«Ho sognato una città …». Luigino Nessi al ritiro dell’Abbondino d’oro 2018

Villa Olmo sabato 1 dicembre ha ospitato la consegna dell’Abbondino d’oro 2018. Tre i riconoscimenti consegnati a due personaggi che hanno senza alcun dubbio segnato un’intera generazione di comaschi, padre Giovanni Bonacina da una parte e Luigi Nessi dall’altra, e una associazione di volontariato storica del nostro territorio, Abio Como, che quest’anno ha compiuto trent’anni.

Luigi Nessi, del quale riportiamo il video dell’intervento e il testo scritto (leggermente più lungo di quello pronunciato alla consegna del premio), è “una vera e propria istituzione per gli albatesi”, come lo ha definito la presidente del Consiglio comunale Anna Veronelli nella sua introduzione. E infatti la motivazione spiega: “per aver servito, in oltre cinquant’anni di impegno generoso e infaticabile, le persone più fragili della nostra comunità e avere affiancato al volontariato nel campo sociale l’impegno nella promozione dello sport per i più giovani e nelle assemblee municipali”. Nessi infatti si è distinto nello sport per aver fondato l’Albatese, nella politica per aver ricoperto per oltre 20 anni con estremo senso civico il ruolo di consigliere comunale, e ancora nel volontariato per essere sempre stato al fianco dei più deboli.

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Giovanni Battista Montini e le ACLI. Il “ruolo vulcanico delle ACLI”: Le ACLI degli anni ’60

Negli anni ’60 le Acli parteciparono alle tante iniziative e alle trasformazioni che caratterizzarono quella stagione storica. Quegli anni furono guidati dalla presidenza Labor che va dal Congresso di Bari, 5–8 dicembre 1961, al Congresso di Torino, 19–22 giugno 1969. Sotto la sua leadership crescerà progressivamente la spinta autonomista e la presenza delle Acli nella società. La coscienza internazionale delle Acli si manifesterà in molteplici occasioni: dalle prese di posizione sui temi della fame e degli armamenti, a quelle sulla guerra del Vietnam e alla primavera di Praga.
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Giovanni Battista Montini e le ACLI. Il “Movimento sociale dei lavoratori cristiani”: Espansione, fedeltà e ricerca di identità

Dopo l’attentato alla vita di Palmiro Togliatti del 14 luglio e lo sciopero generale proclamato dalla Cgil, la corrente sindacale cristiana e le Acli sono ormai pronte a decretare la scissione che è nell’aria da tempo. Il congresso straordinario del 15-18 settembre 1948 dà via libera alla costituzione di una nuova esperienza sindacale che si sviluppa, sotto l’impulso di Giulio Pastore, su principi di indipendenza e non confessionalità: la Libera Cgil, che dal 1950 assume il nome di Cisl.

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Le Acli, alla cui guida viene confermato Storchi, si danno la nuova definizione statutaria di “movimento sociale dei lavoratori cristiani”.

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Giovanni Battista Montini e le ACLI. Le origini delle ACLI: Tra il Patto di Roma e la Santa Sede

Con il convegno svoltosi a Roma nei giorni 26-28 agosto 1944, nel convento di S. Maria sopra Minerva viene indicata la nascita “ufficiale” delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani.

L’idea delle Acli, non il nome, nacque nella mente e nel cuore di Achille Grandi insieme con l’idea dell’unità sindacale e ne fu una conseguenza.

L’affermazione è di monsignor Luigi Civardi, il primo assistente ecclesiastico delle Acli.

patto_di_romaAlle origini delle Acli c’è, dunque, il Patto di Roma del 12 giugno 1944, che da vita alla Cgil unitaria. Achille Grandi, firmando il patto di unità sindacale, allega contestualmente una dichiarazione della corrente democratico-cristiana in cui tra l’altro è scritto che l’esistenza del sindacato unitario non esclude che i lavoratori si organizzino in associazioni libere e private per scopi educativi, politici, assistenziali, ricreativi ed in altre opere di carattere cooperativo e professionale. Sono prefigurati in questa frase ruolo e compiti delle future Acli.
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Giovanni Battista Montini e le ACLI. Il “montinismo”: Un progetto per l’Italia

Più che di una corrente di pensiero nel senso vero e proprio, sarebbe più giusto definire il montinismo come una sensibilità comune a un certo numero di intellettuali cattolici, caratterizzata da un larga apertura alla modernità e alle sue sfide e finalizzata alla realizzazione di una nuova sintesi cristiana nel campo intellettuale, culturale e politico. Più che un partito organizzato e strutturato in seno della Chiesa preconciliare, i montiniani hanno rappresentato una nebulosa di gruppi, di cenacoli, di pubblicazioni che si riconoscevano nell’azione del prelato bresciano e guardavano a lui come a colui che avrebbe potuto incarnare la speranza di un rinnovamento cattolico. Se il montinismo (come del resto il ‘maritainismo’ con il quale viene spesso associato) è stato sempre fonte di polemiche e di controversie, esso corrisponde ad una stagione ben delimitata della storia del cattolicesimo italiano del Novecento, che va dalla fine degli anni Venti alla fine degli anni Settanta e ciò corrisponde grosso modo alla vita ecclesiale di Giovanni Battista Montini.

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Giovanni Battista Montini e le ACLI. Il giovane Montini: Le radici di un protagonista del ‘900

Giovanni Battista Montini nacque il 26 settembre 1897 a Concesio, un piccolo paese all’imbocco della Val Trompia, a nord di Brescia, dove la famiglia Montini, di estrazione borghese, aveva una casa per le ferie estive.  I genitori, l’avvocato Giorgio Montini e Giuditta Alghisi, si erano sposati nel 1895 ed ebbero tre figli: Lodovico, nato nel 1896, che divenne avvocato, deputato e senatore della Repubblica, Giovanni Battista e, nel 1900, Francesco, medico.

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Giovanni Battista Montini e le ACLI. «Figlioli, amici carissimi, … »: Nessun amore è mai indolore. Introduzione

Vi apro l’animo mio e il mio cuore, la mia affezione. Voi mi avete stimolato con le vostre accoglienze, con le vostre parole e coi vostri doni, con il vostro fervore, a essere veramente vicino a voi. Ebbene, dirò che voglio essere vicino a voi e cercherò di esserlo sempre di più non in maniera retorica , o puramente esteriore, ma col cuore di pastore che comprende, che sa, che vuol bene, che aiuta, che compatisce, che corregge.

Prima visita di G. B. Montini alla sede delle ACLI milanesi e incontro con la Consulta – 15 gennaio 1955

Cogliendo l’occasione della prossima canonizzazione di Paolo VI, su La Bottega di Nazareth proporremo in una serie di articoli il racconto dello stretto e spesso complesso rapporto tra Montini e le ACLI. Così in continuità con il percorso su Achille Grandi già pubblicato riscopriremo assieme un altro pezzo di storia associativa e insieme italiana ed ecclesiale.

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Achille Grandi, un uomo di fede

Il lettore che voglia cogliere l’autentica grandezza di Achille Grandi non la troverà che parzialmente nelle opere e nelle iniziative – sia pure così nobili, ardite e spesso lungimiranti – ma, più compiutamente, nella profondità e nella nobiltà della sua vita spirituale. Per inquadrare nella luce esatta ogni momento della sua esistenza – dai primi anni delle iniziali lotte sindacali nella nativa Como, agli ultimi, in cui assurse a importanza e notorietà nazionale – bisogna appunto risalire alla intensità della sua fede. È più facile, allora, scoprire la fiamma segreta che ne ha alimentato lo zelo e sostenuta la volontà in momenti ardui e difficili. Ogni atto, ogni azione, ogni gesto di questo uomo sono stati sempre ispirati da un vero, autentico cristianesimo.

Giorgio Cavalleri, Parliamo di Achille Grandi

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Achille Grandi, un uomo di fede. Qualche considerazione: Desiderare e costruire il futuro

L’essenza dell’ottimismo non è guardare al di là della situazione presente, ma è una forza vitale, la forza di sperare quando altri si rassegnano, la forza di tener alta la testa quando sembra che tutto fallisca, la forza di sopportare gli insuccessi, una forza che non lascia mai il futuro agli avversari, ma lo rivendica per sé.

Esiste certamente anche un ottimismo stupido, vile, che deve essere bandito. Ma nessuno deve disprezzare l’ottimismo inteso come volontà di futuro, anche quando dovesse condurre cento volte all’errore; perché esso è la salute della vita, che non deve essere compromessa da chi è malato.

Ci sono uomini che ritengono poco serio, e cristiani che ritengono poco pio, sperare in un futuro terreno migliore e prepararsi ad esso. Essi credono che il senso dei presenti accadimenti sia il caos, il disordine, la catastrofe, e si sottraggono nella rassegnazione o in una pia fuga dal mondo alla responsabilità per la continuazione della vita, per la ricostruzione, per le generazioni future.

Può darsi che domani spunti l’alba dell’ultimo giorno: allora, non prima, noi interromperemo volentieri il lavoro per un futuro migliore.

Dietrich Bonhoeffer

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Achille Grandi, un uomo di fede. 1926-1946 Dal deserto della dittatura alla nuova fioritura della ricostruzione sindacale e costituente

La speranza vede la spiga quando i miei occhi di carne non vedono che il seme che marcisce.

don Primo Mazzolari

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Achille Grandi, un uomo di fede. 1913-1926 La C.I.L., il Partito Popolare e l’antifascismo

Non si dica quella solita frase poco seria: la politica è una cosa ‘brutta’! No: l’impegno politico – cioè l’impegno diretto alla costruzione cristianamente ispirata della società in tutti i suoi ordinamenti a cominciare dall’economico – è un impegno di umanità e di santità: è un impegno che deve potere convogliare verso di sé gli sforzi di una vita tutta tessuta di preghiera, di meditazione, di prudenza, di fortezza, di giustizia e di carità.

Giorgio La Pira

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Achille Grandi, un uomo di fede. 1901-1913 Como: L’inizio dell’impegno sindacale e il lavoro alla Direzione Diocesana Comense

Sto con tutti e son di nessuno. Se mi apparto non sono un cristiano; se non soffro insieme a tutti, non sono un cristiano; se non vivo la storia che passa, non sono un cristiano. Chi diserta non si salva: vince solo chi accetta di combattere a qualsiasi condizione. Non può esistere un cristiano neutrale. […] Se cerco di giustificarmi, col vangelo, di non amare il mio tempo e di non patire per la sua salvezza, so che bestemmio il vangelo.

Primo Mazzolari

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Achille Grandi, un uomo di fede. 1883-1901 Infanzia e formazione a Como

Il lettore che voglia cogliere l’autentica grandezza di Achille Grandi non la troverà che parzialmente nelle opere e nelle iniziative – sia pure così nobili, ardite e spesso lungimiranti – ma, più compiutamente, nella profondità e nella nobiltà della sua vita spirituale. Per inquadrare nella luce esatta ogni momento della sua esistenza – dai primi anni delle iniziali lotte sindacali nella nativa Como, agli ultimi, in cui assurse a importanza e notorietà nazionale – bisogna appunto risalire alla intensità della sua fede. È più facile, allora, scoprire la fiamma segreta che ne ha alimentato lo zelo e sostenuta la volontà in momenti ardui e difficili. Ogni atto, ogni azione, ogni gesto di questo uomo sono stati sempre ispirati da un vero, autentico cristianesimo.

Giorgio Cavalleri, Parliamo di Achille Grandi

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Don Lorenzo Milani fuori dai cliché

Qui trovi tutti gli articoli della serie Don Lorenzo Milani pubblicati su La bottega di Nazareth.

Che vergogna! Essere stati contemporanei di papa Giovanni, di don Mazzolari, di don Milani; anzi, essere stati loro amici e commensali, e non avere imparato. E non esserci convertiti. Ed essere quelli di sempre. Peggio di sempre!.

Così scriveva p. David M. Turoldo iniziando la prefazione ad una delle più famose biografie di don Lorenzo Milani, quella scritta da Neera Fallaci nel 1974. La citazione pone una accanto all’altra tre figure piuttosto diverse della storia della Chiesa italiana del XX secolo; diverse ma incluse dalla letteratura divulgativa e dalla produzione cinematografica o televisiva nella medesima categoria: il contestatore controcorrente, il profeta solo perseguitato un mondo bieco e arcigno, il santo illuminato che con pochi comprimari fedeli anticipa i tempi e rivoluziona.

Oggi don Milani, nel cinquantesimo dalla morte e mentre la sua figura, insieme a quella di don Primo Mazzolari, riemerge dall’oblio mediatico sulle labbra di papa Bergoglio, rischia di restare intrappolato o nell’icona ideologica in cui è stata rinchiuso spesso in questi anni (divenendo anche miniera per chi cercava citazioni e slogan da usare a proprio uso e consumo) o di essere avvolto nella patina agiografica di un bel santino.

A queste trappole si sfugge in un solo modo: studiando la sua storia e il suo pensiero approfonditamente, cogliendone le originalità ma anche il contesto storico ed ecclesiale, famigliare e formativo, inquadrandolo come uomo, come prete e come maestro.

Proponiamo una serie di brevi articoli sulla figura del sacerdote fiorentino cercandone gli elementi di specificità da cui nasce la sua singolare vicenda, ovvero le origini e la formazione ricevuta in famiglia e quella avuta in seminario; quindi gli elementi di contestualizzazione nella realtà ecclesiale nazionale e locale del periodo; passo ulteriore sarà l’analisi della spiritualità e della teologia sottesa al modello pastorale seguita dalla trattazione delle principali e più originali caratteristiche espressive di tale modello.

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Don Lorenzo Milani: dentro la riforma ecclesiale. Don Milani e il Concilio Vaticano II

Il Papa ha chiamato i Vescovi a dialogo, perché il Vescovo chiamasse a dialogo i parroci, il parroco i parrocchiani lontani e vicini. Se manca un solo anello di questa catena il messaggio di Giovanni XXIII e il Concilio non raggiungono il loro scopo.

don Bruno Borghi e don Lorenzo Milani

Quale rapporto si può stabilire tra don Lorenzo Milani (e tutto ciò che rappresenta) e l’evento del Concilio Vaticano II, annunciato quando il prete fiorentino è da cinque anni a Barbiana, organizzato e celebrato nei periodi più fecondi e impegnativi della scuola popolare e con la malattia che lenta ma inesorabile avanzava? Riformatore, precursore, anticipatore?  Continua a leggere

Don Lorenzo Milani: metodi pastorali. La scuola come strumento di apostolato

Spesso gli amici mi chiedono come faccio a far scuola e come faccio ad averla piena. Insistono perché io scriva per loro un metodo, che io precisi i programmi, le materie, la tecnica didattica.

Sbagliano la domanda, non dovrebbero preoccuparsi di come bisogna fare per fare scuola, ma solo di come bisogna essere per poter far scuola.

don Lorenzo Milani

La scuola fu lo strumento principale dell’apostolato milaniano che, in linea con la tradizione pedagogica cattolica, individua nella formazione delle coscienze e delle intelligenze un elemento indispensabile all’educazione umana e cristiana, e considera l’istruzione un fondamentale momento di raccordo tra fede e vita. Continua a leggere

I due Natali

da Aclisondrio.it, Acli provinciali di Sondrio.

Per sfuggire alla poco avvincente contabilità della parrocchia, faccio vagare lo sguardo sui dorsi dei libri che mi guardano dalla libreria davanti a me. Senza un perché, se non per noia, prendo un libro sui Balcani, forse per sfogliarlo. Dalle prime pagine, come stravaganti segnalibri, spuntano due banconote da dieci kune (reduci dimenticate di uno dei tanti viaggi tra Croazia e Bosnia) e quello che sembra un “santino”. Stampata sopra, accanto alla riproduzione di un volto di Gesù da icona orientale, non una citazione biblica, non una frase devota, ma un rimprovero piuttosto esplicito e ruvido: «Quando vi ho detto di comprare tutta quella roba per il mio compleanno?». Leggo la scritta in piccolo di lato … r.scapolo@tin.it … e mi torna in mente: un giorno d’inverno di non so quanti anni fa, a Como, incontro per caso don Renzo Scapolo, sempre prodigo di idee e azione dall’America Latina all’ex Jugoslavia, facciamo quattro chiacchiere sul suo progetto del momento e sui ricordi balcanici, i saluti da portare a qualche amico comune e, mentre sta per andarsene, mi mette in mano qualcuno di questi cartoncini. Continua a leggere

Costituzione italiana su internet. Due siti utili ed appassionati

La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità.

Piero Calamandrei

Accanto a siti istituzionali fatti molto bene (ad esempio piattaformacostituzione.camera.it), in questo settantesimo dall’approvazione e promulgazione della Costituzione italiana, vogliamo segnalare due siti utili ed insieme appassionati: nascitacostituzione.it e impariamolacostituzione.wordpress.com. Continua a leggere