, Incontri Pio Parisi, discernimento e solidarietà.

Pubblichiamo la lunga intervista a padre Pio Parisi rilasciata a Giuseppe Trotta: “Una esperienza pastorale – Intervista a Padre Pio Parisi curata da Giuseppe Trotta”, pubblicata sulla rivista Bailamme nº 27/2001. Ne esce un profilo dettagliato della vita e della storia umana e spirituale dello storico assistente nazionale delle ACLI. Bailamme è stata una rivista semestrale di spiritualità e politica nata nel 1987, diretta da Giovanni Bianchi, coordinata da Giuseppe Trotta e edita dalla casa editrice Marietti. Tra i suoi redattori: Salvatore Natoli, Mario Tronti, Bepi Tomai, Romana Guarnieri, Luisa Muraro, Rosetta Stella, Emma Fattorini, Paolo Ridella, Eugenio Massa e Vittorio Tranquilli.

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A 50 anni dalla morte. Ritratto teologico di Karl Barth

da Theologicalmind.wixsite.com, Theological mind: theology notes, il blog di Fabio Cittadini.

E’ necessario che tra la Bibbia e il giornale, come tra i due poli di un arco elettrico, comincino ad accendersi lampi di luce per rischiarare la terra.

Karl Barth

Forse gli angeli, quando sono intenti a rendere lode a Dio, suonano musica di Bach, ma non ne sono sicuro; sono certo invece, che quando si trovano tra di loro suonano Mozart ed allora anche il Signore trova diletto nell’ascoltarli.

Karl Barth

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Don Lorenzo Milani: dentro la riforma ecclesiale. Don Milani e il Concilio Vaticano II

Il Papa ha chiamato i Vescovi a dialogo, perché il Vescovo chiamasse a dialogo i parroci, il parroco i parrocchiani lontani e vicini. Se manca un solo anello di questa catena il messaggio di Giovanni XXIII e il Concilio non raggiungono il loro scopo.

don Bruno Borghi e don Lorenzo Milani

Quale rapporto si può stabilire tra don Lorenzo Milani (e tutto ciò che rappresenta) e l’evento del Concilio Vaticano II, annunciato quando il prete fiorentino è da cinque anni a Barbiana, organizzato e celebrato nei periodi più fecondi e impegnativi della scuola popolare e con la malattia che lenta ma inesorabile avanzava? Riformatore, precursore, anticipatore?  Continua a leggere

Aspetti dell’etica cristiana in base ai documenti del santo e grande Sinodo della Chiesa ortodossa (Creta 2016)

da Ortodossia.it, sito ufficiale della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta.

Pubblichiamo il discorso tenuto l’11 gennaio 2018 dall’Archimandrita Evangelos Yfantidis, Vicario Generale dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, alla Facoltà Teologica del Triveneto a Padova.

Il Rev.mo Vicario Generale dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, p. Evangelos Yfantidis, Archimandrita del Trono Ecumenico, è nato a Kavala (Grecia) il 14 ottobre 1975. Dopo aver frequentato il Liceo Ecclesiastico della propria città, si è laureato presso la Facoltà di Teologia dell’Università Aristotele di Salonicco, dove ha anche conseguito un Master in Teologia Dogmatica e Storia della Chiesa. Nel 2006 ha ottenuto un primo Dottorato di Ricerca presso la stessa Università. Presso la Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa della Pontificia Università Gregoriana di Roma si è specializzato in storia contemporanea, conseguendo una Licenza e nel 2012 un secondo Dottorato di Ricerca. Ordinato Diacono e Presbitero da S. Em.za Rev.ma il Metropolita Gennadios Zervos, Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta, ha servito diverse parrocchie in Italia, tra le quali Perugia e Milano, ed è attualmente Parroco della storica Comunità dei Greci Ortodossi a Venezia, Rettore della Cattedrale di San Giorgio dei Greci a Venezia e Vicario Generale dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta. Si è occupato in modo particolare della pastorale giovanile e famigliare.

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Una prospettiva contemporanea sul significato dell’ecumenismo. Intervista di Tudor Petcu ad André Birmelé

Tudor Pectu ha intervistato il pastore André Birmelé sull’ecumenismo. André Birmelé, pastore luterano alsaziano, insegna teologia sistematica presso la Facoltà teologica protestante di Strasburgo. La sua ricerca si concentra sull’ecclesiologia, sull’identità luterana e soprattutto sull’ecumenismo. 

André Birmelé ha studiato matematica all’Università di Strasburgo prima di dedicarsi alla teologia. Ha completato la sua carriera in tre diverse università, Strasburgo, Tubinga e Basilea ed è stato nominato nella sua prima parrocchia nel 1972. Il suo impegno ecumenico è iniziato due anni dopo con la sua nomina come assistente di ricerca presso il Centro di studi ecumenici del Federazione mondiale luterana, con sede a Strasburgo. Nel 1976, ha completato la sua tesi sulle scienze religiose sulla nozione di identità confessionale di Werner Elert. Dopo 6 mesi all’istituto ecumenico di Gerusalemme, è diventato assistente in teologia sistematica nel 1983 presso la Facoltà di teologia protestante dell’Università Marc Bloch di Strasburgo. Entrò nello stesso anno il comitato esecutivo del Consiglio Mondiale delle Chiese, mentre lavorava alla sua tesi di teologia protestante, Le salut en Jésus Christ dans les dialogues oecuméniques. Lo completò nel 1986 e divenne professore tre anni dopo. Insegna, oltre che a Strasburgo, nelle facoltà teologiche germaniche, Heidelberg, Lipsia, Zurigo, ma anche all’Istituto cattolico di Parigi. Ha servito come decano della facoltà di teologia e direttore della Scuola di specializzazione in teologia e studi religiosi della sua università. Oltre alle sue tesi, la sua bibliografia include diversi titoli importanti: La communion ecclesiale, Progrès oecuméniques et enjeux méthodologiques, Accords et dialogues oecuméniques, Introduction. à la théologie systématique. Ha anche diretto la pubblicazione di La foi des églises luthériennes. Confessions et catéchismes et Dictionnaire critique de théologie.

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Elisabeth Behr-Sigel: una grande donna dell’Ortodossia in Occidente. Intervista di Tudor Petcu a padre Michael Plekon

La signora Elisabeth Behr Sigel è stata una delle più significative donne e teologhe ortodosse del XX secolo in occidente. Era nata in Alsazia, in Francia nel 1907. Suo padre era protestante e sua madre ebrea. Studiò teologia presso la Facoltà protestante a Strasburgo e iniziò un ministero pastorale. Dopo poco tempo andò a Parigi per studiare teologia. Durante i suoi studi entrò in contatto con la diaspora ortodossa russa e si unì alla Chiesa ortodossa attraverso i suoi amici e colleghi dell’emigrazione russa. Fu influenzata da alcune delle più importanti figure teologiche dell’epoca (Metropolitan Evlogy, Vladimir Lossky, Paul Evdokimov, Lev Gillet, Maria Skobtsova, ecc.). All’età di 24 anni, abbracciò ufficialmente l’ortodossia. Col tempo incontrò e sposò un immigrato e ingegnere russo Andrý Behr. Durante la seconda guerra mondiale a Nancy, dove Elisabeth insegnava nel sistema scolastico pubblico e viveva con la famiglia, era attiva nel movimento di resistenza durante l’occupazione nazista. Dopo la guerra insegnò all’Istituto cattolico di Parigi, alla Facoltà teologica di San Sergio, all’Istituto ecumenico di Tantur vicino a Gerusalemme e al Collegio domenicano di Ottawa. Behr-Sigel insegnò in tutto il mondo e pubblicò molti libri e articoli ortodossi in inglese, francese e tedesco. Ha dedicato molto tempo ed energie alla promozione delle donne nella Chiesa ortodossa – rispettosamente, quasi con umiltà ma con ferma convinzione e solidi argomenti teologici. È diventata nota per la sua instancabile attività ecumenica. Il 26 novembre 2005, Elisabeth Behr-Sigel è morta mentre leggeva a letto. Aveva 98 anni.

Proprio di Elisabeth Behr-Sigel ci parla padre Michael Plekon (sacerdote ortodosso, sociologo e teologo statunitense) intervistato dal dottor Tudor Pectu. Continua a leggere

Il ruolo della filosofia della religione nel pensiero contemporaneo. Intervista di Tudor Petcu a Lluis Oviedo

Pubblichiamo un’intervista di Tudor Petcu a Lluis Oviedo, francescano di origine spagnola, professore ordinario di Antropologia Teologica ed Escatologia alla Pontificia Università Antonianum (dal 1992), professore invitato di Teologia fondamentale presso l’Instituto de Teología de Murcia (dal 1995), nonché professore invitato nella Facoltà di Teologia dell’Università Gregoriana, sezione Teologia Fondamentale, dove ha tenuto corsi su fede, società e cultura. Nelle varie sedi ha approfondito temi di ermeneutica teologica, oltre al rapporto tra fede e cultura e il problema della secolarizzazione. Attualmente la sua ricerca s’indirizza a questioni di scienza e fede, specialmente nel campo antropologico e dello studio scientifico della religione.
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Il significato dell’icona nel mondo cattolico. Intervista di Tudor Petcu a Emanuela Fogliadini

Un’intervista a cura del dott. Tudor Petcu, scrittore e ricercatore rumeno e nostro collaboratore. L’argomento: la crisi dell’arte sacra occidentale e la diffusione dell’icona nel mondo cattolico. L’intervistata: la professoressa Emanuela Fogliadini, teologa e storica del cristianesimo; è docente di Storia della Teologia dell’Oriente cristiano presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e Teologia ortodossa presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano e Pavia. Dal 2015 è Coordinatore delle attività culturali della Fondazione Ambrosiana Paolo VI. Il suo campo di ricerca è principalmente la teologia dell’immagine sacra e l’iconografia del mondo bizantino e dei cristianesimi orientali, declinata nel suo contesto storico e nel legame con la riflessione teologica. Ha pubblicato Il volto di Cristo. Gli Acheropiti del Salvatore nella Tradizione dell’Oriente cristiano; L’immagine negata. Il concilio di Hieria e la formalizzazione ecclesiale dell’iconoclasmo; L’invenzione dell’immagine sacra. La legittimazione ecclesiale dell’icona al secondo concilio di Nicea per Jaca Book; Parola e immagine tra Oriente e Occidente per EDB; L’icona. La bellezza rivelata per Edizioni Biblioteca francescana; con François Bœspflug, Ressuscité. La Résurrection du Christ dans l’art per MamE.

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Don Lorenzo Milani: Linee teologiche. Il prete.

Quando uno liberamente regala la sua libertà è più libero di uno che è costretto a tenersela. […]

Io per esempio mi son preso tutte le libertà possibili immaginabili e poi mi sono accorto che c’era una grande cosa (la più grande) che non potevo fare. Prima di morire mi voglio prendere anche questa libertà di dir Messa.

don Lorenzo Milani

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